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La
sindrome da malassorbimento 4
SINDROME
DELL'INTESTINO CORTO
(SIC)
I sintomi del paziente con sindrome
da malassorbimento
oppure cfr index
di gastroenterologia
.
Related
links RIDUZIONE
DELLA SUPERFICIE DI ASSORBIMENTO
cfr
anche Il
malassorbimento
La
cachessia
L’anoressia
L'anoressia
e la sua cura astenia
Resezioni
estese dell'intestino danno spesso luogo alla sindrome dell'intestino
corto.
Le
cause più frequenti della sindrome dell'intestino corto sono:
1)
massiva
resezione intestinale secondaria ad alterazioni vascolari
dell'intestino tenue;
2)
resezioni
multiple in seguito a enterite regionale;
3)
bypass
digiunoileale (cfr La
chirurgia_metabolica ) per obesità
patologica.
..
In
generale, l'assorbimento delle sostanze nutritizie è condizionato dalla
estensione e dalla sede dell'intestino tenue in cui è stata praticata
la resezione, dalla presenza della valvola ileocecale e dall'adattamento
dell'intestino tenue residuo. Una resezione del 40-50% di intestino
tenue è, in genere, ben tollerata, a condizione che vengano risparmiati
il duodeno prossimale, la metà distale dell'ileo e la valvola
ileocecale. Di contro, la sola resezione dell'ileo e della valvola
ileocecale può provocare una grave diarrea
con malassorbimento, anche se la resezione ha interessato meno del 30%
dell'intera lunghezza dell'intestino tenue.
..
Sintomatologia.
La
SIC causa:
•diarrea
•steatorrea
•calo
ponderale
•disidratazione
•acidosi
metabolica
•escoriazioni
perianali
•sintomi
da carenza elettrolitica (K, Ca, Na) e vitamine (B12, A,D,E,K)
Terapia
Il
trattamento della sindrome dell'intestino corto prevede l'adozione di
diverse misure terapeutiche:
1)
dieta di almeno 2500 kcal, costituita soprattutto da carboidrati e
proteine e con un contenuto lipidico inferiore a 40 g/die. Una dieta
povera di grassi è efficace nel ridurre la diarrea, presumibilmente
perché con essa viene ridotta la produzione di acidi grassi idrossilati,
derivati dai lipidi a catena lunga. Tali acidi grassi idrossilati sono
dotati di attività catartica e incrementano la secrezione netta di
acqua ed elettroliti da parte del colon e dell'intestino tenue; inoltre
occorre un'integrazione della dieta con vitamine e minerali, tra i quali
K+, Cl~, Mg2+, Ca2+, metalli in tracce
(Zn, Cd, Mn), ferro, folati, vitamine B12, A, D, E, K, B1,
B6, biotina e acidi grassi essenziali; spesso è
necessario ricorrere alla nutrizione parenterale totale nei primi 6
mesi successivi alla resezione massiva dell'intestino, fino a che non
si sia ottenuto un certo grado di adattamento. Questi pazienti possono
richiedere un'iperalimentazione parenterale
prolungata mediante catetere di gomma al silicone posizionato nella
vena cava superiore, intervento che è possibile effettuare anche a
domicilio del paziente.
2)
somministrazione di farmaci (alcaloidi della belladonna, difenossilato,
loperamide e codeina , cfr La
diarrea e la cura ) che, rallentando la motilità intestinale e
prolungando il tempo di contatto con la mucosa, permettono di ottenere
un buon controllo della diarrea; inoltre i farmaci in grado di
sequestrare i sali biliari, come la colesteramina, possono ridurre la
stimolazione della secrezione netta di acqua ed elettroliti indotta dai
sali biliari;
3)
va riscontrato, inoltre, che i pazienti con sindrome dell'intestino
corto presentano, spesso, un'ipersecrezione acida gastrica transitoria
che può produrre una diluizione delle secrezioni pancreatiche, come
pure l'inattivazione degli enzimi pancreatici. In tal caso, l'impiego di
un antagonista per i recettori H2 o di un inibitore della
pompa protonica è efficace nell'inibire la secrezione acida e nel
ridurre il volume di liquidi del tratto prossimale dell'intestino tenue,
aumentando così la concentrazione degli enzimi pancreatici; può essere
tuttavia richiesto un supplemento di questi ultimi;
4)
l'octreotide, un analogo della somatostatina ad azione prolungata,
riduce la secrezione di enzimi digestivi (biliari, pancreatici, succo
enterico) e può in tal modo ridurre la diarrea;
oppure cfr
index di gastroenterologia
index
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