--> La malattia tromboembolica: profilassi
 

Il dott. Claudio Italiano riceve a Milazzo - cell. 338 327 52 51La profilassi della malattia tromboembolica.

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a cura del dott. Claudio Italiano

 
 

cfr  malattia tromboembolica

 

Misure generali.

  • Mobilizzare i pazienti allettati specie dopo interventi chirurgici;

  • effettuare bendaggio elastico delle varici venose profonde oppure impiegare calze elastiche anti trombosi di classe II e IIII;

  • trattamento delle vene varicose degli arti inferiori;

  • trattamento dello scompenso cardiaco congestizio;

  • idratare i pazienti

  • sospendere la terapia estrogena nei soggetti a rischio;

  • trattare gli stati di iperviscosità ematica: per es. soggetti poliglobulici, policitemici, affetti da s. mieloproliferative;

  • terapia dei soggetti con trombofilia congenita (per es. carenza della proteina C ed S;

  • Impiego dei farmaci antitrombotici rd anticoagulanti appresso riportati:

 

Terapia con farmaci ANTICOAGULANTI.

  • Trattamento con eparina; si tratta di un mucopolisaccaride contenente zolfo, che ha effetto diretto di attivazione dell’antitrombina III (ATIII). Il complesso ATIII+eparina inibisce la trombina e il fattore X attivato. Effetti collaterali: piastrinopenia precoce dose-dipendente e piastrinopenia non dose-dipendente, cioè su base immunologica, che può avere decorso sfavorevole per valori piastrinici < 100.000; da preferire le eparine a basso peso molecolare (peso in dalton 300-7000) che agiscono sul fattore Xa, con emivita di 4-5 ore e possibilità di dosaggio di 1X 2.500-5000 U/die s.c., più efficaci dell’eparina non frazionata, che agisce sulla fase finale della coagulazione.

  • Dicumarolici: fenprocunone e warfarin: sono antagonisti della vitamina K antiemorragica, cofattore necessario a livello epatico per la y-carbossilazione dei residui di acido glutammico del complesso protrombinico, cioè dei fattori II, VII. IX e X della coagulazione. In più delle proteine S e proteina C; senza vitamina K perciò non avremo una sintesi adeguata di fattori della coagulazione. Il tempo di coagulazione, perciò, per tornare a valori adeguati necessita di 7-14 gg, ma dopo la somministrazione di vitamina K (antidoto naturale) sono sufficienti 24-36 ore;

 

  • Monitoraggio terapeutico. Si attua impiegando l’INR o International Normalized Ratio, con range terapeutico tra 2,0 -3,0; in quest’ambito le complicanze di emorragia sono più rare rispetto a un trattamento con INR più elevato. I pazienti in terapia anticoagulante debbono evitare cibi ricchi di vitamina K, es cavolfiore e spinaci e farmaci che possano potenziare l’azione emorragica (ad es. aspirina, antiaggreganti piastrinici.

 

Quando attuare una terapia anticoagulante?

  • Con INR tra 2,0-3,0 impiegando il sintrom o coumadin cpr in caso di:

  • Trombosi venosa profonda (vedi link in questo sito) post-chirurgica

  • embolia polmonare

  • trombofilia e/o embolia polmonare

 

  • Con INR tra 2,5-3,5

  • Obbligatorio nei soggetti con valvola cardiaca meccanica

  • elevato rischio tromboemebolico (doppia sostituzione di valvola + fibrillazione atriale)

 

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