'); //-->
-->
|
PREREQUISITI
PER L’APPRENDIMENTO DELLA LETTURA E
DELLA SCRITTURA NELL’ETA’
PRESCOLARE appunti del logopedista, per gentile concessione a gastroepato. Logopedisti in P.O. di Mistretta Per informazioni contattare:
·
Memoria a lungo
termine coincide con il significato corrente al termine memoria,come
deposito d’informazione da cui è possibile attingere ricordi.I ricordi
diventano permanenti quando il soggetto non si limita alla sola
codificazione visiva o uditiva ma li elabora in forma verbale e li associa
attraverso relazioni logiche, integrando il nuovo con quanto è già stato
appreso in modo da inserirlo nella propria
mappa cognitiva. Attività mirate allo sviluppo della memoria e attenzione·
Gioco del memory:
consiste nel
presentare al bambino/i una serie di carte doppie (diversi argomenti) ,
capovolgerle e a turno riuscire ad accoppiarle girandone due per volta; ·
Ricerca
dell’oggetto figura/mancante:
si presentano tre o quattro oggetti/figure, si fanno denominare e poi si
chiede al bambino di chiudere gli occhi, l’insegnante nasconde
un’oggetto/figura di questi e chiede al bambino di ricordare
l’oggetto/ figura mancante. 2. La percezione può essere analizzata in varie componenti: ·
Visiva ·
Uditiva ·
Lateralizzazione ·
Orientamento
spazio temporale ·
Sviluppo dello
schema corporeo Fra
le funzioni psichiche che presiedono all’apprendimento della
letto-scrittura va segnalata LA
PERCEZIONE VISIVA
: infatti l’identificazione delle varie lettere dell’alfabeto e delle
parole che esse compongono presuppone un determinato tipo di
organizzazione visiva. E’ ormai ampiamente riconosciuto che la
percezione visiva non è semplicemente una presa di coscienza della realtà
esterna di cui rispecchierebbe le caratteristiche, ma il prodotto di un
complesso processo che si sviluppa secondo leggi proprie, soggette anche a
graduali modificazioni col crescere dell’età.
Per ciò che attiene gli aspetti biofisiologici, è indispensabile
la presenza di un certo grado di acuità visiva e di finezza
discriminativa, come pure l’integrazione uditivo-visiva, un’ampiezza
adeguata del campo visivo, una strategia sistematica di esplorazione
oculo-motoria, nonché un determinato gradiente di dominanzaemisferica a
livello corticale. La maturazione psicologica necessaria per iniziare a
leggere esige, tra l’altro, il raggiungimento di un adeguato sviluppo
percettivo-visivo che consente la decifrazione, l’identificazione e il
riconoscimento della parola scritta. Questo
processo implica l’esistenza di altre capacità, quali la
discriminazione, cioè la facoltà
di distinguere un segno grafico dagli altri, e la trasformazione, ossia
l’idonietà di
trasformare un segno dalla forma visiva in quella uditiva e viceversa.
Esercizi
per lo sviluppo della percezione visiva ·
Ricerca di oggetti
in funzione del colore: il bambino deve individuare oggetti di uguale
colore tra tanti; ·
Raggruppamento per
colore: il bambino deve individuare e associare oggetti dello stesso
colore; ·
Raggruppamento per
forme: il bambino deve individuare gli oggetti della stessa forma; ·
Esercizi con le
schede: attraverso lo svolgimento dei compiti richiesti dalle schede il
bambino ha modo di affinare la capacità di discriminazione e di esplorazione
di configurazioni diverse e complesse; nelle schede vengono prese in considerazione
figure che si intersecano, figure nascoste, figure
sovrapposte, figure da completare, ricostruzione di figura,
somiglianza e
differenza dei dettagli. PERCEZIONE
UDITIVA: L’apprendimento
della lettura dipende da buone abitudini di ascolto; se il bambino non
prende dimestichezza con diversi modelli sonori e non distingue parole
simili per suono
non riuscirà a leggere e scrivere correttamente. La
percezione uditiva non è la capacità di sentire suoni o rumori, bensì
