La morfina e molti farmaci morfinosimili
vengono indicati con il nome colettivo di :
a) oppiacei
b) oppioidi;
Gli oppiacei sono i veri composti
delloppio, alcaloidi delloppio, che si estrae
dalla pianta "papaver somniferum", dal latice
che sgorga dal calice del fiore che essiccato da origine
ad una sostanza bruna gommosa che si essicca allaria
per ottenere dei pani di oppio e da questi la polvere
officinale che contiene gli alcaloidi: morfina, codeina,
papaverina. Gli alcaloidi si classificano in derivati:
Gli oppiodi sono dati dalle
molecole di sintesi o da quelle endogene (enkefaline, endorfine,
etc, che rappresentano delle sostanze presenti nel Sistema
Nervoso Centrale) a funzione di neuromodulazione, più che di
trasmissione chimica di impulsi nervosi.
Il presupposto per cui gli oppiacei e
gli oppioidi abbiano un meccanismo d'azione si basa sull'
esistenza di peptidi endogeni prodotti nel SNC ad azione
oppioidergica:
proopioMelanocortina o P.O.M.C.
proenKefalina A
proenkefalina B o prodinorfina.
.
I neuroni del sistema oppiode si
dividono in neuroni che sintetizzano:
la P.O.M.C, (proopiomelanocortina (POMC),
precursore delle endorfine (cioè enkefaline, dinorfine e
beta endorfine); è prodotta da neuroni che possiedono
prolungamenti assonici estesi, viene proteolizzata per
formare lormone gamma MSH, ACTH, Beta lipotropina;
allinterno della sequenza aminoacidica si trova la
beta endorfina ed il beta MSH.
I neuroni dinorfinergici,
sintetizzano prodinorfina precursore della dinorfina ed
hanno assoni brevi;
I neuroni enkefalinergici
sintetizzano proenkefaline, precursore delle enkefaline
ed hanno assoni brevi; le enk. sono deputate alla
percezione del dolore (lamine I e II midollo spinale, n.
spinale del trigemino, s.grigia peracqueduttale, ed alla
modulazione del comportamento affettivo ( amigdala,
ippocampo, locus coeruleus).
Tutti questi neuroni hanno dei
recettori, ossia dei siti dove è ricevuto il segnale
nervoso che costituiscono lapparato recettoriale;
.
OPPIODI AGONISTI:
beta endorfine, dinorfina ed
enkefaline
recettori
interessati nella trasmissione: miù, k, delta, sigma ed
epsilon.
Beta-endorfine: originano dal
residuo 61-91 della Beta lipotropina, ormone dellipofisi,
da cui si fa derivare anche lACTH, il beta MSH, la
met-enkefalina, a seconda dei frammenti del peptide che
si considerano, cioè da un unico peptide (proteina) si
ottengono per scissione le singole molecole
farmacologiche.
Le dinorfine derivano dalla
prodinorfina che da origine a 7 peptidi da cui derivano
la dinorfina A e B.
I derivati fenantrenici si basano
chimicamente su una struttura a nucleo fenantrenico
costituito da tre anelli A, B e C + un anello D a "sedia"
che si proietta dal piano del foglio
Dalla morfina derivano le altre
sostanze quando si sostituiscono i gruppi OH con altri
gruppi; per es. collegando un gruppo allilico -NCH2-CH2=CH2
otteniamo la nalorfina; se il gruppo OH in posizione 6 è
ossidato a chetone (O=) avremo il naloxone; se invece
introduciamo due gruppi acetilici avremo la forma
diacetilata della morfina o diacetil-morfina detta "eroina"
che essendo più liposolubile penetra meglio nel SNC e
media gli effetti stupefacenti in modo più rapido ma con
minor durata di azione ("cultura dello sballo").
MECCANISMO DAZIONE: gli
oppioidi agiscono come agonisti su siti del sistema
limbico (corteccia frontale, amigdala ed ippocampo) su
recettori per sostanze endogene, in particolare di 2
pentapeptidi: Met-enkefalina e leucin-enkefalina, la cui
struttura è simile alla seguenza 61-65 delle B
lipotropine, ormone ipofisario, il cui peptide terminale,
invece, si denomina b endorfina ed è la più potente
sostanza endogena oppioide fin qui isolata.
