|
Pancreatite acuta
1
appunti del
dott.
Claudio Italiano
oppure cfr
fegato
| link correlati al tema:
Pancreas
L'anatomia del pancreas
Il trattamento della calcolosi della via biliare,
calcolosi della via biliare
cancro del pancreas
calcolosi della colecisti
ittero
bilirubina
|
.
|
| .
|
|
DEFINIZIONE:
Processo infiammatorio acuto
dovuto ad
alterazione infiammatoria del pancreas,
caratterizzato dalla attivazione e
dalla fuoriuscita degli enzimi pancreatici;
esso si caratterizza per
dolore addominale all’epigastrio, del tipo “a cintura”, cioè che si
irradia anche posteriormente, con rialzo dei valori delle amilasi e
lipasi, enzimi tipicamente pancreatici.
Forme in base al quadro
anatomopatologico
-
P.A. edematosa,
autolimitantesi
-
P.A. persistente,
nella quale si possono sviluppare complicanze
-
P.A. necrotico
emorragica,
ad evoluzione fulminante, gravata da un'alta percentuale di
mortalità.
|
.
|
|
INDICI
PROGNOSTICI
Il primo
problema è la stratificazione dei pazienti, per differenziare le forme
lievi-moderate dalle forme severe che devono essere trattate con molta
attenzione. Negli Usa si utilizzano per l’appunto i criteri di Ranson,
cioè il paziente si inquadra in base ad alcuni parametri e tale
possibilità permette innanzitutto di poter decidere in quali casi
impiegare manovre invasive (ERCP, lavaggio peritoneale, laparotomie
esplorative), di selezionare i paziente da sottoporre a terapie mediche
intensive ed infine di poter valutare i risultati dei trials terapeutici
su casistiche omogenee.
Fattori prognostici di
Ranson :
All'ingresso:
- Età' >
55 aa
- Leucociti > 16.000
- Glicemia > 200 MG/DL
- LDH > 350U/L
- SGOT > 250 U/L
Entro 48 ore:
- Decremento Ht > 10%
- Incremento AZOTEMIA > 5 mg/dl
- CALCEMIA < 8 mg/dl
- PaO2 < 60 mmHg - BE > 4 mEq/L (cfr
emogas)
- Perdita liquidi stimata > 6 L
La prognosi è così
correlata con la mortalità:
Successivamente altri
Autori hanno ottenuto valori predittivi paragonabili cambiando e
sostituendo alcuni parametri. Attualmente viene usato il sistema
APACHE II (Acute Physiology and Chronic Health Evaluation) che ha il
vantaggio di essere applicabile immediatamente (non dopo 48 ore) e può
essere ripetuto durante il decorso della malattia, raggiungendo inoltre
una migliore efficacia predittiva. Un'altro indice prognostico in grado
di inquadrare il paziente come critico è quello già descritto del
lavaggio peritoneale (occorre ricordare che questa metodica è gravata
dallo 0.8% di complicanze). Tra i markers umorali un ruolo importante è
quello della PCR. E' stato dimostrato che livelli elevati di PCR
al secondo giorno (picco > 300 mg/mL) e/o un persistente rialzo > 125
mg/mL depongono per la presenza di raccolte peripancreatiche. Un altro
indice prognostico è quello proposto da Balthazar correlato all'esame
TAC:
A: PANCREAS NORMALE: 0 PUNTI
B: AUMENTO DI VOLUME DEL PANCREAS, ALTRI TESSUTI INDENNI: 1 PUNTO
C: ALTERAZIONI INFIAMMATORIE DEL PANCREAS E DEL TESSUTO ADIPOSO
PERIPANCREATICO: 2 PUNTI
D: RACCOLTA FLUIDA PERIPANCREATICA: 3 PUNTI
E: DUE O PIU' RACCOLTE FLUIDE PERIPANCREATICHE, GAS NEL PANCREAS
O NEI TESSUTI PERIPANCREATICI: 4 PUNTI
A tale punteggio si devono sommare i seguenti punti: 0 in assenza di
necrosi, 2 con necrosi del 30%, 4 con necrosi del 50%, 6 con necrosi >
50%.
