.

Un'anamnesi
dermatologica corretta dovrebbe identificare la localizzazione iniziale
del problema dermatologico manifestato dal paziente; invitandolo a
descrivere, con proprie parole:
·
Come
sia comparsa la dermatosi ?
·
Quali
sintomi fossero associati (per es. dolore, bruciore) ?
·
Come
sia evoluta la condizione cutanea. ?
·
Quali
farmaci sono stati assunti, sia prescritti dal medico curante che da
banco? La relazione temporale tra insorgenza dell'eruzione cutanea e uso
di farmaci è particolarmente rilevante per valutare l'ipotesi di una
reazione a farmaci o di una dermatite allergica da contatto, secondaria
a farmaci.
·
C’è
storia di malattie atopiche quali
asma, febbre da fieno ed
eczema.?
·
L’anamnesi familiare accurata per eventuali problemi dermatologici è di
aiuto nell'identificare aspetti genetici ed ereditari delle dermatosi.
Queste le domande
principali da rivolgere al paziente dermatologico.
Molti pazienti
possono aver già provato diverse terapie, topiche o sistemiche,
prescritte o da banco; gli effetti di queste terapie così come qualsiasi
rimedio casalingo o metodi "alternativi" dovrebbero essere valutati.
È opportuno procedere
ad un'anamnesi dettagliata, perché alcune dermatosi possono essere la
conseguenza sia di attività occupazionali che del tempo libero. Anche
l'esposizione ad agenti ambientali quali sole, freddo o calore, può
provocare reazioni cutanee. Quando si riscontrano probabili infezioni o
parassitosi, è utile indagare la presenza di problemi simili nei membri
della famiglia o nei partner sessuali. Lo
stress
psicologico, benché sia
raramente la causa unica di problemi dermatologici, può senz'altro
esacerbare molte dermatosi (acne, psoriasi, seborrea, dermatite
atopica).
.
ESAME FISICO DEL
PAZIENTE
È fondamentale una
buona illuminazione, sia essa dovuta alla luce naturale o a una luce
fluorescente. Di solito la luce diretta è sufficiente, sebbene, in molti
casi, l'illuminazione tangenziale permetta di identificare lesioni
minimamente rilevate o depresse.
L'esame obiettivo
dovrebbe iniziare dai capelli e dal cuoio capelluto e quindi proseguire
con il volto e la mucosa orale. Segni a livello della bocca (p. es.,
lesioni orali di lichen planus) possono essere di aiuto per individuare
lesioni cutanee più distanti. Il dorso, il torace, l'addome e le
estremità, comprese le palme, le piante dei piedi, e le unghie,
dovrebbero essere esaminate perché lesioni importanti, come il melanoma,
possono insorgere in queste aree.
Inoltre, è possibile
farsi un'idea delle condizioni mediche generali del paziente osservando
i segni dell'invecchiamento, i segni di traumi, lo stato nutrizionale e
le condizioni igieniche. Sono importanti i cambiamenti del colorito
cutaneo, che vanno messi in relazione con malattie sistemiche
sottostanti (ittero nelle malattie del fegato e delle vie biliari,
cianosi nelle malattie cardiache e polmonari, iperpigmentazione diffusa
nella malattia di Addison, pallore nell'anemia).
In ogni regione
corporea l'esame obiettivo prevede due momenti:
1) Osservazione:
al fine di individuare alterazioni del colore o della superficie. È
di estrema importanza, nell'osservazione delle lesioni cutanee,
rimuovere prima con una spugnetta imbevuta di alcool i residui di
cosmetici, grasso o materiali estranei.
2) Palpazione e
sfioramento della cute: la cute al fine di percepire alterazioni
della trama, della temperatura e dell'idratazione. La ruvidità o la
morbidezza della cute dipendono dalla normale cheratinizzazione, dalla
giusta idratazione dello strato corneo e da un normale flusso ematico.
Ancora occorre valutare la consistenza e l'elasticità della cute,
sollevandola tra le dita. La plasticità dipende dalla normale struttura
e funzione del tessuto connettivo e della sostanza fondamentale del
derma. Le dermatosi note sono molte centinaia e risulta perciò
necessario restringere via via il raggio di possibilità mediante un
processo logico di eliminazione prima ad un gruppo specifico di
malattie e quindi alla singola condizione in esame.
