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La miastenia gravis (MG) è una malattia neuromuscolare caratterizzata da ipostenia e affaticabilità dei muscoli scheletrici. Il difetto sottostante è una diminuzione nel numero di recettori dell'acetilcolina (AChR) disponibili a livello della giunzione neuromuscolare, dovuta a un'aggressione autoimmune mediata da anticorpi. La terapia attualmente a disposizione per la MG è altamente efficace, sebbene non esista una cura specifica risolutiva. L'acetilcolina (ACh) viene sintetizzata nella terminazione nervosa motrice e immagazzinata in vescicole (quanta) a livello della giunzione neuromuscolare. Quando un potenziale d'azione raggiunge la terminazione di un nervo motore, 150-200 vescicole rilasciano la ACh destinata a legarsi ai recettori stipati a livello dei rilievi delle pliche postsinaptiche. I canali contenuti nei recettori vengono aperti, determinando l'ingresso rapido di cationi, principalmente sodio, che producono una depolarizzazione a livello della placca della fibra muscolare. Se la depolarizzazione è di entità sufficiente, da inizio a un potenziale d'azione che si propaga lungo la fibra avviando la contrazione muscolare. Tale processo termina rapidamente a causa dell'idrolisi dell'Adi da parte delle acetilcolinesterasi (AChE) e della sua diffusione lontano dai recettori. |
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FISIOPATOLOGIA
Nella MG il difetto fondamentale è una diminuzione del numero di AChR
disponibili a livello della membrana postsinaptica muscolare. Inoltre,
le digitazioni postsinaptiche sono appiattite o
"semplificate". Queste modificazioni provocano una diminuita
efficienza della trasmissione neuromuscolare. Perciò, sebbene l'ACh sia
rilasciata normalmente, produce piccoli potenziali di placca terminale
che possono non riuscire a scatenare i potenziali d'azione muscolare.
Un'insufficiente trasmissione in molte giunzioni neuromuscolari provoca
una contrazione muscolare debole.Nei soggetti normali la quantità di ACh rilasciata per impulso diminuisce
con l'attività ripetuta (fenomeno chiamato pre-synaptic rundown o declino presinaptico dinamico). Nel paziente
miastenico una diminuita efficienza della trasmissione neuromuscolare
provoca l'attivazione di un numero sempre minore di fibre muscolari da
parte dei successivi impulsi nervosi e, quindi, una progressiva
ipostenia o fatica miastenica. Questo
meccanismo rende conto anche della risposta in decremento alla
stimolazione nervosa ripetitiva riscontrata nei test elettrodiagnostici.
Le anomalie neuromuscolari nella MG sono causate da una risposta
autoimmune mediata da anticorpi specifici anti-AChR. Gli anticorpi
anti-AChR riducono il numero di AChR disponibili a livello delle
giunzioni neuromuscolari tramite tre distinti meccanismi: 1)
accelerazione del turnover recettoriale dovuta a un meccanismo di
legame crociato e all'endocitosi rapida dei recettori; 2) blocco del
sito attivo del recettore, cioè del sito che normalmente lega l'ACh;
3) danno della membrana muscolare postsinaptica da parte dell'azione
congiunta di anticorpi e complemento.
Come abbia inizio e sia mantenuta la risposta autoimmune nella MG non è
completamente chiaro. Comunque, il timo sembra rivestire un ruolo
importante in questo processo. Il timo presenta alterazioni in circa
il 75% dei pazienti con MG: in circa il 65% dei pazienti il timo è
"iperplastico", con presenza di centri attivi germinativi,
mentre il 10% dei pazienti presenta tumori timici (timomi). Le cellule
simil-muscolari all'interno del timo (cellule mioidi), che presentano
gli AChR sulla loro superficie, possono rappresentare fonti di
autoantigeni e scatenare la reazione autoimmune all'interno della
ghiandola timica.