la capacità di iniziare a selezionarli ed ha interpretarli. Quindi “percezione” e “capacità” sono due cose diverse: la sola capacità non garantisce una buona percezione mentre è possibile avere percezione anche se la capacità non è buona. Ai fini di una corretta percezione uditiva è ovviamente necessario poter disporre di una capacità acustica normale o almeno deficitaria. Esercizi
per lo sviluppo della percezione uditiva ·
Gioco della
localizzazione della sorgente sonora: bendare il bambino, suonare uno
strumento in un punto della stanza e chiedere al bambino di individuare la
provenienza del suono; ·
Gioco della
discriminazione della sorgente sonora: bendare il bambino, suonare uno
strumento scelto fra tre o quattro presentati
e chiedere al bambino di indicare lo strumento suonato. ·
Gioco della
sequenza sonora: bendare il bambino, suonare tre strumenti in successione
e chiedere al bambino di nominare gli strumenti nell’ordine suonato. Per
LATERALITA’
si intende l’insieme delle predominanze particolari dell’una o
dell’altra parte simmetrica del corpo, a livello di mano, piede, occhio,
orecchio; per lateralizzazione si intende il processo attraverso il quale si sviluppa la lateralità. Sviluppo
intimamente connesso con l’organizzazione, da un lato dello schema
corporeo, dall’altro dello spazio e del tempo. Per quanta riguarda
l’epoca in cui si stabilisce la lateralità vi sono diverse teorie;
alcuni dicono che è già stabilita a quattro mesi,
altri non la pongono prima dei quattro-cinque anni. In ogni caso la
dominanza è fissata
quando il bambino (a 6-7 anni) entra nella scuola dell’obbligo; è perciò
un grave errore intervenire
prima di tale età per modificarla. Bisogna ,quindi rispettare nel
bambino mancino la sua preferenza laterale almeno fino a quando non avrà
raggiunto una completa evoluzione del linguaggio ed una perfetta capacità
nell’esecuzione di atti complessi(apprendimento della scrittura) in
quanto un intervento sul mancinismo potrebbe essere responsabile
dell’insorgenza di conflitti neurofisiologici nell’ambito delle
molteplici e complesse funzioni emisferiche e determinare disturbi del
linguaggio(il più spesso balbuzie) ,strabismo , errori di comportamentale
come: timidezza, insicurezza, instabilità o irrequietezza psicomotoria,
iperemotività, enuresi, onicofagia, tics , aggressività e talora veri e
propri stati ansiosi. E’ importante sottolineare
che il processo di lateralizzazione è fondamento dello stabilirsi
della scrittura, del suo organizzarsi nello spazio del foglio: tutti
elementi che il bambino non possiede prima dei 5- 6 anni, quando le sue
possibilità motrici sono ancora globali e il tentativo di movimenti fini
e precisi provoca facilmente sincinesie e ipertonie con conseguente
stanchezza. Ora, una lateralità indecisa pone il bambino di fronte a
molte difficoltà, le quali (in età scolare) si
ripercuotono nel campo degli apprendimenti e della vita di relazione. Esercizi
per lo sviluppo della lateralità Le
esercitazioni da fare eseguire, pur coinvolgendo globalmente il bambino
devono essere più particolarmente orientate verso l’acquisizione o
l’affermazione della lateralità e verso il raggiungimento della
consapevolezza dei due emilati corporei: ·
Lanciare una palla
contro una parete con una mano e riprenderla con ambedue le mani, poi
lanciarla con un mano e
riprenderla con la stessa mano; ·
Gioco del
bersaglio: colpire con un lancio, eseguito con la mano o con un calcio
(colpire birilli, pupazzi, barattoli, ecc.); ·
Fare saltare dentro
e fuori da un cerchio su un piede solo; ·
Saltare: con un
punto di riferimento (cubetto o altro oggetto di un colore) fuori a destra
e fuori a sinistra di un cerchio; Per
quanto riguarda l’organizzazione SPAZIO-TEMPORALE,
diciamo che spazio e tempo sono due categorie che influenzano fortemente
il movimento il quale è
insieme fenomeno spaziale e temporale. Lo spazio esterno è