Questi peptidi endogeni sono
situati in aree del S.N.C. connesse con la percezione del
DOLORE e cioè le lamine I e II del midollo spinale nel n.
spinale del trigemino, sostanza grigia periacvqueduttale,
Intervengono nella regolazione del
TONO DELLUMORE (globus pallidus, stria terminale,
locus ceruleus) ed anche nei plessi delle ghiandole
esocrine dello stomaco, come neuromodulatori, enkefaline
ed endorfine, cioè esse modulano le risposte sinaptiche
collegandosi ai recettori e limitando le loro azioni.Sulla
base degli effetti farmacologici nelluomo e nellanimale,
Gilbert e Martin hanno postulato lesistenza di tre
sottospecie di recettori degli oppiodi, miù, kappa e
sigma:
nellanalgesia sovraspinale,
nella depressione respiratotia, nelleuforia e nella
dipendenza fisica, dipendenza psichica, euforia, miosi,
depressione, bradicardia, immunosoppressione.
- kappa: analgesia spinale, miosi e
sedazione
-sigma: disforia, allucinazioni
-delta 1, 2 per lanalgesia spinale
e sovraspinale.
IL MECCANISMO DELLA GRATIFICAZIONE (LO
SBALLO!)
E' data dall'interazione col
sistema dopaminergico; esso consta della benderella
mediale proencefalica (MFB) nellipotalamo è
responsabile del rinforzo positivo che si associa alluso
di sostanze, cioè alla gratificazione o piacere che
deriva dalluso di droga. LMFB ha 4 aree:
Ipotalamo laterale, area ventrale tegmentale o VTA,
Nucleo accumbens o ACC e corteccia frontale.
L Area Ventro Tegmentale
è la sede della gratificazione per lalcool e gli
oppiacei.
SPIEGAZIONE DELLEFFETTO DI
RINFORZO POSITIVO E DELLA GRATIFICAZIONE DOPO IL BUCO.
La morfina agisce sul recettore miù
dei neuroni gabaergici, inibendo i neuroni dellArea
Ventrale Tegmentale a cui conseguono vie dopaminergiche
con effetto di maggior liberazione di dopamina e
gratificazione che è funzione della aumentata
trasmissione nervosa sul Nucleo Accumbens del sistema
limbico.
TRASDUZIONE DEL SEGNALE NERVOSO:
Tutti i recettori per gli oppiacei hanno una proteina G
inibitoria che è attivata dal contatto del farmaco col
recettore; la proteina G inibisce un enzima detto
adenilato ciclasi con riduzione dellAMPciclico; ne
deriva, a seconda dei sistemi di trasduzione, una diversa
risposta dalla interazione farmaco-recettore: 1) aumento
della conduttanza al K+ con ingresso del Na+ e
depolarizzazione di membrana; 2) riduzione della
conduttanza al Ca++. Gli oppiodi dopo legame col
recettore riducono lattività delladenilciclasi,
però dopo qualche giorno si sviluppa tolleranza con
aumento dellattività delladenilciclasi e
possono modificare il flusso degli ioni Ca++ con loro
deplezione e blocco del reuptake.
SPIEGAZIONE DELLASTINENZA
Dopo impiego di morfina, perciò,
si avrà un legame al recettore con inibizione dellenzima
adenilato ciclasi, riduzione di AMPciclico (2°
messaggero) e riduzione della attivazione di una
proteinkinasi A con riduzione della attività della
tirosina idrossilasi, enzima indispensabile per la
produzione degli ormoni adrenalina e catecolamine in
genere; e ciò per una fosforilazione dei fattori di
trascrizione e alterazione della espressione genica. Però
lorganismo cerca di compensare questo deficit di
tirosina idrossilasi e nel cronico (tossicodipendente) si
adegua la produzione di AMPc ed aumenta, in ultima
analisi, anche il livello di catecolamine (adrenalina).
Ecco perchè in terapia è utile nel trattamento dell
astinenza limpiego di clonidina, che è un
bloccante delle catecolamine (s.del "could turkey"
o del tacchino freddo).
