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La PET
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La scintigrafia miocardica per lo studio
della cardiopatia ischemica e del post-IMA
Imaging Radiologia
Imaging dell'ictus 1
Imaging dell'ictus 2
La risonanza magnetica nucleare
La spect
nello studio dell'encefalo
La cisti aracnoidea, un caso della dott.ssa
A. Garito
L'ictus cerebrale: imaging a cura della
dott.ssa A. Garito
L'imaging dell'edema cerebrale diffuso a
cura della dott.ssa A. Garito
oppure cfr
indice tumori |
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Il caso clinico
illustrato fa riferimento ad un paziente forte fumatore con nodulo
polmonare sospetto. Appresso potete vedere le immagini relative al caso.
La tomografia a
emissione di positroni (o PET, dall'inglese Positron Emission Tomography)
è una tecnica di medicina nucleare e di diagnostica medica utilizzato
per la produzione di immagini che danno informazioni di tipo fisiologico,
vale a dire circa i metabolismi, ossia se una porzione del corpo si
colora di più, è perché vi affluisce più sangue; quindi a sua
differenza, TAC e RMN invece forniscono informazioni di tipo morfologico
del distretto anatomico esaminato. Con l'esame PET si ottengono mappe
dei processi funzionali all'interno del corpo. Essa utilizza dei
"coloranti", i radionuclidi. I radionuclidi utilizzati nella scansione
PET sono generalmente isotopi con breve tempo di dimezzamento, come 11C (~20 min), 13N (~10 min),
15O (~2 min) e 18F (~110 min). Per via del loro basso tempo
di dimezzamento, i radioisotopi devono essere prodotti da un ciclotrone
posizionato in prossimità dello scansionatore PET. |
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La
procedura inizia con l'iniezione (generalmente per via endovenosa) o
inalazione di gas (rari casi) nel soggetto da esaminare, di un isotopo
tracciante con emivita breve, legato chimicamente a una molecola attiva a
livello metabolico. Dopo un tempo di attesa, durante il quale la molecola
metabolicamente attiva (spesso uno zucchero) raggiunge una determinata
concentrazione all'interno dei tessuti organici da analizzare, il soggetto
viene posizionato nello scanner. L'isotopo di breve vita media decade,
emettendo un positrone. Dopo un percorso che può raggiungere al massimo
pochi millimetri, il positrone si annichila con un elettrone, producendo una
coppia di fotoni gamma emessi in direzioni opposte fra loro. Questi fotoni
sono rilevati quando raggiungono uno scintillatore, nel dispositivo di
scansione, dove creano un lampo luminoso, rilevato attraverso dei tubi
fotomoltiplicatori. Dalla misurazione della posizione in cui i fotoni colpiscono
il rilevatore, si può ricostruire la posizione del corpo da cui sono stati
emessi, permettendo la determinazione dell'attività o dell'utilizzo chimico
all'interno delle parti del corpo investigate. Lo scanner utilizza la
rilevazione delle coppie di fotoni per mappare la densità dell'isotopo nel
corpo, sotto forma di immagini di sezioni (generalmente trasverse) separate
fra loro di 5 mm circa. La mappa risultante rappresenta i tessuti in cui la
molecola campione si è maggiormente concentrata e viene letta e interpretata
da uno specialista in medicina nucleare o in radiologia al fine di
determinare una diagnosi ed il conseguente trattamento. Questi radionuclidi sono
incorporati in composti normalmente assimilati dal corpo umano, come il
glucosio, l'acqua o l'ammoniaca, e quindi iniettati nel corpo da analizzare
per tracciare i luoghi in cui vengono a distribuirsi. I composti così
contrassegnati vengono chiamati radiotraccianti. Il liquido di contrasto
radioattivo immesso nel sangue rivela se le formazioni siano in
accrescimento tumorale, ma non fornisce informazioni sul tipo di tumore. Il
livello di esposizione alle radiazione è variabile da 1 a 4 R.E.M..
Indicazioni
-
Processi espansivi
(tumore)
-
Diagnosi differenziale
delle demenze
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Malattie di interesse
reumatologico
-
Ricerca di miocardio
ibernato
La PET è usata
principalmente in oncologia clinica (per avere rappresentazioni dei tumori e
per la ricerca di metastasi) e nelle ricerche cardiologiche e neurologiche.
Metodi di indagine alternativi sono la tomografia computerizzata a raggi X
(TC), l'imaging a risonanza magnetica (MRI), la Risonanza magnetica
funzionale (RMF) e la Tomografia Computerizzata a Ultrasuoni e a emissione
di singolo fotone. La PET gioca un ruolo
sempre maggiore nella verifica della risposta alla terapia, specialmente in
particolari terapie anti-cancro. Una limitazione alla
diffusione della PET è il costo dei ciclotroni per la produzione dei
radionuclidi di breve tempo di dimezzamento.
oppure cfr
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tumori
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