Inquadramento delle
lesioni dermatologiche.
Occorre individuare
la lesioni primitive per risalire quindi alla patologia dermatologica
del caso. Le affezioni dermatologiche di solito sono inquadrate in
categorie morfologiche specifiche (p. es., malattie papulosquamose).
Tale approccio diagnostico si basa sulla descrizione morfologica
specifica delle lesioni cutanee, associata ad appropriati anamnesi e
test di laboratorio. In questo approccio sistematico sono previste tre
fasi. Anzitutto, l'intera superficie cutanea va esaminata allo scopo di
individuare lesioni cutanee primitive e secondarie, che permettono
all'esaminatore di situare la condizione in esame in uno dei nove gruppi
diagnostici (seconda fase). In ogni gruppo si trovano diverse
dermatosi, tutte caratterizzate dalle stesse lesioni primitive e
secondarie. La terza fase consiste nell'individuare, all'interno del
gruppo, la peculiare malattia del paziente. Ciò si attua ricercando le
caratteristiche specifiche di ogni malattia: la distribuzione delle
lesioni cutanee, una particolare forma o disposizione delle lesioni
(anulare, serpiginosa, dermatomerica), il colore della lesione (sia la
tonalità prevalente che le varietà di colore), le caratteristiche della
superficie (in particolare, la presenza di squame o l'aspetto verrucoso
o vegetante).
.
DESCRIZIONE DELLE
LESIONI PRIMITIVE E SECONDARIE.
Si definiscono
lesioni primitive le alterazioni non complicate, che rappresentano
l'alterazione patologica iniziale, non ancora influenzata da fattori
sovrapposti quali infezioni, traumi o terapie. Le lesioni secondarie
rispecchiano l'evoluzione della malattia o il grattamento o le infezioni
sovrapposte. La maggior parte delle lesioni primitive possono talora
presentarsi come manifestazioni secondarie: ad esempio, le pustole,
lesioni primitive della follicolite possono essere secondarie quando
lesioni caratterizzate da desquamazione e prurito vengono sottoposte a
grattamento e si infettano. L'abilità del medico è nel riconoscere ogni
singola lesione cutanea primitiva come alterazione iniziale
caratteristica della malattia.
La terminologia
utilizzata per descrivere le alterazioni primitive e secondarie è il
linguaggio base della dermatologia, il sistema per comunicare con
precisione i caratteri di una malattia ai colleghi. Se tale terminologia
non viene usata correttamente, è difficile arrivare ad una diagnosi
precisa. Ogni termine non soltanto corrisponde alla descrizione della
lesione osservata sulla superficie cutanea, ma fornisce anche
specifiche informazioni sui processi patologici in atto nella cute
stessa.
ESAME OBIETTIVO DELLA CUTE
Le lesioni cutanee si
dividono in primitive e secondarie:
Lesioni cutanee primitive
·
Macula - area circoscritta piana di alterazione del colore cutaneo (p.
es., macchia caffè latte)
·
Papula - area rilevata solida; può essere piana, appuntita o
rotondeggiante (ad p. es., acne)
·
Placca - lesione costituita da una confluenza di papule che portano ad
una rilevatezza circoscritta, "a plateau" (p. es.,
psoriasi)
·
Squama - sottili lamelle di strato corneo che derivano da un'alterata
cheratinizzazione (p. es., ittiosi)
·
Pomfo - rilevatezza consistente della cute, circoscritta, appiattita,
con un margine ben demarcato, palpabile; deriva da un edema del derma
papillare (p. es.,
orticaria)
·
Nodulo - ampia lesione, solida, palpabile che può coinvolgere il
derma o il tessuto sottocutaneo; di solito è più larga di 1 cm di
diametro (p. es., eritema nodoso)
·
Vescicola/bolla — lesione circoscritta, rilevata contenente siero o
fluido emorragico; le vescicole sono inferiori ad 1 cm di diametro, le
bolle hanno un diametro superiore ad 1 cm (p. es.,
herpes simplex e pemfigo volgare)
·
Pustola - vescicola contenente un essudato purulento (p. es.,
follicolite)
·
Atrofia - perdita di tessuto epidermico o dermico con una certa
depressione della superficie cutanea; l'atrofia epidermica conduce ad
un sottile assottigliamento della superficie cutanea (p. es., lichen
sclero-atrofico)
Lesioni cutanee secondarie
·
Lìchenificazione - secchezza ed ispessimento della cute, con
accentuazione del disegno cutaneo (p. es., eczema cronico)
·
Cicatrice - area di fibrosi del tessuto sottocutaneo o del derma che
deriva da un precedente processo di distruzione con ricostruzione di
cute sana (p. es., cicatrizzazione)
·
Erosione — area umida, circoscritta, spesso depressa che si forma da una
perdita parziale o a tutto spessore dell'epidermide (p. es., bolla
rotta)
·
Fissurazione - una fessura lineare profonda della cute che si estende
nell'epidermide (p. es., eczema)
·
Crosta - essudato essiccato di siero, sangue, sebo o materiale
purulento, sulla superficie cutanea (p. es., eczema acuto)
·
Teleangectasie - piccoli vasi sanguigni, dilatati, della cute (p. es.,
lupus discoide eritematoso e necrobiosi lipoidica diabeticorum)
Momenti
diagnostici del paziente dermatologico
COLLOCAZIONE DELLA
LESIONE IN
UNO DEI GRUPPI PRINCIPALI DI MALATTIE.
