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(PUNTURA LOMBARE) appunti del dott. Claudio Italiano oppure cfr indice di neurologia
Con un ago di circa 22 gauge si punge lo spazio intervertebrale e si
procede lentamente in direzione dell'ombelico, con un angolo acuto verso
il basso. Per ridurre al minimo il trauma alle fibre nervose quando
viene attraversata la dura madre, è importante che la punta dell'ago
sia mantenuta in posizione orizzontale, parallela alle fibre della dura.
Negli adulti l'ago viene fatto avanzare per circa 4-5 cm e la
penetrazione nello spazio subaracnoideo viene avvertita come un
improvviso cedimento di resistenza alla penetrazione. Alcuni medici
preferiscono rimuovere periodicamente il mandrino per controllare la
presenza di liquor. L'ago può essere estratto e riposizionato se si
avverte un'eccessiva resistenza, se il paziente accusa un dolore che si
irradia lungo la coscia o se non si riesce a prelevare del liquor. Una
volta raggiunto lo spazio subaracnoideo, si misura la pressione
liquorale con un manometro e si osservano le sue variazioni con gli
atti respiratori e il battito cardiaco. A
seconda delle indicazioni cliniche, il liquor prelevato può essere
sottoposto a diversi esami: 1)
conta differenziata delle cellule e dei microorganismi,
da eseguire sia sulla prima che sull'ultima provetta; 2)
esame
chimico-fisico con misurazione delle proteine e del glucosio; 3)
esame
citologico; 4)
VDRL,
ricerca dell'antigene criptococcico e altri test sierologici; 5)
immunoelettroforesi
per il dosaggio delle y-globuline, ricerca delle bande oligoclonali e
determinazione di NH3, pH, CO2, enzimi; 6) esame colturale e isolamento dei virus. I
valori normali dei parametri valutati sono indicati nell'Appendice A, in
calce al volume. È importante prelevare una quantità adeguata di
liquor per ottenere tutte le informazioni necessarie. Se dopo due o tre
tentativi non si riesce a penetrare nello spazio subaracnoideo, il
paziente può essere posto in posizione seduta e quindi aiutato ad
assumere la posizione su un fianco per misurare la pressione liquorale.
La mancata fuoriuscita di liquor è in genere secondaria a un errato
posizionamento dell'ago piuttosto che all'obliterazione dello spazio
subaracnoideo da parte di una lesione compressiva del midollo o di
un'aracnoidite. La fuoriuscita di sangue dovuta a lesione di un vaso
meningeo durante il prelievo può indurre il sospetto di un'emorragia
subaracnoidea. In questo caso è necessario centrifugare subito un
campione di sangue: la presenza di un sopranatante chiaro avvalora
l'ipotesi di un sanguinamento iatrogeno, mentre la presenza di un
sopranatante xantocromico depone per un'emorragia subaracnoidea. In
genere il sangue fuoriuscito da un vaso meningeo è presente solo nella
prima provetta, mentre nel caso di un'emorragia subaracnoidea il sangue
è presente in tutte le provette prelevate. Il liquor può essere
xantocromico anche nel caso di disturbi epatici e di aumento delle
proteine liquorali (>150-200 mg/dl). Diverse
sono le controindicazioni assolute e relative alla rachicentesi. Nel
caso di trombocitopenia
e di disturbi dell'emostasi, la puntura lombare deve essere eseguita
con cautela per il rischio di emorragie nello spazio epidurale e
intradurale. In queste situazioni può essere opportuno procedere alla
transfusione di piastrine e plasma fresco e sospendere eventuali terapie
anticoagulanti prima dell'esame. Infezioni cutanee o lungo il tragitto
dell'ago possono essere diffuse per continuità, causando una meningite;
in queste condizioni la rachicentesi dovrebbe essere evitata. La puntura
lombare può essere pericolosa nel caso di elevati valori di pressione
liquorale, indicati dalla presenza di cefalea e di papilledema, per il
pericolo di un'ernia cerebrale o tentoriale fatale. Complicanze Brevemente prendiamo in considerazione le complicanze neurologiche maggiori dopo blocco nevrassiale. Esse