FENOMENO DELLA TOLLERANZA
Fenomeno per il quale occorre
aumentare le dosi per avere lo stesso effetto per down
regulation recettoriale con implicazione dei recettori
per il glutammato del tipo NMDA (sistema glutamatergico).
Lac.glutamico è uno degli aminoacidi che svolge il
ruolo di neuro-trasmettitore eccitatorio ed è ampiamente
distribuito nel SNC, essendo presente nei terminali
assonici pre-sinaptici di numerose aree cerebrali. La
risposta eccitatoria post-sinaptica è mediata quasi
sempre da sinapsi glutammatergiche. Esistono diversi tipi
di recettori su cui il glutammato agisce: NMDA sensibili,
quisqualato sensibili o AMPA, Kainato sensibili. Quelli
di tipo NMDA consentono il passaggio di ioni Na+, K+ e Ca++
allinterno delle cellule. Leccitotossicità
dipende dallingresso del Ca++.
DIPENDENZA.
Ossia linsieme di sintomi
fisici e psichici che si manifestano alla soppressione
del farmaco per cui il soggetto non può interromperne luso:
un farmaco darà dipendenza per: 1) capacità di indurre
dipendenza fisica per cui il soggetto avrà un
atteggiamento compulsivo per risparmiarsi una sindrome d
astinenza, un desiderio persistente, spenderà una grande
quantità di tempo alla ricerca della sostanza; 2) per la
capacità che ha il farmaco di sopprimere la sindrome
astinenziale; 3) per leuforia ed il piacere che
procura 4) le caratteristiche del farmaco, per cui
preferirà un determinato farmaco (es. la morfina o leroina
al posto della buprenorfina.
CRAVING: "il desiderio di procurarsi leffetto
di una sostanza psicoattiva conosciuta", per cui il
desiderio non soddisfatto causa intensa sofferenza,
psichica, fisica con polarizzazione dellideazione,
astenia, anoressia, sintomi depressivi e sensazione di
depersonalizzazione.
DIPENDENZA PSICOLOGICA E FISICA
E il risultato di 1) rinforzo
positivo: effetto gratificante e 2) rinforzo negativo: la
paura della sindrome di astinenza che è alla base del
comportamento dabuso (drug seeking).
Lo stimolo discriminativo è
prodotto dagli effetti farmacologici degli oppioidi e può
promuovere il comportamento di ricerca del farmaco (il
tox fa ricorso al metadone solo per lastinenza
perchè la gratificazione gliela dà leroina).
IN SINTESI LA SINDROME DASTINENZA
E il risultato dellattivazione
di alcuni sistemi:
A) SNC : ansia, irrequietezza,
sonnolenza, aggressività
B) Sistema muscolare: tremori, rigidità
C) Sistema simpatico: febbre, midriasi,
pallore, piloerezione, aumento delle catecolamine
D) s. parasimpatico: sudorazione,
lacrimazione, salivazione, diarrea, tosse, crampi, nausea.
Spiegazione biochimica della
sindrome di astinenza:
Nel cronico lassunzione
di oppiacei è responsabile di un aumento di adenilato
ciclasi e dunque di catecolamine, per cui alla
sospensione della droga compare una iperattività del
sistema para ed ortosimpatico.
IN PARTICOLARE:
AZIONI FARMACOLOGICHE DEGLI
OPPIACEI
SNC: analgesia, sonnolenza,
modificazione dellumore e obnubilazione, con
riduzione della coscienza: il dolore si fà meno intenso,
il corpo pesante e caldo, con prurito al viso ("LA
MAMMA") la bocca asciutta, si riduce lacuità
visiva, apatia e letargia, ottundimento delle facoltà
sensoriali, il dolore è tollerato come "non
spiacevole".
S.extrapiramidale: dallinterazione
con i neuroni dopaminergici deriva rigidità muscolare
nelluomo e coinvolgimento della substantia nigra e
dello striato. Sedazione ed euforia ed attenuazione del
tono dellumore, riduzione dellLH, aumento
prolattina;
Occhio: miosi per eccitazione del n.
oculomotore (segmento autonomo) Miosi (rec. miù e delta)
, nuclei di Edinger-Westphal, area pretettale, collicolo
superiore.
