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LESIONE DA DECUBITO
Che
cos’è una lesione da decubito? Lesioni
da decubito 2
a cura del dott.
Claudio Italiano, medico ospedaliero
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A tutti voi sarà capitato,
o speriamo solo a pochi, di avere un paziente che rimane allettato per
parecchio tempo, magari a seguito di un intervento per protesi d’anca o
per una frattura della testa del femore inoperabile, per cui è stato
confezionato un gambaletto gessato! A questo punto avrete notato che si
saranno formate delle piaghe alla regione sacrale, dette, appunto,
"lesioni da decubito".
E’ chiaro che la prima
cura di una lesione di questo tipo è prevenirla!
LA LESIONE DA DECUBITO SI
PUO' E SI DEVE PREVENIRE
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Per far ciò è necessario
che ogni struttura abbia in turno personale fresco, giovane, pagato e
motivato, ma questo accade solo raramente! Il più delle volte, un
reparto, per colpa dei continui tagli alla sanità, gira con poco personale, mal pagato, demotivato
e stressato, da continui insulti da parte dei malati e parenti, da
richieste impossibili da esaudire e quantaltro! Per quanto possibile,
invece, si deve ottenere:
• Un cambiamento frequente di posizione ogni due ore;
• Un' adeguata igiene del corpo,non aggressiva per la pelle
• Una dieta alimentare adatta alle condizioni di salute, con preparati
proteici;
• Un' attenzione specifica alle malattie esistenti, cioè curare le
patologie neurologiche, metaboliche (diabete), neoplastiche;
• Un utilizzando ausili specifici e presidi idonei a prevenire le ulcere
( materassi ad aria antidecubito, medicazioni avanzate, cuscini;
• Una buona disponibilità di personale che consenta di alzare il più
possibile il
malato, per mantenerlo al tavolo, per portarlo al bagno, per medicarlo.
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Ma se le piaghe me le
faccio a casa?
Occorre in questi casi
sempre una prescrizione rilasciata dallo specialista della ASL, oppure dal
dirigente medico delle unità operative, di un presidio sanitario
pubblico, che contenga:
· diagnosi (patologia invalidante per es. ictus, neoplasia, malattia
demielinizzante, ecc.)
· indicazione del presidio e codice di riferimento (Codice ISO), vedi
sotto.
· programma terapeutico indicante i tempi di impiego
· La ASL autorizza la fornitura sulla base della prescrizione
AUSILI PER LA PREVENZIONE E
TRATTAMENTO LESIONI CUTANEE 09.21
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Descrizione |
Codie ex D.M.
28/12/92 |
Codice
Classificazione ISO |
quantitativi massimi
concedibili |
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Bendaggio flessibile
autoadesivo idroattivo o gelificante, in confezione singola sterile |
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09.21.12 |
a |
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Formato con una
superficie totale flessibile idroattiva di cm 10x10 |
501.21.25 |
09.21.12.003 |
10 pz al mese |
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Formato con una
superficie totale flessibile idroattiva di cm 20x20 |
501.21.25 |
09.21.12.006 |
6 pz al mese |
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Formato sagomato con
una totale superficie flessibile idroattiva non inferiore a 60 cm2 |
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09.21.12.009 |
10 pz al mese |
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Formato sagomato con
una totale superficie flessibile idroattiva non inferiore a 120 cm² |
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09.21.12.012 |
6 pz al mese |
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Pasta, gel o idrogel
atta ad assorbire l'essudato, prescrivibile esclusivamente in
associazione con gli ausili di cui al
codice 09.21.12 |
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09.21.18.003 |
1 flacone di pasta da
100 gr. o di gel da 50 gr. al mese |
Alla dimissione dalle Unità operative, del paziente affetto da lesione da
decubito deve essere accompagnato dalla prescrizione di bendaggi, al fine
di velocizzare le pratiche per poter accedere alle medicazioni, se ciò
non succede la pratica è lunghissima, il medico curante deve richiedere
visita specialistica a domicilio, quando il medico visita il paziente a
domicilio effettuerà la prescrizione delle medicazioni avanzate.
