Milazzo: una città ricca di storia di cui il Castello è la prova più eclatante.  

 

 

 

 

.....mi sembrava doveroso buttare due righe su Milazzo, la mia terra…già decantata dagli Antichi come la Terra dove il Dio Sole pascolava gli armenti, una città bellissima, celebrata come "Aurea Chersoneso", cioè la Penisola Aurea, perla del Tirreno..terra decantata dall' epopea come patria del gigante Polifemo e sede della Spelonca eccelsa, dove Odissèos approda nel suo peregrinare... ( Milazzo: vedi i personaggi milazzesi da web  A Calipso ed al nostro mare  Un tesoro in fondo al mare)

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Il castello di Milazzo

 

 

 

Milazzo, dicevamo, è una Penisola che si protende nel mare, situata nella Sicilia Nord-Orientale, porto di imbarco per le Eolie e meta di un turismo d’èlite che va alla ricerca della cultura...terra  che va senz'altro visitata. Certamente è una bella donna..non sappiamo se sposata ad un buon marito!

 

 

 

 

HAI VISTO I VIDEO CLIP SU MILAZZO, ISPIRATI AL ROMANZO DI FEDERICO DE ROBERTO, L'ILLUSIONE?  

Un'immagine del nostro Castello presa da San Papino, cioè dal lato Sud della Città

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Castello o "Rocca" visto da S.Papino

 

 

 

Cenni storici.

Milazzo nel "quaternario" non c’era, ma verso il 400.000 a.C. il promontorio emerse, come per incanto, dal mare, proprio come  la Dea Afrodite, a seguito pare di movimenti tellurici, fino a raggiungere l’elevazione di 88 mt dal livello delle acque.

La Piana si formò intorno al 140.000 a.C. . L’uomo compare a Milazzo nel 4.500 a.C.; è un uomo evoluto, che sa navigare ed abita al Capo, all’estrema punta del Promontorio; acquista ossidiana a Lipari e fabbrica utensili. Altri insediamenti umani si ebbero nell’area del Castello e della Piana, ma qui inondazioni tra il 3.500 ed il 2.500 spazzarono tutto.  

 

A Vaccarella, invece, si sono ritrovati resti di una Civiltà del Bronzo, datata 1850 a.C. e così pure altri resti ancora sotto il Castello, dove le civiltà di allora umavano i cadaveri in pythos, cioè grandi vasi, su cui ponevano una protezione di muratura. Nell’età del ferro compaiono i Siculi, che bruciano i morti e pongono le loro ceneri in recipienti di terracotta. Essi riescono a commerciare perfino con la Grecia, da dove importano vasi che si trovano ancora nelle loro necropoli. Ma nel VI secolo le popolazioni greche di Messina, dopo Rometta e Monforte invadono Milazzo e la trasformano in una loro fortezza. Milazzo, dopo questo disastro non si solleva più fino a quando non giungono da noi gli Arabi.

Nel periodo della dominazione Romana i Milazzesi, facendo parte della città stato di Messina, godono dei diritti politici di Cittadini Romani e quindi sono esenti dal pagamento della decima. Si ricorda che nelle acque di Milazzo, davanti all’attuale Raffineria, Caio Duilio sconfisse i Cartaginesi . E successivamente Marco Agrippa vinse in aspra battaglia la flotta di Sesto Pompeo.

Nel periodo Arabo si rammenta di un’altra battaglia tra Arabi e Bizantini , dopodicchè gli Arabi si stanziarono a Milazzo definitivamente ed edificarono il Castello, che comprendeva il Maschio col suo grande torrione ed otto torri.

Nel periodo di dominazione Normanna il Castello venne modificato da Riccardo Lentini e tenuto in buone condizioni, come da un documento di Federico II di Svezia. Nel periodo aragonese, sotto Giacomo e Federico II d’Aragona Milazzo fu la sede dei due Sovrani a governarla. In questo periodo si racconta di un Parco meraviglioso, quello di Re Giacomo (speriamo che venga ricostruito per dar modo ai milazzesi di respirare un pò di aria buona e godere della frescura degli alberi!) . Di palo in frasca nel 1456 il Castello venne fortificato con la Cinta di Mura Spagnola.

