'); //-->
-->
|
appunti
del dott.Claudio
Italiano
vedi anche L'infartuato Infarto del miocardio Infarto con ST sopraslivellato Sindrome coronarica UA/NSTEMI, cioè con ST non sopraslivellato Sindrome coronarica UA/NSTEMI, cioè con ST non sopraslivellato: la cura secondo gli studi più recenti Infarto con ST sopraslivellato: i farmaci impiegati e le linee guida Infarto con ST sopraslivellato: il trattamento trombolitico Complicanze dell'infarto: bradiaritmie Complicanze dell'infarto: tachiaritmie, fibrillazione ventricolare Novità: attività fisica nel post-infarto, perchè è indicata? Novità: il programma riabilitativo cardiovascolare nel post-infarto Novità: il programma riabilitativo cardiovascolare nel post-infarto: gli esercizi possibili in corsia ed a casa del paziente, le linee guida Dimmi se perdi proteine nelle urine e ti dirò se ti viene l'infarto. stress ed infarto: mai innervosirsi! paziente con sindrome coronarica acuta, quale trattamento e' giusto? La cardiopatia dilatativa, il cuore ingrossato Il trapianto di cuore, quando, come e perchè .
·
aritmie
·
Le
aritmie da causa extracardiaca ·
L'ablazione
mediante catetere nelle aritmie sopraventricolari - introduzione ·
L'ablazione
mediante catetere nelle aritmie sopraventricolari, vantaggio e rischi ·
Il
pacemaker, cos'è e a che serve? ·
La
fibrillazione atriale, una aritmia stupida e pericolosa. Che fare?
Quando trattare? ·
elettrocardiogramma
ed onde T di ischemia ·
Infarto
ed elettrocardiogramma ·
Deviazione
dell'asse elettrico del cuore: che significa? Cfr prima di tutto: MALATTIA
DEL NODO DEL SENO
. Si designa con questo termine un sregolazione
dell'attività del nodo del seno comprendente situazioni assai diverse.
Le sindromi da disfunzione sinusale non sono necessariamente legate ad
una alterazione organica del nodo del seno, il ruolo svolto in esse da
meccanismi indiretti, vago-simpatici
soprattutto, non deve, infatti, essere né trascurato, né
sottostimato. Il Nodo del seno (NS) è costituito da tali cellule e poichè è dotato del più veloce automatismo comanda l'attività cardiaca, innescando i potenziali d'azione nel miocardio comune. Quindi attraverso uno scambio sodio-calcio, avviene la contrazione delle fibrocellule muscolari (da qui l'impiego di calcio-antagonisti in terapia). Esistono altre strutture che come il nodo del seno sono dotate di attività automatica: fra queste il Nodo atrioventricolare (NAV), che è però dotato di un automatismo più lento, per cui può intervenire quale pacemaker solamente quando gli altri segnapassi sono per così dire "spenti". Il periodo refrattario è, invece, un intervallo minimo tra due potenziali d'azione, durante il quale il miocardio comune non riesce ad essere stimolato. Il NAV ha un periodo refrattario, perciò, più lungo, dato che la frequenza dei suoi potenziali d'azione è più breve, ma questa suo funzione fisiologica è importante, come vedremo, nelle tachiaritmie sopraventricolari dove un ritmo eccessivo delle camere ventricolari, causando uno scarsa attività di pompa, causerebbe la morte per collasso cardiocircolatorio. .
Malattia
del Nodo del Seno. Codeste sindromi possono manifestarsi in forma
acuta o cronica: - Le
forme acute, di solito reversibili e transitorie, comprendono le
sindromi insorgenti nel corso d'intossicazioni farmacologiche (da
chinidina, beta-bloccanti, lidocaina, amiodarone, digitale, ecc.), ma
anche in seguito a turbe metaboliche (iperkaliemia, ad es.) od anche per
eccessiva liberazione di acetilcolina in corrispondenza delle
terminazioni parasimpatiche in occasione di un'ischemia acuta (per es.