percepito come distanza da sé e direzione in rapporto a sé; l’afferramento
di distanza e di direzione avviene secondo due canali informatori
principali: quello propriocettivo che ci informa sullo spostamento dei
vari segmenti del corpo nello spazio; quello visivo che ci permette di
afferrare distanza e direzione verso cui va, per esempio, la mano che
tenta di afferrare un oggetto. Anche le prime percezioni del tempo sono
strettamente legate al movimento in quanto il tempo viene percepito
anzitutto come durata del gesto(rapido, lento etc..) e come sequenza di
esperienze propriocettive, motorie e ritmiche. Ogni acquisizione del
bambino presuppone una dinamicità che evolve nel tempo; perché il
bambino possa operare processi logici, di rapporto, di seriazione, di
comparazione per giungere alla capacità di riproduzione e di astrazione,
deve distinguere un <primo> da un <dopo>, cogliere nella
successione temporale, l’elemento base che permette la giustapposizione
di fattori di cui si compone un tutto spaziale. L’interiorizzazione
dello spazio e del tempo esterni porta, in seguito, all’elaborazione di
uno spazio e di un tempo interni. In
ogni fase della vita l’apprendimento presente dipende da tutto
l’apprendimento precedente. Ad esempio l’apprendimento della lettura
dipende parzialmente dalla capacità, sviluppata in precedenza, di
percepire visivamente delle forme. Esercizi
per l’organizzazione spaziale Il
bambino per essere avviato all’analisi cosciente per il riconoscimento
degli spostamenti di alcuni elementi dei segni grafici che si trovano
nella lettura e nella scrittura, deve avere, anzitutto, la coscienza del
proprio corpo. Da ciò scaturisce la consapevolezza delle possibilità di
movimento e la conseguente acquisizione delle nozioni che esprimono i
fondamentali rapporti spaziali: sopra, sotto, dentro, fuori, davanti,
dietro, in alto, in basso ecc.. Tali
posizioni prima vanno vissute dal fanciullo in situazioni concrete nelle
quali egli si
possa muovere, anzitutto verso le cose (mettersi dentro uno scatolone, in
un grande cerchio
collocato a terra; passare strisciando sotto la sedia, sotto il tavolo,
ecc..); successivamente
il bambino procederà a muovere le cose verso di sé; infine muoverà le
“cose” tra loro cogliendone i vari rapporti (mettere la gomma dentro
una scatola e la penna fuori; indicare tre oggetti qual è quello più
vicino …; mettere la matita
vicino al quaderno e i colori lontani dal quaderno; ecc..). Dalle
situazioni concretamente vissute, si passa poi all’uso delle immagini,
come segue: ·
presentare al
bambino delle schede con figure di tavoli, sedie, ecc. con sopra o sotto
un giocattolo e chiedergli di indicare o di raggruppare tutte le figure in
cui il giocattolo è sempre sopra o sempre sotto ecc.; ·
presentare al
bambino un foglio con disegnati alcuni tavoli e chiedergli di disegnare
una palla sotto ed un vaso sopra; ·
presentare al
bambino un foglio con disegnati tavoli e sedie e invitarlo a disegnare una
cosa sopra i tavoli e una cosa sotto le sedie; ·
in seguito
presentare dei fogli con disegnati sedie con dei gatti che sono sopra o
sotto ad essi: invitare il bambino a disegnare un gomitolo di lana vicino
ai gatti che stanno sopra (o sotto) la sedia; ·
consegnare al
bambino delle schede in cui sono rappresentati due oggetti posti uno
davanti all’altro: dare al bambino gli oggetti concreti ed invitarlo a
porli nello stesso rapporto; ·
presentare al
bambino un foglio con due vasi disegnati: chiedergli di mettere i fiori
nel vaso che sta davanti o in quello dietro; ·
dare al bambino un
foglio con disegnati bicchieri e una bottiglia, posti l’uno davanti
all’altro e chiedergli: 1.
di colorare in rosso il recipiente che sta davanti a tutti (o
dietro), 2.
di colorare i bicchieri che stanno davanti (o dietro) alla
bottiglia; 3.