I punteggi vengono sommati e la prognosi è la seguente: tra 7 e 10 punti
morbilità del 92% e mortalità del 17%; tra 0 e 2 punti morbilità del 2%
e mortalità nulla.
EZIOLOGIA
Varia a
seconda delle casistiche analizzate: in quelle USA prevale l'assunzione
di alcool, mentre in quelle europee prevale la litiasi biliare (insieme
sono responsabili dell'85% di tutte le pancreatiti)
-Litiasi biliare.
Nel 60% degli episodi di P.A. si riscontra litiasi biliare. Il calcolo è
causa di ostacolo al deflusso del secreto pancreatico per ostruzione del
coledoco terminale o per inversione del flusso biliare che può refluire
nel Wirsung. Talora può comparire
ittero ostruttivo.
-Etanolo. L'azione
dell'alcool è patogena poichè provoca condizioni ad azione sinergica: -
stimolazione vagale: contrattura spastica dello sfintere di Oddi che
ostacola il deflusso del secreto pancreatico - aumentata secrezione di
gastrina - maggiore sensibilità dei recettori pancreatici alla secretina
-aumentata permeabilità dei duttuli pancreatici agli enzimi da essi
contenuti (meccanismo di retrodiffusione) - formazione di aggregati
proteici nei duttuli e conseguente ostruzione delle vie escretrici.
L'importanza dell'incidenza dell'eziologia alcolica della P.A. non deve
essere sottovalutata nella anamesi; infatti occorre indagare a fondo
sulle abitudini relative all'assunzione di alcool da parte del paziente
sia nei periodi immediatamente antecedenti all'episodio acuto, sia nei
periodi precedenti poichè l'insulto alcolico è il responsabile delle
pancreatiti croniche degli alcolisti, che sono tuttavia suscettibili di
esacerbazioni.
-Idiopatiche
(circa 8-10%)
-P.A. da cause rare:
-
Post-operatoria (interventi sulle vie biliari, ERCP, gastrectomie,
splenectomie, biopsie pancreatiche). In questi casi la patogenesi è
dovuta all'edema peripancreatico che ostacola il circolo pancreatico
-
Ipercalcemia (iperparatiroidismo acuto, mieloma multiplo). In questo
caso la patogenesi si pensa sia dovuta o all'attivazione da parte degli
ioni Ca degli enzimi pancreatici o alla formazione di calcoli
-
intraduttali.
-
Farmaci (steroidi, tiazidici, furosemide)
-
Iperlipoproteinemie familiari (I, IV, V)
-
Gravidanza (III Trimestre)
-
Traumi
-
Insufficienza renale
-
Fattori immunologici (lupus,
poliarterite nodosa,
vasculiti)
-
Pancreas divisum
FISIOPATOLOGIA
Il pancreas ha
un’attività molto complessa: tramite le insule beta e le beta cellule
essa produce l’insulina, ma la parte esocrina dell’organo produce molti
degli enzimi, impiegati dall’organismo nel processo di digestione degli
alimenti complessi. Tuttavia gli enzimi vengono sintetizzati come
precursori inattivi e stipati dentro il comparto intracellulare come
pro-enzimi. Esistono ancora inibitori delle proteasi secreti dalle
cellule pancreatiche stesse, tissutali, il cui compito è quello di
inbire le protesi se vi fosse una accidentale attivazione, e plasmatici.
Questi ultimi sono la alfa 1 antitripsina e la alfa 2 macroglobulina.
L'alfa 1 antitripsina ha il compito di legarsi rapidamente alle protesi
attivate e veicolarle alla alfa 2 macroglobulina. Quest'ultima, di peso
molecolare molto superiore alla prima, forma un complesso con la
proteasi che viene facilmente rimosso dal sistema reticolo-endoteliale.
L'efficienza di questo sistema è dimostrato dall'emivita di plasmatica
di questo complesso: 10'. La finezza di questi sistemi "protettivi" ci
dimostra la necessità di una ricca vascolarizzazione pancreatica il cui
deficit può essere responsabile dell'inattivazione di uno di questi
meccanismi e di uno squilibrio del sistema in favore dell'attività
digestiva del secreto.
