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appunti del
dott. Claudio Italiano oppure cfr
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Cfr prima
lupus
Malattie Autoimmuni
Le M.autoimmuni
Novità: la malattia di Raynaud
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NEW! Le vasculiti classificazione in tipi
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NEW! La sclerosi sistemica e la sua cura
NEW! La sclerosi multipla e la demielinizzazione delle fibre nervose
NEW! La sindrome di Sjogren: occhi rossi e bocca secca
La spondiloartrite anchilosante
L'artrite reumatoide
La cura difficile dell'artrite reumatoide
La cura difficile dell'artrite reumatoide: quali farmaci funzionano?
ANA ed ENA: approccio al paziente con malattie reumatica ed autoimmune
Le tiroiditi autoimmuni
Epatite
autoimmune: definizione ed eziopatogenesi
Molte manifestazioni
sono mediate da anticorpi. Un esempio classico è quello della
glomerulonefrite proliferativa diffusa: si formano in circolo degli
immunocomplessi (IC) costituiti da antigeni nucleari (specialmente DNA)
ed IgG ad alta affinità fissanti il complemento (soprattutto IgG1 ed
IgG3) che depositano nella membrana basale glomerulare (MBG) oppure
formano in situ: gli istoni facilitano la deposizione di immunocomplessi.
Viene quindi attivato il sistema del complemento e rilasciati fattori
chemiotattici che inducono l'attrazione e l'infiltrazione dei leucociti,
i quali fagocitano gli IC e rilasciano dei mediatori (tra questi gli
attivatori della coagulazione), che perpetuano la reazì(.r£ di
infiammazione glomerulare. Dalla continua deposizione di K può derivare
un'infiammazione cronica, che conduce, in ultimo a necrosi fibrinoide e
a reazione cicatriziale (crescents) con perLu della funzione renale.
Nella glomerulonefrite membranosa lupica si verifica un meccanismo
simile, anche se le IgG2 ed IgG4 scarsamente fissanti il complemento
formano immunocomplessi prevalentemente in situ e non c'è infiltrato
cellulare. Il meccanismo che determina la sindrome nefrosica con perdita
proteica dalla NIBG non è chiaro. Nella
glomerulonefrite mesangiale lupica, le cellule mesangiali (simili ai
macrofagi) fagocitano gli IC non permettendo così la deposizione nella
MBG. Sono stati osservati immunocomplessi (con l'immunofluorescenza o
con la microscopia elettronica) anche a livello della giunzione
dermoepidermica, sia a livello delle lesioni cutance che nella cute
integra, nel plesso coroideo, nel pericardio e nelle cavità pleuriche.
Il potenziale patogenetico degli IC dipende da molti fattori:
dall'anticorpo (dalla sua specificità, affinità, carica, capacità di
attivare il complemento o altri mediatori dell'infiammazione), dalla
natura dell'antigene (dimensioni e carica), dalla possibilità che l'immunocomplesso
venga solubilizzato dal complemento o che si leghi agli eritrociti
(entrambi i sistemi possono essere deficitari nel LES), dalla capacità
di clearance del sistema fagocitario ed altri fattori. ..
AUTOANTICORPI NEI
PAZIENTI CON
LES TEST SENSIBILITA’ SPECIFICITA’ VALORE
PREDEFINITO ANA dsDNA ssDNA Istone Nucleoproteina Sm RNP (U1 -RNP) Ro (SS-A) La (SS-B) PCNA 99 70 80 30-80 58 25 50 25-35 15 5 80 95 50 Moderata Moderata 99 87-94 95 15-35 95 50 Moderata Moderata 97 46-85 95 Marcatori del
lupus eritematoso sistemico Citoplasma:
mitocondri, lisosomi, microsomi, ribosomi- RNA: dsRNA, ssRNA,
rRNA. Membrane cellulari: eritrociti, leucociti (linfociti T e
B), piastrine, cellule nervose. Altri: fattori della
coagulazione (antifosfolipidi, tiroide, fattore reumatoide,
falsa positività del test della sifilide, Nel LES gli anti-DNA e
gli antiSm sono associati a malattia renale. gli anti-RW a
sindrome di Raynaud e gli anti-Ro a fotosensibilità. Gli
anti-RNP sono stati osservati nel LES, nell'artrite
reumatoide, nella
sclerodermia, nella
sindrome di Sjogren e nella connettivite mista. Gli anti-Ro
(SS-A) sono stati osservati nel
LES, nella
sindrome di Sjogren, nella fotosensibilità primaria e nella
cirrosi biliare primitiva. Gli anti-La (SS-B) sono stati
osservati nel
LES, e nella
sindrome di Sjogren. .
