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LA
NUTRIZIONE ENTERALE TOTALE N.E.
appunti personali del
dott.
Claudio Italiano, internista dirigente ospedaliero
Si definisce nutrizione parenterale totale, un tipo di nutrizione
attuata con nutrienti liquidi artificiali che vengono somministrati
attraverso una sonda per garantire il fabbisogno nutrizionale a chi non
può assumere il cibo per bocca, per esempio in condizioni patologiche
quali ictus cerebrale, neoplasie, disfagie ecc. La Nutrizione Enterale
(N.E.), cioè, rappresenta oggi la metodica di prima scelta in tutti quei
soggetti che necessitino di essere nutriti artificialmente e che abbiano
una adeguata funzionalità intestinale.
Allo scopo, per consentire l'alimentazione si impiegano vari tipi di
sondino a partire dal sondino naso-gastrico, cioè facendo passare un
tubicino apposito dalle cavità nasali al retrofaringe e, quindi, in
ipofaringe, esofago e stomaco, consentendo per esempio al paziente con
ictus cerebri che presenta disfagia una alimentazione quanto più naturale
possibile. Se, invece, occorre nel tempo posizionare un sondino si ricorre
alla gastrostomia (PEG) o digiunostomia (PEJ), cioè si eseguono
interventi chirurgici minori, per posizionare attraverso la cute della
regione addominale, perforando i vari strati della parete addominale fino
a raggiungere il lume gastrico o digiunale.
Perchè enterale e non parenterale?
Cioè, perchè non utilizzo la via venosa ed impiego
invece la nutrizione col sondino? Molteplici sono le motivazioni che
inducono a preferire la via enterale rispetto all’endovenosa (Nutrizione
Parenterale / N.P.) , dalla funzione che i nutrienti hanno sul trofismo
della mucosa intestinale e sul ruolo che quest’ultima svolge quale
barriera nei confronti della traslocazione batterica, alla maggior
sicurezza e facilità di somministrazione, al minor rischio di complicanze
oltre ad un costo decisamente inferiore, e poi, anche perchè molti
pazienti non sopporterebbero un sovraccarico di liquidi in circolo, per
esempio i cardiopatici!!
Sempre più spesso quindi le equipe sanitarie si
trovano a dover gestire pazienti in Nutrizione Enterale e nella necessità
di erogare livelli essenziali di cura ed assistenza.
La via naso gastrica è preferita per trattamenti
nutrizionali a breve termine e ritenuta appropriata quando vi sia un
adeguato svuotamento gastrico, riflesso alla tosse ed integrità dello
stato di coscienza. Nel caso non vi siano tali condizioni è consigliata l’infusione
di nutrienti a livello digiunale.Il confezionamento di stomie gastriche o digiunali è
necessario quando non sia possibile posizionare una sonda per via nasale e
quando la nutrizione per via enterale si preveda maggiore di 4-6 settimane
.
Posizionamento delle sonde
La sonda naso gastrica/digiunale. Il posizionamento
della sonda naso gastrica è generalmente affidato alla figura
infermieristica. La scelta dei tubi naso gastrici/digiunali dovrà
considerare la biocompatibilità dei materiali, la morbidezza e la
flessibilità, il diametro (comunemente vengono usati sondini in
poliuretano o silicone con un diametro compreso fra 8 e 12 Fr.) , o l’eventuale
uso di sonde particolari (es. a più lumi). Durante la manovra di introduzione la collaborazione
del paziente, così come una sua corretta posizione, potrà facilitare la
progressione della sonda. Ciò nonostante non sempre il posizionamento del
sondino può risultare agevole, andrà evitato in caso di resistenza di
"forzare eccessivamente". Inoltre l’esecuzione
di un radiogramma e l’osservazione delle secrezioni aspirate sono i
metodi più attendibili, se la sonda è posizionata nello stomaco, mentre
l’insuflazione di aria nel sondino e l’oscultazione in ipocondrio sx,
anche se comunemente usato, non da la sicurezza di un corretto
posizionamento.
Preparazione delle sacche nutrizionali
La preparazione delle sacche nutrizionali è da
considerarsi una procedura a rischio di contaminazione, in questa fase
sarà necessario un rigoroso rispetto delle regole di asepsi, in
particolare:
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Preparare
le sacche per N.E. in locali idonei, su superfici pulite e
disinfettate. |
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Privilegiare
formule pronte e preconfezionate rispetto a cibi che necessitino di
diluizione e/o ricostruzione |
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Evitare
l’aggiunta di acqua, farmaci, ecc. |
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Il
personale addetto alla preparazione dovrebbe indossare mascherina e
guanti. |
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Lavarsi
le mani. |
Ricordarsi sempre che ogni manipolazione aumenta il
rischio di contaminazione.
Emorragie, perforazioni, ulcere da decubito
e
necrosi : Queste complicanze possono interessare tutti gli organi in
cui avviene il passaggio della sonda; la prevenzione si basa sull’uso di
materiali adeguati e su corrette tecniche di nursing sia durante la fase
di posizionamento delle sonde che nel periodo di loro permanenza in sito.
