Le soluzioni di albumina

Preparazioni di albumina

Sono registrate preparazioni al 5%, al 20% e al 25%. Le soluzioni di albumina umana al 5% hanno una pressione osmotica che è pressappoco equivalente a quella del plasma normale; quelle al 20 - 25 % sono iperosmotiche. Tutte le preparazioni contengono 130-160 mEq di sodio per litro. Le soluzioni possono essere infuse indipendentemente dal gruppo sanguigno del ricevente.
 

Indicazioni all'uso dell'albumina

L'impiego dell'albumina, sulla base delle evidenze cliniche, può essere indicato in condizioni acute nelle quali è necessaria l'espansione di volume e il mantenimento del circolo, e in alcune condizioni croniche con bassa albuminemia.
 

 

 

Indicazioni appropriate

- Paracentesi di grandi volumi: la paracentesi evacuative è considerate il trattamento di scelta nei soggetti con ascite tesa o refrattaria. La paracentesi di volume > 5L può comportare, in alcuni casi, ipovolemia e modificazioni emodinamiche particolarmente sfavorevoli, con possibilità di rischio di:

1) Deterioramento della funzione renale;
2) Iponatremia da diluizione;
3) Rapida recidiva ascitica;
4) Riduzione della sopravvivenza;
In tali casi va utilizzata albumina alla dose di 5 g/L di liquido rimosso, in un'unica soluzione al termine della paracentesi. Vanno preferite preparazioni al 20-25% (grado di raccomandazione: 1C+)
- Plasmaferesi terapeutica: l'impiego di albumina è appropriato solo nello scambio di grandi volumi di plasma, superiori a 20 mL/Kg in un'unica seduta o 20 mL/Kg/settimana in sedute successive, nel caso siano scambiati piccoli volumi di plasma è bene considerare, per motivi di costo/efficacia, l'impiego di soluzioni cristalloidi o dell'associazione albumina/cristalloidi (grado di raccomandazione: 2C+);
- Peritonite batterica spontanea (PBS): rappresenta una complicanza comune e grave della cirrosi ascitica e si verifica in circa il 20-30 % dei pazienti e può evolvere nella sindrome epatorenale (SER). L'albumina al 20-25 %, in associazione al trattamento antibiotico,può essere utilizzata nel trattamento della PBS e riduce la probabilità d'insorgenza di SER e la mortalità (grado di raccomandazione: 1C+).

Indicazioni occasionalmente appropriate

(ove siano soddisfatti ulteriori criteri)
 

Cardiochirurgia

: negli interventi di cardiochirurgia l'albumina può essere utilizzata per l'espansione post-operatoria della volemia come trattamento di ultima scelta, dopo i cristalloidi e i colloidi non proteici;
 

Chirurgia maggiore

: l'uso di albumina può essere indicato in soggetti sottoposti a interventi di chirurgia maggiore (resezione epatica > 40%, ampie resezioni intestinali) qualora, dopo la normalizzazione della volemia, l'albumina sia < 2g/dL (grado di raccomandazione 2C+). Per qualunque altro tipo d'intervento, l'uso immediato di albumina nel post-operatorio è sempre sconsigliato;
 

