Laringe, cenni di  anatomia  e fisiopatologia

Muscoli della laringe

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Le paralisi costituiscono il capitolo più importante delle alterazioni in difetto della motilità laringea. La laringe, considerata nel suo sviluppo filogenetico, è un organo a primordiale funzione  sfinterica con compiti protettivi sulle vie aeree inferiori; ad essa si sono in seguito sovrapposte, assumendo un carattere di assoluta preminenza, la funzione fonatoria e quella respiratoria. Queste funzioni si esplicano mediante determinati muscoli, suddivisibili in tre gruppi:
- tensori
- costrittori
- dilatatori.

contrazione di questo muscolo provoca una rotazione della cartilagine tiroidea intorno ad un  asse orizzontale che passa per le articolazioni crico-tiroidee: la cartilagine tiroidea viene ruotata in basso ed in avanti, determinando un allunga mento ed un  aumento di tensione del ligamento vocale e del muscolo vocale, che anteriormente si inseriscono nella metà inferiore dell'angolo rientrante formato dalle due lamine laterali della cartilagine tiroidea.  Il muscolo vocale o tiro-aritenoideo interno, che costituisce l'elemento fondamentale della corda vocale, non risente soltanto passivamente le conseguenze dell'azione dei muscoli sopra citati. Esso è costituito da fibre muscolari che hanno decorso continuo dalla cartilagine tiroidea a quella; una piccola parte di esse si inserisce sul cono elastico, essenzialmente al di sotto del margine libero del ligamento vocale.


La maggior parte delle fibre di questo muscolo è dotata di più di una placca motrice; alcune di esse ne posseggono addirittura cinque. Con la sua contrazione questo muscolo determina un aumento di consistenza, di tensione, ed un ingrossamento  della corda vocale. La laringe può compiere movimenti di innalzamento e di abbassamento durante la deglutizione e durante la fonazione al fine di modifica re le caratteristiche del risuonatore ipofaringeo. L’osso ioide costituisce appunto il fulcro per alcuni  movimenti verticali della laringe: esso è unito alla cartilagine tiroidea mediante il ligamento tiro-ioideo ed all'epiglottide mediante il ligamento io-epiglottico.

Queste due formazioni seguono quindi passivamente i movimenti che all'osso ioide vengono impressi dai vari muscoli sovra-ioidei. Inoltre la contrazione del muscolo tiro-ioideo provoca un ulteriore innalzamento della laringe, diminuendo la distanza che la separa dall'osso ioide. L'abbassamento della laringe viene invece prodotto dalla contrazione dei muscolisternoioideo, omoioideo  e sternotiroideo.  Durante la fonazione, sotto l'impulso dell'aria espirata, le corde vocali addotte vibrano come ance membranose «a cuscinetto», con vibrazione in senso medio-laterale, quasi perpendicolare alla direzione della corrente aerea. La possibilità che le corde vocali vibrino senza il concorso dell'aria espirata, per il solo effetto dell'attività neuro-muscolare, non sembra, per il momento almeno, sufficientemente provata. Da questa vibrazione deriva la voce, che si trasformerà in parola a livello della faringe e della bocca, per i diversi atteggiamenti assunti dal palato  molle, dalla lingua e dalle labbra. L'intensità del suono dipende dalla forza con cui l'aria espirata fa entrare in vibrazione le corde vocali; l’altezza ed il timbro dipendono invece dalla lunghezza, dal grado di tensione e dalle diverse modalità di contrazione del muscolo vocale. Le fosse nasali, il cavo rinofaringeo, il cavo orale, la trachea si comportano come casse di risonanza che rinforzano i suoni formatisi in laringe e ne modificano il timbro. Durante la respirazione le corde vocali sono abdotte, ma eseguono lievi escursioni che determinano, durante la fase inspiratoria, un aumento dello spazio glottico (cioè di quello spazio che è compréso fra le corde vocali), superiore a quello che si ha nella  fase espiratoria. L'abduzione respiratoria delle corde vocali è un fenomeno attivo involontario, la loro adduzione fonatoria è invece un fenomeno attivo volontario. Nel cadavere le corde vocali assumono una posizione intermedia tra l'adduzione e l'abduzione (posizione cadaverica). Tutti i muscoli della laringe sono innervati dal nervo laringeo inferiore o ricorrente, ad eccezione del muscolo crico-tiroideo, che è innervato dal nervo laringeo superiore.  Il nervo laringeo superiore si stacca dal vago all'estremità inferiore del ganglio nodoso. A livello del gran corno dell'osso ioide "sii divide in un ramo esterno, che contiene le fibre motrici per il muscolo crico-tiroideo e fibre sensitive per la regione sottoglottica ed in un ramo interno. Quest'ultimo contiene soltanto fibre sensitive, perfora la membrana tiroioidea e si distribuisce alla mucosa della regione sopraglottica. Esso è congiunto con un'anastomosi, che forma la così detta ansa di GALENO, con il nervo ricorrente. Il nervo laringeo inferiore o ricorrente nasce a destra nella parte inferiore del collo, a sinistra all'interno del torace. Il ricorrente destro circonda dall'avanti all'indietro l'arteria succlavia, contraendo a questo livello stretti rapporti con la cupola pleurica destra. Si porta in seguito, verso l'alto e, seguendo il margine destro dell'esofago e la parte postero-mediale del lobo laterale destro della tiroide, raggiunge la laringe. Il ricorrente sinistro si stacca dal vago a livello della faccia anteriore dell'arco aortico, circonda questo vaso dall'avanti all'indietro, contraendo rapporti con il pericardio, l’atrio sinistro, le vene polmonari, il bronco principale di sinistra ed i linfonodi trachea-bronchiali. Risale lungo la faccia anteriore dell'esofago, nel solco che essa delimita con la trachea e contrae rapporti, prima di raggiungere la laringe, con la parte postero-mediale del lobo laterale sinistro della tiroide. Mentre risale dal torace verso il collo, il ricorrente è accompagnato da una catena di linfonodi che prende il nome di catena ricorrenziale. Il ricorrente, considerato nervo esclusivamente motore, conterrebbe invece, secondo recenti ricerche, anche un contingente di fibre sensitive. Il ricorrente, sia a destra che a sinistra, ad una determinata epoca dello sviluppo, raggiunge, con direzione orizzontale, l'abbozzo della laringe, scorrendo al di sotto del 6° arco aortico. Il suo decorso ricorrente è legato alla discesa nel torace del cuore e dei grossi vasi, mentre il punto di origine e quello di terminazione del nervo restano fissi. In seguito si verifica l'atrofìa dei due ultimi archi aortici, il 5° e il 6°, per cui il nervo ricorrente finisce per sottendere il 4° arco aortico, che a destra costituirà la parte iniziale dell'arteria succlavia, a sinistra l'arco dell'aorta


 

   cfr indicre ORL