Pazienti in pericolo di vita

Pazienti in pericolo di vita

cfr anche Il paziente critico

Per pazienti in pericolo di vita la prima misura è la rapida stabilizzazione delle funzioni vitali.  Una volta stabilizzate le condizioni, gli esami già eseguiti devono essere completati con un'anamnesi particolareggiata e una visita medica.
 

Protocollo procedurale


Ricovero del paziente nell'unità di terapia intensiva, collegare un monitor per il controllo del polso e della pressione.
 In caso di dispnea, posizione ortopnoica del tronco, somministrazione d'ossigeno attraverso sonda nasale.
 Anamnesi breve: disturbi attuali (da quando?), importanti patologie pregresse, farmaci.
Predisporre un valido accesso endovenoso, contemporaneo prelievo di sangue ("programma di emergenza, per es, emocromo, glicemia, funzionalità renale ed epatica, enzimi pancreatici e cardiaci, assetto coagulativo, emogas arterioso ecc ), che deve in caso essere sufficiente anche per la determinazione del gruppo sanguigno e per la prova crociata.
 

 

Visita medica (orientativa)

- Vene del collo congestionate? Edemi declivi, segno di scompenso emodinamico?
- Auscultazione di cuore e polmoni
- Palpazione addominale: dolore alla pressione? Tensione di difesa? In caso positivo, per es. segno di Blumber o addome poco trattabile procedere richiedendo indagine radiologica diretta dell'addome
- Stato neurologico: reazione pupillare, meningismo, far muovere gambe e braccia, riflesso del legamento della rotula, riflesso di Babinski?
- Esame rettale in patologie gastrointestinali acute: sangue? Feci picee? in tal caso l'emocromo va monitorato nel tempo e contemporaneamente vanno valutati i parametri.
 

Quali trattamenti attuare e perche?


Trattamento in fase acuta: per es., nitroglicerina spray nella stenocardia, diuretici nell'edema polmonare, broncospasmolitici in caso d'attacco asmatico, infusioni nelle ipovolemie.
 Esami strumentali urgenti: per es., ECC, radiografia del torace in posizione di decubito, ecografia; in caso di sospetta emorragia gastrointestinale alta, informare il reparto endoscopie.
 Stesura di un piano terapeutico (per es., formulario per prescrizioni di trattamento intensivo):
- Misure terapeutiche specifiche: per es., terapia trombolitica se il paziente ha un infarto miocardico o un ictus, da attuare nei tempi e nei modi previsti, nel giro di qualche ora.
- Misure terapeutiche generali: per es., profilassi della trombosi, regolazione dell'evacuazione, sedativi, analgesici, profilassi dell'ulcera da stress
- Controllo: polso, pressione sanguigna, respirazione, temperatura corporea, bilancio (se necessario, con catetere urinario), pressione venosa centrale
- Esami di controllo: per es., enzimi cardiaci, analisi dei gas ematici, emocromo, ECG, radiografia del torace
- Altri esami diagnostici: per es., CT al cranio e angiografia coronarica.
Orario: possibilmente tutti i giorni alla stessa ora (permette al paziente e al personale paramedico, di programmare la giornata), non durante i pasti.

 Procedura:
- Ancora prima di entrare nella stanza in cui si trova il paziente, sarebbe indicato farsi un'idea della situazione attuale in base all'elenco dei problemi e dell'andamento, interpellando anche il personale.
- Rivolgersi al paziente salutandolo con il suo nome. La stretta di mano richiede disinfezione più frequente, crea però fiducia e aumenta la possibilità di ottenere informazioni. L'atto del medico di sedersi al bordo del letto ha lo stesso valore, non costringendolo a parlare dall'alto in basso'
- Chiedere al paziente come si senta al momento
- La procedura successiva dipende dai problemi del momento e dalle misure diagnostiche e terapeutiche:
• Scambio d'informazioni con il personale paramedico su argomenti infermieristici e organizzativi e su questioni o particolari constatati dal personale osservando il paziente
• Visita medica per un controllo del decorso della patologia di ricovero o di nuovi disturbi eventualmente sopraggiunti nel frattempo
• Informazione del paziente in merito a misure diagnostiche e terapeutiche, prognosi, durata del ricovero
- Infine accertarsi se il paziente abbia altre domande da porre.
 Questioni psicosociali attuali vanno discusse a quattr'occhi. Allo stesso modo, il paziente dovrebbe essere informato circa la presenza o la prognosi di una patologia maligna {non durante la visita). Lo stesso vale per colloqui prolungati. Per il paziente, la visita è l'avvenimento principale e più importante della giornata e non va considerato un fatto di routine.
 

Visita di controllo

Orario: nel pomeriggio, quando sono disponibili i risultati degli esami eseguiti nella giornata.
- Procedura, questioni da chiarire:
- Sono stati eseguiti tutti gli esami richiesti?
- Informazione sui risultati degli esami. Quali conseguenze sulla successiva diagnostica e sulla terapia?
- Sono state date disposizioni per tutte le misure terapeutiche necessarie?
- Controllo del trattamento (in particolare: cosa può essere sospeso?)
- Scambio d'informazioni con il personale paramedico (vedere sopra)
- Aggiornamento dell'elenco dei problemi: cosa può essere "spuntato" nell'elenco, quali altri problemi vanno risolti prima delle dimissioni?
- Documentazione del decorso nella cartella clinica (facilita la successiva stesura del referto al medico curante).
La cartella deve contenere il diario clinico che va redatto continuamente, le osservazioni, la grafica (temperatura, pressione, evacuazione, diuresi, pressione, compenso glicemico); l'iter diagnostico strumentale con data di richiesta, programmazione ed esecuzione con data di refertazione. Vanno annotate le indagini bioumorali ed il risultato delle indagini strumentali. Ricordiamoci che è un documento fondamentale per ricostruire la storia del paziente ed ha valore assoluto medico-legale quale prova del percorso diagnostico-terapeutico effettuato in osservanza dei tempi tecnici per eseguire gli esami. Per esempio, se deve essere eseguito un ecg dopo un'ora per porre diagnosi di infarto e questo è eseguito dopo 3 ore, si contempla il reato di omissione di atti d'ufficio.
 

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