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PARASSITI INTESTINALI.
appunti
personali del
dott. Claudio
Italiano, internista ospedaliero, gastroenterologo
Si
rammenta ai sigg. Navigatori che ogni notizia sui vari trattamenti non
significa che ciascuno possa automedicarsi! Infatti il sito contiene e
divulga solo informazioni scientifiche, ma è il vostro medico
responsabile della vostra salute e delle terapie che attuate.
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I vermi
dei bambini
I vermi a spaghetto, gli ascaridi
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L'anchilostomiasi: i vermi anemizzanti delle paludi
Il verme solitario
Le cisti del fegato e del polmone: idatidosi
La tenia saginata
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Enterobius vermicularis, Ossiuri (vermi dei bambini).
E’ forse l’infestazione più comunemente riscontrabile da parasiti
intestinali; si tratta di vermi piccoli, filiformi o a spillo, di colorito
biancastro, che colpiscono solitamente i bambini e che le mamme
riscontrano nelle feci dei loro piccoli a mò "di parmigiano
grattugiato" . L’infestazione è favorita dalle scarse
condizioni igieniche, dalla presenza di soggetti portatori nelle scuole,
asili ecc. Le uova ingerite si schiudono nel tratto gastroenterico
superiore e le larve maturano durante la loro migrazione al colon. Un individio affetto può ospitare molte migliaia di vermi. La femmina matura
(che vive 3 mesi) depone le uova nella regione anale; le uova
attecchiscono grazie ad una specie di collante adesivo.
La regione anale
presenta all’ispezione lesioni da grattamento per il forte prurito che l’infestazione
da enterobius causa; talora i bimbi possono andare incontro ad episodi di
appendicolopatia fino a quadri di appendicite vera e propria, o presentare
dimagrimento, eosinofilia,
allergia,
dermatiti,
anemia sideropenica
microcitica o
anemia macrocitica carenziale, irascibilità, insonnia notturna e
convulsioni (!). La diagnosi si basa sui segni clinici, sul prurito
anale, sul riscontro obiettivo dei piccoli vermi nelle feci e sul test al
"Sellotape test", ossia del cellophane adesivo che si applica
alla regione anale e si studia alla microscopia per riscontrare le uova
degli ossiuri o, i vermi, addirittura
Terapia. Pyrantel pamoato alla dose di 10 mg/Kg
peso in un’unica somministrazione o mebendazolo alla dose di 100 mg in
un’unica soministrazione; si tratta di sciroppi o compresse che poi si
debbono ripetere dopo 2 settimane. In alternativa il pirvinio pamoato, in
genere un cucchiaino di sospensione ogni 10 Kg di peso in unica dose,
ripetuto dopo 2 settimane. Siccome la malattia è altamente contagiosa, si
dovranno instaurare delle misure igieniche e la profilassi sarà estesa a
tutta la famiglia colpita; gli effetti letterecci vanno bolliti e
disinfettati; la polvere di casa può veicolare le uova degli ossiuri (!).
Le unghie vanno tagliate corte e si deve evitare di portarle in bocca, per
impedire la reinfezione.
Teniasi.
Tenia saginata o bovina, di cui l’uomo
è il solo ospite definitivo per questo verme nastriforme che può
colonizzare il tenue e crescere fino a 10 metri di lunghezza, dentro gli
intestini (!). L’infestazione avviene, classicamente, a seguito di una
assunzione di carne poco cotta che contiene il parassita allo stadio di
cisti; è più frequente nelle zone dove le condizioni igieniche sono
precarie. Nel lume intestinale i sali biliari sciolgono gli involucri
delle cisti e liberano le larve. Il parassita presenta sulla propria
testa, 4 coppette muscolari, dette scolici, che gli consentono di aderire
alla mucosa del tenue; il resto del corpo è suddiviso in segmenti detti
proglottidi. Le uove vengono eleiminate con le feci e, per l’uomo sono
inoffensive, mentre nel il bovino consentono la ripresa del ciclo.
Tenia solium, o tenia del
maiale. dove appunto l’ospite intermedio è il maiale e l’uomo si
infetta mangiandone le carni che contengono le larve incistate, se poco
cotte. Però in questo caso nell’uomo è possibile che il parassita
raggiunga la fase cistica e che si localizzi nei muscoli ed in altre sedi,
dando origine alla cistercosi. La terapia consiste nell’impiego
di niclosamide compresse alla dose di 2 grammi in un’unica
somministrazione ed 1 grammo nei bambini, insieme a purgante salino (mai
oleoso!) nell’infestazione da tenia solium.
