Laringe, paralisi, nozioni di anatomia

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    Lo studio delle paralisi laringee presuppone anche un'esatta conoscenza dell'origine e del decorso delle fibre nervose che si portano a questo organo. Una paralisi laringea costituisce in molti casi la parziale espressione di una sindrome paralitica in cui sono coinvolte anche strutture dipendenti dagli ultimi 4 nervi cranici. L'argomento quindi, nei suoi presupposti anatomo-funzionali, deve essere affrontato in maniera unitaria. Le fibre motrici destinate ai muscoli della laringe nascono sul pavimento del IV ventricolo in, nuclei della sostanza grigia in continuazione con il nucleo ambiguo e fuoriescono dall'oblongata con le radici bulbari del nervo accessorio (XI paio). Questo nervo possiede anche un certo numero di radici che nascono dalla parte più alta del midollo spinale, penetrano nel cranio e si accollano, senza fondersi, alle radici bulbari per formare un tronco unico, il nervo accessorio, che fuoriesce dal cranio attraverso il foro lacero-posteriore assieme al nervo glosso¬faringeo (IX paio) ed al vago (X paio). Subito al di sotto di questo foro i tre nervi contraggono rapporto con un linfonodo (linfonodo-di KRAUSE e CUNEO), cui giungono collettori linfatici provenienti dalla parte più alta e laterale del cavo rinofaringeo. Il tragitto extracranico del nervo accessorio è molto breve; il suo tronco si divide in due rami: il ramo esterno, formato dalle radici spinali, innerva i muscoli sternocleidomastoideo e trapezio; il ramo interno, formato dalle radici bulbari, si unisce al vago all'altezza del ganglio nodoso e porta a questo nervo il contingente motore somatico destinato ai muscoli del velo, ai costrittori medio ed inferiore della faringe, ai muscoli laringei. II vago possiede anche fibre motrici viscerali che nascono dal nucleo motore dorsale e sono destinate alla laringe, al cuore, ai visceri toracici ed addominali;

    B base della lingua L laringe T trachea E esofago A arco dell'aorta S arteria succlavia C arteria Carotide Comune G vena giugulare interna L nervo laringeo superiore con ul suio ramo esterno ed il suo ramo interno 2) nervo vago destro. 3 1 nervo ricorrente destro 4 nervo vago sinistro. 5 nervo ricorrente sinistro. 6) ansaanatomica di Galeno

    le sue fibre sensitive somatiche per la pelle dell'orecchio esterno hanno cellule di origine nel ganglio giugulare e le sensitive viscerali nel ganglio nodoso. I rami centripeti di dette fibre terminano nel nucleo sensitivo del vago o nucleo dell'ala cinerea e nel nucleo del tratto solitario. L'insieme dei gruppi cellulari da cui nascono le fibre motrici destinate alla laringe formano due centri funzionali, l'uno bulbo-respiratorio, l'altro bulbo-fonatorio, situati appunto sul pavimento del IV ventricolo. A questi centri involontari giungono fibre da due centri volontari corticali, cortico-respiratorio e cortico-fonatorio situati nel piede della terza circonvoluzione frontale. Le fibre cortico-bulbari attraversano il centro semi-ovale, il ginocchio della capsula interna, il peduncolo cerebrale e si incrociano nel ponte.

    Il nervo glosso-faringeo è un nervo misto, che fuoriesce dal cranio attraverso il foro lacero-posteriore e contiene fibre secretrici destinate alla parotide, fibre motrici, destinate prevalentemente al muscolo costrittore superiore della faringe  e fibre sensitive (sensibilità generale e sensibilità gustativa) che si distribuiscono alla mucosa della lingua nel territorio compreso fra il V linguale e le vallecule glosso-epiglottiche (base della lingua). Il nervo ipoglosso è un nervo motore somatico che innerva i muscoli intriseci della lingua. Esce dal cranio attraverso il canale dell'ipoglosso. Subito al di sotto del foro lacero-posteriore, fra il IX, X e XI paio di nervi cranici e le fibre simpatiche oculo-pupillari intercorrono stretti rapporti topografici. La compromissione di queste fibre può dare alcuni sintomi che si associano a quelli derivati dalla paralisi di questi nervi cranici. Sarà bene quindi ricordare che il simpatico oculo-pupillare innerva: il muscolo orbitale, che chiude la fessura orbitale e si oppone con la sua tonicità al rientramento eccessivo del bulbo oculare; il muscolo tarsale superiore od orbito-palpebrale; il muscolo raggiato dell'iride, irido-dilatatore, ed antagonista dello sfintere interno.

     

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