Apparato respiratorio: depressione
respiratoria, (mediata dal rec. miù) agendo sui centri
respiratori con max dopo 30 min. per riduz. sesibilità
alla pCO2;
Apparato circolatorio: solo
leggereo aumento e vasodilatazione periferica. Molte
molecole, però, hanno effetto cardiovascolare per azione
sui nuclei del vago, ipotalamico e nucleo coeruleus con
ipotensione ortostatico.
Stomaco e digerente: Lattivazione
dei recettori miù degli oppiacei causa un aumento del
tono della porzione antrale dello stomaco, ciò causa uno
svuotamento ritardato e può dare reflusso g.e., la
secrezione gastrica può incrementarsi per azione sulle
cellule parietali; la secrezione biliare, pancreatica e
intestinale si riduce con ritardo della digestione nellintestino
tenue. Si riduce la motilità peristaltica propulsiva
mentre aumento lattività segmentante con spasticità
e ciò è evidente specialmente nel crasso. Il tono dello
sfintere anale va incontro ad aumento e si ha una
riduzione del rilassamento riflesso in risposta alla
distensione rettale: ridotta sensibilità allo stimolo
sensitivo per il riflesso della defecazione, con stipsi.
Questi effetti dipendono dai recettori miù e delta
intestinali. Nausea e vomito da stimolazione dellarea
postrema del bulbo, trigger zone. a livello della
sostanza reticolare pontobulbare e del nucleo del tratto
solitario, nucleo motore del vago.
SISTEMA IMMUNITARIO: soppresione
dellattività citotossica delle cellule natural
killer e stimolazione della crescita di innesti tumorali.
Azione immunodepressiva delle polveri con cui si tagliano
le sostanze.
VESCICA: gli oppiacei aumentano il
tono e le contrazioni delluretere con effetto
antidiuretico. Si riduce il riflesso di svuotamento della
vescica.
ASSORBIMENTO
Vie di somministrazione: vengono
assorbiti rapidamente nel 1) tratto gastrointestinale, 2)
mucosa nasale, 3) polmone 4) vie parenterale; dopo circa
unora vi è il picco delleffetto analgesico
che perdura per 5-6 ore, con emivita plasmatica nei
giovani di 2,5 - 3 ore, quindi escrezione previa
coniugazione con ac, glicuronico, per via urinaria
nelle urine delle prime 48 ore (MEDICINA LEGALE),
tuttavia per il 90% nel primo giorno; dal 7 al 10% nelle
feci; leroina è metabolizzata a monoacetilmorfina
ed idrolizzata in morfina la barriera ematoencefalica è
attraversata meglio dalla eroina e dalla monoacetilm.
perchè più liposolubili.
Avvelenamento acuto: accidentale
per sovradosaggio (overdose) o per tentato suicidio o per
assorbimento improvviso da aree cutanee fredde e
somministazione s.c.: dopo dosi di 60 mg fino a 120 mg
per os è difficile lintossicazione acuta con
metadone, oppure con dosi <30 mg per via parenterale.
Sintomatologia* coma profondo,
frequenza del respiro bassa, 2-4 atti al minuto, la P.A.
si riduce, se si effettua rianimazione a pressione
positiva risale la pressione, pupille a punta di spillo o
midriatiche (!), edema polmonare.
Terapia* mantenere pervie le vie
respiratorie e ventilare il paziente, naloxone in vena 0.4
mg, ripetendo ogni 2- 3 minuti, nelledema polm.
respirazione a pressione positiva.
Farmacologia.
Morfina. Assorbimento massimo
intormno alle 2-3 ore; inizio dellattività dopo unora,
legame farmacoproteico 30% (tale legame con le proteine
del sangue, per es. albumine, determina la
biodisponibilità del farmaco, cioè se un farmaco è più
legato alle proteine, sarà meno disponibile per i
recettori, quindi meno attivo) , emivita 3 ore, ossia
tempo di dimezzamento della concentrazione del farmaco
nel sangue, biodisponibilità 25%. Eliminazione: dopo il
passaggio a livello del fegato è trasformata nel 6 o 3
glicuronoconiugato, cioè il fegato allo scopo di
elimarla meglio con le urine e di renderla più
idrosolubile, cioè farla sciogliere nelle urine la
coniuga con acido glicuronico, un acido che deriva dal
glucosio.
