Il mal di schiena colpisce più dell’80% della
popolazione, almeno una volta nella vita, soprattutto le persone anziane,
con un’incidenza di questa condizione aumenta con del 50% della
popolazione oltre i 60 anni. E’ responsabile di limitazione funzionale
severa, costringendo il paziente a letto e, non per questo, in
clinostatismo il dolore si riduce.
Quando un individuo presenta dolore di schiena, specie
se persiste, occorre essere cauti ed attenti nel porre la diagnosi. Quanto
meno eseguire delle indagini strumentali come appresso meglio specificato,
poicheè la diagnosi eziologica può essere spesso difficile.
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CENNI DI ANATOMIA
Il
rachide lombare, ossia la parte dello scheletro da cui origina il
dolore, è costituito da 5 vertebre, che sono costituite da un corpo
vertebrale, come una sorta di cilindro di altezza ridotta, e da un arco
posteriore, dove decorre il midollo spinale; inoltre esistono un insieme
di articolazioni che hanno il compito di mettere in relazione una
vertebra superiore con l’altra inferiore e di consentire un movimento
limitato della colonna, di legamenti, cioè dispositivi che
"legano" le varie vertebre e di muscoli che consentono alla
colonna di muoversi, a seguito della contrazione degli stessi. Essi sono
il legamento longitudinale anteriore, che limita l’estensione della
colonna, il legamento longitudinale posteriore, che tiene in sede il
disco intervertebrale; i legamenti gialli, i legamenti sopraspinosi e
legamenti interspinosi che limitano la flessione e l'inclinazione
laterale della colonna e contribuiscono al mantenimento della lordosi
lombare.
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Tra i corpi vertebrali, esistono dei "cuscini" di forma circolare,
detti dischi intervertebrali. I dischi creano uno spazio di circa
di 10 cm2 tra una vertebra e l'altra e tengono aperto un
passaggio, il foro intervertebrale, per i nervi diretti agli arti
inferiori. I dischi funzionano da cuscinetti ammortizzatori tra i corpi
vertebrali e danno stabilità e flessibilità alla colonna.Quando però
degenerano il movimento diventa anomalo, e ne deriva uno scivolamento di
una vertebra sull'altra. Poiché la capacità di estensione e di flessione
della colonna vertebrale dorsale è minima, la mobilità in flessione ed
estensione è opera del tratto lombare, il più sollecitato. In
particolare il movimento di flesso-estensione è per il 65-75% a carico
dell'articolazione lombosacrale, per il 20-25% a carico dell'articolazione
L4-L5 ed il 5-10% a carico degli altri segmenti
lombari. I dischi intervertebrali L4-L5 ed L5-S1
sono quelli che devono sopportare un carico statico più elevato essendo i
più bassi e sono, in più, quelli che partecipano maggiormente ai
movimenti flesso-estensori! Importanti nella genesi del dolore lombare sonoil
canale radicolare ed il forame di coniugazione.
Il dolore lombare
può essere classificato in 4
tipi differenti:
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locale: se provocato dall'irritazione delle
terminazioni nervose delle strutture muscolo-scheletriche rachidee;
da contrattura muscolare difensiva;
radicolare: per stiramento, compressione o
irritazione della radice nervosa;
riferito: se proveniente da organi extraverterali.
L'esame clinico deve essere completato con la ricerca
dei segni particolari evocati da manovre diagnostiche specifiche. La
manovra di Lasègue si compie, sul paziente supino, flettendo la coscia
sul bacino a 90° ed estendendo, poi, la gamba fino a portarla il linea
con la coscia. Tale manovra evoca dolore in sede lombare in caso di
sciatalgia.
Simile è il test di Ely: con il paziente prono si spinge il tallone
contro la natica e si ricerca il dolore in sede sacro-iliaca o
lombo-sacrale.
Perché il dolore lombare?
per cause muscolo-scheletriche di irritazione delle
radici nervose:
discite, cioè infezione del disco vertebrale
La distruzione del corpi vertebrali può osservarsi
nelle infezioni (per es. tubercolosi, infezioni da piogeni)
Morbo di Pot, tubercolosi ossea
La malattia di Paget (osteite deformante) è
caratterizzata da aumento della densità ossea a chiazze, da
grossolana trabecolazione e, talvolta, da fratture.
crolli delle vertebre per osteoporosi, per esempio
senile, nei pazienti con impiego di cortisonici, nei tumori (!!)
metastasi ossee per esempio della prostata, della
mammella.
Calcolosi della colecisti, dolore alla spalla
destra ed in sede lombare destra
La visita neurologica deve essere sempre eseguita ai
fini della diagnosi differenziale, per valutare la sensibilità e la
capacità motorie ed i riflessi.