di colorare il recipiente che sta in mezzo. A
conclusione dell’esperienza relativa alle posizioni, vanno poi attuati
una serie di esercizi che riguardano le direzioni (destra, sinistra, in
alto, in basso). Per
la scoperta della direzione
si inizia col fare
intuire al bambino le due parti simmetriche del corpo con esercitazioni
riguardanti, appunto, il corpo: si chiede di mostrare un braccio, poi
toccare l’occhio della stessa parte; si fa ripetere l’esercizio con
l’altro braccio: si chiede di toccare successivamente l’orecchio, la
spalla, la gamba, il piede, ecc. della stessa parte. Si
continua con altri esercizi quali: ·
invitare il bambino
a mettere un cartoncino verticalmente, come una lama, lungo la fronte, il
naso, il mento; ·
fare chiudere un
occhio e chiedere al bambino di nominare le cose che vede dalla parte
dell’occhio aperto; ripetere l’esercizio con l’altro occhio. Altri
esercizi riguardano la scoperta della direzione: il bambino, con gli occhi
bendati, deve indicare con il braccio teso la parte dalla quale reputa
provenga il suono di un campanello: ·
deve muoversi, ad
occhi chiusi, nella direzione da cui proviene un suono; ·
deve cambiare
direzione,quando, marciando ad occhi aperti, sentirà un segnale
stabilito. Nel
momento in cui il bambino sarà in grado di riconoscere le direzioni,
sempre movendosi nello spazio, lo si inviterà a trascrivere alla lavagna,
dopo averlo fatto sul pavimento, i percorsi fatti in direzioni opposte e a
riconoscere e discriminare le direzioni su immagini colorando(con colori
diversi) le differenti direzioni. Esercizi
per la percezione delle dimensioni L’acquisizione
del concetto di grandezza prenderà l’avvio da una semplice
discriminazione delle qualità opposte: grande-piccolo, in evidente
contrasto.Attraverso l’osservazione dell’ambiente l’insegnante farà
concentrare l’attenzione dei bambini su questa qualità degli oggetti,
qualità percepibili con il tatto e la vista.Alla presentazione di oggetti
diversi “grandi e piccoli”, seguirà una distribuzione degli oggetti
in due gruppi separati: quello degli “oggetti grandi” e quello degli
“oggetti piccoli”. La presenza di due esemplari di diversa dimensione
dello stesso tipo di oggetti, faciliterà questa discriminazione.
Successivamente Superata questa prima fase, ai concetti semplici di grande
e di piccolo se ne aggiungeranno altri, sempre relativi alle
caratteristiche dimensionali degli oggetti (alto-basso, largo-stretto,
lungo-corto), che nella rappresentazione figurativa saranno messe in
evidenza da alcuni tratti in neretto, lungo la linea che determina
l’attributo.Per favorire il concetto di astrazione, si potranno eseguire
esercizi di confronto di grandezze opposte in figure geometriche: il
bambino ritaglia le immagini disegnate su una carta colorata o su un
cartoncino e le incolla, dietro indicazione dell’insegnante:
“le grandi vicino alle piccole”, le grandi su di un foglio, le piccole
su di un altro” ecc… Quindi
farà eseguire seriazioni di grandezza
ed altezze, prima con oggetti, poi con immagini ed, infine, con
figure geometriche per facilitare le capacità di astrazione. Esercizi
per l’organizzazione temporale Strettamente
correlata all’organizzazione spaziale ed ugualmente necessaria in
riferimento alla lettura e scrittura è l’organizzazione temporale.