QUADRO CLINICO
DIAGNOSI E VALUTAZIONE
Diagnosi
di miastenia gravis
Anamnesi
Diplopia,
ptosi, astenia muscolare
Astenia
a distribuzione tipica
Fluttuazione
della forza muscolare e affaticamento: peggioramento con l'attività
ripetuta, miglioramento con il riposo
Effetto
di terapie precedenti
Esame
obiettivo
Ptosi,
diplopia
Esame
della forza muscolare: test quantitativi
Tempo
di mantenimento in posizione di sollevamento orizzontale del braccio
(5 min)
Capacità
vitale
Assenza
di altri segni neurologici Test di laboratorio
Esami
radioimmunologici per l'anti-AChR: circa il 90% di positività nella
MG generalizzata; 50% nella MG oculare; diagnosi di certezza in
caso di positività; un risultato negativo non esclude la MG
Edrofonio
(Tensilon) 2 mg + 8 mg e.v.; diagnosi altamente probabile se il test
è inequivocabilmente positivo
Stimolazione
ripetitiva; decremento > 15% a 3 Hz: diagnosi altamente probabile
Per
la MG oculare o cranica: escludere lesioni intracraniche con la TC o
la RM
La diagnosi è sospettata sulla base di ipostenia e affaticabilità con la distribuzione tipica sopra descritta, senza perdita dei riflessi osteotendinei o compromissione della sensibilità o di altre funzioni neurologiche. La diagnosi deve sempre essere confermata definitivamente prima di iniziare il trattamento. Questo è essenziale perché:
1) altre condizioni trattabili possono assomigliare molto alla MG;
2) il trattamento della MG può comprendere un intervento chirurgico e
l'uso prolungato di farmaci con effetti collaterali.
Test con anticolinesterasici
I farmaci che inibiscono l'enzima AChE permettono ali'ACh di interagire
ripetutamele con il numero limitato di AChR, producendo un miglioramento
della forza dei muscoli miastenici. Generalmente si usa l'edrofonio, per
la rapida insorgenza (30 s) e la breve durata (circa 5 min) del suo
effetto. È essenziale che si faccia riferimento a un parametro
obiettivo per valutare l'effetto dell'edrofonio. L'esaminatore
dovrebbe fecalizzarsi su uno o più gruppi di muscoli indubbiamente
ipostenie e valutare obiettivamente la loro forza. Per esempio,
l'ipostenia dei muscoli extraoculari, la compromissione dell'eloquio o
la durata del tempo in cui il paziente può mantenere le braccia
sollevate in avanti possono essere parametri clinicamente utili. Si
somministra una dose iniziale di 2 mg di edrofonio per via endovenosa.
Se si verifica un miglioramento marcato, il test è considerato
positivo e conclusivo. Se non vi sono modificazioni, si somministra al
paziente una dose addizionale di 8 mg per via endovenosa. La dose è
somministrata in due tempi perché alcuni pazienti reagiscono all'edrofonio
con spiacevoli effetti collaterali quali nausea, diarrea,
ipersalivazione, fascicolazioni e, raramente, sincope. L'atropina (0,6
mg), che dovrebbe essere sempre disponibile, va somministrata per via
endovenosa se questi sintomi diventano rilevanti. Falsi positivi si
osservano saltuariamente in pazienti con altri disturbi neurologici,
come la sclerosi laterale amiotrofica, nonché nei soggetti che
reagiscono al placebo. Possono anche verificarsi falsi negativi o test
equivoci. In alcuni casi è utile usare un farmaco a lunga durata
d'azione come la neostigmina, somministrata per via orale alla dose di
15 mg, dato che questa concede più tempo per una valutazione
dettagliata della forza muscolare. Praticamente in tutti i casi è
auspicabile eseguire ulteriori prove per stabilire la diagnosi di MG
in modo definitivo.
Esami elettrodiagnostici
La stimolazione ripetitiva del nervo
spesso offre un'utile evidenza diagnostica di MG. La terapia con
anticolinesterasici viene interrotta da 6 a 24 ore prima della
valutazione. È opportuno sottoporre al test i muscoli ipostenici o i
gruppi muscolari prossimali. Gli stimoli elettrici sono forniti a una
frequenza di 3 o 5 per secondo, dopo una stimolazione tetanica (ad
almeno 20 Hz) o una contrazione volontaria massimale protratta per
almeno 30 secondi, registrando i potenziali d'azione dei muscoli. Negli
individui normali l'ampiezza dei potenziali d'azione muscolari evocati
non cambia. Nei pazienti miastenici, invece, si osserva una rapida
riduzione nell'ampiezza delle risposte evocate di più del 10-15%
(cosiddetto "spossamento post-tetanico non compensato dai fattori
di sicurezza"). Come prova ulteriore si può somministrare una
singola dose di edrofonio per prevenire o diminuire questo decremento.