nella fase acuta di un infarto miocardico) o, infine, in seguito ad una
cardioversione. - Le forme croniche, per lo più stabili ed
irreversibili, a) II primo comprendente gli aspetti
elettrocardiografici: • dei
blocchi seno-atriali (di 1°, 2° e 3° grado). • degli
arresti sinusali. • degli
scappamenti giunzionali. b) II secondo gruppo è rappresentato dalle
bradicardie sinusali isolate, caratterizzate da una frequenza inferiore
ai 55/min., sottolineando che in questi casi acquistano rilevanza
soprattutto: • Le
bradicardie severe. • Le
bradicardie diurne. •
Le
bradicardie che compaiono nell'età matura (da i 40 ai 60 anni). In questo quadro nosologico della malattia
del nodo del seno rientrano talune sindromi "di
frontiera" nelle quali la disfunzione del pacemaker si associa
a turbe del ritmo o della conduzione: la più classica di queste associazioni
è rappresentata dalla così detta malattia
dell'orecchietta o malattia ritmica a triale, nota altresì come SINDROME BRADICARDIA-TACHICARDIA. ARITMIE IPOCINETICHE. Il blocco di 1° indica ritardo, di 2° interruzione intermittente, di 3° interruzione completa della conduzione+. Il blocco di II grado comprende la suddivisione in I e II tipo a seconda se la conduzione si deteriori progressivamente, prima del blocco o piuttosto si interrompa bruscamente. Il primo tipo realizza il fenomeno di Wenckenbach in cui il blocco dell'impulso è preceduto abitualmente per 3-5 cicli da un progressivo allungamento del tempo di conduzione; nel blocco di 2° grado un impulso può essere bloccato in maniera regolare, ogni impulso, ogni due, ogni tre ecc. Eziopatogenesi. Cause funzionali possono causare blocco, per es. ipertono vagale, sonno, effetto digitalico, i beta bloccanti, ittero ostruttivo, ipertensione endocranica. Cause organiche: processi sclerodegenerativi, miocarditi, tumori, malattia di Lenègre, malattia di Lev.. Sintomatologia. Il soggetto può avvertire senso di palpitazione, vertigine, angina pectoris, sospensione del respiro, ipossia cerebrale per insufficienza di pompa che va sotto il nome di MAS o sindrome di Morgagni-Adams- Stokes., con sincope improvvisa.
BLOCCO SENO-ATRIALE (BSA) Nel caso del blocco seno-atriale il disturbo
di conduzione risiede tra il nodo del seno di Keith-Flack e gli atri:
l'impulso nasce come di norma dal nodo del seno ma non viene trasmesso
agli atri. A seconda dell'importanza del disturbo di
conduzione è logico descrivere 3 tipi di blocco seno-atriale: - BSA di
1° grado: nel quale la trasmissione dell'impulso sinusale tra
il nodo del seno e gli atri è semplicemente rallentata. - BSA di
2° grado: nel quale
la trasmissione dell'impulso sinusale è bloccata in maniera
intermittente. Il blocco completo può verificarsi al termine di una
serie d'impulsi sinusali la cui conduzione diviene progressivamente più
lenta a livello della giunzione
seno-atriale, realizzando così un blocco tipo
Luciani-Wenckebach. II blocco completo può altresì verificarsi una
volta su due, realizzando allora un BSA
2/1, o in modo intermittente e variabile (una volta su tre, una
volta su quattro etc....): BSA di
tipo comune, tipo Mobitz. - BSA di
3° grado: nel quale
la trasmissione dell'impulso sinusale è bloccata in maniera
permanente. Codesta classificazione dei blocchi
seno-atriali a seconda del grado del disturbo di conduzione è
giustificata sul piano teorico e la sua realtà è convalidata dalle
registrazioni sperimentali, epicardiche ed endocavitarie. ASPETTI
ELETTRCARDIOGRAFICI
1 - BSA DI 1° GRADO: NON HA ALCUNA ESPRESSIONE ELETTROCARDIOGRAFICA. Non è infatti possibile riconoscere un rallentamento della conduzione fra il nodo del seno e gli atri, giacché in questo caso le onde P appaiono normali e regolarmente intervallate. 2 -
BSA DI 3° GRADO: CONTRADDISTINTO DA ASSENZA DI ONDE P E ritmo di scappamento giunzionale. È possibile sospettare un
blocco permanente della conduzione seno-atriale in base all'assenza di
onde P e all'esistenza di un ritmo giunziona-le a 40-50 al minuto (ritmo
di scappamento). L'assenza di onde P può essere confermata all'occorenza
per mezzo della registrazione endocavitaria. 3.1 BLOCCO SENO-ATRIALE CON PERIODI TIPO
LUCIANI-WENCKEBACH : posso esserne osservati tre aspetti elettrocardiografici,
di cui il primo è il più raro: • Rallentamento
progressivo della frequenza atriale. l'intervallo cioè fra due onde P
si allunga progressivamente sino alla pausa sinusale (assenza brusca
dell'onda P). Questo aspetto dipende dall'allungamento progressivo del
tempo di conduzione dal nodo del seno agli atri. Questo rallentamento
