Là,
dove il tempo non esiste...
c'è
un
tesoro dimenticato
a
Milazzo: le sue necropoli
Mi
sembrava doveroso parlare di Milazzo e delle sue potenzialità
inestimabili turistiche, in questo Sud che sta crescendo.....
Le Necropoli di Mylai, ossia
che cosa ci vado a fare a Milazzo.
Speciale ing. Domenico
Ryolo parte 1 (
vita ed opere )
Speciale ing. Domenico
Ryolo parte 2 (
scritti, riviste ecc.)
Speciale
Necropoli di Mylai (necropoli orientale e meridionale)
Le necropoli di Mylai
(Antichi Cimiteri storici di Milazzo) sono 2, la Necropoli Meridionale o
"urbana" della Milazzo Greca, appunto Mylai che l'ing. Domenico
Ryolo, negli anni 50-54 ha portato alla luce e la Necropoli Orientale, che
si sviluppò nella Piana, di età romana… ma lungi da noi disquisizioni
erudite, con fare da ignoranti ci siamo recati, come turisti per caso,
all'Antiquarium per capirci qualcosa, perché l'ignoranza è principio di
sapienza ed a Milazzo, tutti sono eruditi. Perciò alle ore 15:30 di
sabato 20.04.2002, saliamo all'Antiquarium Archeologico, intitolato al
grande "Domenico Ryolo" e mentre aspettiamo, contiamo i
visitatori, circa 400 fino ad oggi dal 16.03.2002, in verità ci
sembrano
un po’ pochini! Ad accoglierci, però, sono due gentili signori, Angelo
Gitto e Rosario Giallombardo, custodi di cotanta ricchezza. Scambiamo con
loro qualche chiacchiera, per togliere il velo dei convenevoli,
nell'attesa che si raccolgano altri visitatori. Angelo, che è stato anche
a Bologna, al Museo delle Macchine a Vapore, si sfoga con noi perché
secondo lui l'esposizione degli oggetti deve essere improntata alla
"fantasia e creatività"; vorrebbe che la gente di Milazzo si
scuotesse per capire che quanto è nelle bacheche "è espressione
della vita delle persone, cioè delle emozioni, delle lacrime e delle
gioie degli antichi possessori di quegli oggetti".
"Noi - dice- ci
sforziamo di trasmettere queste emozioni: è questa la chiave di lettura,
altrimenti la gente non viene a visitare l' Antiquarium!". Con una
luce nello sguardo, vedendoci interessati al discorso, ci invita subito a
vedere una chicca: si tratta della famosa tomba N. 5 che ai più, qui a
Milazzo, è sconosciuta. La Tomba n. 5, ci spiega, è stata trovata in Via
Ciantro e contiene corredi funerari d'età ellenistica, del V secolo a.C.
e fin qui non ci ha ancora manifestato quel "pathos" che vuole
trasmetterci. La tomba era fatta con mattoni crudi, a mò di una cassa,
con un tetto a cappuccina, ed è speciale perché nessun altra tomba ci ha
regalato un corredo così ricco: si tratta di oggetti di toilette e di
trucco femminili, appartenuti ad una giovinetta, forse addirittura una
bambinella, che la
madre aveva voluto seppellire con i giocattoli a lei
più cari, tra cui una paperetta di terracotta, un askòs, appunto a forma
di oca, e poi con le sue spatolette in bronzo, con cui soleva spalmare di
oli profumati la bimba, insieme a fermagli di osso, con cui acconciava i
capelli della fanciulla per tirarli su e questa cosa a noi fa venire i
brividi nel pensare al dolore ed alle lacrime della madre per il triste
lutto della bambinella, emozione che ci proietta nella prosa Manzoniana
della peste e di Giacinta, dove la madre…"data a questa un bacio in
fronte, la mise lì come su un letto, ce la sdraiò, ce l'accomodò… La
domanda, allora, sorge spontanea: "I Milazzesi questa ricchezza la
sanno cogliere?"
"La risposta - dice
Angelo - è sì, se gliela sappiamo porgere ed è quanto cerchiamo di
trasmettere! Occorrerebbe passare di casa in casa degli opuscoli per
spiegare la ricchezza del Museo e scrivere a caratteri grandi sulla porta:
"Museo".
Questi nostri due simpatici ed intelligenti amici, che
sanno di non sapere, sono un po’ sconfortati dal fatto che solo i
turisti da fuori apprezzano l'Antiquarium invece che i Milazzesi!
"L'altro giorno - mi fa Angelo - è venuto un professore da Cefalù
con una scolaresca a spiegare le suppellettili della Tomba n. 5 ed ho
visto dei bimbi commuoversi e perfino piangere!! Questo è ciò che conta:
offrire alla moltitudine la ricchezza dei reperti, altrimenti essi
guarderanno svogliatamente, senza capire e cogliere i sentimenti che gli
oggetti trasmettono".
"Ma a Milazzo - mi dice
Angelo - qualcosa sta accadendo, lo sento! La Sicilia sorgerà stavolta
per un nuovo Vespro, quello della Cultura e si ergerà dall'abbisso in cui
è crollata, per mettersi in luce nel mondo e questo capiterà anche a
Milazzo.. Il Museo non può essere solo
per intenditori". Poi l'altro amico, Rosario ci mostra ancora le
barchette con i rematori, che rinviano al ricordo del viaggio nell'aldilà
di questa bimba, probabilmente, e le monetine piccole che i genitori
avevano sistemato nella boccuccia per consentire che fosse pagato il
tributo a Cerbero, il "nocchier del la livida Palude", per il
trapasso dell'anima all'aldilà. Ancora ci accompagnano a vedere altri
tesori: le panciute anfore Corinzie, tipo A di Koehler, che tradotte in
popolano, significano le sepolture della prima metà del sec. V a.C., al
cui interno venivano sistemati i corpi dei bambini più piccoli. Infine ci
portano in una stanza dove stanno allestendo a loro spese una plastica
della cittadella fortificata compreso il Castello, frutto di giornate
intere a lavorare di spatola su cartine topografiche.
Comunque, non essendo nostra
intenzione tediare ulteriormente il lettore, nè dilungarci in esposizioni
scientifiche, vi ricordiamo che la visita all'Antiquarium è gratuita
e che gli orari sono:
