Il paziente nevrastenico

IL PAZIENTE NEVRASTENICO

La calma è la virtù dei forti: il chè vuol dire anche che chi sa tollerare le frustrazioni è forte ed ha salute mentale. Significa in altre parole che il nevrastenico perde facilmente la calma e non tollera le condizioni stressanti, per es. un capufficio che rompe, che esige, che snerva, appunto.

Es. pratico. In agosto il sottoscritto webmaster si reca in un rifornimento a mettere gasolio sotto un sole cocente.  Un tizio è già fermo da qualche secondo ad una pompa che eroga solo gasolio, mentre deve fare benzina. Poichè la colonnina dove sono io, eroga invece benzina ed io con una manovra veloce mi ci sono già piazzato,  viene da me e mi guarda con fare incazzato ma gli tremano la voce e le mani e mi dice seccato: "Lei fa sempre così?"  Scherzo e gli rispondo: "Anche peggio!". Non sa che fare ma io che capisco di trovarmi davanti ad un nevrotico per evitare la collutazione, altrimenti dovrei difenderni ed alzare le mani,essendo un pacifista, preferisco evitare la pugna! Con un sorriso metto in moto e tiro qualche metro in avanti. Mentre il pompista che guarda divertito mi fa segno che siamo di fronte ad un tizio esaurito!  Il tizio posteggia la macchina dietro di me, alla pompa giusta, poichè io gli ho ceduto il posto: scendo e lo osservo con aplomb. Il tizio scende impacciato e sudato dalla macchina e stacca la pompa e pensa di erogare benzina, ma si trova ad una pompa iperself. Allora dopo qualche minuto realizza la cosa e si reca alla macchinetta per inserire le banconote e scegliere la pompa, ma non vi riesce perchè gli tremano le mani; sbuffa, ansima ma vuole fare il bullo a tutti i costi: è un  soggetto con nevrosi d'ansia che cela la sua insicurezze dietro atteggiamenti spavaldi.  Le nevrosi costituiscono un gruppo di disturbi della personalità che, pur non implicando una sostanziale frattura con la realtà, sono caratterizzate da un alterato rapporto intra- ed inter-personale legato a problematiche conflittuali ed all'emergere di ansia liberamente fluttuante o convertita in sintomi.
 

Etiopatogenesi

Le nevrosi devono essere considerate sotto un profilo multifattoriale, cosicché l'orientamento psichiatrico attuale si prefigge un superamento del fenomeno «nevrotico» attraverso la valutazione e la comprensione del tipo di rapporti interpersonali che il soggetto stabilisce con il suo gruppo socio-culturale e familiare. A seconda delle scuole ed indirizzi, le nevrosi sono considerate:
* come manifestazioni esteriori di conflitti endopsichici (turbe psicodinamiche);
* come risultati di conflitti derivanti da alterazioni nei rapporti interpersonali «significativi» (turbe sociodinamiche);
* come «prodotti» di un ambiente sociale patogeno (turbe socio-genetiche);
* come risultati di disturbi dell'apprendimento con strutturazione di modelli di comportamento disadattati (turbe comportamentistiche);
* come scompensi di personalità abnormi così intese nel senso genetico-costituzionale (turbe costituzionalistiche).

 

Classificazioni delle nevrosi

Una classificazione delle nevrosi va intesa in senso non assoluto ma in forma orientativa, sia per il continuo divenire delle nostre conoscenze in merito, ma sopratutto per la pratica impossibilità a ridurre in un rigido schematismo l'esperienza nevrotica individuale. Provvisoriamente. ed in assenza di modelli alternativi e più validi sul piano sia euristico-conoscitivo che pragmatico, facciamo riferimento alla classificazione tradizionale:
1) Nevrosi nevrastenica (e ipocondriaca)
2) Nevrosi d'ansia
3) Nevrosi ossessiva
4) Nevrosi fobica
5) Nevrosi isterica
6) Nevrosi post- traumatica

La nevrosi nevrastenica

Tra i sintomi dell'esaurimento nervoso, rientrano:

Astenia fisica e/o mentale (nevrastenia);
Facile affaticabilità;
Cefalea;
Disturbo depressivo;
Disturbi al sistema nervoso;
Disturbi del sonno, dell'attenzione e dell'umore;
Sbalzi di carattere emotivo-affettivo (sentimenti di insicurezza, sfiducia, tensione, nervovismo);
Agitazione psicomotoria, iperemotività;
Ipocondria;
Patofobia;

La nevrastenia si caratterizzata da: A) stato di tensione ansiosa subcontinua con i caratteri dell'«allarme nevrastenico»; B) ipocondria; C) personalità di base «astenica».
A) L'ansia prende l'aspetto dell'«allarme»: una apprensione ed un dubbio ansioso per le proprie condizioni fisiche, focalizzate di volta in volta su vari organi e funzioni. Caratteristiche le cenestopatie (psichestesie d'allarme) che costituiscono il motivo principale delle lamentele del paziente e delle cefalee nucali, occipitali, rachialgie, turbe dispeptiche, sensazioni soggettive vertiginose o incertezze nella deambulazione, turbe visive senza alcun dato oggettivo, disturbi della sfera sessuale. In assenza di tali localizzioni, il nevrastenico si lamenta costantemente di facile affaticabilità, sensazione generica di astenia fisica ed intellettuale, disturbi del sonno.
B) La tendenza all'autosservazione tipica dell'ipocondria conduce ad un circolo vizioso: allarme-»ipocondria-cenestopatie-»allarme, concorre un continuo autorinforzo degli elementi di tale circolo nevrotico. Sii giunge così alla nevrosi ipocondriaca, in cui si realizza un restringimento degli interessi del paziente attorno al nucleo della preoccupazione ansiosa della propria salute e, secondo l'interpretazione psicodinamica, la nevrosi nevrastenica rappresenta una modalità difensiva dall'ansia derivante da situazioni ambientali provocanti frustrazioni ed umiliazioni con risentimento e rancore non espressi. La «nevrastenia» rappresenta un sistema difensivo contro la propria ostilità. Diagnosi differenziale: a) con la sindrome neurasteniforme di alcune modalità iniziali della schizofrenia; b) con la depressione endogena; c) con sindromi nevrasteniche che segnano l'inizio di malattie organiche.
Caratteristica del nevrastenico è l'attribuzione di enorme importanza sia al medico che ai farmaci, quasi con atteggiamento magico, cui peraltro fa riscontro una altrettanto facile perdita di fiducia sia nelle terapie - che regolanti, non sono mai portate a termine - sia nel medico, per cui la storia di tali soggetti è costellata da una interminabile serie di sanitari consultati e di terapie praticate «senza risultati». L'umore del nevrastenico è orientato verso il pessimismo. Episodicamente si possono avere delle deflessioni più marcate del tono dell'umore e allora il quadro può variare verso una depressione nevrotica su base nevrastenica (specialmente dopo mal. intercorrenti debilitanti).
C) La personalità di base è caratterizzata da una insicurezza ed incertezza dei sentimenti relativi alla propria individualità fisica (personalità «astenica»).

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