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Nozioni
di anatomia dell’apparato muscolare.
appunti del
dott.
Claudio Italiano oppure cfr
indice di neurologia
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Apparato muscolare
Flaccidità muscolare
Astenia, il paziente senza forza, indebolito |
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I
muscoli costituiscono gli organi attivi del movimento, determinando
per la loro proprietà contrattile il movimento delle leve ossee su cui si
impiantano. Ai muscoli scheletrici si aggiunge un sistema di muscoli esili
che per la loro situazione nella profondità della cute diconsi pellicciai, e
si limitano al collo e alla testa. A questi bisogna anche aggiungere muscoli
annessi ad alcuni organi di senso, quali i muscoli motori dell'occhio, i
muscoli della lingua, inoltre quelli della faringe, della laringe, etc. Ogni
muscolo risulta di una massa contrattile che ne forma il corpo o ventre.
Particolari formazioni connettivali resistenti, di tinta
bianco-madreperlacea, i tendini, fissano i muscoli alle ossa. Quando i
tendini hanno forma laminata, prendono il nome di aponevrosi. Per la
funzione che esplicano i muscoli si dividono in sinergici, se
concorrono alla stessa funzione e in antagonisti, se producono
effetti opposti. |
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Così
si hanno muscoli flessori ed
estensori, quando, con la loro contrazione, diminuiscono o aumentano
l'angolo che due ossa insieme articolate formano fra di loro. Il bicipite,
per es,, è un muscolo flessore che piega l'avambraccio sul braccio, mentre
il tricipite è estensore. Adduttori e abduttori, sono quelli
che, con la loro contrazione, avvicinano le ossa al plano mediano del corpo
o le allontanano; elevatori, quelli che servono alla
elevazione di un segmento; i pronatori e supinatori riguardano
i movimenti della mano e dell'avambraccio, ecc.; rotatori,
quelli che determinano, con la loro contrazione, un movimento di rotazione
delle ossa sul proprio asse; orbicolari, quelli che con la
loro contrazione, restringono o chiudono una determinata apertura. Si parla
di sfintere, quando un muscolo con la sua contrazione tende a chiudere
completamente un orifizio. Per comprendere come i
muscoli provochino i movimenti delle ossa, esaminiamo l'azione di quelli del
braccio. L'avambraccio si flette e si estende sul braccio in virtù
dell'azione di due muscoli: il bicipite e il tricipite. Il primo si trova
nella parte anteriore del braccio, il secondo nella parte posteriore. Quando il bicipite si
contrae, l'avambraccio si piega sul braccio (flessione). In queste
condizioni il tricipite si rilascia. Quando contrae il tricipite,
l'avambraccio si estende sul braccio. In queste condizioni il bicipite si
rilascia. Questi movimenti contrari sono dunque dovuti al giuoco alterno dei
due muscoli ( azione antagonista ).
La forma dei muscoli è
variabilissima. Più di frequente hanno aspetto fusate con un ventre rigonfio
che si assottiglia alle due estremità, continuandosi nei tendini. Talora
uno stesso muscolo è dotato di due ventri carnosi disposti l'uno accanto
all'altro: a muscoli siffatti si da il nome di bicipiti. Se i ventri
muscolari sono tre si parla di muscolo tricipite, se quattro, di
muscolo quadricipite. Alcuni muscoli si aprono a ventaglio perché
hanno larghe inserzioni marginali ad una estremità ed una inserzione molto
limitata ad un'altra estremità: cosi il muscolo grande pettorale, il
quale limita da un lato la sua inserzione sull'omero, mentre dall'altro
lato si allarga e si estende sulla clavlcola, sullo sterno e sulle coste.
Altri muscoli diconsi
laminati perché larghi e relativamente sottili. Cosi, ad esempio, il
muscolo diaframma, caratteri-stico tramezzo carnoso che separa il
torace dall'addome; così ancora i muscoli della parete antero-laterale
dell'addome. Accanto ai muscoli vanno
considerate le fasce, membrane connettivali di diverso spessore, che
rivestono in totalità le masse muscolari distendendosi tra queste e l'adipe
sottocutaneo. I muscoli sono ricchi di
connettivo, di vasi sanguigni arteriosi e venosi, di vasi linfatici e di
fitti tronchicini nervosi che, o portano alle fibre muscolari l'impulso di
moto, mercé espansioni terminali, le piastre motrici, o ne traggono
particolari sensazioni, mediante fibre sensitive dotate anch'esse di propri
caratteristici apparecchi espansionali. Presi nel loro insieme i
muscoli raggiungono un peso molto elevato. Si calcola in media che in un
uomo di 70 Kg il peso dei muscoli ascenda a 30 Kg circa. In essi domina l'acqua,
presente nella proporzione del 75%. Le proteine (miosina) sono rappresentate
nella percentuale del 21%. Accanto alle proteine vi sono altri speciali
composti azotati e fosforati. I glucidi sono rappresentati da glicogeno (
1% ) e da glucosio. In piccola percentuale si
trova anche acido lattico. Sono presenti inoltre sostanze inorganiche in
forma di fosfati acidi e sali di potassio.
