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appunti
del dott. Claudio Italiano
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Segni clinici correlati con la malattia da graffio di gatto: Altri segni meno comuni
EPIDEMIOLOGIA In
genere il 60% dei casi si verifica nei bambini.
L'esposizione a giovani gatti batteriemici, che o sono infestati da
pulci o sono stati in contatto con un altro gatto portatore di pulci,
rappresenta un significativo rischio di infezione. La maggior parte
delle infezioni è causata da un graffio e solo rari casi sono causati
da un morso o da una leccata. La maggior parte dei casi si verifica
nei mesi più caldi, quando le pulci sono attive. Le regioni degli
Stati Uniti in cui le pulci sono endemiche hanno tassi più elevati di
infezione. La pulce può servire per trasmettere l'infezione tra i
gatti; non è noto se gli uomini possano essere infettati attraverso
il morso di una pulce infetta. ANATOMIA PATOLOGICA La caratteristica
istopatologica distintiva della CSD è l'infiammazione granulomatosa
con necrosi stellata, ma senza evidenza di angiogenesi. Pertanto
l'infezione da B. henselae può
produrre due reazioni anatomopatologiche completamente differenti, in
relazione allo stato immunitario dell'ospite: la CSD e l'angiomatosi
bacillare. DIAGNOSI Si deve sospettare
la CSD se il paziente presenta una storia di esposizione ai gatti e
sviluppa linfoadenopatia e una lesione cutanea. La diagnosi può venire
confermata dall'esame anatomopatologico dei linfonodi interessati.
Talvolta si possono osservare aggregati di bacilli nei campioni bioptici
colorati con la colorazione argentica di Warthin-Starry. Il test cutaneo
della CSD, in cui viene utilizzato come antigene il materiale
prelevato dai linfonodi di pazienti con CSD, non viene più utilizzato
per la diagnosi a causa del rischio di trasmissione di agenti virali.
Recentemente è stato sviluppato uno specifico test sierologico che può
produrre un risultato positivo nel 70-90% dei pazienti con immunità
integra. Anche l'identificazione dei geni dell'RNA ribosomiale 16S di B.
henselae nel materiale bioptico, mediante l'amplificazione con
reazione polimerasica a catena con specifici primer oligonucleotidici,
può essere utile dal punto di vista diagnostico; tuttavia, questi
metodi non sono ancora disponibili in commercio. La coltura dei
linfonodi, del liquido cerebrospinale o di altri tessuti è raramente
positiva. TERAPIA Anche se la CSD è, in genere, a risoluzione spontanea, la
linfoadenopatia regionale dolente e i sintomi sistemici possono essere
debilitanti. I pazienti con encefalite o con altre gravi manifestazioni
devono essere trattati con antibiotici, anche se l'efficacia di tale
terapia non è chiara: non vi sono stati effettuati studi comparativi
tra terapie antibiotiche e non sono stati pubblicati casi clinici di
fallimento della terapia. Diversi lavori suggeriscono che il trattamento
con aminoglicosidi (per es., gentamicina per via endovenosa ai dosaggi
standard, calcolati per ottenere livelli terapeutici) è efficace nei
pazienti con encefalite o con altre infezioni sistemiche. Gli agenti per
via orale che sembrano utili sono gli
stessi che risultano più efficaci nel trattamento
dell’angiomatosi bacillare; comprendono la ciprofloxacina, la
doxiciclina, e forse l'eritromicina (ai dosaggi raccomandati per
l'angiomatosi bacillare). Molti pazienti con una diagnosi accertata di
CSD non mostrano un'evidente risposta agli antibiotici; la durata
della terapia è variabile. oppure
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