Il medico specialista prescrive:
- bendaggio flessibile autoadesivo idrattivo di superficie 10x10 oppure
20x20 oppure 60 cm oppure 120 cm .
- idrogel 50gr al mese
sulla richiesta deve essere scritto i mesi di trattamento in base alle
condizioni cliniche della lesione, il medico può scrivere 2, 3, oppure 4
mesi,
ALTRO MATERIALE PRESCRIVIBILE AL PAZIENTE INVALIDO AFFETTO DA LESIONE
• materassino ad aria del tipo dinamico con compressore cod. iso
03.33.06.018
• protezione per tallone in fibra cava siliconata cod. iso 03.33.09.006
• catetere esterno per uomo auto adesivo cod. iso 09.24.09.003
• busta per catetere esterno cod. iso 09.27.07.006
• catetere a permanenza in silicone cod. iso 09.24.03.003
MEDICAZIONI AVANZATE
Da sempre l’uomo ha
cercato di ottenere la guarigione di piaghe, ulcere e ferite, utilizzando
i materiali più strani, dalle pelli di animali, es. di daino, agli
impatti di fango e di creta, alle foglie di canna, per es. ha utilizzato
decotti di nepetella officinalis. Mentre agli inizi del novecento, la
medicina riteneva che la guarigione delle lesioni fosse possibile in
ambiente secco, con bendaggi asciutti, per es. garza e lino, la vera
rivoluzione si ebbe però nel 1962, quando Winter pubblicò il suo lavoro
sulle lesioni, guarite in ambiente umido.
La disidratazione dei
tessuti infatti è responsabile di necrosi cellulare, essendo a tutti noto
che un ambiente umido è veicolo di mediatori chimici della risposta
infiammatoria e che le cellule dell’organismo si muovono in ambiente
acquoso, per cui ne derivava una lenta guarigione delle piaghe e dei i
processi di cicatrizzazione. Una medicazione ideale avrebbe dovuto essere
al tempo stesso umida, favorire il drenaggio degli essudati e non fare
passare i batteri. Nacquero così medicazioni quali gli idrocolloidi, i
poliuretani, gli idrogeli.
Le categorie di prodotti
che oggi il mercato italiano ci consente di avere sono:
Gli idrocolloidi: Miscele
di polimeri naturali o sintetici, sospesi in forma microgranulare in una
matrice adesiva.
Gli alginati: Medicazioni a
base di sali di calcio e/o sodio dell'acido alginico, elevato è il loro
grado di assorbenza.
Gli idrogeli: Medicazioni
fluide a base di polimeri idrofili con un contenuto di acqua superiore al
50%; alcuni possono contenere alginato. Sono disponibili anche in forma di
medicazione su supporto.
I poliuretani: Medicazioni
a base di poliuretano, permeabili al vapore acqueo e all'ossigeno; alla
rimozione non lasciano residui nel letto della lesione. Si possono
identificare all'interno di questa categoria le schiume (semplici,
idrocellulari, idropolimero) e quelle a base di poliuretano gelificato.
I derivati dell'acido
ialuronico: Medicazioni attive primarie a forma di cuscinetti
pluristratificati superassorbenti a cessione graduale nel tempo di
soluzioni polisaliniche dopo essere stati attivati preventivamente con le
stesse.
Un nuovo tipo di
medicazioni avanzate, le medicazioni Attive : Sono in grado di riattivare
i processi di riparazione dei tessuti lesionati, favorendo la
ricostruzione dei tessuti.
Antisettici di ultima
generazione: A base di nano cristalli di argento, oppure di cadexomero
iodico, oppure solfadiazina argentina ed acido ialuronico, si basano sul
rilascio lento del principio attivo, assenza di tossicità per le cellule
dei tessuti, elevatissima attività antibatterica verso molti ceppi
batterici, miceti, virus, sono in grado anche di riattivare i processi di
riparazione dei tessuti.
Hyaff Acido Ialuronico:
Grazie alle sue proprietà chimico fisiche l'acido ialuronico riesce ad
attivare i processi di riparazione dei tessuti.