divenendo sempre più rilevante da un impulso all'altro, mette capo
infine ad un blocco completo. • Accelerazione progressiva della frequenza
atriale, in questo caso l'intervallo fra 2 onde P si accorcia progressivamente
fino alla pausa atriale. Questo aspetto dipende, come il precedente,
dall'allungamento progressivo del tempo di conduzione seno-atriale, ma,
contrariamente a quanto accade nel caso precedente, questo allungamento
è sempre meno importante da un impulso all'altro e si manifesta
paradossalmente con un'accelerazione progressiva del ritmo atriale fino
alla pausa. • Alternanza di accelerazione e
rallentamento del ritmo atriale, la quale realizza
un aspetto simile a anello: questo tipo di blocco dipende dall'alternanza
dei 2 meccanismi precedenti. • In tutti i casi: l'intervallo fra le 2
onde P che inquadrano la pausa atriale deve essere inferiore al doppio
dell'intervallo PP immediatamente precedente e superiore
all'intervallo PP seguente. 3.2 - blocco
seno-atriale tipo mobitz : È il BSA più comunemente osservato: • Si
riconosce facilmente per la comparsa di pause atriali (e ventricolari)
intermittenti, la cui durata è un multiplo dell'intervallo PP del ritmo
sinusale di base. La durata della pausa constatata è tuttavia
spesso un po' più breve dell'intervallo PP precedente, ma anche a volte
un po' più lunga. Si hanno così degli aspetti molto vari. •
il BSA 2/1 costituisce un aspetto particolare: l'impulso sinusale induce la depolarizzazione
atriale una volta su due: ne risulta una bradicardia del tutto paragonabile
alla bradicardia sinusale, ed in tal caso la diagnosi di BSA 2/1 può
essere affermata solo se, di tanto in tanto, due impulsi sinusali
successivi riescono ad attraversa la giunzione seno-atriale. Questi due
impulsi successivi si manifestano con un brusco raddoppiamento della frequenza
atriale. DIAGNOSTICA
DIFFERENZIALE La diagnosi differenziale va posta con: 1 - I DISTURBI DEL RITMO SOPRA-VENTRICOLARE
CHE RIDUCONO IL RITMO ATRIALE: • l'aritmia
sinusale non fasica (vedere il relativo capitolo). • le
extrasistoli atriali seguite da un complesso QRS, riconoscibili
peraltro per la precocità e per l'anormalità della morfologia della
P. • le
extrasistoli atriali bloccate , che depolarizzano il nodo del seno
e possono così simulare un BSA di tipo comune. Si tratta di onde P
extrasistoliche, la cui conduzione anterograda viene bloccata a livello
del nodo atrio-ventricolare e che non sono seguite da complessi QRS.
Queste onde P, tuttavia, depolarizzano e deprimono il nodo del seno
per via retrograda, impedendo la comparsa dell'onda P sinusale seguente.
Queste onde P ectopiche possono essere riconoscibili con difficoltà o
essere nascoste nel complesso QRS o nell'onda T precedente, ed
allora la pausa che succede ad esse può far credere ad un BSA di tipo
comune. La registrazione endocavitaria consente di rettificare la
diagnosi smascherando l'attività atriale ectopica. •
le extrasistoli giunzionali: la
diagnosi in questo caso è resa facile dal riconoscimento di complessi
QRS giunzionali, cioè a comparsa precoce, non preceduti da un'onda P
oppure preceduti da presso da un'onda P "retrograda"
(intervallo PR inferiore a 0,12 secondi ed onde P di anormale
morfologia). Occorre distinguere due eventualità:
l'extrasistole giunzionale, seguita da un vero riposo compensatorio (vedere
ESG), e l'extrasistole giunzionale interpolata (raris-sima, in cui
l'onda P che segue il complesso giunzionale extrasistolico è nascosta
nel complesso QRS o nell'onda T e resta bloccata, perché cade nel
periodo refrattario del nodo atrio-ventricolare). - la
paralisi atriale, la cui diagnosi differenziale con un BSA di 3°grado
può essere fatta solo mediante la stimolazione elettrica atriale:
l'atrio è ineccitabile nella paralisi atriale, eccitabile invece nel
BSA. EZIOLOGIA Si distinguono: 1 - IL
BSA idiopatico: del soggetto giovane o del soggetto anziano
(fibrosi atriale, aterosclerosi coronarica). 2 -
I BSA transitori: infarto del miocardio (stadio acuto),
intossicazione digitalica,
iperkaliemia, postumi
immediati di una cardioversione o di una tachicardia, riflesso vagale:
manovre vagali, iniezione di adenosintrifosfato (Striadyne®) ed altri
riflessi vagali, dolori interni, stimolazione di mucose, sindromi
neurologiche o neuro-chirurgiche, iniezione di vasopressore. 3-1
BSA cronici: insufficienza
coronarica, malattia aortica, ipertensione arteriosa, malattia ritmica
dell'atrio (vedere il capitolo corrispondente). vedi anche |