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appunti e riflessioni del dott. Claudio Italiano, internista
Siete amanti della natura? Stanchi delle solite terapia con chinolonici nelle infezioni delle vie urinarie? Che significa? Significa che non volete assumere disinfettanti per le vie urinarie e/o antibiotici vari, levofloxacina, ciprofloxacina, trimetoprim, ecc. ecc. ? Allora è il momento di provare il cranberry, cioè il mirtillo, una bacca conosciuta fino dai tempi remoti, ( Vaccinium macrocarpon ) un piccolo arbusto di origine nord-americana, molto simile al mirtillo dal punto di vista botanico, che produce dei frutti rossi dal sapore per le sue proprietà curative, impiegato però anche in cucina, nelle colonie americane, nel 1621, quando i pellegrini lo servivano con il tacchino e le aragoste. Il nome comune Cranberry prende il nome proprio dal nome coloniale Crane Berry, poi contratto. "Crane" significa "Gru", "Berry" significa "Bacca", cioè bacca di cui sono ghiotte le gru. E gli indiani la utilizzano le bacche di mirtilli per curare le ferite e nei casi di avvelenamento o anche per dolcificare le carni o per essiccare bene il pesce e la carne, senza che andasse in putrefazione. La tribù Penobscot del Maine utilizzava il Cranberry per trattare i calcoli renali ed altri problemi urinari. Nell’Europa orientale veniva impiegato come antipiretico ed anticancerogeno. Ed essendo ricco di vitamina C, i marinai lo caricavano sulle navi per la prevenzione dello scorbuto, Ma il suo impiego più classico è quello di impiegarllo per le infezioni delle vie urinarie, prima dell’introduzione degli antibiotici e continua ad essere usato ampiamente a questo scopo come auto-trattamento. . Ora si è visto che i soggetti che hanno avuto un’infezione delle vie urinarie (cfr Le infezioni delle urine, parte I Le infezioni delle urine, parte II Il sangue nelle urine Problemi di minzione? La prostata ingrossata ) vi è un rischio di infezione del 10-30%, poiché i batteri possono aderire alla superficie interna delle pareti delle vie urinarie e determionare infezione, tramite molecole dette adesine che li fanno attecchire e penetrare. Tali infezioni possono:
Allora che fare?
Attualmente le strade terapeutico-preventive da intraprendere prevedono la somministrazione di antibiotici (antibioticoprofilassi), ma l’antibioticoprofilassi talora non è utile, specie per la profilassi antibatterica perché seleziona delle specie batteriche e nel combatte altre. In parole povere, l’antibiotico che colpisce una specie batterica, ne favorisce un’altra e noi ci troviamo in un epoca strana, in cui le cure antibiotiche non possono essere più improvvisate. Vedi questo schema e confronti le nostre pagini sulle infezioni delle vie urinarie
.
L’impiego del succo di mirtillo, o Cranberry, rientra tra queste potenziali soluzioni, cioè in una medicina alternativa che possa affiancare o, le procedure tradizionali. In letteratura, infatti, emergono dati incoraggianti sull’uso del cranberry (Vaccinum macrocarpon, mirtillo rosso) nella prevenzione delle infezioni delle vie urinarie. Infezioni delle urine e cranberry. Nel 1997 il Cranberry è stato uno dei dieci rimedi a base di erboristeria più venduti negli Stati Uniti. Per quanto riguarda le infezioni urinarie, il suo meccanismo d’azione è legato alla presenza di sostanze chiamate proantocianidine, polifenoli stabili contenuti nel Cranberry, che inibiscono selettivamente le adesine prodotte dai batteri, evitando che i "germi cattivi" si attacchino alla mucosa urinaria. Le proantocianidine sono ampiamente distribuite in natura ed alcune possiedono capacità antivirale, antibatterica, antiadesiva ed antiossidante. La letteratura recente offre lavori con risultati promettenti sull’utilizzo del cranberry nella prevenzione delle IVU; nonostante la difficoltà di una valutazione comparativa fra i diversi studi, riconducibile all’eterogenicità della popolazione, all’utilizzo di preparati diversi contenenti mirtillo (succo concentrato, succo, cocktail, capsule...) a dosaggi differenti, i dati appaiono comunque incoraggianti. Sono comunque auspicabili ulteriori studi per confermare l’efficacia e la tollerabilità sia nell’adulto, ma soprattutto nell’età pediatrica. . Nelle donne, le infezioni
urinarie sono molto frequenti. Secondo le stime, circa un terzo delle donne
ha avuto almeno un’infezione urinaria nel corso della vita ( nella maggior
parte dei casi si tratta di cistite ) ed il 20% di queste ha manifestato
anche un secondo episodio.
Sono diverse le cause di recidiva; nelle donne giovani, il fattore
determinante è di solito riconducibile all’attività sessuale. Per la
cura delle infezioni urinarie recidivanti, vengono molto reclamizzati gli
integratori alimentari a base di cranberry acidulo e aspro.
L’unico effetto collaterale,
per altro importante, da segnalare, è l’interazione con i farmaci per la
terapia con anticoagulanti orali (cfr tao)
, in particolare si parla di interazioni tra cranberry e Warfarin ( Coumadin
), un’antivitamina K.
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