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Il follow-up del paziente con Malattie Infiammatorie Intestinali |
. |
. |
Grading of disease activity in Crohn’s disease
| Forma
mite |
Forma
Moderata |
Forma
Severa |
| Equivalent to a CDAI of 150–220 |
Equivalent to a CDAI of 220–450 |
Equivalent to a CDAI of >450 |
| Ad esempio, paziente ambulatoriale, paziente che
mangia e beve. La perdita di peso del 10%. Nessuna caratteristica di ostruzione,
febbre, disidratazione, massa addominale, o tenerezza. CRP di solito un aumento al di sopra del
limite superiore del valore normale |
Ad
esempio, vomito
intermittente, o perdita di peso > 10%. Il trattamento per malattia lieve inefficace, o massa di gara. No palese ostruzione. CRP incrementata ai limiti del normale. |
Ad esempio, cachessia (BMI <18 kg-2), o evidenza di ostruzione o ascesso. I sintomi persistenti nonostante il trattamento intensivo. CRP auentata |
Forme a moderata attività a
localizzazione ileocecale.
Inibitori
del TNF per il morbo di Crohn
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Farmaco |
Formulazione |
Dosaggio |
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Adalimumab |
Soluz.
Iniett. 40 mg/0,8 ml |
40
mg Sotto cute ogni 2 settimane |
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Certolizumab |
Polvere
per soluz. Iniett. 200 mg |
400
mg SC ogni 4 settimane |
|
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Infliximab |
Polvere
per soluz. Iniett. 100 mg |
5-10
mg/kg ev ogni 8 settimane |
Per tali
pazienti con una severa localizzazione ileocecale della Malattia di
Crohn o per coloro che hanno relapsato, una terapia con o senza
immunomodulatori è una opzione appropiata. Per quei pazienti che hanno
non frequentemente una relapse di malattia possono essere indicati
corticosteroidi associati ad infliximab.
La
Budesonide dosata a 9 mg al giorno (entocir) è il trattamento da
preferire, infatti benefici
che si ottengono con la mesalazina sono limitati e gli antibiotici sono
controindicati, tranne che in casi selezionati e se le indicazioni lo
esigono (per . polmoniti, broncopolmoniti ecc.)
Forme di M. di Crohn ad
attività moderatamente attiva.
Nelle
forme moderatamente attive della malattie di Crohn localizzata in sede
ileocecale, potrebbe essere preferibile impiegare la budesonide dosata a
9 mg/die oppure un corticosteroide per via sistemica. Gli antibiotici si
possono aggiungere se si sospettano complicanze settiche. Azatioprina/6-mercaptopurina
o metotrexato in combinazione con steroidi è anche un’opzione
appropriata. La terapia con farmaci anti TNF si potrebbe considerare
un’alternativa per pazienti con evidenza di malattia attiva che si
sono dimostrati refrattari ai corticosteroidi o dipendenti o
intolleranti. I rischi connessi con tale trattamento dovrebbero essere
discussi e presi in considerazione.
Forme di M. di Crohn a
localizzazione ileocecale ad
attività severa
ECCO
Statement
In
questi casi va sempre intrapresa una terapia sistemica corticosteroidea
ad alto dosaggio. Coloro i quali hanno mostrato un relapse possono
essere trattati anche con terapia anti-TNF con o senza immunomodulatori.
Anche coloro che talora hanno relapsato, possono essere trattati con
steroide e con immunomodulatori. La chirurgia è un’alternativa
ragionevole per alcuni casi e dovrebbe essere messa in conto.
Le forme
attive coliche possono essere trattate con sulfadiazina se soltanto si
tratta di forme in attivà media. Per i soggetti che hanno relapsato, la
terapia con anti TNF o senza immunomodulatori è un’opzione
appropriata con l’obiettivo di moderare l’andamento della malattia
attiva. Se, invece, i pazienti hanno presentano un relapse infrequente,
ripartire con gli steroidi con un immunomodulatore potrebbe essere
appropriato. Prima di iniziare un immunomodulatore o un trattamento
anti-TNF, l’opzione chirurgica va sempre presa in considerazione.
Esse
vanno trattate con corticosteroidi per via sistemica e tiopurine (azatioprina
e 6-mercaptopurina) o metotrexato. I pazienti che hanno relapsato
possono avvantaggiarsi della terapia anti-TNF con o senza azatioprina,
con o senza azatioprina. Un supporto nutrizionale per via parenterale si
ritiene corretto. Le opzioni chirurgiche possono essere prese in
considerazione.
La malattia di Crohn a
localizzazione esofagea e gastroduodenale possono essere trattate con
inibitori di pompa protonica, in contemporanea a corticosteroidi e
tiopurine o metrotrexato. La terapia con antiTNF è un’alternativa per
la forma refrattaria della malattia e la chirurgia è un’ipotesi
terapeutica da considerare.