Leucocitosi

 

appunti del dott. Claudio Italiano

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La diapedési

I leucociti possono passare per diapedesi attraverso i pori ed anche attraverso le cellule reticoloendoteliali delle pareti vasali. Cioè, anche se il diametro dei pori è molto inferiore a quello della cellula, un'esigua porzione di questa comincia a scorrere attraverso il poro, restringendosi momentaneamente in modo da adeguarsi al diametro del poro stesso.

Movimenti ameboidi

Una volta che le cellule sono penetrate negli spazi tessutali, i granulociti specialmente, ed un po' meno i grossi linfociti ed i monociti, vi si muovono mediante movimenti ameboidi. Alcune cellule possono spostarsi nei tessuti con una velocità sino a 40 micron al minuto; ossia, in un minuto possono percorrere uno spazio pari al triplo della loro lunghezza complessiva.

Chemiotassi

Diverse sostanze chimiche presenti nei tessuti inducono i leucociti a movimenti di avvicinamento o di allontanamento. Questo fenomeno va sotto il nome di chemiotassi. I prodotti della degenerazione dei tessuti infiammatori, soprattutto i polisaccaridi tessutali, ed anche uno dei prodotti di reazione di un complesso di sostanze noto come "complemento", hanno la capacità di promuovere la migrazione di neutrofili e di monociti verso la sede della flogosi. Ancora, numerose tossine batteriche possono esplicare azione chemiotattica sui leucociti. La chemiotassi dipende dall'esistenza di un gradiente di concentrazione della sostanza chemiotattica. La concentrazione è maggiore in vicinanza della fonte di produzione della sostanza e, man mano che questa se ne allontana per diffusione, va diminuendo in funzione del quadrato della distanza. Di conseguenza, in corrispondenza del polo della cellula più lontano dalla fonte, la concentrazione della sostanza chemiotattica è più bassa che in corrispondenza del polo della cellula rivolto verso la sede di produzione della sostanza chemiotattica. La maggiore concentrazione su un lato della cellula vi provoca l'emissione di pseudopodi verso la fonte della sostanza, mentre nella chemiotassi negativa si verifica l'effetto opposto.

Leucociti ed infiammazione.

Chemiotassi

La leucocitosi

L'infiammazione (o flogosi) è quell'insieme di alterazioni che si verificano nei tessuti in seguito ad una lesione. Quando questa si verifica sia ad opera di batteri, di traumi, di sostanze chimiche, del calore che di qualunque altro fattore, il tessuto leso libera istamina ed altre sostanze umorali nei fluidi circostanti. Ciò determina aumento del flusso sanguigno locale ed aumento della permeabilità dei capillari, per cui passa nei tessuti una grande quantità di liquido e di proteine, tra le quali il fibrinogeno. Ne risulta un edema locale ed il liquido extracellulare e quello linfatico coagulano entrambi per l'azione coagulante che gli essudati tessutali hanno sul fibrinogeno. Si sviluppa cosi un edema carnoso negli spazi circostanti alle cellule lese.

Demarcazione dell'infiammazione

Risulta ovvio dalla precedente esposizione che il risultato finale dell'infiammazione è quello di "isolare" dagli altri tessuti la zona infiammata. Qui gli spazi interstiziali ed i linfatici vengono bloccati dal coagulo di fibrina e conseguentemente l'irrorazione della zona infiammatoria risulta notevolmente rallentata. Perciò l'isolamento dell'area danneggiata ritarda la diffusione dei batteri e dei prodotti tossinici. L'intensità del processo infiammatorio è di solito proporzionale all'entità del danno arrecato al tessuto. Per esempio, quando gli stafilococchi invadono i tessuti vi liberano tossine estremamente letali per le cellule. Ne risulta una rapida evoluzione del processo infiammatorio — di fatto, molto più rapida di quanto non comporti la capacità di moltiplicazione e di diffusione degli stessi stafilococchi —. Perciò l'infezione stafilococcica viene rapidamente "circoscritta". D'altra parte, gli streptococchi non provocano una cosi intensa distruzione locale di tessuto e, di conseguenza, il processo d'isolamento si sviluppa più lentamente mentre, nel frattempo, gli streptococchi si moltiplicano e migrano. Come risultato gli streptococchi, rispetto agli stafilococchi (cfr batteri), hanno una maggiore tendenza a diffondere per tutto l'organismo e a causarne la morte, anche se in realtà gli stafilococchi svolgono sui tessuti un'attività distruttiva molto più marcata. Richiamo di neutrofili nella zona di flogosi. In  caso di danno a livello dei tessuti, si verificano ' condizioni tali da indurre i neutrofili a muoversi verso la zona lesa. In primo luogo, i neutrofili si addensano sulle pareti del capillare leso, processo questo noto come marginazione. Poi gradualmente le cellule passano per diapedesi negli spazi tessutali. In secondo luogo, si verifica un'attrazione chemiotattica dei neutrofili verso l'area lesa e ciò dipende dalla presenza di alcuni prodotti batterici o cellulari che attirano i neutrofili. In tal modo, entro poche ore dal momento nel quale i tessuti hanno subito il danno, la sede della lesione si v riempie di neutrofili.

Neutrofilia durante l'evoluzione dell'infiammazione

- Fattore promotore della leucocitosi. Il termine neutrofilia significa aumento abnorme del numero dei neutrofili presenti nel sangue circolante, mentre con il termine leucocitosi si intende un aumento del numero totale dei leucociti. Si ritiene che una sostanza indicata come fattore promotore della leucocitosi viene liberata dalla maggior parte dei tessuti infiammatori. Questo fattore diffonde nel sangue e perviene al midollo osseo dove esplica due azioni: in primo luogo pro-muove, in un tempo che va da pochi minuti a qualche ora, la liberazione dalle aree di deposito nel midollo d'un gran numero di granulociti, soprattutto neutrofili, il numero totale dei quali tal volta aumenta fino a 20.000-30.000 per millimetro cubo di sangue. In secondo luogo nel midollo la velocità di produzione di granulociti aumenta per azione diretta del fattore, oppure indirettamente come risultato dell'emissione di granulociti da parte del midollo osseo. Entro un giorno o due, dall'inizio dell'infiammazione, il midollo osseo si fa iperplastico e continua a produrre un gran numero di granulociti per tutto il tempo che i tessuti infiammatori continuano a produrre fattore promotore della leucocitosi. Ad ogni modo è solo dal deposito midollare di leucociti che provengono i granulociti nella prima giornata, o più, finché il midollo stesso non avrà avuto il tempo di diventare iperplastico. Per fortuna il numero di neutrofili immagazzinati nel midollo è circa 30-40 volte superiore a quello dei neutrofili che in condizioni normali circolano nel sangue. Ciò significa che per ogni emergenza è disponibile un'ampia riserva, che può esser immessa in circolo nel giro di poche ore.

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