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Idatidosi.
Tenia echinococcus granulosus, o tenia
del cane; l’uomo e la pecora si infettano tramite le cisti nel cibo
contaminato e le cisti liberano nello stomaco le uova; l’uomo si può
però infettare anche dal cane, toccandole il pelo che contiene le uova
della tenia. I cani ingeriscono i visceri delle pecore morte infette,
emettono le uova della tenia con le feci e chiudono il ciclo, mentre l’uomo,
che ingerisce casualmente le uova, è un ospite intermedio. Questa è
dunque la malattia dei pastori e dei macellai e dei cacciatori. Una volta
nel tubo digerente, le uova si schiudono, liberano le larve e queste si
portano nell’intestino e, tramite il circolo portale, giungono al
fegato, dove danno luogo a cisti epatiche, ripiene di scolici, cisti a
doppia parete che si accrescono lentamente. Le cisti presentano una parete
da reazione fibrosa, e quindi uno strato laminare vero e proprio della
cisti; possono morire e calcificare ma possono accrescersi fino a
comprimere le vie biliari e causare
ittero ostruttivo
da compressione. La diagnosi si effettua con l’ecografia e
la TAC e con la ricerca degli anticorpi specifica con l’immunofluorescenza
e l’emoagglutinazione indiretta. La terapia è chirurgica o con l’impiego
di un antielmintico: mebendazolo 1,5grammi /die fino alla sterilizzazione
delle cisti.
A titolo di conoscenza, citeremo altre infestazioni.
Ascaridiosi,
da ascaris lumbricoides; si tratta di vermi come spaghetti, lunghi 30 cm,
che vivono nel tenue; l’infezione è tramite le uova che si trovano nei
liquami utilizzati per fertilizzare i campi (!). Il problema è che le
larve migrano per via ematica e raggiungono il fegato ed i polmoni;
maturano in 2.3 mesi.
Ancilostomìasi. Un tempo presente pure nella
zona di Milazzo; sono vermi uncinati trasmessi dal terreno. Le forme
adulte misurano 15 mm e hanno un ciclo vitale che permette l’infezione
sia attraverso la cute che per via orale. Il Necator americanus infetta
tramite la cute, per esempio penetra nelle gambe e tramite il circolo si
porta alla circolazione sistemica, passa per il cuore il polmone, le vie
respiratorie, la trachea, l’esofago ec. e si localizza nel duodeno,
determinando un deficit cronico di ferro. La diagnosi si basa sul
riscontro dei parassiti nell’esame delle feci. Le femmine depongono
10.000 uova. La terapia si effettua con il mebendazolo (assorbimento del
glucosio del verme) e piperazina (paralisi flaccida).
Strongiloidiasi. Ciclo simile all’
anchilostomiasi,
con larve che penetrano dalla cute o mucosa orale, e migrano nei polmoni,
trachea, esofago fino all’intestino. I sintomi sono manifestazioni
dermatologiche e polmonari e gastrointestinali.
La giardia lamblia. (cfr
diarrea ed agenti patogeni)
Per importanza, l’ infestazione da Giardia dovrebbe essere trattata nella parte iniziale. E’ un agente
unicellulare, un protozoo flagellato, a forma discoidale, provvisto di un
disco adesivo che contamina acque e liquami e si diffonde in vere e
proprie epidemie, laddove le condizioni igieniche sono precarie. Tutti,
prima o poi, vengono a contatto con la giardiasi e con le gastroenteriti
da giardia lamblia. L’incistamento della Giardia consente al protozoo di
sopravvivere nel lume intestinale per alcune settimane. Nei pazienti
sintomatici i trofozoiti possono essere presenti nelle feci. La sintomatologia
della giardìasi consiste in discomfort addominale, borborigmi, steatorrea
o feci non formate e la diagnosi si avvale dell’esame parassitologico
delle feci o dall’aspirato duodenale. Terapia con metronidazolo 250 mgX
3 volte al di X 5-10 giorni o chinacrina 100 mg X 3 volte al di per 7
giorni.
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