PATOGENESI
Qualunque sia
l'etiologia della P.A. questa si esplica in primo luogo con
l'attivazione e la diffusione intraparenchimali degli enzimi secreti. Un
ruolo centrale è sicuramente svolto dalla tripsina derivata dalla
conversione in forma attiva del tripsinogeno (tale attivazione può
essere opera anche degli ioni Ca o da un pH lievemente alcalino). La
Tripsina ha infatti un'azione propria in quanto capace di generare
edema, emorragia e necrosi dei tessuti ad alte dosi, ma la sua
peculiarità è quella di attivare, anche se presente in piccole quantità
i proenzimi come le elastasi e le fosfolipasi, nonchè di attivare i
componenti del complemento (sistema Kinina callicreina che hanno un
ruolo determinante nelle alterazioni della permeabilità tissutale). In
questo modo si attiva un sistema a cascata:
Tripsinogeno, tripsina
fosfolipasi e elastasi attivate
attivazione del complemento
distruzione vascolare e cellulare
ipossia tissutale e necrosi
rilascio di tripsina proelastasi e fosfolipasi.
L'entità ed il meccanismo "autoattivante" di tale fenomeno è tale da
rendere insufficienti i sistemi di inibizione tissutale e plasmatici.
ELASTASI: Esplica la sua azione sulle pareti vasali
determinando emorragia
FOSFOLIPASI A: Esplica il proprio effetto citotossico
sulle membrane cellulari.
Sistema KALLICREINA CHININA: Produce vasodilatazione,
aumento della permeabilità cellulare, dolore, gioca un ruolo importante
nella genesi del III spazio e quindi nello shock.
Ognuna di queste azioni lesive opera in sinergia con le altre ed il
risultato finale è amplificato dalla presenza di ischemia e di eventuale
sovrainfezione batterica che spesso vengono a complicare i casi di
pancreatite più grave.
Esistono alcune teorie
che vogliono spiegare la fisiopatologia del danno parenchimale, anche se
alcune di queste hanno solo un valore storico; vengono di seguito
riportate: - OSTRUZIONE - SECREZIONE:
-
MAGGIORE RILASCIO DUODENALE DI SECRETINA
-
SPASMO DELL'ODDI E COAGULI PROTEICI NEI DUTTULI (vedi P.ACUTA alcolica)
-
CANALE COMUNE Struttura che comprende coledoco + Wirsung:
l'ostruzione di questa struttura permetterebbe il reflusso biliare nel
Wirsung con conseguente danno pancreatico (Questa struttura è presente
solo nel 5% dei casi e quindi la teoria servirebbe a spiegare la
P.A.solo inquesti casi)
-
REFLUSSO DUODENALE L'enterochinasi refluirebbe nel Wirsung ed
attiverebbe il Tripsinogeno (pazienti gastroresecati)
-
RETRODIFFUSIONE L'alcool aumenta la permeabilità dei duttuli
pancreatici
ANATOMIA PATOLOGICA
I quadri
anatomo-patologici della pancreatite acuta sono variabili e spesso i
confini non così demarcati da rendere sempre possibile un sicuro
inquadramento. Tuttavia il quadro iniziale è caratterizzato dall'EDEMA
ed in questo caso la forma clinica è autolimitantesi. Il quadro
successivo è quello della P.A. EMORRAGICA; caratteristica di questo
quadro è la presenza di aree emorragiche che possono evolvere in
pseudocisti o possono dar luogo ad ascessi pancreatici Un quadro più
grave è quello della NECROSI CELLULARE caratterizzato da aree di necrosi
sia parenchimale che extraparenchimale (soprattutto steatonecrosi
peritoneale, retroperitoneale ed alle radici dei mesi) L'evoluzione
settica del processo pancreatitico si identifica nel quadro
anatomopatologico della PANCREATITE ASCESSUALIZZATA, caratterizzata da
ascessi pancreatici multipli.
>>
pancreatite 2
|