Eroina. Maggiore liposolubilità
della morfina, metabolizzata prima a 6 acetilmorfina e
poi morfina. Impiego come sostanza dabuso. E
un derivato sintetico delloppio, si ottiene per
diacetilazione della morfina. Alla brusca sospensione si
determinano: craving, nausea, vomito, dolori muscolari,
midriasi, sudorazione (sindrome di astinenza). Nel giro
di 4-7 gg si ha la scomparsa dei sintomi, per qualche
mese ancora insonnia, ansia, depressione e craving.
Naloxone (narcan) : Il naloxone è
un antagonista di tutti e tre i recettori, il naltrexone,
il cui impiego e per os, funziona come anticraving nellalcolismo
e nel tabagismo,altri come la nalorfina, la buprenorfina
sono agonisti parziali che scatenano la s.di astinenza
nel soggetto con forte dipendenza da oppiacei, ma si
sostituiscono allagonista se il grado di dipendenza
sia modesto.Antagonista degli oppiacei, ne impedisce lazione
e data la sua potenza come faramco antagonista , spiazza
leroina nellover dose .Non è assorbito per
via orale) ed agisce per e.v. per 20 minuti.
Naltrexone. Assorbito per via
orale, agisce per 8-10 ore; si impiega nella
disassuefazione dalleroina perchè impedisce il
legame delleroina col recettore, data la sua azione
antagonista.
Codeina. Anchessa è un
derivato naturale delloppio, quindi oppiaceo,
simile nella formula alla morfina, è però la 3 acetil -morfina,
cioè in posizione 3 presenta un Guppo acetilico, ed è
impiegata in terapia per le sue proprietà antitussive;
assorbita per os, presenta uno scarso metabolismo di
primo passaggio epatico, ed ha perciò una buona
biodisponibilità. Altri composti simili sono lidrocodone,
lossicodone, il destrometorfano ( usato come
neuroprotettore nella trasmissione da aminoacidi
eccitatori),
Tramadolo (contramal, fortradol).
Questultimo è stato messo in commercio di recente
come antidolorifico però ha come effetto collaterale
quello di dare convulsioni.
Derivati della tebaina (0,2% delloppio).
Fumato nel medio Oriente con le pipe ha effetti
disforizzanti (cattivo tono dellumore, disforia);
Buprenorfina (subutex, temgesic)
deriva da essa, che è 50 volte più potente della
morfina come antidolorifico, con biodisponibilità del 20%,
agonista parziale dei recettori degli oppiacei (significa
cioè che allaumentare del dosaggio non si
incrementa di pari passo lazione, la quale invece
raggiunge un plateau, dopodicchè leffetto è
costante. Impiego nella disassuefazione dopo metadone.
Etorfina ha azione antidolorifica
nel paziente neoplastico, mille volte più potente della
morfina.
Oppiacei di sintesi (a struttura
differente dalla morfina, fenilpiperidinica)
Metadone METADONE --> è un
farmaco di sintesi ottenuto dalla chimica tedesca ad
anello pseudopiperidinico, lattività analgesica
del suo racemato è quasi interamente il risultato del
suo contenuto in l- metadone, che è da 8 a 50 volte più
potente del suo isomero d con effetto antitussivo e basta.
Az.farmacologica* sono sovrapponibili a
quelle della morfina, analgesia per os, soppressione
della sindrome di astinenza da oppiodi, capacità di
essere efficace anche dopo svariate somministrazioni, può
dare sedazione, depressione respiratoria, miosi, effetti
bechici e di secrezione degli ormioni pituitari; sul
muscolo liscio aumenta il tono intestinale, riduce lampiezza
delle contrazioni e causa una spiccata riduzione dellattività
propulsiva, quindi stipsi e spasmo delle vie biliari.
