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appunti
del dott. Claudio Italiano
Fisiopatologia. Le
cnidae, in genere, inoculano una sostanza che uccide la preda per shock
anafilattico. Il liquido urticante ha azione neurotossica o emolliente, la
cui natura può variare a seconda della specie, ma di solito è costituita
da una miscela di tre proteine a effetto sinergico: ipnossina, talassina
e congestina. Queste sostanze sono responsabili rispettivamente
dell’anestesia della presa, del comportamento allergenico e della
paralisi dell’apparato circolatorio. Esistono le cubomeduse, che
sono particolarmente pericolose per l'uomo: in taluni casi possono causare
anche la morte per shock anafilattico.
Il veleno presente nella più pericolosa,la Chironex Fleckeri, non
presente nel mediterraneo, prevede un antisiero specifico.
Le
lesioni cutanee possono essere delle semplici lesioni eritematose,
che col tempo diventano di colore vinaceo-bruno, e si accompagnano da
prurito e fine desquamazione della cute, oppure si possono avere lesioni
eritemato-edemato-vescicolose, lineari, variamente orientate,che
riproducono la forma dell ‘ombrella e dei tentacoli, più o meno estese
a seconda della lunghezza dei tentacoli stessi,spesso non numerose, che
possono persistere per diverse settimane in rapporto alI’estensione,
alla durata del contatto e al diverso grado di suscettibilità
individuale. SINTOMI
GENERALI. nausea, vertigini,
senso
di angoscia, crampi
muscolari parestesie. Che
fare in caso di contatto?
limitare
i movimenti della parte colpita al fine di ridurre al minimo la quota
di tossine immesse in circolo attraverso la pompa muscolare, anche
applicando un laccio emostatico, per bloccare momentaneamente il
circolo, sempre se l’ustione è estesa. rimuovere
subito i microtentacoli ancora adesi alla cute con oggetti smussi, per
evitare che si rompano le nematocisti.
lavare
con acqua di mare (acqua salata) e non con acqua dolce per evitare che
con effetto osmotico le nematocisti integre scarichino il loro
contenuto. usare
il ghiaccio:il freddo infatti da una parte porta ad una riduzione
della risposta infiammatoria e dell’edema locale, dall’altra
deprime l’eccitabilità delle terminazioni nervose libere e delle
fibre nervose periferiche. l'ammoniaca
non serve, meglio l'aceto di vino. Hai
visto le altre belle pagine di medicina interna su gastroepato?

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.
A
Milazzo, costa Nord orientale della sicilia, ne vediamo poche nella
battigia, ma altrove, nel mare d'estate, un bagno può
significare un improvviso dolore lancinante, come un colpo di
frusta, che viene percepito come una scossa elettrica o una fiammata.
Subito si esce dal mare ustionati
per aver incappato in questi animali marini planctonici. Ma non tutte sono
specie urticanti. La specie più fastidiosa è la Pelagia noctiluca,
appena dieci centimetri di gelatina punteggiata di porpora, che sembra,
vista in acqua, una
cipolla, ma invece di far piangere gli occhi per l'acre odore, ci fa piangere per il forte
bruciore che provocano i suoi tentacoli, sottili come capelli. Questi,
come fili invisibili, si
impigliano e si invischiano con l’ignaro bagnino e attirano a sé il
corpo della stessa. I
loro tentacoli ospitano delle particolari cellule, dette cnidociti,
che funzionano una volta sola, per cui devono essere rigenerate spesso ed
hanno funzioni difensive, ma
secernono un veleno che paralizza la preda. Infatti le cellule hanno dei
sensori, come dei filamenti, il cnidociglio,
ed estroflettono dei filamenti urticanti detti cnidae, collegati
agli organuli cnidoblasti che contengono un liquido urticante..
Altre specie, invece, sono
innocue, come la Cotylorhiza tubercolata, molto più visibile della
Pelagia, di colore marroncino,
la quale si può anche toccare senza conseguenze.
Oltre alla sintomatologia cutanea, l’ustione da medusa può indurre:
Il
trattamento delle ustioni da medusa è ancora oggi fondamentalmente
sintomatico e aspecifico. Il soggetto ustionato deve:
Il trattamento farmacologico è generalmente sintomatico, topico e si
avvale di corticosteroidi in creme o lozioni oppure antistaminici.