La sindrome da malassorbimento

appunti del dott. Claudio Italiano

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Il malassorbimento per mancata funzione biligenetica

Una classificazione delle sindromi da malassorbimento è stata già  specificata in questo website    Classificazione delle s. da malassorbimento. Quando parliamo di malassorbimento dobbiamo dire che anche alcune malattie acute o croniche del fegato possano associarsi a nalassorbimento, per una secondaria alterazione dei processi digestivi intraluminali che come sappiamo si avvalgono anche della funzione epatica, per esempio quella biligenetica. È stata descritta, così, una steatorrea, cioè l'emissione di grassi indigeriti con le feci,  nell'epatite virale acuta, condizione questa determinata dalla insufficienza epatica, con mancata produzione di acidi biliari e conseguente mancato assorbimento dei grassi che, come sappiamo, svolgono la funzione di emulsionare i grassi ad opera dei sali biliari. Inoltre nell'ostruzione cronica delle vie biliari extraepatiche, e nella cirrosi biliare primitiva e nelle cirrosi postnecrotica e nutrizionale si assiste ad un malassorbimento dei grassi e delle vitamine liposolubili. Il  malassorbimento di vitamina D con gravi conseguenze metaboliche a carico delle ossa. Ciò è particolarmente frequente nei pazienti con cirrosi biliare primitiva, in cui l'esame radiolo­gico dello scheletro evidenzia marcata osteoporosi, ispessimento corticale delle ossa, compressione dei corpi vertebrali e fratture patologiche spontanee. Poiché l'epatopatia alcolica può ac­compagnarsi a insufficienza del pancreas esocrino, la funzionalità pancreatica deve essere sempre valutata in caso di epatopa­tia associata a malassorbimento. Viceversa risultano normali l'assorbimento di D-xilosio e della vitamina B12, che dipende dal fattore intrinseco di Castle. Non si evidenziano inoltre delle alterazioni nella mucosa dell'intestino tenue.

Malassorbimento secondario a gastrectomia

Nei pazienti sottoposti a gastrectomia subtotale è comune il riscontro di sindrome da malassorbimento. La steatorrea è, in genere, più frequente nell'anastomosi Billroth II che in quella di tipo I ed è di regola di scarsa entità, oscillando da 7 a 10 grammi nelle 24 ore. Il fattore più importante è, forse, il rapido svuotamento gastrico, che è causa di basse concentrazioni luminali di secrezioni digestive nei primi 60-80 minuti dal pasto. Una alterazione di questo tipo è stata descritta in pazienti con gastrectomia subtotale e duodenostomia (Billroth I), gastrodigiunostomia (Billroth II) e vagotomia tronculare con piloroplasticaNei casi più gravi la steatorrea è secondaria ad alterazioni dei processi digestivi intraluminali dipendenti da vari fattori:

1) poiché nell'anastomosi Billroth II il duodeno viene escluso, la quantità di contenuto gastrico che giunge nel duodeno prossimale (ansa afferente) diminuisce, avendosi in tal modo un ridotto stimolo alla liberazione di secretina, e colecistochinina da parte del duodeno e una conseguente depressione della ri­sposta enzimatica pancreatica;
2)  si verifica un inadeguato me­scolamento degli enzimi pancreatici e dei sali biliari secreti nel duodeno prossimale con il contenuto gastrico, che giunge così nel digiuno;
3) si determina una stasi del contenuto intestinale nell'ansa afferente, con conseguente contaminazione batterica dell'intestino tenue che, a sua volta, può alterare il metabolismo dei sali biliari.;
4) la deplezione proteica secondaria ad alterazione dei processi digestivi può causare un'ulteriore compromissione della funzione pancreatica;
5) la perdita della funzione di serbatoio dello stomaco può risultare in una riduzione del tempo di transito intestinale. In quest'ultima condizione il tempo di svuotamento dello stomaco è meno rapido e ciò può spiegare la minore gravita del deficit nutrizio­nale. In alcuni di questi pazienti la somministrazione di enzimi pancreatici da luogo a un significativo miglioramento del qua­dro clinico.

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