Grazie a questa il bambino si rende conto della successione delle varie
lettere nel contesto di una parola, degli stacchi tra le diverse parole
nel contesto delle frasi, degli spazi vuoti che li esprimono, delle pause
tra una frase e l’altra nel contesto del periodo. Tale successione è
poi rispettata ed espressa nella scrittura, nella quale parole, frasi,
periodi; si fanno rappresentazione significante di contenuti mentali.Le
attività realizzabili a tale proposito sono moltissime, ma vanno svolte
con gradualità affinché la nozione che si vuole fare acquisire al
bambino sia lentamente e progressivamente elaborata e fissata. Una
prima serie di esercitazioni può riguardare la presenza o l’assenza di
un oggetto. Mettere
un oggetto (per esempio, una palla) sul tavolo e chiedere: “che cosa
c’è sul tavolo?”;
togliere la palla dal tavolo e domandare: “c’è la palla sul
tavolo?”. Si
predispone poi una serie di cartoncini abbinati in cui una cosa c’è
o non c’é. Per
esempio: una gabbia con l’uccellino; - una gabbia senza l’uccellino; un
vaso con il pesciolino; - un vaso senza pesciolino; ·
presentare le prime
figure e chiedere al bambino di indicare quelle in cui c’è l’uccellino; ·
presentare la
seconda serie e chiedere di mostrare la figura in cui non c’è il
pesciolino; ·
chiedere al bambino
di riunire le figure in cui l’oggetto c’è e quelle in cui
l’oggetto non c’è; ·
presentare al
bambino un foglio con disegnati oggetti vuoti ed oggetti contenenti
qualcosa ed invitarlo ad indicare quelli in cui c’è qualcosa,
ecc.. Una
seconda intuizione importante è quella relativa al “prima” e al
“dopo”, per la quale bisogna partire dalle azioni che il bambino
compie. Esempi
di esercizi: ·
fare eseguire al
bambino un’attività (disegnare,giocare con la palla ecc.); mentre il
bambino esegue chiedere: “cosa stai facendo adesso?”. ·
Invitare il bambino
ad osservare il compagno vicino. Mentre lo osserva chiedergli: “che cosa
sta facendo adesso il tuo compagno?” ·
Fare accartocciare
un foglio di carta e chiedere al bambino: “com’è adesso la
carta? Com’era prima?” ·
Chiedere al bambino
di raccontare quello che ha fatto prima di venire a scuola, ciò
che fa prima di andare a letto ecc. ·
Fare eseguire al
bambino alcune azioni che abbiamo un prima e un poi
immediato; per esempio, lavare ed asciugare le mani, sbucciare e mangiare
la mela, tagliare ed incollare. ·
Fare indicare al
bambino la successione dando cartoncini che illustrano le azioni eseguite.
Chiedere, inoltre, al bambino: “Prima si mangia o prima si
sbuccia la mela?” “Prima si asciugano
le mani o prima si
lavano?”ecc. ·
Portare il bambino
a intuire la successione cronologica di due e più azioni, col sussidio di
due cartoncini rappresentati lo stesso oggetto in due momenti diversi e
con una successione obbligata. Per
esempio: la mela intera e torsolo; matita non temperata e matita
temperata; chiedere al bambino di disporre esattamente le due figure
secondo un successione che è irreversibile, accompagnando l’azione con
la spiegazione, per esempio: “Prima la matita era lunga, poi l’
ho temperata ed è diventata corta”. ·
Usando una serie di
due cartoncini, con lo stesso oggetto rappresentato secondo una
successione temporale non obbligata, reversibile, (ombrello aperto e
ombrello chiuso, vestito sporco, vestito pulito; ecc.,chiedere al bambino
di disporre a piacere le due figure, accompagnando l’azione con la
spiegazione: “prima il vestito era sporco, poi la mamma
l’ha lavato” ecc. I
tempi della successione dell’azione possono, inoltre, moltiplicarsi; in
questo caso vengono richieste al fanciullo: l’intuizione della
situazione, l’analisi, l’interpretazione logica, la ricostruzione
dell’episodio; quest’ultima può essere espressa
oralmente o per iscritto oppure riordinata attraverso una opportuna serie
di immagini. Attraverso
l’analisi del ripetersi di azioni specifiche, il bambino avverte il
succedersi dei giorni e il senso della settimana. Le ore del giorno
vengono riconosciute per mezzo delle azioni che il bambino compie, egli si
rende conto anche del tempo necessario per realizzarle e dell’intervallo
fra un’azione e l’altra.Un procedimento analogo conduce il bambino a
comprendere il significato dei mesi e delle stagioni. I sussidi da
allestire in proposito sono moltissimi: tombole, domini, cartelloni
raffiguranti le ore del giorno, i giorni della settimana, i mesi e le
stagioni dell’anno ecc. A
tale scopo l’insegnante può servirsi di alcune schede illustrate,
appositamente preparate, per esercizi di riconoscimento, di
