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OBESITÀ E RISCHI ASSOCIATI

 

 appunti del dott. Claudio Italiano                cfr index_obesità

 

 

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La distribuzione regionale del tessuto adiposo incide in modo determinante sui fattori di ri­schio associati all'obesità. Nella valutazione della distribuzione del grasso corporeo il rapporto tra la circonferenza della vita e quella dei fianchi ha rappresentato un valido strumento a cui si è fatto ricorso negli studi epidemiologici. Nei singoli pazienti, tuttavia, questo rapporto non si è dimostrato più utile della sola circonferenza della vita.

 

 

 Una circonferenza della vita superiore a 100 cm nell'uomo e a 90 cm nella donna si associa a un aumento dei trigliceridi e a ridotti livelli di colesterolo delle HDL. Stime quantitative della distribuzione del grasso centrale si possono ottenere con la risonanza magnetica o la tomografia computerizzata dell'addome, Un aumento del grasso viscerale incrementa il rischio cardiometabolico (cfr studio interheart)

L'aumento della mortalità associata all'obesità dipende da:

  

Apparato cardiovascolare

 

Oltre che al sovraccarico di lavoro cardiaco, l'obesità è associata a un aumento del rischio di morte improvvisa, probabilmente per aritmie cardiache, nonché a un aumento del rischio di aterosclerosi come conseguenza dell'alterato profilo lipidico, con riduzione dei livelli di colesterolo delle lipoproteine ad alta densità (high-density lipoprotein, HDL) e aumento dei livelli di colesterolo delle lipoproteine a bassa densità (low-density lipoprotein, LDL), specialmente quando queste ul­time si trasformano in particelle VLDL (very low-density lipo­protein) piccole e dense (cfr lipidi). Anche la prevalenza di iper­tensione è aumentata, ma i meccanismi sono poco definiti. Se­condo un'ipotesi, l'iperinsulinemia e l'insulino-resistenza aumenterebbero il riassorbimento di sodio dai tubuli renali e gli effetti ortosimpatici che promuovono la vasocostrizione arteriolare.

 

Diabete mellito

 II diabete mellito di tipo 2  è praticamente inesistente nei soggetti con BMI inferiore a 22 kg/m2(cfr rischio diabete). Negli indiani Pima l'aumento del rischio di diabete in presenza di obesità ha un andamento strettamente familiare. Nei primati non umani che possono ammalarsi di diabete mellito, l'obesità pre­cede l'esordio del diabete di mesi o anni (cfr diabesità).

 

Neoplasie

 L'incidenza del carcinoma endometriale ed il carcinoma mammario nelle donne in età postmenopausale, del carcinoma della prostata nell'uomo e del carcinoma colorettale negli uomini e nelle donne è in relazione con il grado di obesità. L'obesità viscerale aumenta il rischio di carcinoma della mammel­la in età postmenopausale, indipendentemente dal grado di obesità. Una possibile spiegazione della predisposizione al carcinoma endometriale e al carcinoma mammario nelle donne obese è data dall'aumentata produzione di estrogeni conseguente all'aromatizzazione nel tessuto adiposo dell'androstenedione presente in circolo.

 

Malattie della colecisti

Le malattie della colecisti aumentano con l'età e l'obesità, probabilmente in relazione con l'aumenta­ta escrezione di colesterolo biliare. La quantità di colesterolo sintetizzato nell'organismo aumenta ogni giorno di circa 20 mg per ogni kilogrammo di tessuto adiposo, cosicché un aumento di 10 kg della massa di tessuto adiposo può aumentare la produzione e l'escrezione giornaliera di colesterolo in quantità pari a quella contenuta in un uovo. Alterazioni nei processi di formazione del­la bile e alterazioni dei livelli di acidi biliari e fosfolipidi possono favorire la precipitazione di calcoli di colesterolo.

 

Funzione polmonare

 L'obesità moderata in assenza di una malattia polmonare sottostante ha scarsi effetti sulla funzione respiratoria. L'apnea durante il sonno, tuttavia, può verificarsi in soggetti gravemente obesi e rappresenta un problema poten­zialmente grave. L'apnea ostruttiva che si manifesta durante il sonno sembra verificarsi per la presenza di depositi di grasso nell'area faringotracheale. Gli episodi ostruttivi di apnea causa­no interruzioni del sonno associate a ipossia e ipercapnia. Se non corretta, questa condizione può portare a insufficienza cardiaca destra.

 

Disturbi articolari e cutanei

L'aumento dell'incidenza di osteoartrite è senza dubbio dovuto almeno in parte al trauma ad­ditivo causato dal peso in eccesso, ma il fatto che l'osteoartrite si verifichi anche in articolazioni non sottoposte a un carico ec­cessivo indica la presenza di fattori addizionali. Anche la pre­valenza di gotta è aumentata e ciò può riflettere un'alterazione nell'eliminazione degli urati. Il riassorbimento dei corpi cheto­nici compete a livello del tubulo renale con quello degli urati, perciò un aumento della produzione di chetoni derivante dal metabolismo dei grassi può aumentare i livelli di urati.

Uno dei problemi dermatologici associati all'obesità è l'acanthosis nigricans, che si manifesta con colorazione più mar­cata delle pieghe cutanee del collo, dei gomiti e degli spazi interfalangei dorsali. Essa si associa inoltre a insulino-resistenza e diabete mellito non insuline-dipendente. Si ha un aumento del turgore e della friabilità della cute, con incremento del rischio di infezione da funghi e lieviti, specialmente a livello delle pie­ghe cutanee. Infine, negli obesi è più frequente la stasi venosa.

 

Apparato endocrino

L'insulino-resistenza, responsabile di iperinsulinemia, è una caratteristica costante ed è direttamente proporzionale al grado di obesità. La secrezione di ormone del­la crescita è diminuita, mentre i livelli del fattore di crescita insulinosimile di tipo I sono normali, a sostegno dell'ipotesi che i livelli di ormone della crescita sono sufficienti a stimolare la produzione di questo importante ormone.

I livelli di testosterone sono ridotti nell'uomo, ma quelli di testosterone libero si riducono solo in caso di obesità massiva. L'obesità causa un inizio precoce del menarca, cicli irregolari e anovulatori e una menopausa altrettanto precoce. La distribuzione del grasso corporeo influenza il metabolismo steroideo nelle donne. Le donne che presentano una distribuzione centra­le o viscerale del grasso producono maggiori quantità di androgeni come il testosterone, mentre nelle donne con obesità gluteofemorale sono presenti livelli maggiori di estrone, dovuti all'aromatizzazione periferica degli androgeni presenti in circolo.

Alterazioni dei livelli degli ormoni tiroidei e del loro meta­bolismo si verificano in seguito a modificazioni della dieta. La triiodotironina (T3) può aumentare in caso di eccessiva alimen­tazione e ridursi durante il digiuno (cfr tiroide). Le diete ad alto contenuto di carboidrati inducono un aumento della concentrazione di T3, mentre quelle a basso contenuto di carboidrati ne determinano una riduzione. Al contrario, i livelli di tiroxina e di tireotropina (od ormone tireostimolante) sono indipendenti dalla dieta.

L'obesità può essere talvolta scambiata con la sindrome di Cushing. L'andamento delle variazioni diurne del cortisolo plasmatico e la concentrazione urinaria del cortisolo libero sono normali nell'obesità e alterate nella sindrome di Cushing. Qua­lora Questi test diano luogo a risultati incerti, è indicata l'ese­cuzione di test dinamici di funzione surrenale.

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