Particolare attenzione andrà prestata alle categorie a
rischio.
Ostruzione: In molti casi l’ostruzione è dovuta
ad una scelta della sonda non adeguata o ad un uso non corretto. Diametri inferiori agli 8 Fr aumentano
significativamente il rischio di ostruzione così come l’uso del sondino
per la somministrazione di farmaci.
Lavare a scopo preventivo la sonda ogni 4 - 6 ore ed
ogni volta che si sospende o riprende l’infusione.
In caso di ostruzione è possibile eseguire un lavaggio
a pressione della sonda o disostruire il lume con mandrini o spazzole
endoscopiche.
Rimozione accidentale e deposizionamento:
Questa
complicanza può causare rigurgito e aspirazione.
Prevenire con una adeguata informazione ed istruzione
al paziente e fissando in modo sicuro la sonda.
Complicanze legate alle stomie
(!!)
Infezione dell’ingresso cutaneo: La
prevenzione si attua tramite un corretto e scrupoloso nursing del punto di
inserzione e con la profilassi antibiotica prima del confezionamento della
stomia. Si deve evitare l'infusione di sostanze in
caso di processo infettivo !! Evitare il contatto con la cute di materiale
proveniente dalla stomia.
Complicanze legate all’infusione di nutrienti
Dolori addominali e diarrea (!) : Complicanza
comunemente legata alle prima fasi della Nutrizione Enterale.
La prevenzione consiste nell’iniziare l’infusione
a velocità ridotte per poi aumentare in modo progressivo il volume
fino al raggiungimento dell’obiettivo nutrizionale desiderato. Diarrea:
Evitare la contaminazione batterica dei nutrienti o le intolleranze
alimentari verso taluni nutrienti. Sempre va ridotta la velocità di
infusione.
Se diarrea da più di 3 giorni eseguire coprocoltura
per Clostridium Difficile.
Pur sconsigliata la somministrazione di farmaci
tramite le sonde per nutrizione enterale rappresenta una pratica diffusa.
Sara necessario rispettare alcune regole per minimizzare complicanze ed
evitare modificazioni dell’effetto dei farmaci.
Privilegiare farmaci in forma liquida.
I principali tipi di sonda pertanto sono:
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SNG
(sondino naso-gastrico) |
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PEG
(gastrostomia) |
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PEJ
(digiunostomia) |
INDICAZIONI SPECIFICHE:
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ANORESSIA, |
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DISFAGIA
MOTORIA, |
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DISFAGIA
ORGANICA, |
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STENOSI
GASTRODUODENALE, |
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FISTOLA
ALTA, FISTOLA BASSA, |
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SUBOCCLUSIONE, |
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PANCREATITE
ACUTA, |
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MALASSORBIMENTO. |
Sondino naso-gastrico
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Rappresenta
la tecnica di accesso più utilizzata nella pratica clinica.La sonda
è costituita da un piccolo catetere in silicone radiopaco, che
viene spinto attraverso le coane nasali, nelle cavità nasali,
retrofaringe, ipofaringe, esofago e fatta scendere fin nello stomaco,
nel duodeno o nel digiuno.Poiché nel lungo termine la presenza di una
sonda naso-gastrica presenta complicanze, appare vantaggioso il suo
utilizzo solo nel caso di nutrizione enterale a breve termine (<30
giorni). Si possono somministrare vari nutrienti allo scopo di
alimentare il paziente, anche semplicemente cibi omogeinizzati e/o
frullati, semifluidi.La miscela nutrizionale deve avere una bassa
densità per prevenire l'occlusione della via di somministrazione.
Tuttavia esiste il problema del rischio di una polmonite ab ingestis e
dal reflusso gastroesofageo, cioè che il paziente rigurgiti materiale
digestivo o ingesti direttamente nelle vie respiratorie!! |
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Complicanze
del sondino naso-gastrico Queste complicanze sono molteplici, ma va specificato che per lo più
sono osservate dopo periodi di intubazione molto lunghi e con sondini
di grosso calibro e/o costituiti da materiale poco morbido. Si
distinguono in cliniche e meccaniche. |
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Cliniche.
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Irritazione
naso-faringea. |
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Epistassi. |
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Trauma
nasale. |
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Ulcerazione
della mucosa nasale. |
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Otite
media. |
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Perforazione
del seno piriforme. |
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Reflusso
gastro-esofageo. |
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Ulcera
esofagea da decubito/stenosi. |
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Perforazione
esofagea. |
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Fistola
tracheo-esofagea. |
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Trauma
tracheo-bronchiale. |
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Polmonite
ab ingestis. |
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Perforazione
gastrica. |
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Emorragia
gastrointestinale. |
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Perforazione
duodenale. |
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Aritmia. |
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Infarto
miocardico. |
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-
Meccaniche.
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Rottura
dell'estremità del sondino. |
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Dislocazione
del sondino. |
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Annodamento
del sondino. |
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Ostruzione
del sondino. |
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L'ostruzione della sonda
naso-gastrica ad opera di medicamenti o
miscele nutrizionali presenta una frequenza
variabile dal 2% al 9%, mentre la
dislocazione del sondino costituisce il 60%
delle cause di rimozione.