Anticorpi anti-recettori acetilcolinici
Come notato in precedenza, gli
anticorpi anti-AChR sono individuabili nel siero di circa l'80% di tutti
i pazienti miastenici, ma solo in circa il 50% dei pazienti con
ipostenia confinata ai muscoli oculari. La presenza di anticorpi
anti-AChR è in pratica diagnostica di MG, ma un test negativo non
esclude la malattia. Il livello di anticorpi anti-AChR non risulta
direttamente proporzionale alla gravita della MG nei diversi pazienti.
Nel singolo paziente, tuttavia, una diminuzione del livello di anticorpi
indotta dalla terapia spesso è correlata con un miglioramento clinico.
Diagnosi differenziale
Vi sono altre condizioni responsabili di ipostenia della muscolatura
cranica e/o somatica che devono essere considerate nella diagnosi
differenziale della MG; esse includono la miastenia indotta da farmaci,
la sindrome miastenica di Lambert-Eaton, la neuroastenia,
l'ipertiroidismo, il botulismo, le lesioni prodotte da masse
intracraniche e l'oftalmoplegia esterna progressiva. Il trattamento con penicillamina
(usata per la sclerodermia o l'artrite reumatoide) può provocare
una vera MG, ma l'ipostenia è lieve e la guarigione si verifica dopo
alcune settimane o alcuni mesi dalla sospensione del farmaco. Altri
farmaci, come gli antibiotici
aminoglicosidici a dosi molto alte e laprocainamide,
possono causare ipostenia neuromuscolare in individui normali o
un'esacerbazione dell'ipostenia nei pazienti miastenici.
La sindrome miastenica di
Lambert-Eaton è un disturbo presinaptico della giunzione
neuromuscolare che può causare una ipostenia simile a quella della MG.
I muscoli prossimali degli arti inferiori sono più comunemente
interessati, ma anche altri muscoli possono essere coinvolti. I
reperti relativi ai nervi cranici, comprese la ptosi delle palpebre e la
diplopia, si verificano nel 70% dei pazienti. Tuttavia, le due
condizioni sono prontamente distinguibili in quanto i pazienti con
sindrome di Lambert-Eaton presentano riflessi diminuiti o assenti,
modificazioni del sistema autonomo come secchezza delle fauci e
impotenza, nonché un incremento della risposta alla stimolazione
ripetitiva del nervo (facilitazione delle risposte nella fase iniziale
di stimolazione tetanica a 20 Hz). È ora noto che la sindrome di Lambert-Eaton
è causata da un anticorpo diretto contro i canali del calcio sulle
terminazioni del nervo motorio, che altera il rilascio di ACh. La
maggioranza dei pazienti con questa sindrome ha un tumore associato, più
comunemente un carcinoma a piccole cellule del polmone, che si pensa
scateni la risposta autoimmune. La comparsa della sindrome di
Lambert-Eaton può segnalare la presenza del tumore molto prima di
quanto altrimenti non avverrebbe, permettendo una rimozione precoce. Il
trattamento del disturbo neuromuscolare contempla la plasmaferesi e
l'immunosoppressione, come per la MG.
