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Il
Piede Diabetico
da appunti del dott.
Claudio Italiano, diabetologo
Related links:
La neuropatia diabetica
l'arteriopatia obliterante cronica ostruttiva
Il piede diabetico2
La placca_ateromasica
Il diabete dolore neuropatico
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Esso dipende da due momenti
etiopatogenetici:
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Neuropatia diabetica,
ossia la sofferenza dei nervi periferici poiché l’alterazione del
metabolismo glucidico è responsabile di tale evento. Si parla, in
questo caso, di piede neuropatico (vedi diabete);
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Arteriopatia
cronica ostruttiva, cioè le lesioni e le stenosi delle arterie
periferiche, responsabili di scarsa irrorazione ematica e, pertanto,
di sofferenza ischemica dell’arto e del piede in particolare. Si
parla, in questo caso, di piede
ischemico.
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Se i due momenti
eziopatogenetici persistono, avremo
il piede neuroischemico.
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Talora si tratta più semplicemente di lesioni da
decubito del piede, per esempio delle piaghe infette a livello
calcaneale (cfr
Le
lesioni_da_decubito2 )
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Il Piede Diabetico
Neuropatico
Il piede svolge delle
funzioni assai complesse: non è solamente un organo deputato al
movimento, ma è dotato di una sua sensibilità e percezione periferica
(per esempio del calore, dell’asperità del terreno ecc.) ed informa il
cervello circa la postura del soggetto e riceve ordini motori.
Trattandosi di una regione del corpo lontana dalla pompa cardiaca, il
rifornimento di sangue ed ossigeno avviene in maniera più difficoltosa ma
la conservazione trofismo del piede avviene tramite la fine regolazione
del circolo sanguigno, opera di fibre nervose che lavorano autonomamente,
cioè indipendentemente dalla coscienza.
La
neuropatia diabetica colpisce:
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i nervi sensitivi
(neuropatia sensitiva), il soggetto per esempio può indossare una
scarpa stretta senza avere fastidio, con grave nocumento per il piede!
Si valuta la sensibilità con uno strumento: il monofilamento di
Semmes-Weinstein o col diapason.
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i nervi motori
(neuropatia motoria), causando ipotrofia dei muscoli del piede che in
questa maniera cedono sotto il carico, fino a quadri di atrofia
muscolare e deformazione ossea ed articolare, perchè il muscolo si
ritrae col tendine e trascina l’articolazione indietro con sé
(fenomeno del cavismo del piede, del valgismo dell’alluce ecc. ,
dell’ipercheratosi ("calli") perché il piede poggia male,
di più in alcune zone.
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i nervi vegetativi
(neuropatia autonomica), responsabile di problemi trofici della cute,
con secchezza della stessa, anidrosi, disturbi del microcircolo e
lesioni ulcerate, che possono poi infettarsi.
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Il piede neuropatico
pertanto perde le sue funzioni e si modifica l’equilibrio muscolare, la
percezione degli stimoli, l’autoregolazione vegetativa, con grave
degenerazione dei tessuti.
La cura dell’ulcera plantare
Il primo problema, dunque,
da affrontare è la prevenzione delle lesioni trofiche del piede
diabetico, correggendo subito la postura alterata del piede per combattere
l’ipercarico e le conseguenti ulcere plantari, che sono sempre dovute a
ragioni di neuropatia.
Ma, poiché, le ulcere si formano in ogni caso, il problema è curare l’ulcera
il prima possibile ed adeguatamente.
La cura dell’ulcera neuropatica plantare si basa fondamentalmente su tre
momenti: |
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lo scarico della lesione
ulcerativa (cioè evitare che questa sia gravata dal peso del corpo
durante la deambulazione, che si attua con apposite solette scavate all’altezza
dell’ulcera plantare, che vanno prescritte ad hoc o, nei casi peggiori,
col riposo a letto e con l’impiego di carrozzella, spesso improponibile.
Il Piede Diabetico
Ischemico
Le caratteristiche
istologiche della arteriopatia ostruttiva periferica (AOCP) nei diabetici
non differiscono sostanzialmene rispetto all’arteriopatia della
popolazione non diabetica. Si caratterizza, talora, per dolore alla
deambulazione, la cosiddetta "claudicatio", vedi link su questo
sito. Si tratta di lesioni della parete dell’arteria che iniziano come
placche lipidiche, proseguono con deposizione di tessuto fibroso e calcio,
fino alla stenosi stenosi, quando cioè il vaso è pressocchè chiuso e la
pressione alla caviglia misurata con indice di Winsor è < a 50-70 mmHg
ed all’alluce 30-50 mmHg (criteri TASC , TransAtlantic Inter-Society
Consensus).