A questo punto, una
volta individuate le lesioni promitive, esse vanno collocate nell’ambito
delle malattie che fanno parte di un gruppo che ha in comune lo stesso
tipo di lesioni primitive e secondarie. Alcune malattie presentano
aspetti sovrapposti così che possono essere situate in più gruppi.
RIDUZIONE DELLE
POSSIBILITÀ FINO ALLA DIAGNOSI PRECISA.
È fondamentale
osservare la localizzazione delle lesioni, poiché molte malattie si
presentano con un disegno caratteristico o interessano regioni
specifiche. Ad esempio, la psoriasi in genere interessa le superfici
estensorie e la dermatite atopica quelle flessorie degli arti. Le
fotodermatiti sono localizzate esclusivamente sulla cute fotoesposta;
palme e piante sono interessate in caso di eritema polimorfo,
sifilide secondaria, alcune forme di psoriasi e la febbre maculosa
delle Montagne Rocciose. Le dermatiti da contatto provocate da
allergeni o da sostanze irritanti spesso si presentano con disegni o
distribuzioni particolari, che corrispondono alla zona con cui
l'agente causale è venuto a contatto.
Un elemento
importante nella diagnosi differenziale è la forma delle singole lesioni
e la disposizione delle diverse lesioni l'una rispetto all'altra. Una
disposizione lineare delle lesioni può indicare una reazione da
contatto ad un agente esogeno sfregato sulla cute, un processo
patologico che coinvolga vasi linfatici o ematici un nevo cutaneo. Si
definiscono zosteriformi le lesioni disposte lungo la
distribuzione di un dermatomero: sono unilaterali e denotano l'herpes
zoster, oppure, a volte, il
carcinoma metastatico della mammella o le neoformazioni
emangiomatose dermatomeriche della sindrome di Sturge-Weber. Si
definiscono anulari le lesioni circolari con cute sana
all'interno. Macchie anulari si osservano nelle reazioni da farmaci,
nella
sifilide secondaria e nel
lupus eritematosor. I pomfi in via di risoluzione possono assumere
una configurazione anulare. Lesioni anulari desquamanti suggeriscono
una micosi o la pitiriasi rosea. Le lesioni a bersaglio sono un
tipo particolare di lesione anulare, in cui una chiazza o papula
eritema-tosa anulare può sviluppare una papula o vescicola violacea al
centro, oppure un secondo bordo eritematoso attorno: tali lesioni si
osservano nell'eritema polimorfo. Le lesioni arciformi formano
semicerchi o archi e si osservano nelle infezioni da dermatofiti.
Lesioni policicliche si formano quando numerose lesioni anulari
si ingrandiscono e divengono confluenti. Vengono definite erpetiformi
le lesioni raccolte a grappolo come nell'herpes
simplex o nella dermatite erpetiforme.