La neurastenia può provocare
ipostenia e affaticabilità, ma alla valutazione dei muscoli di solito
si osserva un "rilasciamento a scatti", caratteristico dei
disturbi non organici; inoltre, il sintomo di affaticabilità in questi
pazienti si riferisce a sensazione soggettiva di stanchezza o apatia
piuttosto che a diminuzione della potenza muscolare dopo sforzi
ripetuti. 'L'ipertiroidismo è prontamente diagnosticato o escluso dai test di
funzione tiroidea, che dovrebbero essere eseguiti di routine nei
pazienti
con sospetta MG. È bene ricordare che anomalie della funzione
tiroidea (iper- o ipotiroidismo) associate alla MG
possono aggravare
l'ipostenia miastenica. Il botulismo
può causare ipostenia miastenico-simile, ma spesso sono interessate
le pupille e la stimolazione ripetitiva del nervo determina un incremento
di risposta piuttosto che un decremento. La diplopia che mima i
sintomi della MG può occasionalmente essere dovuta alla presenza di
una massa intracranica che
comprime i nervi diretti ai muscoli extraoculari (per es., meningioma
della cresta dello sfenoide), ma la RM del cranio e delle orbite di
solito evidenzia la lesione.
TERAPIA MEDICA E CHIRURGICA
La prognosi è decisamente migliorata grazie ai progressi della
terapia; praticamente tutti i pazienti miastenici possono ritornare a
una vita completamente produttiva con una terapia adeguata. Il trattamento
della miastenia gravis è basato sui farmaci anticolinesterasici (come
sintomatici) e sugli agenti immunosoppressori e la plasmaferesi, oppure
la somministrazione di immunoglobuline per via endovenosa (come
curativi).
Farmaci anticolinesterasici
La maggior parte dei pazienti miastenici può migliorare, ma pochi possono ritornare completamente normali con i farmaci anticolinesterasici. Non vi sono differenze sostanziali fra i vari farmaci anticolinesterasici; la piridostigmina orale (compresse da 60 mg) è l'agente più usato sia negli Stati Uniti che in Europa. Di regola l'azione benefica della piridostigmina orale comincia entro 15-30 minuti e dura per 3-4 ore, ma la risposta individuale può variare. Si inizia il trattamento con una dose moderata, per esempio 60 mg da 3 a 5 volte al giorno. Successivamente si deve aggiustare la dose, cioè la frequenza e la quantità, in base alle richieste individuali del paziente durante il giorno. Per esempio, pazienti con ipostenia della masticazione e della deglutizione possono trarre beneficio assumendo il farmaco prima dei pasti in modo che la forza muscolare ottimale coincida con il periodo del pasto. Compresse di piridostigmina a lunga durata d'azione possono essere utili al paziente durante la notte, ma non devono mai essere usate per la terapia durante il giorno a causa del loro assorbimento variabile. La dose massima utile di piridostigmina raramente supera i 120 mg ogni 3 ore durante il giorno. Sopradosaggi con il farmaco anticolinesterasico possono provocare aumento dell'ipostenia e altri effetti collaterali. In alcuni pazienti gli effetti collaterali muscarinici del farmaco anticolinesterasico (diarrea, crampi addominali, salivazione, nausea) possono limitare il dosaggio tollerato. In questi casi si può associare il bromuro di propantalina per bloccare gli effetti collaterali autonomici senza ridurre gli effetti benefici sulla muscolatura scheletrica. La loperamide è utile nel trattamento della diarrea.