classificazione tra ciò che si riferisce al passato e ciò che appartiene
al presente ed esercizi di seriazione temporale. Ecco
alcune serie temporali da sviluppare in quattro quadri o
sequenze: ·
Le azioni del
mattino (svegliarsi, pulirsi, vestirsi, fare colazione); ·
Le azioni che
precedono il pranzo (lavarsi le mani, asciugarle, sedersi a tavola,
mangiare); ·
I momenti della
giornata (colazione, pranzo, merenda, cena; oppure: mattino, mezzogiorno,
pomeriggio, sera); Infine,
altre acquisizioni temporali essenziali riguardano il
ritmo e la durata. Ogni
fanciullo possiede naturalmente un suo ritmo specifico da cui traggono
origine le diverse scansioni e i diversi tempi del suo inserimento nella
realtà, del suo dominio di quest’ultima, delle sue capacità
rappresentative e simboliche.L’osservazione e la conoscenza del ritmo
personale di ogni alunno sono, quindi, indispensabili; infatti il ritmo
esterno al quale il bambino deve adeguarsi deve essere anzitutto conforme
al ritmo personale e solo in un secondo momento differenziato al fine di
modificare quest’ultimo. A
tal fine è necessario che l’insegnante faccia eseguire un serie di di
esercitazioni partendo dall’esperienza diretta del bambino attraverso
l’azione: ·
Percorrere un
tracciato prima a passi brevi poi a passi lunghi; ·
Fare rotolare un
pallone lentamente e poi in fretta; ·
Fare rotolare un
pallone e correre più in fretta o meno in fretta di esso; ecc. E’
opportuno, inoltre, aiutare il bambino a raffigurare graficamente un ritmo
attraverso le seguenti esercitazioni: ·
Mettere molte
palle, ugualmente distanti tra loro, davanti al bambino e chiedere a
questi di battere un colpo davanti ad ognuna; ·
Successivamente
togliere alcune palle e chiedere al bambino di battere un colpo davanti
ogni palla e di fare finta di batterlo dove la palla è stata tolta. ·
L’insegnante
batte un certo numero di colpi (per esempio:tre); chiede poi al bambino di
fare altrettanto e successivamente di trascrivere graficamente ciò che ha
fatto (per esempio, fare tre cerchietti) oppure di registrarlo in altro
modo (per esempio, porre tre cubetti o tre bottoni ecc.). Progressivamente
si può aumentare un certo numero di colpi, esercitando in tal modo anche
la memoria uditiva. ·
L’insegnante
batte un certo numero di colpi lasciando tra loro intervalli vari (per
es.: due colpi- intervallo; un colpo- intervallo- due colpi) e chiede al
bambino di riprodurre i colpi sentiti e di esprimerli graficamente: ·
All’esercizio di
ritmi secondo un modello acustico l’insegnante deve aggiungere esercizi
di esecuzione di ritmi secondo un modello visivo. Si
propongono al bambino delle strutture ritmiche, espresse graficamente, con
cerchi pieni del diametro di cm 3. Il
bambino le deve leggere e riprodurle battendo un oggetto sul tavolo,
oppure battendo le mani o il tamburello, ecc. Tali
attività educative sono molto importanti in quanto facilitano la capacità
di simbolizzare delle strutture ritmiche e di decodificare le medesime,
traducendole in movimento e facilitando così quei processi indispensabili
per l’apprendimento della letto-scrittura; infatti la parola e la frase
scritta non sono altro che riproduzioni grafiche di sequenze sonore. La
percezione di forma e di spazio sono a loro volta strettamente connesse
con l’apprendimento motorio, e l’apprendimento motorio è strettamente
connesso con l’evoluzione dello SCHEMA CORPOREO. In
gran parte la conoscenza del mondo comincia con la conoscenza del nostro
corpo, la percezione visiva dello spazio inizia la comprensione dei
rapporti spaziali di noi stessi. Lo Schema corporeo in definitiva non è
tanto o solo una percezione, ma soprattutto una rappresentazione costante,
che si avvale di una sintesi di esperienze multiple (passate e attuali)
visuo-vestibolari, cinestetiche e posturali, influenzata da stimoli
emotivi e da necessità biologiche. Quindi
da una parte il corpo come oggetto di percezione o di sintesi percettiva,
e cioe’ la somatognosia, dall’altra il corpo come oggetto di
rappresentazione e quindi conoscenza simbolica, intellettiva, intuitiva,
che da origine alla cosiddetta <coscienza di sé> La
capacità di avvertire il movimento e i suoi risultati nello spazio è
essenziale per l’evoluzione dello schema corporeo. Ogni volta che un
muscolo volontario si contrae,manda al cervello impulsi propriocettivi i
quali, mediante il processo di sintesi con impulsivi visivi e tattili,
stanno a significare che un certo movimento è avvenuto nello spazio.