I pazienti con LES
sviluppano anticorpi anche contro gli antigeni dì superficie delle
cellule: gli eritrociti, i leucociti e le piastrine che hanno adesi tali
anticorpi vengono eliminati o attraverso fagocitosi, grazie a recettori
dei macrofagi (Fc) del sistema reticolo-endoteliale, da citotossicità
mediata dal complemento o da citotossicità cellulare dipendente da
anticorpi (ADCC) che determina anemia emolitica),
leucopenia e trombocitopenia. Gli anticorpi contro le cellule
endoteliali sono stati implicati nella
vasculite, quelli contro le cellule nervose nei disturbi cerebrali,
quelli contro gli antigeni glomerulari e tubulari renali nella nefrite
lupica. Di recente interesse sono gli anticorpi contro il complesso
fosfolipidi-β2-glicoproteina 1: questi anticorpi sembrerebbero
interferire con il normale effetto anticoagulante della β2-glicoproteina
1 e sono cosi implicati in complicanze del
LES quali le trombosi arteriose e venose (che causano
strokes e
tromboflebiti) e gli infarti placentari, causa di aborto. Si pensa che le lesioni
cutanee abbiano origine multifattoriale: le radiazioni UV (1)
danneggiano il DNA (il paziente- crea anticorpi contro il DNA, si
formano immunocomplessi, viene attivato il complemento con conseguente
risposta infiammatoria locale); (2) aumenta il legame degli anti-Ro,
anti-La ed anti-RNP ai cheratinociti attivati dalle radiazioni UV; (3)
tali radiazioni alterano il metabolismo fosfolipidico delle membrane
cellulari; (4) aumentano il rilascio di IL- 1 dai cheratínocítí e dalle
cellule di Langerhans e (5) alterano le cellule T suppressor.
Ci sono poche
caratteristiche anatomo-patologiche tipiche del LES. Nei pazienti con
artrite, l'istopatología sinovíale tende ad essere non specifica, con la
deposizione superficiale di materiale fibrinosimile e la proliferazione
locale o diffusa di cellule sinoviali. Le alterazioni vascolari
comprendono la presenza di cellule mononueleate in sede perivascolare,
l'obliterazione del lume, la presenza di cellule endoteliali ìngrandite
e di trombi, ma la necrosi fibrinoide è poco comune. Le biopsie eseguite
a livello dell'eritema
malare possono rivelare alcune anomalie minori dello strato basale o la
deposizione di IC alla giunzione dermoepidermica. Le lesioni cutanee
discoidi sono caratterizzate da ipercheratosi, tamponamento follicolare
e maggiori alterazioni dello strato basale, compresa la deposizione di
IC alla giunzione dermoepidermica. La pleura ed il pericardio sono
infiltrati da cellule mononucleate. La polmonite lupica è caratterizzata
dalla lesione della parete alveolare con emorragia, edema, formazione di
una membrana íalina e depositi di IC. Le arterie coronarie mostrano
spesso i segni di una aterosclerosi ad esordio prematuro. L'endocardite
di Libman-Sacks è caratterizzata dall'accumulo di IC, cellule
mononucleate, corpi ematossilinici e trombi di fibrina e piastrine.
L'esame anatomopatologico della milza rivela spesso un aspetto a "buccia
di cipolla" delle arterie spleniche, che forse rappresenta un'arterite
latente. Alterazioni renali
(cfr
glomerulopatie). L'alterazione a lesioni minime (malattia mesangiale
dì tipo IIA) dei glomeruli presenta depositi di IC solo nelle cellule
mesangiali, il tipo III dì nefrite mesangiale presenta anche
ipercellularità mesangiale. La nefrite proliferativa locale (tipoIII)
evidenzia proliferazione segmentale nel glomerulo e nel mesangio,
depositi dì IC nel mesangio e depositi granulari cicatriziali
subendoteliali, subepiteliali ed intrabasali. La
glomerulopatie proliferativa attiva diffusa colpisce più del 50% dei
glomeruli con proliferazione cellulare, necrosi, anse "a fil di ferro ",
depositi subendoteliali e corpi ematossilinici. Se cronicizza, il
processo comporta sclerosi, adesioni, "crescents" ed atrofia (tubulare).
Vi sono estesi depositi granulosi e dismorfici dì IC. Nella nefrite
membranosa (tipo IV) si osserva un diffuso e uniforme ispessimento della
MBG, con fine deposizione granulare di IC nella regione subendoteliale,
al di sotto dei processi pedicellari fusi. Non è infrequente
l'alterazione degenerativa dei tubuli con presenza, nell'interstizio, di
cellule mononueleate. La formazione diffusa di semilune, che
rappresentano la reazione cicatriziale, depone per una prognosi
limitata. >>> segue
oppure cfr
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