Che fare in caso di lesione
da decubito?
Dopo essersi portate le
mani ai capelli (!), perché le lesioni sono cose serie e gravi, la prima
cosa da fare è l’ispezione della lesione, se cioè essa sia
caratterizzata da tessuto necrotico, da infiammazione, se abbia margini
sottominati.
In primis, perciò,
eseguita l’ispezione della piaga, si procede alla:
-
Rimozione del tessuto
necrotico, cioè di quella escara nerastra, che si evidenzia alla
superficie della piaga, Wound Bed Preparation, ossia preparazione del
letto della lesione;
-
Rimozione dei processi
infettivi e/o osteomielitici inevitabili; Chi vi scrive si è
imbattuto in infezioni ospedaliere da batterio killer, al secolo,
pseudomonas aeruginosa! E non vi dico i tamponi da ferita eseguiti,
ossia gli esami colturali del materiale purulento che fuoriesce dalla
piaga e che si attua facendo strisciare una sorta di bastoncino di
cotone sul materiale di secrezione, per poi inserirlo nell’apposita
custodia e portarlo al laboratorio microbiologico. Se esiste una
infezione, la guarigione è assai lenta e stentata! Non è detto,
neppure, che l’impiego di più antibiotici possa essere sempre la
soluzione adeguata, perché impiegare solo dei disinfettanti, la
soluzione fisiologica per lavare, delle soluzioni iodate, è spesso
sufficiente, o addirittura il vecchio acido acetico, diluito!!!!
-
Quando infine, passano
i mesi ed il paziente, come nel mio caso, è un paziente con lesioni
spinali e piaghe nelle regioni denervate, allora il trattamento è
arduo e prevede anche i trapianti cutanei, prodotti biologici o
terapie aggiuntive.
Bisogna agire sulla lesione per gradi: favorire la rimozione dei
tessuti necrotici, regressione della colonia batterica, controllo
degli essudati, queste sono le prime tappe. La composizione
dell'essudato delle ferite croniche, a differenza di quello delle
lesioni acute, è tale da rallentare e bloccare la proliferazione di
cellule chiave quali i cheratinociti, i fibroblasti e le cellule
endoteliali. In particolare, l'iperproduzione di metalloproteinasi
determina l'alterazione della matrice di ricostruzione, con
degenerazione dei componenti, quali proteine e fattori di crescita,
indispensabili sia per la migrazione delle cellule infiammatorie che
per la riepitelizzazione.
Fare mente locale!

Una valutazione del
paziente risulta fondamentale, bisogna effettuare una attenta anamnesi,
perché molte malattie del corpo possono causare malattie con alterata
riparazione dei tessuti.ù, per esempio i soggetti affetti da neuropatia
diabetica, i cardiopatici i neoplastici, chi ha fatto cicli di
chemioterapia, chi è debilitato per anemia, malnutrizione,
malassorbimento, con sindromi carenziali per mancanza di vitamine,
proteine, minerali, i soggetti affetti da artrite reumatoide o altre
malattie autoimmuni. tessuti.
Le lesioni possono
presentare delle complicanze, di cui le più temibili sono:
1. infezioni, colonizzazione, contaminazione;
2. presenza di tessuto necrotico;
3. presenza di fibrina
4. presenza di abbondante essudato;
5. sottominatura;
6. estensione della lesione;
L'approccio scientifico al trattamento della lesione si basa sulla
rimozione delle barriere locali che ostacolano la guarigione. I principi
del TIME, che si basa sugli interventi in quattro importanti aree
cliniche, promuove la formazione di un letto della lesione ben
vascolarizzato che conduce alla guarigione, o al successo di altre misure
terapeutiche.
Terapia.
