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appunti
del dott.
Claudio Italiano
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1 Malassorbimento
2 Malassorbimento
3 La
cachessia L’anoressia
Magrezza
secondaria La
magrezza secondaria può derivare da: —
ridotto apporto calorico, globale o parziale, assoluto o
relativo, per condizioni ambientali (carestie, restrizione della
libertà) o economiche (pauperismo); —
per condizioni organiche (stenosi alta del tubo digerente); —
da anoressia
psichica (da stati psiconevrotici o da depressione
psichica) o nervosa (per lesioni infiammatorie o neoplastiche a carico
dei centri diencefalici responsabili della fame o della sazietà). —
malassorbimento
intestinale (insufficienza
pancreatica, sprue, malattie del tubo digerente, fistole
duodeno-coliche, ecc.); —
aumento delle perdite per cause metaboliche (diabete
pancreatico). In questo
gruppo potrebbe rientrare pure la magrezza costituzionale, di cui si è
parlato; —
aumento delle perdite per cause tossiche o infettive: a) ipertiroidismo;
impiego di farmaci che accrescono il dispendio energetico (composti
iodati, dinitrofenolo); b) uremia,
insufficienza epatica avanzata; e) malattie infettive, specie febbrili, fistole (possono
intervenire anche l'anoressia e le turbe dell'assorbimento). —
affezioni neoplastiche e malattie cachettizzanti in genere. In
questi casi interviene, oltre all'insufficiente
introduzione calorica
per riduzione
dell'appetito, un'esaltazione del catabolismo. —
endocrinopatie: morbo
di Addison; ipopituitarismo: cachessia
ipofisaria (morbo di Simmonds) o necrosi ipofisaria da emorragia
post-partum (sindrome di Sheehan); —
insufficiente apporto tissutale di ossigeno: da insufficienza
respiratoria cronica (broncopneumo-patia ostruttiva cronica) o da
cardiopatia scompensata; —
da anomalie dell'adipocita. Nella
magrezze patologiche, oltre alla riduzione quantitativa del tessuto
adiposo, si verifica anche una riduzione di altri tessuti, in
particolare della masse muscolari ed anche dei connettivi e dei visceri.
Quando lo stato di dimagrimento raggiunge gradì cospicui si parla di emanazione e se è addirittura di grado estremo, si parla di cachessia
o marasma.
Il passaggio dalle forme estreme di magrezza allo stato
cachettico, che è caratterizzato dalla quasi totale scomparsa del
tessuto adiposo e la estrema riduzione delle masse muscolari, è quasi
insensibile. Nella fase dinamica del dimagrimento il bilancio tra
entrata e uscita suole essere sempre negativo e il peso corporeo
continua a ridarsi. Nella fase stabilizzata del dimagrimento, il
bilancio può anche essere in pareggio, il
calo ponderale si arresta, ma non avendosi un bilancio positivo
non si può realizzare un aumento ponderale. L'atrofia
del tessuto adiposo è una condizione che porta a considerare varie
evenienze: a) atrofia primitiva del tessuto adiposo: può essere generalizzata o distrettuale. Nella forma generalizzata l'atrofia può interessare ugualmente gli adipociti del sottocutaneo e quelli di altri tessuti adiposi (a sede omentale, perivasale ecc.); data la mancanza di tessuto specificamente destinato a ricevere i trigliceridi si ha lentezza della depurazione periferica dei chilomicroni e delle VLDL e quindi si associa una iperlipo-proteinemia mista, con aumento delle LDL, delle VLDL e dei chilomicroni (con conseguente, spiccata tendenza aterogena); b) può anche realizzarsi un quadro di lipodistrofia, allorché alla magrezza del torace si associa una obesità dalla cintola in giù (v. sindrome di Barraquer-Simons a proposito della obesità distrettuale); c) un'altra forma di atrofia generalizzata è quella che si
realizza nel diabete lipoatrofìco
di Lawrence: atrofia generalizzata del tessuto adiposo, con
epatosplenomegalia, associata a diabete mellito infantile
insulinodipendente con insulinoresistenza a causa della iperlipidemia; d) L’atrofia distrettuale del tessuto adiposo può
anche essere limitata ad un'area assai circoscritta. Si può avere
scomparsa della bolla adiposa di Bichat, senza scomparsa dell'adipe in
altre sedi (come, invece, avviene negli stati cachettici). Così, nei
diabetici che per diversi anni nella stessa sede hanno praticato iniezioni
sottocutanee di insulina, può aversi una atrofia localizzata del
tessuto adiposo (gli adipociti vengono inizialmente stimolati
dall'insulina iniettata, che poi porta ad un esaurimento dell'equilibrio
del sistema: lipodistrofia da insulina. A
differenziare la cachessia ipofisaria dall'anoressia psichica (che
colpisce per lo più giovani donne con terreno psiconevrotico) e da
quella diencefalica, è di notevole importanza precisare
anamnesticamente se l'anoressia ha preceduto il dimagrimento, il che è
tipico delle ultime due forme. Del resto, nella cachessia ipofisaria
si associano torpore psichico e manifestazioni tipiche della carenza
di alcune attività tropiniche, quali involuzione dell'apparato genitale
(da carenza gonadotropinica), alterazioni della cute e caduta dei
peli al pube ed alle ascelle, distrofie ungueali e dentarie (tipiche del
deficit tiroideo), depigmentazione (da deficit di ormone
melanocitostimolante). Ovviamente, talora nella genesi di alcune forme
di magrezza possono concorrere più fattori, anche se è prevalente uno
di essi; d'altra parte, per alcune forme, quali quelle da neoplasie,
da malattie infettive, da cardiopatie, la genesi della magrezza non
sembra riportabile semplicemente ad una diminuita introduzione
calorica per riduzione dell'appetito. oppure
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