Infine nel periodo Garibaldino si ebbe la battaglia di Milazzo tra Garibaldi ed i Borboni, comandati dal generale Bosco. Da qui i Borboni persero la Sicilia e Milazzo.

  Popoli & Santi

Cose di tutti i giorni a Milazzo:

 

 

 

 

Milazzo by night

 

 

 

La passeggiata della Marina 

 

 

 

Processione Madonnina del Tono

La pesca al pisantone 

 

 

 

 

 

 

La primavera e i prati di acetosella

 

 

 

La Marina Garibaldi ed il Castello sullo sfondo

 

 

 

 

Il SS.Crocefisso Miracoloso di Fra Umile da Pietralia, nella Chiesa di  S.Papino

 

 

 

MIlazzo e la pesca

Milazzo, terra di Santi...

Ah, dimenticavo!

Milazzo è anche una terra di Santi, oltre che di poeti e Navigatori! Si trovano a Milazzo le Chiese del SS. Crocefisso, a S. Papino, con il Crocefisso miracoloso di Frate Umìle da Pietralia, che lacrimò il 15 Aprile del 1798; del Miracolo  della  lacrimazione esistono documenti notarili depositati;  testimoni del fatto furono il Cap. Comandante del corpo di Artiglieria, il sig. Francesco Catanzaro, Regio Proconservatore, il Regio Barone Giovanbattista Lucifero ed altri.... Il racconto dell'evento soprannaturale viene riportato dall'arciprete di Milazzo, Pietro Pellegrino, in un "consulto" datato 23.6.1978 e riportato nel volumetto "La lacrimazione del SS.Crocifisso di S.Papino nel secondo centenario", curato dal prof. Antonino Micale. La storia vuole che da tre mesi a Milazzo vi fosse siccità, per cui i fedeli si rivolsero all'Altissimo, impetrando il dono della pioggia. In tale occasione il Crocefisso Miracoloso di S.Papino, di cui alla foto, accordò la grazia agognata...."Appena fu rimosso dal sacro parate comparve subito il prodigio con essersi turbato l'aere.." ..e ancora: " nell'ora vespertina tutti i presenti videro bagnarsi con lacrime l'occhio destro".

Inoltre visse ed operò a Milazzo S.Francesco di Paola, famoso per la sua bontà, umiltà e zelo e per la sua fede nel Signore che gli consentì di operare il Miracolo del passaggio dello Stretto di Messina solcando le onde turbolente del mare sul suo stesso mantello, in compagnia di un fraticello di origine milazzese, un certo fra' Maiorana. La festa di S.Francesco, protettore della Gente di Mare, è molto sentita da noi e si celebra la prima domenica di Maggio; a questa segue la Festa della "Berrettella", nella quale una reliquia del Santo (il copricapo) è portata in pellegrinaggio sulle acque del mare antistante il promontorio (vedi foto).

Ancora la tradizione vuole che in una grotta, sita nella pittoresca scogliera della Baia del Capo di Milazzo,  visse in preghiera e meditazione S.Antonio da Padova. La grotta è stupenda ed è visitabile, scendendo da una scalinata panoramica nella scogliera del Capo; la festa del Santo si celebra tutti gli anni il 13 Giugno, e durante la notte tra il 12 ed il 13, i pellegrini, per devozione, giungono a piedi fino alla grotta, proveniendo da tutta la provincia di Messina. Si dice che il Santo benedica le ragazze nubili, che così trovano marito (!) (aspettiamo, dunque, le zitelle a Milazzo!). Ricordiamo, infine, la festa di S.Stefano Protomartire, Patrono di Milazzo: la tradizione,infatti, vuole che il Santo fosse martirizzato per lapidazione e che una sua reliquia sia stata trovata a Milazzo e custodita presso la Chiesa Madre, in Milazzo.