I muscoli in particolare
Un'ordinata descrizione
dei muscoli richiede di raggrupparli per regione; muscoli del capo, del
collo, del torace, dell'addome, del dorso e degli
arti.
I muscoli del capo
sono quelli della
masticazione che imprimono i movimenti della mandibola e i muscoli mimici
(delle palpebre, del naso, delle labbra etc), i quali ultimi accordano la
variabile onda della loro contrazione ai diversi stati dell'animo,
suscitando le mu-tevoli espressioni del volto.
Nel collo,
in superficie e
anteriormente vi è un'ampia lamina muscolare, il pellicciaio o platisma;
profondamente vi è lo sterno-cleido-mastoideo, grosso muscolo che
a mo' di corda tenace scende dalla regione mastoidea del capo alla base del
collo, in avanti, per raggiungere con una duplice inserzione lo sterno e la
clavicola; sulla linea mediana si tendono piccoli muscoli che si fissano
all'osso ioide. Il robusto rilievo della nuca è scolpito dal tratto
superiore del muscolo trapezio.
I muscoli del torace
sono quelli
toraco-appendicolari che, originandosi dalle pareti ossee del torace, vanno
a prendere inserzione sulle ossa dell'arto superiore (muscolo grande e
piccolo pettorale). A questi si aggiungono i muscoli intercostali che,
tendendosi tra le coste, intervengono nei movimenti respiratori.
I muscoli dell'addome
sono masse
laminari, fornite di robuste aponevrosi, disposte in tante lamine
sovrapposte che si tendono dalla gabbia toracica alle ossa del bacino,
colmando quel grande vuoto che si stabilisce nello scheletro tra queste ossa
(muscolo grande e piccolo obliquo e muscolo trasverso dell'addome). I
muscoli del dorso sono distinti in larghi (quali il trapezio
che, a mo' di cappuccio, sì tende dalla testa e dalle scapole fino ai
processi spinosi delle ultime vertebre toraciche; il grande dorsale
che, dalla regione sacro-lombare, punta sull'omero) e in muscoli lunghi e
brevi che si tendono nelle docce vertebrali ed hanno grande importanza
perché contribuiscono in gran parte a determinare la stazione eretta,
mantenendo le vertebre in estensione. Nell'arto superiore
distinguiamo al di sotto dei muscoli della spalla, quelli del braccio,
dell'avambraccio e della mano. I muscoli della spalla si originano dalle
ossa della cintura scapolare e sì portano sull'omero: spicca tra essi il
rilievo del deltoide che arrotonda la spalla; questo muscolo permette
l'abduzionc del braccio; gli altri muscoli, il sopraspinato, l’ìnfraspinato,
il piccolo rotondo e il grande rotondo hanno tutti la funzione di
ruotare all'esterno il braccio.
Nel braccio si delinea in
avanti il rilievo fusato del bicipite, robusto muscolo, che,
contraendosi, flette l'avambraccio. Esso si inserisce, in alto, con un capo
tendineo al processo coracoideo della scapola e con l'altro capo ad una
piccola tuberosità situata al di sopra della cavità glenoidea della scapola
stessa; il suo tendine inferiore si fissa su di una tuberosità che il radio
presenta al di sotto del suo capitello (tuberosità bicipitale del radio).
Posteriormente la scultura muscolare del braccio è offerta dal
tricipite, muscolo estensore dell'avambraccio sul braccio. I muscoli
dell'avambraccio vanno distinti in anteriori e posteriori: gli
anteriori o ventrali sono flessori della mano e delle dita; quelli
posteriori o dorsali assumono funzione antagonista in quanto sono muscoli
estensori. Nell'avambraccio esistono inoltre due muscoli pronatori,
quelli cioè che portano la palma della mano indietro, e due muscoli
supinatori che imprimono il movimento inverso, portando in avanti la
palma della mano. Nella mano esistono
piccoli muscoli che, con quelli dell'avambraccio, fanno compiere numerosi,
vari e complessi movimenti alle dita. I muscoli dell'arto inferiore
vanno distinti in muscoli del bacino, della coscia, della gamba e del piede. Nel bacino distinguiamo i
muscoli glutei propri della stazione eretta, che determinano il
voluminoso rilievo muscolare delle natiche ed i muscoli
pelvi-trocanterici, cosi detti perché si originano dalle ossa del bacino
e si portano al femore, inducendo i vari movimenti della coscia. I muscoli della coscia
vanno distinti in vari gruppi: flessori della coscia sul bacino; a
questi vanno aggiunti gli estensori della gamba sulla coscia (sono
questi i muscoli anteriori), e flessori della gamba sulla coscia
(sono questi i muscoli posteriori). I muscoli della regione mediale
della coscia hanno funzione adduttoria, avvicinando cioè l'arto alla linea
mediana. I muscoli della gamba agiscono sul piede; gli anteriori estendono
le dita; i posteriori le flettono; i muscoli superficiali della regione
posteriore della gamba determinano il caratteristico rilievo del polpaccio
(muscoli gastrocnemi) e si terminano sul robusto tendine di
Achille che prende impianto sul calcagno. I muscoli del piede
coadiuvano, con quelli della gamba, ai movimenti delle dita che sono
limitati a confronto di quelli della mano.
oppure
cfr
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