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. Il paziente con ictus presenta solitamente una lesione delle vie piramidali che si manifesta con emiplegia; cioè la lesione causa la paralisi di un intero emilato, dal lato opposto della lesione centrale. Significa che se la lesione ischemica ha interessato la circonvuluzione ascendente di destra, la lesione si manifesterà con emiplegia di sinistra e viceversa. Le lesioni del secondo motoneurone, invece, colpiscono un solo arto e si parlerà di monoplegia. La diplegia se entrambi gli arti sono paralizzati.
Emiplegia
il paziente con andatura anserina e falciante. il paziente con andatura propulsiva, spastica e steppante. Allorché
l'emiplegia si stabilisce gradualmente, essa si presenta spastica fin
dall'inizio. Monoplegia È
la paralisi isolata di un arto (brachiale, crurale), o della faccia e
della lingua; si parla di monoparesi
se la paralisi non è completa. Può
dipendere da lesione centrale (per lesione del 1 neurone a livello della
corteccia cerebrale o del territorio immediatamente sottostante ove le
fibre sono ancora tra loro dissociate) o periferica (per lesione del
II motoneurone). Quest'ultimo da una paralisi flaccida, con abolizione
dei riflessi osteo-tendinei e con intensa atrofia muscolare; se
interessa la radice o i nervi si accompagna a disturbi della sensibilità.
. Diplegia Questo
termine indica qualsiasi paralisi bilaterale, interessante cioè due
parti del corpo più o meno esattamente simmetriche.
. Paraplegia
Esame
obiettivo della motilità volontaria Questo
esame si effettua invitando il paziente a compiere con i vari segmenti
del corpo i movimenti che i diversi gruppi muscolari consentono di
eseguire: flessione, estensione, adduzione, abduzione, pronazione,
supinazione. La valutazione della forza muscolare si effettua opponendo
una resistenza ai vari movimenti che si fanno eseguire. Per saggiare la
forza prensile si invita il paziente a stringere la mano
dell'osservatore; si può ricorrere all'uso di un dinamometro. Per
mettere in evidenza, inoltre, un deficit di forza si ricorre alle
seguenti prove di paresi latente: 1)
Prova delle braccia protèse di
Mingazzini. L'ammalato
seduto, ad occhi chiusi, protende gli arti superiori; si assisterà ad
un lento abbassamento dell'arto paretico e se la palma della mano
paretica era rivolta in alto essa lentamente si porta all'ingiù (Fig.
16-7). 2) Prova delle gambe di Mingazzini. L'ammalato sta supino, ad occhi chiusi, con le cosce divaricate e flesse ad angolo retto sul bacino e le gambe flesse ad angolo retto sulle cosce; si assisterà ad un lento abbassarsi della gamba paretica, che si avvicina al Diano del letto.
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