Ascite non responsiva

ai diuretici: si tratta di indicazione controversa. L'albumina è generalmente inefficace, se non in pazienti con albumina < 2 g/dL. I pazienti che possono trarre beneficio dal trattamento sono soprattutto quelli in condizioni cliniche più precarie, con ipovolemia ed ascite scarsamente responsiva ai diuretici: in questi casi l'albumina potrebbe essere utilizzata anche se l'albuminemia è 2,5 g/dL (grado di raccomandazione: 2C);
- Sindrome da ìponutrizione: l'albumina non deve essere impiegata a fini nutrizionali. Tuttavia, in pazienti con diarrea associata ad intolleranza alla nutrizione enterale, la somministrazione di albumina può essere utile se coesistono le seguenti condizioni:
1) Volume diarrea > 2L/die
2) Albumina serica < 2 g/dL
3) Prosecuzione della diarrea nonostante la somministrazione di peptidi a catena corta e formulazioni di minerali
4) Nessuna altra causa che giustifichi la diarrea
- Shock emorragico: l'albumina va utilizzata come seconda scelta (grado di raccomandazione: 1A) quando le soluzioni cristalloidi o i colloidi non proteici (trattamento di prima scelta) sono già stati impiegati a dosaggi massimali senza aver ottenuto una risposta clinica adeguata, e laddove i colloidi non proteici siano controindicati. Deve essere utilizzata albumina al 5%;
- Sindrome epatorenale: la SER consiste in un deterioramento della funzione renale su base funzionale che si manifesta nel 10% dei soggetti con cirrosi avanzata ed ascite. Il trattamento di scelta è rappresentato dal trapianto epatico. Il trattamento medico è costituito da associazione di vasocostrittori e albumina ad alte dosi (grado di raccomandazione: 2B);
- Sindrome nefrosica: l'infusione a breve termine di albumina al 20-25% in associazione ai diuretici è appropriata nei pazienti con albumine mia < 2 g/dL con ipovolemia marcata e/o edema polmonare acuto e/o insufficienza renale acuta (grado di raccomandazione: 2C);
- Trapianto d'organo: l'albumina può essere utile nel periodo post-operatorio del trapianto di fegato, per il controllo dell'ascite, dell'edema periferico e per rimpiazzare la perdita di liquido ascitico dal catetere di drenaggio; va somministrata nelle seguenti condizioni;
1) Albumina < 2,5 g/dL
2) pressione dei capillari polmonari < 12 mm-Hg
3) Htc > 30% (grado di raccomandazione; IC)
Ustioni: in fase rianimatoria non c'è indicazione all'uso dell'albumina nelle prime 24 ore, cioè durante la fase di elevate permeabilità capillare. In seguito è indicata la' somministrazione di albumina al 5% e la posologia va diversificata a seconda dell'entità di interessamento della superficie corporea (SC) (grado di raccomandazione: 2C+): SC 30-35% 0.3 mL x kg x % di SC ustionata in 24 ore SC 50-70% 0.4 mL x kg x % di SC ustionata in 24 ore SC 70-100% 0.5 mL x kg x % di SC ustionata in 24 ore Nella fase post-rianimatoria, l'infusione di albumina al 5% o al 20%, alla dose di 1-2 g/kg/die, va eseguita se
1) albumina <1 g/dL (endpoint 2g/dL)
2) albumina 1-2 g/dL e intolleranza all'alimentazione enterale o edema tissutale massivo o disfunzione polmonare, che potrebbe essere aggravate da una bassa pressione oncotica (endpoint 2 g/dL9
Per gli ulteriori criteri vedi "raccomandazioni SIMT1 sul corretto utilizzo degli emocomponenti e dei plasmaderivati"
 

Indicazioni inappropriate

- quando l'albumina è superiore a 2,5g/l;
- ipoalbuminemia cronica in assenza di edemi e/o ipotensione acuta
- malnutrizione
- cicatrizzazione delle ferite
-shock non emorragico ascite responsiva ai diuretici ustioni nelle prime 24 h
- enteropatie protido-disperdenti e malassorbimento
- pancreatiti acute e croniche
- emodialisi ischemia cerebrale
- emodiluizione normovolemica acuta in chirurgia
- sindrome da iperstimolazione ovarica.

Calcolo della dose da somministrare
Dose (g) = (2,5 g/dL - albuminemia attuale) x (kg di peso corporeo x 0.8)

Effetti collaterali e reazioni avverse
- Reazioni immediate di tipo allergico con febbre, brividi, nausea, vomito, orticaria, ipotensione, aumento della salivazione, effetto sulla respirazione e sulla frequenza cardiaca
- In caso di infusione molto rapida (20-50 mL/min) si può verificare rapida caduta della pressione arteriosa e, nei soggetti anziani e in quelli a rischio di insufficienza cardiaca congestizia, è possibile indurre una scompenso cardiaco congestizio, specie con l'impiego di soluzioni concentrate di albumina
- L'albumina è considerata un'emoderivato sicuro dal punto di vista infettivo logico con qualche interrogativo per la potenziale trasmissione di prioni.

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