-
Per liberare le piaghe dai tessuti necrotici si possono impiegare
preparazioni enzimatica di collagenasi e cloramfenicolo, responsabili
di degradazione del tessuto necrotico. Si possono impiegare allo scopo
anche idrogel specifici per:
-
Reidratare il tessuto
necrotico
-
Sciogliere ed assorbire
la necrosi sierosa
-
Assorbire l’eccesso
di essudato
-
Favorire la
cicatrizzazione delle ferite in ambiente umido
Osteomielite
Rappresenta una temibile complicanza di piaghe estese, con flogosi
sostenuta da presenza di germi patogeni o, meno comunemente, da miceti in
un segmento osseo costituito da una corticale ed uno spazio midollare,
vicini alla lesione, per diffusione semplice dell’infezione alle regioni
adiacenti. Se il segmento osseo non è provvisto di midollare, come il
calcagno o una falange, l'infezione è definita osteite. Si distingue in
acuta e cronica. Si constata che infezioni dei tessuti molli (ascessi,
flemmoni,piaghe da decubito, piede diabetico, ed altre lesioni croniche.
Può complicarsi con la sepsi, processo in cui in circolo è repertabile
una carica batterica, attraverso la emocoltura, patologia questa assai
grave e di prognosi spesso infausta per il paziente!!
Gli antisettici di maggior
utilizzo sono il cadexomero iodico, che
esiste sottoforma di pasta o di polvere. Il formato in polvere viene usato
soprattutto in lesioni molto essudanti, i granuli assorbono l'essudato
rilasciando in sede di lesione un continuo dosaggio di iodio pari allo
0,9% effettuando un ampio effetto battericida senza danneggiare le cellule
sane, attivissimo contro i batteri Gram+ e Gram-, virus, miceti, protozoi.
Il prodotto non sviluppa resistenza batterica e non presenta elevata
citotossicità cellulare.
Il trattamento va effettuato fino a completa regressione dell'infezione e
si può utilizzare una medicazione secondaria assorbente come schiuma
idrocellulare di poliuretano. Ancora il nanocristallo di argento, con
deposizione di argento attivo, che blocca il sistema respiratorio dei
batteri, gram+ e gram -; la clorexidina acetata, ad azione battericida che
si trova come medicazione sotto forma di garza grassa, ancora Sulfadiazina
argentica 1% ed acido ialuronico sale sodico 0,2%,
antisettico ad ampio spettro batterico, in versione crema, garza. Ottimo
come antisettico, attivo contro gram- gram+, la presenza di acido
ialuronico garantisce una attiva riparazione dei tessuti.
Il rinnovo di ogni
medicazione deve avvenire almeno ogni 3/4 giorni
Fattori che rallentano la
guarigione:
deplezione proteica, assunzione di farmaci come cortisone, anticoagulanti,
patologie come anemia,deficit circolatorio, non utilizzo di ausili
antidecubito, patologie terminali. La presenza di margini non
proliferativi deve indirizzare alla valutazione delle condizioni cliniche
generali del paziente, deve essere valutato l'eventuale trattamento con
sostanze come modulatori delle proteasi, pappe piastriniche autologhe,
medicazioni bioingegnerizzate e fattori di crescita locali. Nel caso in
cui le condizioni cliniche generali del paziente sono molto compromesse
anche l'utilizzo di questi prodotti potrebbe risultare fallimentare.
L'uso di antibiotici ad ampio spettro nel trattamento locale delle lesioni
viene quasi del tutto evitato ed è sostituito dall'impiego di
disinfettanti ad attività battericida sempre più elevata e con ridotta
istolesività sui tessuti. La rimozione del tessuto necrotico delle piaghe
viene, quando possibile, eseguita mediante digestione enzimatica piuttosto
che per via chirurgica, in quanto più fisiologica e meno traumatica.
MATERIALE PRESCRIVIBILE IN
PAZIENTE INVALIDO AFFETTO DA LESIONE
• materassino ad aria del tipo dinamico con compressore cod. iso
03.33.06.018
• protezione per tallone in fibra cava siliconata cod. iso 03.33.09.006
• catetere esterno per uomo auto adesivo cod. iso 09.24.09.003
• busta per catetere esterno cod. iso 09.27.07.006
• catetere a permanenza in silicone cod. iso 09.24.03.003
index
indice
di dermatologia
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