Anche gli stimoli che provengono dalla pelle, dalle articolazioni, dai
muscoli e da altri tessuti, anche quando non vi è movimento,
contribuiscono alla conoscenza delle diverse parti del corpo. Lo schema
corporeo non è semplicemente una percezione sebbene giunga attraverso i
sensi, ma comporta schemi e rappresentazioni mentali. Tale immagine è
sottoposta ad un continuo programma di strutturazione, destrutturazione
dalle prima età in avanti: quindi è sempre in evoluzione. EDUCAZIONE ALLO SCHEMA CORPOREOLo schema corporeo, quindi inteso come
processo dinamico e motorio, non deve essere spiegato verbalmente al
bambino, ma deve venire costruito insieme a lui utilizzando i sui stessi
schemi motori.
Occorrerà
perciò predisporre una precisa strutturazione delle sequenze e degli
esercizi secondo uno schema organico. E’
bene consentire al bambino un iniziale approccio alla globalità del
proprio corpo attraverso l’esperienza diretta di contrasti fra
situazioni varie quali: movimento- arresto; eretto- sdraiato ecc… Il
bambino dovrà “sentire” la situazione e, come se fosse un gioco, deve
stare all’interno di essa insieme all’insegnante. L’imitazione
degli animali, per esempio, consente l’esperienza dei vari tipi di
movimento, quali: ·
Strisciare; ·
Camminare bocconi; ·
Saltellare; ·
Camminare
lateralmente; ·
Correre; ·
Nuotare ecc… In
questo modo l’insegnante può osservare anche le effettive capacità dei
bambini di coordinare i vari movimenti, dai più semplici a più
complessi.Nel contesto dei movimenti di coordinazione dinamica generale
rientra anche il tema dell’equilibrio sia statico, sia dinamico e la
percezione delle simmetrie assiali del corpo che l’insegnante può
facilitare attraverso semplici esercitazioni, quali: Sul SE corporeo si ha:
1.
scoperta dei vari movimenti del capo; 2.
significato mimico dei movimenti (il “si”, e il “no”
ecc…) 3.
davanti allo specchio: gioco della smorfia (per approfondire
l’osservazione delle varie parti della testa) 4.
con una maschera o uno scatolone sul capo che copre completamente
il viso: percezione attraverso l’assenza. Si scoprono così le varie
funzioni comunicative della “testa” proprio per le difficoltà che si
incontra nel drammatizzare qualsiasi situazione in queste condizioni; 5.
descrizione verbale delle singole parti (occhio, orecchie, bocca,
naso, ecc…) sempre seguendo un criterio secondo il quale
l’osservazione precede la rappresentazione; ad esempio: occhi:
percezione attraverso l’assenza; l’insegnante dovrà preparare dei
giochi in
cui gli occhi vengono bendati allo scopo di far scoprire ai bambini le funzioni
dell’occhio. Si chiede al bambino: “Si vede meglio con un occhio o con
due?” L’insegnante
dovrà preparare esercizi in cui viene chiesto al bambino di chiudere
un occhio per scoprire l’ampiezza del campo visivo; si procede con esercizi
di osservazione degli occhi davanti allo specchio. Lo
stesso procedimento va utilizzato per le altre parti del viso. Sugli
altri (persone, animali): si,
procede con l’osservazione delle differenze
Per
quanto riguarda i movimenti, le parti che compongono la testa degli
animali, con riferimento
anche ai colori, alle forme e alle grandezze. E’
da evidenziare che l’osservazione dei contrasti facilita e amplia
l’osservazione del se’,
proprio perche’ il bambino viene stimolato ad osservare meglio i
particolari. A
livello simbolico (su disegni e figure):
si procede con il riconoscimento delle varie”parti” su figure e col
collage. L’insegnante predispone (ritagliandoli) una serie di occhi,
bocche, nasi, sopracciglia ecc… e chiede ai bambini di comporre la
testa; si passa successivamente alla rappresentazione simbolica. E’
a questo punto che l’insegnante può chiedere al bambino di riprodurre
graficamente il proprio autoritratto (davanti allo sprcchio) completo di
tutti i particolari. Questo disegno poi verrà ritagliato e applicato a
quella sagoma di corpo umano, a grandezza naturale, che era rimasta in
bianco e che ora può essere riempita. Contemporaneamente a questo tipo di
attività si possono fare attuare al bambino altre esercitazioni
quali: · consegnare al bambino una figura umana divisa in più parti e chiedergli di ricomporla, le difficoltà si presenteranno in questa gradazione: ad incastro, con modello e poche parti, con modello e molte parti, senza modello e molte parti, gioco collettivo; · gioco del fotografo: il bambino deve osservare attentamente, memorizzare la posizione assunta dall’insegnante con il corpo e riprodurla mantenendo tale posizione per un certo periodo di tempo anche al occhi chiusi e descrivendola verbalmente; · gioco dello scultore: l’insegnante fa da modello e inventa una posizione; un bambino fa da scultore e riproduce la posizione dell’educatore su un compagno oppure descrive al compagno i movimenti da fare e la posizione da assumere; · fare imitare al bambino azioni che egli ha compiuto o che ha visto compiere, ecc.. Si può affermare, quindi che l’attività percettiva abbia una funzione di mediazione e di
regolazione tra individuo ed ambiente.
