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appunti del
dott.
Claudio Italiano
oppure cfr
Cfr prima Il calcio e la_vitamina_D Il calcio ed il fosforo
Il PTH è una proteina a catena singola di 84 aminoacidi del peso molecolare di 9300 daltons . I 2/3 amino terminali dell'ormone (regione 1-34) sono garanti della piena attività biologica del PTH. Questo segmento attivo può essere separato in una regione responsabile del legame dell'ormone ai suoi recettori ed in un'altra più piccola, prossima all'aminoacido N-terminale, garante dell'attività biologica del PTH, una volta che esso si è legato al suo specifico recettore: qualsiasi modificazione a carico di questa regione, in particolare la sostituzione dell'aminoacido in posizione 1, provoca una drammatica riduzione della bioattività dell'ormone. La regione compresa tra gli aminoacidi 25 e 34 è necessaria per il legame dell'ormone agli specifici recettori di membrana ed è quindi essenziale affinchè il PTH possa esplicare la sua attività a livello degli organi bersaglio. Questa suddivisione funzionale del segmento 1-34 ha consentito di manipolare la molecola del PTH al fine di realizzare peptidi in grado di interagire con il recettore, ma sprovvisti di attività biologica: que¬sti peptidi funzionano quindi da antagonisti del PTH. Per il momento non è stato individuato alcun ruolo nell'ambito dell'omeostasi calcica per la restante regione carbossi-terminale (regione 35-84). Questo segmento dell'ormone sembra tuttavia esplicare alcune azioni che esulano dal controllo del metabolismo degli ioni minerali, come ad es. l'inibizione del¬l'eritropoiesi, dell'attività cardiaca, della conduzione nervosa e della sopravvivenza eritrocitaria: questi effetti si rendono palesi in alcune condizioni morbose caratterizzate da un eccesso di PTH circolante, come l'iperparatiroidismo primitivo e l'insufficienza renale cronica.
Il fegato costituisce il principale organo di clearance dell'ormone: nelle cellule di Kupffer il PTH 1-84 viene scisso a livello della medio-molecola nei due frammenti N- e C-terminali, al pari di quanto accade nei granuli secretori delle paratiroidi. La piccola quota che sfugge alla captazione epatica, interagisce con i recettori dei principali organi bersaglio, segnatamente l'osso ed il rene, ove esso esplica la sua attività biologica, mediata dalla generazione endocellulare di cAMP, il cui effetto finale è un incremento del calcio extracellulare. È possibile che il frammento N-terminale, vuoi di derivazione pa-ratiroidea, vuoi di origine epatica, esplichi alcune delle attività biologiche del PTH 1-84.
Sono disponibili numerosi metodi per la determinazione del PTH, che utilizzano antisieri a differente specificità, alcuni dei quali polivalenti, cioè in grado di legarsi a distinte sequenze aminoacidiche dell'ormone. È stato messo a punto anche un sofisticato metodo che utilizza due differenti antisieri, in grado di misurare solo la molecola intatta. Tuttavia, in presenza di normale funzionalità renale, gli antisieri verso la medio-molecola forniscono risulati più che soddisfacenti. Il calcio è il principale regolatore della funziona-lità paratiroidea ed esplica la sua azione a differenti livelli, modulando sia la biosintesi dell'ormone che il suo rilascio.. Va precisato anzitutto che le scorte endoghiandolari di PTH sono piuttosto modeste e che uno stimolo volto ad indurre il rilascio di PTH come l’ipocalcemia esaurisce rapidamente le scorte.
Azioni ormonali In condizioni fisiologiche il PTH esplica la sua azione sul metabolismo osseo, come stimolazione del processo di rimodellamento e sintesi di nuovo osso, ma sicuramente ha il compito precipuo di mantenere costante la calcemia, nel senso che minerale scheletrico viene immesso dall’osso all’ambiente extracellulare per tenere costante il livello del calcio. Inoltre viene stimolato l’assorbimento intestinale di calcio e fosforo, come effetto della maggiore sintesi renale di 1,25(OH)2-D. Il PTH stimola il riassorbimento tubulare del calcio mentre stimola l’escrezione di fosfato nelle urine. Basti pensare che il tubulo renale incrementa del 95% tale assorbimento di calcio, recuperando dal filtrato 200-300 mg/die di calcio. L’azione sul rene è funzione dell’incremento dell’AMP c a livello tubulare
oppure cfr
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