Patologie associate alla miastenia gravis ed
esami di laboratorio consigliati
Patologie associate
Patologie del timo: timoma,
iperplasia
Altre patologie autoimmuni: tiroidite,
malattia
di Graves, artrite
reumatoide, lupus
eritematoso, patologie della cute, familiarità per malattie
autoimmuni
Patologie e altre condizioni che possono
esacerbare la miastenia gravis: ipertiroidismo
o ipotiroidismo,
infezioni occulte, terapie mediche per altre patologie (aminoglicosidi,
chinino, antiaritmici)
Patologie che possono interferire con la terapia: tubercolosi, diabete, ulcera peptica, sanguinamento gastroenterico, patologie renali, ipertensione, asma, osteoporosi
Esami di laboratorio consigliati
RM
o TC del mediastino
Esami
per il lupus
eritematoso, ricerca di anticorpi antinucleo, fattore
reumatoide, anticorpi antitiroide
Test
di funzionalità tiroidea
Test
della tubercolina
Dosaggio
della glicemia a digiuno
Test
di funzionalità respiratoria
Densitometria
ossea nei pazienti anziani
Si devono distinguere due diversi problemi: la rimozione chirurgica del
timoma e la timectomia come trattamento della MG. Nel caso di un timoma,
la rimozione chirurgica è necessaria per la possibilità di diffusione
locale del tumore, anche se la maggior parte dei timomi è benigna. In
assenza di un tumore, i dati a disposizione suggeriscono che fino
ali'85% dei pazienti migliora dopo timectomia, mentre il 35% può
ottenere una remissione senza farmaci. Tuttavia, il miglioramento può
cominciare da 1 a 10 anni dopo l'intervento. Il vantaggio della
timectomia è che offre la possibilità di un beneficio a lungo termine,
in alcuni casi diminuendo o eliminando la necessità di continuare la
terapia medica. In considerazione di questi benefici potenziali e del
rischio trascurabile che si ha quando l'intervento viene eseguito da
chirurghi con esperienza, la timectomia ha ottenuto un consenso diffuso
nel trattamento della MG. Si è d'accordo sul fatto che la timectomia
dovrebbe essere eseguita in tutti i pazienti con MG generalizzata fra la
pubertà e i 55 anni. È ancora oggetto di discussione se la timectomia
debba essere consigliata di regola nei bambini, negli adulti sopra i 55
anni di età e nei pazienti con ipostenia limitata ai muscoli oculari.
La timectomia deve essere eseguita in un ospedale dove questa procedura
sia effettuata regolarmente e dove il personale abbia esperienza nel
trattamento pre- e postoperatorio, nell'anestesia e nelle tecniche
chirurgiche.
Immunosoppressione
L'immunosoppressione con glucocorticoidi, azatioprina e
altri farmaci è efficace in quasi tutti i pazienti con MG. La
scelta di quale farmaco usare dovrebbe essere guidata dai benefici e
rischi relativi a ogni singolo paziente. In generale, il miglioramento
clinico inizia un poco più rapidamente con la terapia steroidea che con
gli altri agenti immunosoppressori. Gli effetti collaterali di ciascun
farmaco possono precluderne l'uso in alcuni pazienti, come indicato
qui di seguito.
terapia steroidea
I glucocorticoidi, se usati adeguatamente, producono un miglioramento
dell'ipostenia miastenica nella grande maggioranza dei pazienti. La dose
iniziale di prednisone dovrebbe essere relativamente bassa (da 15 a 25
mg/die) per evitare un peggioramento che si verifica, in una prima fase,
in circa un terzo dei pazienti trattati inizialmente con un regime ad alte
dosi. Si aumenta la dose gradualmente a seconda della tolleranza del
paziente (di solito 5 mg/die a intervalli di 2-3 giorni) fino a quando
si verifica un marcato miglioramento clinico o viene raggiunta la dose
di 50 mg/die. Si mantiene questa dose per 1 -3 mesi e poi la si modifica
gradualmente secondo uno schema a giorni alterni per ulteriori 1-2 mesi,
fino a raggiungere un dosaggio di 100 mg a giorni alterni. Di solito i
pazienti cominciano a migliorare pochi mesi dopo aver raggiunto la dose
massima e il miglioramento continua a progredire per mesi o anni. Il
dosaggio di prednisone può essere gradualmente ridotto, ma di solito
possono essere necessari mesi o anni per determinare la dose minima
efficace ed è necessario uno stretto monitoraggio da parte del paziente
e del medico. In pochi pazienti si
riesce a sospendere completamente la somministrazione di prednisone. I
pazienti in terapia a lungo termine con glucocorticoidi devono essere
seguiti attentamente per prevenire e trattare gli effetti collaterali.
Gli errori più comuni nel trattamento steroideo dei pazienti
miastenici sono:
1. Insufficiente prolungamento
della terapia; un miglioramento può avvenire tardivamente e in modo
graduale.
2. Riduzione troppo precoce,
troppo rapida o eccessiva del dosaggio dello steroide.
3. Mancanza di attenzione nel
prevenire o trattare gli effetti collaterali.
L'azatioprina, la ciclosporina e
talvolta la ciclofosfamide sono efficaci in molti pazienti.
oppure cfr
indice di neurologia