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Il
mieloma multiplo o plasmocitoma.
appunti del
dott.
Claudio Italiano, internista ospedaliero
Una paziente si presenta da noi per un'anemia
normocromica normocitica, cioè di quelle che non sono carenziali,
nè da perdita o microcitiche
sideropeniche. Vengono avviate le indagini del caso. All'RX
del torace standard, addirittura, già in questo esame, si
evidenziano delle lesioni a carico dei due omeri: come di ripetizioni.
Sembra proprio che l'osso sia tarlato. Si tratta di un caso eclatante di
Mieloma Multiplo.
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Si tratta di un'affezione
che deriva dalla proliferazione di un singolo clone di cellule
neoplastiche di natura B linfocitaria, differenziate, per così dire, in
senso plasmacellulare, con infiltrazione delle stesse cellule nel
midollo osseo, milza, fegato. Tali elementi mielomatosi producono una
immunoglobulina monoclonale detta M proteina e/o catene leggere che si
possono repertare nelle urine come proteine di Bence Jones.
Incidenza.
La malattia colpisce soggetti di 60 anni e costituisce il 10% di tutte
le neoplasie di pertinenza ematologica;
Etiologia.E'
stata dimostrata un'eziologia nell'esposizione prolungata a radiazioni
ionizzanti, cioè nel personale di radiologia, tra i sopravvissuti di
Hiroshima e Nagasaki; si ritiene inoltre che alterazioni cromosomiche
siano alla base di questa neoplasia, per es. trisomie 3, 5,7,9,11 oppure
riarrangiamenti cromosomici 1 e 14; presenza di una maggiore espressione
del locus HLA B5; aumentata espressione dell'oncogene c-myc e mutazioni
del proto-oncogene ras. Infine si segnalano casi di mieloma multiplo tra
il personale che è venuto a contatto con asbesto (amianto), pesticidi,
derivati del petrolio.
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Sintomatologia
e clinica. L'esordio della patologia è subdolo; per nostra
esperienza un soggetto di circa 65 anni, venuto alla nostra osservazione
per caso, per una non ben precisata broncopneumopatia, presentava da
circa 10 anni episodi di edema agli arti inferiori, versamento pleurico,
dolori ossei e stato disprotidemico, con notevole riduzione dei valori
dell'albumina ed incremento della frazione delle gamma globuline con
picco monoclonale. Questi veniva affetto da episodi febbrili, astenia,
dimagramento. Un'indagine radiologica del cranio evidenziò aree
osteolitiche e, così pure, si avevano ulteriori aree di osteolisi a
carico della colonna vertebrale, pelvi e coste, presenza di
opacizzazioni confluenti polmonari come di infiltrato interstiziale.
Dall'indagine di laboratorio, sulla base del riscontro di
anemia normocitica e di gammapatia monoclonale e sulla base dle riscontro Rx fu
posta diagnosi ed intrapreso trattamento con melphan. Lo scheletrico di
questi soggetti presenta deformità ossee ed è soggetto a fratture
patologiche, anche per schiacciamento costale, femorale, vertebrale. Una
sindrome anemica è presente in questi soggetti per infiltrazione del
midollo ad opera di elementi neoplastici mielomatosi ed anche per
insufficienza renale ed azione mielotossica dei medicamenti. E' presente
altresì iperdisprotidemia, ipercalcemia, una VES elevata.
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Altri
segni e complicanze.
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Infezioni per deficit
dei neutrofili e per presenza in circolo di plasmacellule
neoplastiche che secernono immunoglobuline prive di effetto; tra le
infezioni si segnalano polmoniti da streptococco pneumoniae,
stafilococco aureo, pneumocystis carinii.
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Emorragie: epistassi,
gengivorragie, emorragie della retina per calo delle piastrine e per
anomalie della coagulazione probabilmente correlate al fatto che le
M proteine interagiscono tramite il frammento Fab con i monomeri
della fibrina, sicchè il coagulo diventa gelatinoso, con scarsi
sostegni fibrosi e non si retrae. Inoltre si dimostra calo dei
fattori della coagulazione, probabilmente per infiltrazione
mielomatose del fegato che è la sede principale della loro sintesi.
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Effetti dell'aumentata
viscosità del sangue: epistassi, cefalea, turbe del sensorio fino
all'ottundimento paraproteinemico.
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Deposizione di amiloide
e scompenso cardiaco, nefrosi e steatorrea.
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Rene: ipercalcemia e
proteinuria di Bence Jones, pielonefriti ricorrenti, tubulopatie
ostruttive.
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Sistema nervoso: algie
radicolari per compressione delle radici e lesioni spinali
trasverse.Cefalea, sordità, nistagmo, radicolonevriti.
Diagnosi.
