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appunti
del dott. Claudio Italiano
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fame d'aria, il paziente affannato . Generalità
a)
Circolatorio b)
Ematico c)
Respiratorio Infatti
se la pompa cardiaca consente l’attuazione di un buon circolo ematico
ed il sangue
scorre regolarmente nei vasi e capillari dei tessuti, se il tasso di
emoglobina è adeguato e non vi sono condizioni di anemizzazione (cfr anemie),
se, infine, il polmone ventila ed è perfuso, allora sussistono tutte le
condizioni affinchè l’organismo possa impiegare nella combustione del
glucoso, e dunque, per i suoi metabolismi, la giusta quota di ossigeno. . Le
condizioni fisiologiche, ora descritte, viceversa, si modificano quando
subentrano delle patologie tali che sono causa di uno squilibrio
nell’apporto adeguato di ossigeno ai tessuti. In condizioni normali
(soggetto che respira normalmente in aria ambiente) la FiO2 è 0.21 e la
quota di O2 presente nel sangue in forma disciolta è circa il 2%, tale
valore può salire all’8% con una miscela inspiratoria con FiO2 pari a
1.00. Se occorre un ulteriore apporto di ossigeno, per esempio in
corso di avvelenamento da CO (monossido di carbonio), si ricorre
all’ossigeno iperbarico (cfr camera
iperbarica 2). . L'ossigenoterapia
è, dunque, la
somministrazione di ossigeno a concentrazioni più alte di quelle
presenti nell’ambiente atmosferico affinchè si modifichi il
contenuto arterioso di O2 (CaO2) modificando la PaO2. Il trasporto di
ossigeno ai tessuti dipende da fattori come la gittata cardiaca, il
contenuto di ossigeno a livello arterioso, la concentrazione di
emoglobina e le richieste metaboliche, questi fattori sono da tenere in
considerazione quando si somministra ossigenoterapia. Il fondamento su
cui si basa l’O2 terapia è l’aumento del gradiente di pressione di
O2 attraverso la membrana alveolo-capillare. Per questo motivo in corso
di O2 terapia vengono somministrate miscele gassose con concentrazione
di O2 variabile (FiO2). Una volta che l’emoglobina è stata
completamente saturata ulteriori aumenti di FiO2 incrementano la quantità
di O2 disciolto nel sangue. Indicazioni della ossigenoterapia Si
impiega nella “ipossiemia”, cioè, quando la si determina una
diminuzione parziale dell’02 nel sangue arterioso. Questa condizione
si può manifestare in acuto, per esempio,
con cambiamenti dello stato di vigilanza del SNC; esempio ictus
cerebri, con la dispnea
improvvisa con inadeguata ventilazione e/o perfusione, per esempio per
fatti di embolia
polmonare, con aumento della pressione arteriosa o cambiamenti nella
frequenza cardiaca, scompenso
cardiaco, nelle Broncopneumopatie
croniche ostruttive, stato di male
asmatico, malattie
neuromuscolari ecc. In
particolare
Vantaggio
dell’ossigenoterapia.
SISTEMI
DI SOMMINISTRAZIONE DELL’OSSIGENO I
sistemi che consentono l’ossigenoterapia al paziente non intubato, al
paziente cioè che non è stato collegato ad una macchina nell’ambito
di una divisione di rianimazione, detta “ventilatore
meccanico”. In base all’influsso di aria ambiente nel sistema e alla
presenza di serbatoi inspiratori i vari sistemi vengono divisi in due
grossi gruppi: 2) apparati ad alto flusso; Sono
in genere le cannule nasali e le maschere semplici. Le
maschere semplici danno una capacità di FiO2 massima erogabile è
compresa fra 0.40 e 0.60, cioè arrischiscono fino a 3 volte l’aria
respirata in ossigeno, quando il flusso di O2 deve essere fra 5 e 8
l/min. Le maschere sono dotate di aperture laterali per evitare il
rebreathing e per garantire l’influsso di aria ambiente. Con questo
metodo è sempre necessario umidificare l’aria inspirata;
Tra
i sistemi ad alto flusso ricordiamo la famosa “maschera di Venturi”. oppure |