Ciò che viene percepito non è
semplicemente effetto della registrazione e trasmissione di informazioni
da parte dei recettori
periferici in presenza di determinati stimoli esterni, ma ha comunque
unsignificato in funzione dell’elaborazione del vissuto da parte del
soggetto, con le sue disposizioni, esperienze e motivazioni. Noi viviamo
immersi in una realtà fisica costituita
da una molteplicità di oggetti, ognuno dei quali ha una forma,
delle dimensioni, un colore, una collocazione nello spazio. Entrare in
rapporto con gli oggetti, conoscerli è essenziale per i nostri fini
vitali, perché la conoscenza della realtà esterna è il presupposto di
ogni nostra azione. 3. LE CAPACITA’ MOTORIE
necessarie per compiere un atto grafico corretto possono ritenersi
in linea di massima i seguenti: ·
Corretta posizione
del corpo e del braccio in rapporto al piano grafico; ·
Indipendenza
progressiva: braccia-tronco, mano-braccia, dita; ·
Rilassamento
globale e segmentario(spalla,braccio,polso,mano); ·
Organizzazione del
gesto; ·
Capacità di
controllo del gesto (inibizione volontaria); ·
Educazione del
gesto fine: prensione della matita o del pennello o altro oggetto per
lasciare un segno grafico; ·
Coordinazione
oculo-manuale ·
Pressione sull’oggetto usato per scrivere (controllo); ·
Esercizi
per l’acquisizione delle condotte motorie per l’attività grafica:
L’insegnante
utilizzando ampie superfici quali, lavagna, grandi fogli di carta posti
sulla parete o sul pavimento e l’uso di colori a dita, pennelli,
gessetti, ecc.. permette al bambino di potersi muovere in maniera più
fluida e libera , quindi, ottenere così un rilassamento segmentarlo che
permette al bambino di ottenere l’indipendenza del braccio e della mano. Per
la coordinazione oculo-manuale e prensione,
si può cominciare col far compiere
al bambino gesti usuali come: prendere, afferrare, posare; poi gesti
simmetrici e sincroni quali muovere rapidamente le mani ruotando il
polso(fare le farfalline);
inoltre si possono svolgere altre attività quali: ·
Aprire e chiudere
scatole; ·
Sovrapporre cubi; ·
Avvitare e svitare; ·
Avvitare uno spago
attorno a un bastoncino; ·
Annodare e
sciogliere cordicelle; ·
Strappare della
carta; ·
Ritagliare seguendo
linee dritte e curve; ·
Utilizzare la creta
e la plastilina; ·
Infilare perline di
vari colori; In
un secondo momento, si passa all’utilizzo della matita o di pennarelli
con i quali si possono
fare eseguire semplici percorsi, tracciati, labirinti, ecc. Esercizi
per la pressione: ·
Lasciare
impronte della mano e delle dita su plastilina o das; ·
Conficcare
ed estrarre chiodini; ·
Accartocciare
carta crespa; carta di giornale (materiale di diversa consistenza); ·
Utilizzare
timbri. continua
4. CAPACITA’
LINGUISTICHE
|
||||||||