L’AOCP colpisce ambedue le gambe e interessa prevalentemente le arterie
sotto il ginocchio.
Quest'ultima è la caratteristica più importante ai fini della cura: le
arterie della gamba e del piede sono di calibro più piccolo rispetto alle
arterie della coscia, risulta quindi più difficile intervenire
terapeuticamente su di esse.
Il Piede Diabetico,
Piede di Charcot
Si
accompagna sempre alla presenza di neuropatia diabetica. E consiste in una
patologia ossea e delle articolazioni del piede, che si deformano e si
frammentano, fino alla perdita dell’architettura del piede, con una
grave deformità del piede.
Questa affezione, se non diagnosticata e quindi non curata al suo esordio
(cosiddetto Charcot acuto), evolve verso quadri di deformità tali da
procurare ulcere difficilmente guaribili o recidivanti che alla fine
possono portare anche alla amputazione dell’arto. Nello Charcot acuto
l’esordio è caratterizzato dai segni di infiammazione acuta, con
arrossamento, dolore e aumento della temperatura del piede; è inoltre
possibile che vi siano piccole fratture che possono anche sfuggire
all'esame radiografico. La terapia della fase acuta dello Charcot consiste
nella immobilizzazione con stivaletto rigido (diverso dall’apparecchio
di scarico per la cura delle ulcere neuropatiche); è assolutamente
categorico in questa fase che il piede non appoggi mai per terra perchè
il carico contribuisce al procedere del sovvertimento osseo, con terapia
con con difosfonati.
Ottenuta la stabilizzazione del quadro si dovrà categoricamente
prescrivere un’ortesi con scarpa su misura e plantare su calco che
contenga alla perfezione il piede e la caviglia provvedendo il più
possibile a stabilizzarlo durante il passo.
Charcot cronico
Se la fase acuta non viene diagnosticata e curata correttamente e si
continua a camminare con scarpe comuni, progressivamente i rapporti tra le
varie ossa del piede si alterano, vengono persi i normali rapporti
articolari, si verificano frammentazioni e distacchi parcellari e ci si
avvia al quadro di Charcot cronico.
Piede Diabetico, il
Piede Infetto
Una
complicazione frequente e pericolosa di un’ulcera è l’infezione.
Un’ulcera infetta può provocare:
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fenomeni sistemici che
possono mettere a repentaglio non solo il salvataggio d’arto ma la
vita stessa del paziente (stato settico, setticemia)
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Le infezioni possono
causare raccolte ascessuali, cioè sacche di pus che vanno drenate;
le infezioni da anaerobi
che causano una cioè la necrosi a tutto spessore dei tessuti molli. La
gangrena rappresenta il quadro clinico più noto nel diabetico. La
gangrena (cioè la necrosi a tutto spessore dei tessuti molli) può
coinvolgere piccole parti (falangi), parti più estese (dita) sino a gran
parte del piede (avampiede, meso e retropiede). Può essere secca, e
questa rappresenta una urgenza relativa o umida o gassosa richiede una
urgenza assoluta perché in questo caso rischiamo non solo la perdita dell’arto
ma la vita del paziente (sepsi).
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gassosa, cioè la
necrosi o da germi misti che danno cellulite o fascite necrotizzante
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infezioni che spesso si
estendono all’osso determinando osteomielite col risultato di
amputazioni delle dita del piede, del piede, della gamba e della
coscia, a seconda della sede e della gravità del quadro.
Nella fascite necrotizzante
l’infezione può estendersi nel giro di poche ore in maniera devastante
tramite la fascia che ricopre i muscoli (in genere questi ultimi non ne
sono coinvolti); la fascia appare di solito grigia, necrotica e il tessuto
sottocutaneo necrotico, scollato. Intervenire rapidamente significa
rimuovere quanto di infetto è presente: il trattamento chirurgico ci
permette di drenare (cioè evacuare) il pus e ci permette
intraoperatoriamente di valutare quanto profonda ed estesa è l’infezione
e quanto quindi siano coinvolti i tessuti (tendini, muscoli, ossa).
piede_diabetico2.
Prevenzione delle lesioni
del piede
Regole fondamentali per la prevenzione delle lesioni del piede:
indice di diabetologia
index
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