PRURITO INTIMO VULVARE

PRURITO INTIMO VULVARE

appunti del dott. Claudio Italiano

Molti dei quadri flogistici della vagina si associano a prurito vulvare e/o aperdite. Il prurito vulvare può essere presente indipendentemente dai segni di flogosi e anche rappresentare l'unica espressione sintomatologica del quadro morboso. Si tratta di una manifestazione estremamente fastidiosa, a volte difficile da curare, che si ripercuote molto spesso anche sullo stato generale e psichico della donna.

Le cause responsabili del prurito vulvare possono essere:  a) locali,  b) generali.

Cause locali

1) tutte le più comuni malattie infiammatorie della cute localizzate a livello delle ghiandole di Bartolini o delle regioni vicine; come pure la psoriasi, le manifestazioni allergiche, herpes genitalis, ecc.;
2) la leucoplachia, la craurosi e le lesioni precancerose in genere;
3) le lesioni ulcerative della vulva, dovute al granuloma inguinale, al linfogranuloma venereo ed al cancro;
4) la presenza di secrezioni uretrali, vaginali e cervicali a carattere irritativo;
5) le infiammazioni provocate da Trichomonas o da miceti;
6) la presenza di parassiti (ossiuri  ecc.);
7) l'irritazione chimica, dovuta all'uso di pomate irritanti o maceranti i tessuti, di deodoranti, di antifecondativi, ecc.;
8 la mancanza di pulizia;
9) l'irritazione meccanica (ad esempio dovuta ai presidi comunemente impiegati durante la mestruazione, a indumenti troppo stretti, a slip non di cotone ecc.)

 

Cause generali:

1) alcune diatesi allergiche;
2 il diabete
3) le disormonosi caratterizzate soprattutto da deficienza di estrogeni, come avviene nell'età senile; il distiroidismo
4) le condizioni tossiche come: avvelenamenti, ittero,stipsi, ecc.;
5) gli stati di debilità fisica a carattere generale (ipoalimentazione, deficienze vitaminiche, malattie infettive a carattere cronico, anemia, ecc.);
6) certe malattie sistemiche, come il morbo di Hodgkin.
Dal punto di vista sintomatologica il prurito è spesso continuo con periodiche esacerbazioni. A volte si presenta invece solo in rapporto con la comparsa di secrezioni vulvo-vaginali. Il prurito viene di solito avvertito più intensamente durante la notte, per l'iperemia a carico dei tessuti provocata dal caldo del letto. Può essere diffuso a tutta la vulva o essere limitato a particolari zone. In seguito a questo disturbo possono inoltre comparire lesioni da grattamento che si infettano facilmente dando luogo a dermatiti. Non bisogna dimenticare che il prurito è il sintomo che con maggior frequenza precede il carcinoma vulvare. Qualunque alterazione della vulva associata a prurito deve quindi essere controllata (citologicamente. col colposcopio, con tests cromoscopici. oppure con una biopsia mirata). Dal punto di vista terapeutico moltissime misure sono state consigliate e tentate nella terapia del prurito vulvare ma tutte con esito incerto. Possibilmente la terapia dev'essere causale; bisogna quindi cercare di identificare il fattore che ha provocato il prurito ed eliminarlo. Le pomate ai cortisonici ad azione sintomatica sono molto usate e danno in genere risultati soddisfacenti nei casi lievi. La presenza di dermatiti settiche può consigliare l'uso di pomate che, oltre a quella cortisonica, abbiano anche un'azione antibiotica. La terapia con estrogeni, nei casi su base distrofica (craurosi, ecc.), può essere eventualmente associata ai cortisonici. Qualcuno ricorre all'infiltrazione vulvare con un anestetico locale. La roentgenterapia dà talora risultati buoni. Si fanno applicazioni di 50-100 r per seduta e si arriva ad una dose totale di 800-1000 r ripetendo, se occorre, il trattamento a distanza di alcuni mesi. Anche la psicoterapia può dare notevoli vantaggi in certe pazienti nelle quali il prurito rappresenta la somatizzazione di una turba psichica. L' alcoolizzazione del nervo pudendo può risolvere solo temporaneamente qualche caso. Nelle forme gravi migliori effetti può invece dare un intervento di denervazione dei piani cutanei interessati dal prurito, mentre quando sono fallite tutte le terapie ed esistono anche aree sospette di cui si teme l'evoluzione cancerosa, si è autorizzati a praticare una vulvectomia semplice.

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