Assorbimento: entro 10 minuti dalliniezione
s.c., buono pure lasorbimento per os dopo 30
minuti, raggiungendo il picco alla 4° ora, per l85%
legato alle proteine plasmatiche, metabolismo epatico
viene ampiamente metabolismo a livello epatico, dall N-demetilazione
e ciclizzazione si ottengono derivati pirrolidinici e
pirrolinici che sono i suoi metaboliti, la quantità di
metadone escreta nelle urine può essere incrementata
acidificando le urine stesse. Luso del metadone ha
fatto nascere linteresse per altri suoi congeneri
come l
alfa-dl- e l l-acetilmetadolo, la cui sindrome astinenziale insorge
dopo 72-96 ore e lindividuo è mantenuto in
equilibrio con una singola dose di farmaco ogni 72 ore.
E.C.* aumento prolattina,
albumine, globuline, linfocitosi. La tolleranza è più
lenta che per la morfina.
Destropropossifene, la meperidina o
petidina, sintetizzato negli anni 30, da cui derivano i
composti N demetilati normeperidina; derivati sono :
Fentanil, alfentanil, sulfentanil,
usati in anestesia per le proprietà analgesiche potenti
e di breve durata;
Difenossilato e la loperamide
impiegati nel trattamento delle diarree per la
regolazione che danno alla motilità gastrointestinale in
senso costipante.
Le molecole sono molte ed il
ricercatore modifica i gruppi per ottenere effetti
disparati. Per gli effetti antidolorifici si ottiene una
riduzione nella trasmissione nervosa della via
spinotalamica del dolore, della lamine I e II spinale,
sostanza grigia periacqueduttale, nuclei talamici
mediali, nucleo talamico intralaminare, nuclei del rafe,
recettori implicati: spinali miù, delta e kappa,
sovraspinali miù e delta.
Lanalgesia è mediata sono miù
agonisti (agonisti, fentanil, metadone, buprenorfina);
antagonisti sono naloxone, naltrexone;
Terapia.
1) dal punto di vista medico legale,
conviene tentare sempre un trattamento con farmaci sintomatici,
per os o per via parenterale:
a) con viminolo per os, 2 capsule ogni 4
- 5 ore per 5 giorni al massimo ed il lorazepam o diazepam.
b) con clonidina cpr da 450 a 750 mg/die
in 3 somministrazioni, perchè inibisce il rilascio di
catecolamine ed agisce su un recettore inibitore delladenilato
ciclasi;
c) sintomatica flebologica :
acetilsalicilato di lisina (ATTENZIONE
ALLERGIA ASPIRINA!!!),
benzodiazepine, antispastici, antiemetici.
2) col Metadone quando ha fallito il
tentativo di cura sintomatica perchè avendo una lunga emivita ha
anche una minore s. di astinenza, più lenta e graduale;
Il Metadone si può somministrare a
breve termine o in modo protratto nel tempo.
3) col naltrexone, una volta
disassuefatto il soggetto, farmaco dotato di 10-13 ore di
emivita, il quale impedisce lazione delleroina
essendo un potente antagonista recettoriale degli oppiacei.
NOVITA
4)
Buprenorfina (subutex cpr sublinguali): a) agonista parziale dei recettori miù, b)
elevata affinità recettoriale, c) lunga azione con s.
astinenziale minima, il naloxone non ne antagonista gli effetti,
d) è impiegato per os e) antagonista su Kappa (modica euforia
attività antidepressina utile nello svezzamento).
In due studi a confronto : con eroina si
ha unazione per sole sei ore, con buprenorfina è
prolungato ma non cè euforia; essendo un agonista parziale
lazione è del 50%;
Esiste un Himmelsbach Score per valutare
il punteggio della sindrome astinenziale in soggetti che fanno
uso di buprenorfina e di eroina e si è visto che la s. di
astinenza per morfina versus buprenorfina ha uno score (punteggio)
inferiore, per cui la s. astinenziale è più graduale.
La buprenoprfina rispetto ad altre
molecole è un agonista parziale e dà minore dipendenza; si
impiega a dosaggi di 8 mg/die: dopo 16 settimane versus metadone
limpiego di eroina è minore, la compliance è
sovrapponibile; nei casi più gravi si ricorre sempre a metadone
se ha fallito il temgesic, per riprendere poi la cura con
buprenorfina.