sono:
In
questi casi, qualora si renda necessario eseguire una puntura lombare,
occorre escludere una lesione espansiva mediante una TC o una RM
eseguita prima dell'esame. Se vi è il sospetto di meningite,
tuttavia, la rachicentesi è sempre indicata. In questo caso deve essere
utilizzato un ago da 24 gauge. Se la pressione supera i 400 mmHg, va
prelevata la minima quantità di liquor necessaria. Se indicato, dopo la
rimozione dell'ago, deve essere somministrato mannitolo a un dosaggio
compreso tra 0,75 a 1 mg/kg. Se non vi sono controindicazioni può
essere somministrato desametasone a un dosaggio iniziale di 4-6 mg ogni
6 ore. La
puntura cisternale e la puntura nello spazio laterocervicale (spazio
C1-C2) sono procedure prive di rischi se eseguite da operatori esperti,
ma non dovrebbero essere eseguite da medici privi di esperienza. La
puntura cisternale può essere necessaria in caso di blocco liquorale
per effettuare una mielografia del tratto sovrastante la lesione. Dopo la puntura lombare, il paziente dovrebbe
restare in posizione supina per 1 ora prima di alzarsi dal letto. La
complicanza principale è l'insorgenza di una cefalea dovuta alla riduzione
della pressione liquorale. Insorge tipicamente dopo 12-48 ore
dall'esecuzione del prelievo e può durare da poche ore a due settimane.
L'intensità della cefalea è strettamente correlata alla posizione del
paziente: peggiora nella stazione eretta ed è alleviata dalla
posizione supina. Le alterazioni
del liquido cefalorachidiano hanno una particolare importanza nella
clinica neurologica: possono riguardare variazioni della quantità,
della pressione, della circolazione e delle sue caratteristiche
fisico-chimiche. Le alterazioni più caratteristiche del liquido
cefalorachidiano si hanno in tutte le forme meningitiche: si nota un
aumento significativo dei linfociti che, da 1-2 per millimetro cubo,
possono arrivare a parecchie centinaia. Particolarmente importante è
anche l’aumento delle proteine in tutti i processi infiammatori. In
base alle alterazioni del liquido cefalorachidiano, è possibile
suddividere le meningiti in due grandi gruppi: a)
meningiti a liquor torbido b)
meningiti
a liquor limpido. Le
prime sono provocate da batteri piogeni, come il pneumococco, il
meningococco, lo streptococco e lo stafilococco (cfr cocchi).
In questi casi, un esame approfondito del liquor è essenziale per poter
distinguere con certezza il microrganismo responsabile della meningite e
poter somministrare subito un antibiotico specifico. Le meningiti a
liquor limpido possono essere provocate da diversi agenti infettivi: virus,
microbatteri della tubercolosi
o criptococchi Nel primo caso la prognosi è assolutamente benigna: la
malattia insorge con i classici segni della meningite, ma tende a
guarire da sola nel giro di una settimana. Nelle meningiti tubercolari,
o da criptococco, la prognosi è ben diversa: se la meningite non viene
curata con farmaci specifici, è mortale in oltre l’ 80% dei casi. Per
distinguere queste forme è sufficiente dosare il glucosio e le proteine
nel liquor: nella meningite virale sono norma in quella tubercolare o da
criptococco diminuiti. Un altro esame importante è il dosaggio delle
immunoglobuline nei liquor. Questo esame è positivo in due gravi
malattie dei sistema nervoso su base autoimmune: la sclerosi a placche e
la panencefalite sclerosante sub-acuta, due malattie probabilmente
scatenate dal virus del morbillo che provocano progressive e
irreparabili lesioni neurologiche. Infine, l’esame dei liquor può
dimostrare la presenza di sangue; in genere, questa alterazione è
dovuta alla presenza di una raccolta emorragica al di sotto delle
meningi, provocata, a sua volta, dalla rottura di un aneurisma
intracranico. oppure cfr indice di neurologia |
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