 

 

 

 

Il Disco del Dio Sole

 

 

 

Le campagne

 

 

 

La passeggiata sul lungomare

 

 

 

L'icona di S.Francesco da Paola

 

 

 

L'icona di S.Antonino da Padova

 

 

 

Santo Stefano, protomartire

 

Monumento all' Eroe Luigi Rizzo

 

 

 

Altre leggende...la bella Eleonora Baele.

La bella Elena Baele

 

 

 

Il tempo ha intrecciato leggende e favole mitologiche attorno a Milazzo... Si narra dell'esistenza di una bella e sfortunata fanciulla, una tale Elena Baele, di nobile Casato, vissuta nelle terre del Capo di Milazzo, tra i poderi degli ulivi antichi e le scogliere a picco sul mare. La poverina si era perdutamente innamorata del figlio del campiere, che lavorava alle dipendenze del padre... i due giovani si amavano in segreto ed insieme, essendo due cavallerizzi provetti, facevano lunghe passeggiate tra le splendide scogliere del Capo, là dove Milazzo  abbraccia il mare tra le spume e si protende verso le isole Eolie. Ebbene, essendosi il padre della bella giovine accorto di quanto accadeva, pensò bene di congedare la famiglia del ragazzo dalle sue terre, data loro una lauta ricompensa di buonuscita. Tuttavia Elena, presa dallo sconforto, non trovando più il suo amato, chiese il permesso di fare una cavalcata,   e galoppò col suo destriero fin oltre le scogliere del Capo, (cfr La riserva del Capo tonnare e tonnarelle) lanciandosi nel vuoto dalla rupe e finendo tra le spume di quel mare che aveva da sempre ammirato nell'abbraccio amoroso col suo lui. negli splendidi tramonti della Baia. La leggenda narra che nelle notti d'estate il fantasma della sfortunata giovane cavalchi ancora tra le scogliere in cerca del suo uomo... ma nessun pescatore che la scorge ha paura di lei, anzi si commuove ascoltando i suoi singhiozzi (cfr cupi misteri del nostro Castello).

 

 

 

La Vendemmia

 

 

 

Uliveti e vigneti a Milazzo  

 

 

 

 

 

 

 

La Mattanza: l'attesa

e sotto la lotta atavica coi tonni

 

 

 

Milazzo ed il suo raporto con il mare, di amore e lotta atavica...

etichetta del tonno sottolio di Milazzo

 

 

 

A Milazzo l'uomo da sempre ha amato gli elementi e li ha temuti in un doveroso rispetto... basti citare il rito della "Mattanza" dei Tonni, che avveniva nel periodo dell'inizio dell'estate, quando i tonni accorrevano in massa per deporre le uova alla Baia del Tono e del Capo....A fianco vedere le foto del rito che parlano da sole...

 

 

 

Foto storica della Mattanza

 

 

 

Milazzo, terra di eroi...Luigi Rizzo.  

Dulcis in fundo, Milazzo ha dato i natali all’Eroe per eccellenza, Luigi Rizzo, l’Affondatore, due volte medaglia d’oro, la cui festa  la Marina Militare Italiana celebra il 10 Giugno. A Milazzo esiste un Museo dedicato all'Eroe, vendicatore di Lissa. Al museo esistono i cimeli storici, le lettere del D'Annunzio, le sue divise, i suoi quadri, i busti, la maschera funeraria e tanti altri documenti storici. Infine ricordiamo anche la figura di Giorgio Rizzo, il di lui figliolo, morto tragicamente, come puoi apprendere dalla pagina su questo sitoweb a lui dedicata.

 

 

 

 

  index

Il MAS di Luigi Rizzo, al Vittoriano di Roma

 

 

 

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