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La rianimazione
di un paziente.
appunti del
dott.
Claudio Italiano
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ferite, che fare, come curare?
Generalità
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Il
cervello e tutti gli organi del corpo, ma il sistema nervoso centrale
maggiormente, necessitano di energia e, cioè, di un costante apporto di
ossigeno (comburente) e glucosio (combustibile). Quando un soggetto è in
coma, qualunque possa esserne la ragione (coma metabolico, ipossico-ischemico ecc) esso dipende da un mancato apporto di
ossigeno e glucosio che gli arrivano attraverso la circolazione
sanguigna. Senza ossigeno e senza zuccheri il cervello muore nel giro di
tre-cinque minuti. Da qui la necessita di un pronto intervento in caso
di un arresto del respiro e del circolo di una persona, per evitare un
danno irreversibile al cervello e, di conseguenza, la morte clinica del
soggetto stesso!!
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Perciò conoscere le tecniche di rianimazione, ossia le manovre che
consentono di riportare al respiro e di far ripartire un cuore in
arresto, è fondamentale per ciascuno di noi. Chi vi scrive, in diversi
casi, anche dopo 30 minuti di massaggio cardiaco continuo, ha visto
ripartire i complessi QRS,
prima timidamente e poi intensamente, e rivivere pazienti che erano
andati in arresto cardio-respiratorio, con emozione indescrivibile! Il
primo che aveva fatto una rianimazione, non dimentichiamolo, ma si
trattava di un Maestro, fu Gesù con Lazzaro, che addirittura lo rianimò
dopo tre giorni dal decesso. Questi evidentemente era a conoscenza di
tecniche assai evolute!
A noi
è sufficiente saper fare una respirazione bocca-bocca e il massaggio
cardiaco esterno. Ed è per questo motivo che mi premuro di descrive
molto brevemente e semplicemente quello che il semplice uomo della
strada può fare per salvare una vita. |
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La
rianimazione cardio-respiratoria si divide in 3 momenti:
1.
sostegno delle funzioni vitali
2.
ripristino delle funzioni vitali
3.
mantenimento delle funzioni vitali
Tratteremo della prima fase, perchè nel frattempo avrete chiamato il 118
per fare trasportare il soggetto in ospedale. |
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PRIMO MOMENTO: SOSTENEGNO DELLE FUNZIONI VITALI
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A
(Apertura
della via aerea);
-
B
(Bocca-bocca
o bocca-naso), cioè respirazione bocca a bocca o bocca-naso, vale a
dire la ventilazione artificiale ed
l'ossigenazione
dei polmoni ;
-
C
(Circolazione
artificiale) cioè sostegno circolatorio, vale a dire il
riconoscimento dell'assenza di polso e l'istituzione del massaggio
cardiaco esterno (MCE)
SE NON C'E' RESPIRO:
Occorre
estendere il capo, cioè tirare la testa all'indietro per avere il collo
teso e sollevare il mento. Iniziare le manovre per sostenere il respiro,
applicando la bocca (anche tramite un fazzoletto) alla bocca
dell'infortunato che non respira ed insufflare rapidamente aria nei
polmoni, tenendo il naso serrato 3-5 volte, avendo accortezza di
percepire il polso carotideo sotto l'angolo della mandibola, aumentano
le insufflazioni a 12 al minuto.
SE NON C'E' ATTIVITA' DEL
CUORE.
Con un
solo operatore:
Alternare 2
insufflazioni di aria in bocca e 15 compressioni sullo sterno, ponendo
le due mani a piatto, una sopra l'altra e spingendo sul manubrio
sternale come in figura, per comprimere il cuore ed ottenere una
sorta di sistolia.
QUINDI 2 INSUFFLAZIONI DI ARIA/ 15
SPINTE SUL CUORE
Con due operatori:
Attuare un'insufflazione ogni 5 compressioni sullo sterno, abbassando lo
sterno di 4 cm-
QUINDI
1 INSUFFLAZIONI DI ARIA/ 5 SPINTE SUL CUORE
indice della visita
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