Gastrostomia
La gastrostomia a lungo termine può essere
realizzata per via chirurgica, endoscopica,
radiologica o laparoscopica.In ogni caso
però, la gastrostomia chirurgica,
richiedendo la realizzazione in sala
operatoria, per lo più in anestesia
generale, con tempi di intervento di circa
un'ora (20/120 minuti) e maggiori costi,
rappresenta la procedura di seconda scelta
rispetto alla PEG o alla tecnica radiologica
e laparoscopica. Numerose sono le esperienze
cliniche effettuate con la tecnica
gastrostomica mediante controllo radiologico
. La realizzazione pratica é ottenuta
mediante insufflazione gastrica previa
intubazione naso-gastrica e somministrazione
di antispastico. Il metodo utilizza la
tecnica di Seldinger con eventuali varianti
(Peel-away). L'introduzione del sondino
gastrostomico viene effettuata sotto
controllo fluoroscopico o ecografico.
Al momento attuale, in assenza di studi
comparativi prospettici fra il metodo
radiologico e quello endoscopico e/o
chirurgico, si suggerisce di utilizzare il
metodo radiologico in alternativa alla
gastrostomia laparoscopica nei casi in cui
non sia possibile effettuare l'endoscopia.
Il controllo endoscopico consente di
valutare in modo più rigoroso il
confezionamento della gastrostomia e di
identificare le eventuali controindicazioni
locali (ulcera, varici, ecc.)
Digiunostomia
L'utilizzo della digiunostomia é indicato in
caso di rischio di aspirazione
broncopolmonare, di esofagite da reflusso,
nella gastroparesi, in presenza di neoplasie
gastriche o pancreatiche non operabili e con
subocclusione od occlusione. Tale metodica é
pure utile nella seconda fase della
pancreatite acuta o dopo interventi su
esofago, stomaco, o pancreas che richiedano
un digiuno prolungato.
Il vantaggio di questo accesso é
rappresentato dalla diminuzione del rischio
di aspirazione. La tecnica é realizzata per
via chirurgica, in anestesia generale. Nelle
digiunostomie un limite operativo può essere
rappresentato dalla dimensione dei sondini
(<7F) e dalla esigenza di miscele preparate
sterili (1-5).
Le complicanze della digiunostomia sono
rappresentate da occlusione del sondino,
infezione della ferita, peritonite
conseguente al distacco delle anse
intestinali dal peritoneo, rimozione
involontaria, diarrea e volvolo.
Scelta dei materiali
La scelta del materiale delle sonde di
accesso al tubo digerente ricade attualmente
sul poliuretano, sull'eritrotano o sulla
gomma di silicone.
Questi materiali sono i più indicati per la
nutrizione a lungo termine in quanto sono
biocompatibili, morbidi e flessibili alla
temperatura del corpo. Il rapporto diametro
interno/esterno tende a privilegiare i primi
due tipi rispetto al silicone (1).
La selezione del calibro del sondino dipende
dalla miscela nutrizionale e dal sistema di
infusione. Un calibro di 8 F é indicato nel
caso di formule contenenti fibre, o
altamente viscose, somministrate mediante
pompa infusionale. Un calibro di 10 F o
maggiore é indicato quando l'infusione
avviene per gravità o a bolo (1, 3). Sondini
compresi tra 8 e 12F sono indicati nella
nutrizione naso enterica.
I sondini per via enterostomica dovranno
essere preferenzialmente:
> 12F per gastrostomia;
> 6F per digiunostomia;
< 8F per digiunostomia di minima
Raccomandazioni pratiche
Nel paziente da sottoporre a nutrizione
enterale a lungo termine la tecnica
preferibile é la PEG, eventualmente
preceduta da un training con sonda
naso-gastrica. Quest'ultima tecnica può
essere scelta in via definitiva quando la
PEG non sia attuabile.
Durante la nutrizione enterale per sonda
naso-gastrica é opportuno:
prevenire la tosse, il rigurgito e il vomito
(anche farmacologicamente);
evitare che il paziente manipoli o sfili la
sonda;
lavare spesso il sondino per evitare che si
ostruisca;
confezionare una eventuale bretella
naso-faringea.
Quando é certa l'indicazione alla stomia, la
PEG é la prima tecnica da proporre al
paziente (a meno che sussitano specifiche
indicazioni per altre metodologie). Seguono:
a) gastrostomia laparoscopica, b)
gastrostomia radiologica, c) faringostomia
di minima, d) gastrostomia chirurgica, e)
PEJ/digiunostomia di minima.
La PEJ e la digiunostomia di minima sono
indicate nei casi con: a) rischio di
polmonite ab ingestis, b) esofagite da
reflusso, c) gastroparesi, d) gastrectomia,
e) neoplasie gastriche o pancreatiche.
In caso di PEJ/digiunostomia di minima é
indicata una miscela preparata sterile
elementare o semielementare, con
somministrazione mediante pompa infusionale.
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