ANATOMIA NORMALE DEL PANCREAS

ISTOLOGIA PANCREATICA ESOCRINA E FISIOLOGIA DELLA PRODUZIONE ENZIMATICA

appunti del dott. Claudio Italiano  

cfr  Il pancreatite acuta
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Le pseudocisti del pancreas eziologia, diagnosi e cura

Il pancreas è una ghiandola composta, racemosa, finemente nodulare, simile alle ghiandole salivari, ma meno compatta di esse. Esso è avvolto da fine tessuto connettivo, ma non ha una capsula di tessuto fibroso. I lobuli sono visibili ad un esame grossolano e sono colle­gati da setti di tessuto connettivo che contiene i vasi sanguigni, i nervi, i linfatici ed i dotti escretori (che costitui­scono circa il 18 per cento di questo organo). La ghiandola è un organo misto, esocrino (circa l'80 per cento) ed endocrino (circa il 2 per cento). La porzione endocrina consiste nelle isole di Langerhans, che sono accumuli sferici di cellule a colorazione chiara disseminati in tutto il pancreas. Tali componenti sono implicate nella produzione di insulina e glucagone (cfr diabete). Qui parliamo, invece, della funzione pancreatica esocrina, cioè della produzione di fermenti digestivi, ad opera delle cellule acinari.

 

La porzione esocrina consiste in numerosi acini, a colorazione scura, composti di masse sferiche od a forma di breve tubo, di cellule, che sono le subunità del lobulo. Il lume dell'acino è origine del dotto secretorio e contiene cellule centroacinose che sono presenti solo nel pancreas. Queste cellule assumono una colorazione pallida nelle sezioni istologiche e sono di dimensioni più piccole delle cellule degli acini. Il lume dell'acino si apre nei dotti intralobulari, che sono rivestiti da cellule epiteliali cilindriche basse simili per aspetto alle cellule centroacinose. Questi dotti sono non striati e si anastomizzano a formare i dotti interlobulari, che sono rivestiti da epitelio colonnare. Sono pure presenti cellule caliciformi e talune cellule argentaffini. I dotti interlobulari si anastomizzano sino a divenire il dotto pancreatico principale. I dotti più grossi hanno una parete alquanto spessa, consistente in tessuto connettivo e fibre elastiche. Le cellule degli acini sono cellule epiteliali alte, piramidali o colonnari, con le loro larghe basi su una lamina basale ed i loro apici convergenti verso un lume centrale. Nello stato di riposo numerosi granuli di zimogeno eosinofili, rifrangenti, riempiono la porzione apicale della cellula. Questi granuli danno, pure, una debole reazione all'acido periodico-Schiff per i proteoglicani, ma sono, ciononostante, ritenute essere sierose per natura e non sieromucose. La porzione basale delle cellule contiene uno o due nuclei sferici in posizione centrale ed un citoplasma estremamente basofilo; cioè, assume un colore porpora scuro con l'ematossilina. Questa intensa colorazione è dovuta alle abbondanti quantità di ribonucleoproteine presenti nei ribosomi del reticolo endoplasmico granuloso. Le cellule degli acini subiscono modificazioni al pasto, poiché esse liberano i granuli di zimogeno; la cellula acinare termina con microvilli che si protendono verso il lume. Ogni cellula aderisce all’altra tramite le “giunzioni strette”, giunzioni che impediscono il reflusso di sostanza dal lume verso lo spazio intercellulare.

Le cellule degli acini producono il succo pancreatico, ossia un succo costituito da enzimi o proenzimi. Nell’intestino, a sua volta, esiste una sostanza prodotta dalla mucosa detta “peptidasi enterochinasi” che converte il tripsinogeno a pepsina attiva, staccando dai fermenti digestivi un piccolo frammento peptidico. Una volta che si forma la tripsina, essa attiva le altre proteasi pancreatiche, così come la fosfolipasi pancreatica (lecitinasi). Tale produzione enzimatica è funzione della stimolazione di un ormone intestinale, la secretina. L’altro classico ormone è rappresentato dalla colecistochinina o CCK, che stimola la produzione di un succo ricco di proteine ma con scarsa concentrazione di bicarbonato. Inoltre anche il VIP o peptide intestinale vasoattivo, è implicato nel processo di produzione del succo pancreatico, solo che la produzione si indirizza verso un succo povero di proteine e ricco di bicarbonato. La stimolazione neuronale ad opera del sistema vagale, sembrerebbe tramite l’azione del VIP che si incrementa nel sangue venoso, è responsabile di secrezione pancreatica.

Fasi della secrezione pancreatica.

Si distinguono 5 fasi:

Fase basale, soprattutto implicata nella produzione di bicarbonati
b) Fase cefalica, in cui l’odore del cibo stimola la produzione di un succo ad alta concetrazione di enzimi e bassa come bicarbonati
c) Fase gastrica, in cui la distensione dello stomaco determina la produzione di un succo ricco in enzimi e povero in bicarbonati; verosimilmente questa fase potrebbe dipendere dall’azione della gastrina, prodotta nell’antro gastrico, dalle cellule G.
d) Fase intestinali, sicuramente la più importante per la secrezione, che raggiunge il 70% del volume, la dove se il pasto ha un pH basso, la produzione di bicarbonato diventa notevole e lo tampona. Questa fase è funzione, sembrerebbe, della produzione di CCK o da stimoli neuronali
e) Fase post-assorbimento, la dove l’iperglicemia inibisce la produzione di pepsina.

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