Vescicole cosiddette
ombelicate hanno un importante valore diagnostico. Le lesioni
vescicolose con depressione centrale sono indicative di infezioni
cutanee virali, comprese l'herpes simplex, l'herpes zoster, la
varicella e il mollusco contagioso (una lesione papulosa ombelicata). Il
termine poichiloderma si riferisce ad una atrofia
dell'epidermide, con iperpigmentazione reticolata, ipopigmentazione ed
eritema con teleangectasie; lesioni cutanee poichilodermiche si
osservano tipicamente nelle
collagenopatie, nel linfoma cutaneo a cellule-T (micosi
fungoide) e nelle radiodermiti.
La "sindrome
sporotricoide o cancriforme" è caratterizzata da lesioni nodulari,
ulcerative su di un'estremità con satellitosi linfono-dali simile alla
sifilide primaria o alla sporotricosi in fase iniziale; l'inoculazione
primaria cutanea di istoplasmosi, coccidioidomicosi e blastomicosi può
presentarsi inizialmente con questo quadro; così come l'infezione da
Nocardia o Mycobacterium marinum.
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Gruppo
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Morfologia cllnica
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Esempi di malattie del gruppo
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Eczema o
dermatite
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Macule (eritema), papule, vescicole, lichenificazione, fine
desquamazione, escoriazioni, croste
|
Dermatite da contatto,
dermatite atopica, dermatite da stasi, fotodermatite, scabbia, dermatofitosi, dermatite esfoliativa,
candidosi:
|
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Eruzioni
maculopapulose |
Macule,
eritema, papule
|
Esantemi virali, reazioni da farmaci, verruca volgare, malattia
di
Kawasaki,
vasculiti e porpore |
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Dermatosi papulosquamose
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Papule, placche, eritema con squame singole
|
Psoriasi, sindrome di Reiter, pitiriasi rosea, lichen ruber
planus.
dermatite seborroica, ittiosi,
sifilide secondaria,
micosi fungoide. parapsoriasi
|
|
Malattie
vescicobollose
|
Vescicole,
bolle,
eritema
|
Herpes simplex e zoster, malattia mani-piedi-bocca, punture di
insetto, impetigine bollosa, scalded skin syndrome,
pemfigo,
pemfigoide, dermatite erpetiforme, porfiria cutanea tarda,
eritema
polimorfo
|
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Malattie pustolose |
Pustole, cisti, eritema |
Acne volgare e rosacea, psoriasi pustolosa, follicolite,
gonococcertj
Orticaria, eritema anulare centrifugo, erisipela, fascile necrotizzarne
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Orticaria, eritemi figurati persistenti, cellulite |
Pomfi, lesioni eritemato-edematose figurate, desquamazione |
|
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Lesioni nodulari
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Lesioni nodulari e tumori, a volte associati con erosione e
ulcerazione Teleangectasie con atrofia e sclerosi,
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Neoplasie benigne e maligne - epitelioma baso- e spino
cellulare, noduli reumatoidi, xantomi
|
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Teleangectasia, malattie con atrofia, cicatrici ed ulcere
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Teleangectasie con atrofia e sclerosi lesioni ulcerative |
Connettivopatie, radiodermite, lichen sclerosus, insufficienza
vascolare (arteriosa e venosa), pioderrna gangrenoso
|
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Iper- e ipomelanosi |
Aumento o diminuzione della deposizione
di melanina nella cute |
Acantosi nigricans, macchie caffè-latte, vitiligine, sclerosi
tuberosi, xeroderma pigmentoso, cloasma, efelidi |
Anche le
caratteristiche fisiche della lesione sono utili per la diagnosi: le
lesioni secche, lichenificate suggeriscono una malattia cronica mentre
le lesioni macerate, umide o essudanti suggeriscono reazioni acute. Gli
ascessi sono molli e fluttuanti, mentre i noduli sono di solito duri.
Gli eritemi provocati dalla vasodilatazione periferica in genere si
schiariscono con la pressione, mentre nel caso di stravasi di sangue,
come petecchie e lesioni purpuriche, il colorito rosso permane. Tonalità
di colore variabili dal marrone al nero indicano di solito la presenza
di melanina, ma anche alcuni farmaci (tetracicline) possono provocare
una pigmentazione scura della pelle. Le variazioni di colore della
melanina sono legate alla profondità a cui è localizzato il pigmento
nella cute: più il pigmento è profondo, più risulta di colore
nero-bluastro.
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