Mobbing

Mobbing

dott. Claudio Italiano

Il mobbing, nell'accezione più comune del termine, identifica un insieme di comportamenti violenti (angherie, vessazioni, demansionamento, emarginazione, umiliazioni, insulti, maldicenze, ostracizzazione, etc.) verso una persona e/o un gruppo di persone (il cosiddetto cannibalismo sociale). L’Istituto Nazionale Infortuni sul Lavoro (INAIL) la definisce “ costrittività organizzativa” e la indica tra le malattie “lavoro-correlate” che possono portare al riconoscimento di Malattia. Professionale con tutte le implicazioni che ne conseguono per il lavoratore ma anche per l’Azienda che la causa. Il mobbing è un reato molto grave che deve essere denunciato dalla vittima e che viene risarcito.   Non essendo al momento la “costrittività organizzativa” inserita tra le cosiddette “malattie tabellate” ovvero di quelle che vengono automaticamente associate a cause di lavoro, resta in capo al lavoratore/vittima, l’onere di dimostrare il “nesso causale” ovvero che tale malattia è di origine lavorativo. Con la parola Mobbing si intende una forma di terrore psicologico sul posto di lavoro, esercitata attraverso comportamenti aggressivi e vessatori ripetuti, da parte di colleghi o superiori.

 

La vittima di queste vere e proprie persecuzioni si vede emarginata, calunniata, criticata: gli vengono affidati compiti dequalificanti, o viene spostata da un ufficio all'altro, o viene sistematicamente messa in ridicolo di fronte a clienti o superiori. Il Mobbing ha effetti devastanti sulla persona colpita: essa viene danneggiata psicologicamente e fisicamente, menomata della sua capacità lavorativa e della fiducia in se stessa. I soggetti mobbizzati mostrano alterazioni dell’equilibrio socio-emotivo (ansia, depressione, ossessioni, attacchi di panico, anestesia emozionale), alterazioni dell’equilibrio psicofisiologico (cefalea, vertigini, disturbi gastrointestinali, disturbi del sonno e della sessualità) e disturbi a livello comportamentale (modificazioni del comportamento alimentare, reazioni autoaggressive ed eteroaggressive, passività).La clinica psichiatrica ci dice che la vittima del Mobbing può andare incontro ad una profonda alterazione della personalità, nonché ad un isolamento sociale progressivo con cui tenta di evitare il ripetersi degli episodi di vittimizzazione. In sostanza le vittime del mobbing vanno incontro ad una crisi che è innanzitutto esistenziale, nel senso che la perdita del ruolo di lavoratore, epilogo che si presenta frequentemente, mina le fondamenta dell’identità personale e la propria autostima.  La vittima soffre e trasmette la propria sofferenza al coniuge, ai figli, ai genitori per molto tempo, il più delle volte anni. Il logorìo attacca la famiglia, che resisterà e compenserà le perdite, almeno per un certo tempo, ma quando le risorse saranno esaurite, entrerà anch´essa in crisi. Come un barattolo, che ha un suo limite di capienza , così una famiglia può assorbire fino ad un certo limite i lamenti di uno dei suoi membri. È fuori di dubbio tuttavia che il danno da Mobbing è anche strettamente connesso all’ambito occupazionale. Basti pensare solo ad alcune delle azioni di Mobbing più comuni, come le decurtazioni dello stipendio o nel caso peggiore la perdita del lavoro, le lesioni all'immagine personale e professionale, le mancate promozioni, i trasferimenti illegittimi, le multe e le sanzioni disciplinari, il blocco di informazioni o i sabotaggi che ostacolano o impediscono il corretto svolgimento del lavoro, fanno perdere tempo e influiscono quindi sul rendimento della vittima, oltre alle conseguenze della perdita delle capacità psicofisiche, come le difficoltà di memoria e di concentrazione, la paralisi della creatività, l'annullamento dello spirito di iniziativa, l'azzeramento della professionalità, la perdita di ogni chances, l'annullamento dell'esperienza e della posizione acquisita: si tratta di situazioni negative che si ripercuotono direttamente sulla capacità lavorativa residua di reinserimento nel mercato del lavoro. È tuttavia innegabile che una persona demansionata e umiliata per un lungo periodo di tempo soffre intensamente a livello di autostima, di socialità, di qualità di vita in senso lato: riporta cioè un danno esistenziale, oltre che professionale ed eventualmente biologico.

Lo stesso vale per altre situazioni lavorative in cui le azioni negative perpetrate ai danni della vittima sono poche e distanziate nel tempo, spesso addirittura limitate ad una singola azione, come l'isolamento professionale e relazionale, un trasferimento disagevole, etc. Lo Straining è nato dalla constatazione di queste situazioni e dall'esigenza di dare un nome preciso, nonché un profilo risarcitorio specifico, a situazioni di disagio lavorativo anche profondo ed intenso, che rischiavano tuttavia di essere ingiustamente bypassate in quanto non rientranti nel Mobbing

cfr    indice di psichiatria