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Criteri
maggiori di diagnosi: biopsia del midollo con reperto di
plasmacellule giganti superiori al 30%, cellule di Mott; B)
tasso sierico di proteina M maggiore di 3,5 grammi/dl per le IgG,
> di 2 g/dl per le IgA. C) proteinuri di Bence Jones maggiore di
1 grammo/24 ore per catene kappa o lambda.
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Criteri
minori: A) plasmocitosi del midollo tra il 10 -30%; B)
lesioni osteolitiche C)anemia D) riduzione dei valori di IgG, IgA ed
IgM.
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Stadiazione.
La patologia presenta una stadiazione per la prognosi ; lo staging
più accettato è quello di Durie e Salmon che si basa sui criteri
della anemia, ipercalcemia, lesioni scheletriche ed M proteina.
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STADIO I: Emoglobina
> 10 grammi/dl; Calcemia normale; Rx scheletro al massimo con una
sola lesione; bassa produzione di Proteine M : IgG < 5 g/dl; IgA
< 3 g/dl; M proteinuria < 4 grammi/24 ore.
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STADIO II: internmedio
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STADIO III: emoglobina
< 8,5 g/dl; calcemia > 12 mg/100 ml; numerose lesioni
osteolitiche; produzione di proteine M: IgG > 7 g/dl; IgA > 5
g/dl; M proteinuria > 12 grammi/24 ore.
Terapia.
Si avvale di chemioterapia. Lo schema classico prevede l'impiego di
Melphalan (6 mg/m2) + Prednisone (60 mg/mq) per 7 giorni al mese oppure di
altri agenti alchilanti come ciclofosfamide e nitrosuree ma dagli anni 80
sono stati introdotti schemi combinati con adriamici, vincristina e
desametasone (VAD) o ancora vincristina ciclofosfamide, melphalan,
ciclofosfamide e prednisone. L'intento è quello di ottenere una
remissione con riduzione del 50-76 della M proteine a valori < 25 g/l
in due misurazioni a 4 settimane; riduzione della B.J. con valori di 0,2
g/24 ore ed assenza nella progressione delle lesioni ossee con
normalizzazione della calcemia.
Nel corso degli ultimi anni
una speranza è data dal trapianto di midollo autologo ed allogenico, dopo
terapia ablativa, mediante l'infusione di cellule staminali periferiche e
di altri fattori di crescita emopoietici (G-CSF e GM-CSF).
Il consiglio di Gastroepato
è, dunque, quello di rivolgersi a Centri specialistici e di iniziare bene
e presto con le terapie adeguate, non sottovalutando il rischio di
complicanze infettive che, per nostra esperienza, sono allìordine del
giorno compresi gli effetti collaterali pesanti delle chemioterapie.
Macroglobulinemia
di Waldrenstrom.
La Macroglobulinemia di
Waldenstrom (MW) è una proliferazione neoplastica a morfologia intermedia
"linfo-plasmacellulare", che sintetizza immunoglobuline
monoclonali della classe IgM, per trasformazione neoplastica di una
cellula B linfocitica; la sintomatologia è subdola, con astenia, adinamia,
dispnea, da imputare ad una sindrome infiltrativa con epatosplenomegalia e
sindrome emorragica, con sanguinamento delle mucose ed iperviscosità
dovuta ad un tasso elevato di molecole IgM; a ciò si aggiungono, come per
il Mieloma Multiplo, complicanze infettive. Le IgM si riuniscono a formare
complessi tetrameri con peso molecolare di 1.000.000, responsabili di
iperviscosità. La diagnosi si avvale dello studio della biopsia del
midollo che si caratterizza per elementi plasmacellulari; inoltre avremo
proteinuria di Bence Jones dovuta a catene kappa, e rouleaux eritrocitari,
cioè eritrociti impilati al vetrino.
Crioglobulinemie.
Le crioglobuline sono
anticorpi che precipitano e gelificano con il raffreddamento e che si
dividono in:
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monoclonali -> IgM,
IgG, IgA, catene di Bence Jones
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miste, Igm + IgG
-
policlonali, più
proteine
Esse sono dovute a produzione
abnorme di proteine in corso di Mieloma multiplo, macroglobulinemia,
malattie linfoproliferative, oppure si possono repertare in corso di LES,
artrite reumatoide, vasculiti allergiche, sindrome di Sjogren; se si
sospetta la presenza di crioglubine è necessario lasciare il siero di un
campione di sangue dapprima a bagnomaria a 37° e quindi a 4°: a questo
punto si osserverà un precipitato, criocrito. Le crioglobuline sono
responsabili del fenomeno di Raynaud , ossia del rallentamento
circolatorio delle estremità e del vasospasmo a frigore delle dita, punta
del naso, lobi delle orecchie ecc, e di orticaria a frigore.
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