Le radici L4, L5 e S1 sono quelle più
frequentemente colpite nelle lombosciatalgie. In questi casi il soggetto
lamenta parestesia e riduzione della sensibilità della faccia
antero-mediale della gamba e del ginocchio, indebolimento del quadricipide
femorale (estensione del ginocchio), del muscolo tibiale anteriore
(supinazione del piede), indebolimento o assenza del riflesso patellare.
L'interessamento della radice L5 comporta, invece, dolore in
regione sacro-iliaca e lungo la faccia antero-laterale della gamba,
riduzione della sensibilità o parestesia alla faccia mediale ed al dorso
del piede, in particolare del primo spazio interdigitale, con paresi del
muscolo gluteo medio (abduzione dell'anca), il muscolo estensore comume
delle dita e l'estensore proprio dell'alluce (difficoltà nella
dorsiflessione dell'alluce e del piede; difficoltà di camminare in
talismo; possibile caduta dell'avampiede. L'interessamento della radice S1
provoca dolore alla regione sacro-iliaca, alla coscia, alla gamba
posterolateralmente ed al tallone; ipoestesia o parestesia del polpaccio,
del margine laterale del piede, della pianta del piede e del quinto dito
(territorio del nervo surale). Risultano ipovalidi il muscolo grande
gluteo (estensione dell'anca), i muscoli peronei (pronazione del piede), i
muscoli soleo e gemelli (flessione plantare del piede); difficoltà della
deambulazione in equinismo ed indebolimento o assenza del riflesso
achilleo.
La visita chirugica va eseguita quando si è esclusa
una causa muscoloscheletrica o nelle patologie complesse; è finalizzata
all'evidenziazione di patologie extraspinali (cistite, pielonefrite,
vaginite, prostatite, urolitiasi, aneurisma addominale, pancreatite,
ulcera peptica, colica biliare, neoplasie, ecc.) possibili cause della
lombalgia in esame..
Indagini diagnostiche.
Le indagini ematochimiche ed urinarie possono essere
superflue nella gran parte delle lombalgie con o senza irradiazione
sciatica.
Nelle patologie che pongono quesiti diagnostici complessi può essere
necessario eseguire i seguenti esami:
calcemia, fosfatemia (aumenta nelle osteolisi),
fosfatasi acida nel sesso maschile (aumenta nel carcinoma prostatico e
nelle metastasi ossee),
Nel sospetto di lombalgia da spondilite
anchilosante indispensabile è la ricerca dell'antigene HLA-B27,
presente in oltre il 90% di pazienti. appartengono
ad A. De Nico
Indagine radiologica.
Si comincerà con le indagini più semplici:
RX colonna Lombosacrale in due proiezioni o colonna
in toto, per valutare deviazioni della colonna, cedimenti,
spondiloartrosi, discopatie ecc.
Poi si passa ad indagini più sofisticate:
MOC:per lo studio dell’osteoporosi
TAC centrata agli spazi intersomatici per es. L4-L5
L5-S1, per valutare ernia del disco, bulging ecc.
Risonanza Magnetica Nucleare. Questa è la tecnica
più precisa per la diagnosi di discopatia, di ernia ecc. Con la
risonanza magnetica nucleare, senza rischio di radiazioni ionizzanti,
è possibile una visione d'insieme del rachide in proiezione sagittale
che non è ottenibile con la TAC. La risoluzione delle immagini è
eccellente; è possibile avere immagini accurate del disco
intervertebrale e delle alterazioni degenerative. La sproporzione del
rapporto costo/beneficio, ne fa un'indagine, sicuramente non
routinaria, ma riservata ai casi di lombalgia estremamente dubbia .
La spondilolisi è una lesione congenita caratterizzata
da un arco verterbale mono- o bilaterale che può rendersi evidente solo
radiologicamente.
La spondilolistesi è la dislocazione anteriore di una
vertebra rispetto alla sottostante che si documenta in alcuni casi di
spondilolisi bilaterale.
La rottura discale può mostrare restringimento discale oppure nessuna
alterazione. Quando la condizione è di lunga durata, sono presenti
modificazioni osteoartrosiche secondarie. La diagnosi radiologica
definitiva dipende dalla mielografia o dalla discografia.
L'elettromiografia (EMG) è di grande utilità, specie
nello studio diagnostico delle sciatalgie da ernia discali o da
compressioni nervose.
La scintigrafia ossea (analisi cinetica del calcio
radioattivo) permette di studiare il profilo morfologico e funzionale
dello scheletro in toto: utile nelle metastasi osse.
La termografia (rilevazione della temperatura emessa
dal corpo come raggi infrarossi) può valutare, nelle lombalgie,
indirettamente, l'entità, la sede, l'estensione, la simmetria del dolore
(modificazioni del flusso sanguigno). E' considerato positivo il
termogramma a partire dalla differenza di 1 C° in almeno il 25% della
superficie di un lato rispetto al controlaterale; in alcuni tribunali USA
le mappe termografiche possono accettate come prova medico-legale nelle
Lombalgie da sinistro o da cause lavorative.