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IMPORTANTI
INFORMAZIONI DI SICUREZZA CONCORDATE CON L'AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO
(tratto da AIFA) agg.
Luglio 2010
PEMINE D PENICILLAMINE PER IL
MORBO
DI WILSON
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Disponibilità del Pemine
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In
merito alle richieste di informazioni relative alla disponibilita' del
farmaco Pemine l'Aifa precisa che ''il medicinale e' attualmente
disponibile per i pazienti che ne fanno uso presso i Centri di
riferimento e le strutture sanitarie pubbliche che li hanno in cura e
continuera' ad esserlo anche in futuro poiche', su richiesta
dell'Agenzia Italiana del Farmaco, la produzione sara' effettuata
dall'Istituto chimico-farmaceutico-militare di Firenze''. Lo annuncia l'Aifa
in una nota dopo le polemiche scaturite in merito al farmaco Pemine per
i malati affetti dal morbo di Wilson dopo il mancato rinnovamento, da
parte dell'azienda farmaceutica Lilly Italia, dell'autorizzazione
all'immissione in commercio del farmaco, autorizzazione scaduta il 31
maggio scorso.
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L'Aifa, prosegue la nota, ''con
procedura di urgenza, ha gia' reso disponibili scorte del farmaco in
grado di coprire un periodo di almeno 15 mesi durante il quale saranno
trasferite all'istituto Chimico Farmaceutico Militare le tecnologie di
produzione necessarie alla preparazione del medicinale. Al fine di
favorire una distribuzione equa che non danneggi alcuno, l'Aifa ha
disposto che le confezioni di medicinale siano consegnate presso le
strutture sanitarie pubbliche che hanno in cura i pazienti e alle quali
gli stessi dovrebbero comunque rivolgersi per i controlli''.
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In futuro, chiarisce ancora
l'agenzia, ''la dispensazione avverra' su richiesta del medico curante
della struttura di riferimento che indichera' le necessita' del singolo
paziente, sulla base del suo Piano terapeutico. I pazienti che non
dovessero aver ancora ricevuto le confezioni di Pemine sono pregati di
mettersi in contatto con il loro centro e, in caso di difficolta', di
comunicarlo all'Aifa all'Ufficio qualita' dei prodotti (fax. 06 59784313
) o al Numero verde 800571661. Pur essendo assolutamente comprensibili
le ansie dei pazienti e dei medici che li hanno in cura, non vi e'
dunque alcun motivo di preoccupazione''.
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Rischi connessi con
l’impiego di Penicillamina
In accordo con d'agenzia Italiana del Farmaco desideriamo
informarLa di nuovi dati di letteratura relativi al profilo di sicurezza
di penicíllamina Pemine.
I. Il deterioramento neurologico è un evento avverso raro e non
prevedibile che può verificarsi nel corso dei primi mesi successivi
all'ínizio del trattamento con penicillamina per il morbo
di Wilson. All'inizio
del trattamento con penicillamina, i pazienti devono essere avvisati di
riferire il peggioramento o il presentarsi di nuovi sintomi di carattere
neurologico. In aggiunta, il medico prescrittore deve periodicamente
valutare le funzioni neurologiche dopo l'inizio della terapia.
2. Sono stati segnalati casi di Cutìs Laxa (una patologia del
tessuto connettivo) ed altri difetti congeniti in neonati le cui madri
stavano assumendo penicillamina. Pertanto, la penicillamina non deve
essere utilizzata durante la gravidanza in pazienti con artrite
reumatoide. (Cutis laxa è il
nome con cui si indica un gruppo di malattie rare accomunate da cute
lassa e ridondante e manifestazioni diffuse a carico di altri organi.
Sono state descritte forme autosomiche dominanti, autosomiche recessive
e legate all'X. La forma dominante è fondamentalmente un problema
estetico e la sua prognosi è buona. L'esordio può essere tardivo, e la
malattia può manifestarsi come un disturbo acquisito. Una forma
autosomica recessiva di cutis laxa è associata a gravi complicazioni
cardiorespiratorie e morte precoce. Un'altra forma, meno severa, è
caratterizzata da ritardo di crescita e di sviluppo e da lassità
ligamentosa. La forma legata all'X di cutis laxa è caratterizzata da
modesta lassità ligamentosa, diverticolosi della vescica, ernie
ed esostosi o protuberanze craniche a livello occipitale. Sono
state descritte forme acquisite, spesso in seguito a malattie febbrili
non ben definite. Altre
malattie ereditarie in cui la cute lassa è una manifestazione associata
sono la sindrome di DeBarsy, la sindrome di Petterson, la 'sindrome
della cute rugosa', il geroderma osteodisplasico e lo pseudoxantoma
elastico. La cute lassa può manifestarsi anche in associazione con l'amiloidosi
e con discrasie plasmacellulari. La
forma di cutis laxa meglio definita, e la sola di cui si sia compreso il
meccanismo di patogenesi molecolare, è la forma recessiva legata all'X,
conosciuta in passato come sindrome di Ehlers-Danlos tipo IX e ora nota
come cutis laxa legata all'X o sindrome del corno occipitale.
In tutte le forme di cutis laxa la cute pare essere in eccesso
rispetto al resto del corpo. Tende a cedere nelle zone in cui la pelle
è normalmente lassa, come per esempio intorno al volto e agli occhi. Le
guance cadenti possono conferire l'aspetto a 'mastino'. La cute può
essere eccessivamente rugosa ed avere un aspetto prematuramente
invecchiato. Alla nascita, la cute può essere notevolmente soffice,
lassa ed iperestensibile; a differenza della cute dei pazienti con la
sindrome di Ehlers-Danlos, dopo stiramento essa torna nella sua normale
posizione molto lentamente. La fragilità della cute, la facilità alle
ecchimosi, l'ipermobilità delle articolazioni e la difficoltà di
cicatrizzazione delle ferite non sono di solito segni associati alla
cutis laxa.)
Pemine
e gravidanza
Nonostante
che, nel morbo di Wilson, la penícillamina possa avere, nelle donne in
gravidanza, un effetto protettivo verso le ricadute, si raccomanda di
usare la peniciliamina solo quando le altre terapie sono state
inefficaci. L'interruzione
del trattamento può avere effetti deleteri sulle madri e può essere
fatale. Se penicillamina è somministrata durante la gravidanza in
pazienti con il morbo di Wilson, si raccomanda di limitare la dose a 750
mg/die. Se si pianifica un parto cesareo la dose giornaliera deve essere
ridotta a 250 mg, ma non inferiore, per le ultime sei settimane di
gravidanza o per il periodo post-operatorio fino a completa guarigione
della ferita. Poiché non sono stati effettuati studi sul latte materno,
né su animali né su donne, le donne in terapia con penicillamina non
devono allattare i loro figli.
3.
Casi di vasculite
e polmonite sono stati segnalati in pazienti con il morbo di Wìlson.
Alveolite allergica bronchiolite obliterativa, polmonite ínterstiziale
e fíbrosi polmonare sono state segnalate in pazienti con artrite
reumatoide grave, alcuni dei quali stavano assumendo penicillamina. In
pazienti che assumevano penicillamina è stata anche segnalata vasculite
renale fatale.
Le informazioni sopra riportate
Le saranno utili per un'appropriata gestione dei pazienti in trattamento
con penicillamina.
Per
eventuali chiarimenti in merito a queste importanti informazioni di
sicurezza, la preghiamo di contattare Elì Lilly Italia al numero
800.117.678. altre informazioni presso
AIFA (www.agenziafarmaco.it)
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