'); //-->
-->
|
Giunti sui ciotoli della spiaggetta, ai molti sconosciuta, bella e da difendere, si è presentata agli occhi dei presenti una natura selvaggia ed incontaminata, con il mare che ci salutava infrangendosi in spume sugli scogli; da qui l’occhio spazia alla Caletta de’ Liparoti, luogo, dove - Pippo ha spiegato - trovavano rifugio dai flutti, appunto, i bastimenti dei Liparoti, che sfidando le ponentate, erano riusciti a portarsi oltre la spiaggetta di Renella, dopo Punta Messinese.
Da qui ci siamo recati alla località "Manica" di Milazzo, dove da poco Legambiente, con l’ausilio di ragazzi provenienti da tutto il mondo ha liberato il sentiero antico che i contadini percorrevano durante la guerra per recarsi alle campagne sotto Montetrino..(vedi pagina) e qui, su Montetrino, stendiamo un velo pietoso, nel pensare che una delle zone più belle e panoramiche del mondo è deturpata selvaggiamente, come potete vedere da voi nella pagina htm alla quale vi rimanda il link, ma noi, si sa, siamo Milazzesi!!! No comment!! La Riserva di Capo Milazzo, una realtà che il mondo ci può invidiare.... Gli alunni, infine, si sono recati al Boschetto dell’Ancora, così detto dall’ultimo ancorotto in estinzione delle antiche tonnare, cioè delle reti che venivano ancorate a mò di stanze al fondo del mare, in attesa che ci diano questo benedetto Museo delle Tonnare. Sulla spiaggia antistante, tra il ghiaietto, gli alunni hanno potuto ammirare gli ultimi esemplari dei papaveri gialli o papavero cornuto, per ritornare poi alle 13.15 a ritapparsi nelle case di tutti i giorni tra cemento ed asfalto!
______________________________________________________ immersione nella Natura di Capo Milazzo ha regalato loro, invece, l’interiorizzazione di emozioni e sensazioni uniche, come quelle che si generano nell'animo ascoltando la voce del mare in tempesta ed il fruscio del vento tra le fronde degli alberi, o nell'osservare l'esplosione di colore della primavera a Capo Milazzo, (vedi pagina) tra lo sfreccìo di mille rondini in volo, aironi cinerini e gabbiani che restano immobili sulle ali, sfruttando le calde correnti ascensionali della Baia, tra mille fior d'oro che coronaro il paesaggio della Baia. ___________________________________________
Ricordiamo ancora le piante che si possono ammirare: le Opuntia dillenii- fichi d'India; il Chrisanthemum coronarum-fior d'oro; il Convolvolus altheoides - corniola; il Lentisco - Pistacea lentiscus, arbustro che cresce a cespuglio utilizzato dai pescatori per la costruzione delle nasse, per farne l'ossatura; il Papavero giallo delle sabbie - papavero cornuto - Glaucium flavum o papavero cornuto, che cresce spontaneamente al mar di ponente, sul ghiaietto; la Firrastrina Comune-Tapsia garganica; la Rosa di San Giovanni-Rosa semper viridens; le Euphorbia Dendroides- euforbia arborescente che caratterizza il paesaggio mediterraneo; il cardo pallottola, Echinops spinosissimum; la Smilax aspera -salsapariglia o "asparagi di villa"; il limonio di Milazzo e delle Eolie, Limonium minutiflorum, della famiglia delle plumbaginacee che è una specie endemica che cresce solo a Capo Milazzo, tra Punta Tono e Punta Mazza , il cui habitat è costituito dalle rocce e dalle rupi prossime al mare (alofilia); il Mesembrianthemum nodiflorum-erba stretta.
Infine gli alunni sono stati accompagnati al boschetto dell'ancora, dove sono stati piantati i Tamerix Africana e Canadiensis da Legambiente del Tirreno, circa 12 anni or sono. Il boschetto ha questo nome a ricordo delle Tonnare di Milazzo, per via di un ancorotto che si trova ivi collocato...
Questi nostri ragazzi sono più sfortunati di noi, perchè debbono attendere la bravura delle loro insegnanti ed una gita didattica per immergersi nella natura; alcuni ci sono sembrati decisamente impacciati nei movimenti, gracili nell’habitus e bisognosi di aria e di luce. Speriamo che chi ci legge si scuota finalmente nel progettare questo benedetto parco e polmone verde ai margini della città, anziché pensare a quadrilateri di cemento ed alla disintegrazione degli ultimi spazi liberi a Milazzo. Che Iddio ci ascolti! E lancio una pietra in uno stagno ormai putrido: anziché parlare di Parco di Sempronio e di Caio, facciamo il Parco di Tutti, cioè dei Bimbi di Milazzo, solo così non sembrando l’idea fiore all’occhiello di questo o quello schieramento politico si potrà dare adito alla restaurazione ambientale a Milazzo. E questo è un mio ultimo appello ed S.O.S. per gli uomini di buona volontà. Ma ne abbiamo???
Sopra le foto delle piante rare ed in estinzione che abbiamo testè citato: -il limonio di Milazzo e delle Eolie (Limonium minutiflorum), della famiglia delle plumbaginacee che è una specie endemica che cresce solo a Capo Milazzotra Punta Tono e Punta Mazza (Pignatti 1984); il suo habitat è costituito dalle rocce e dalle rupi prossime al mare (alofilia); -il cardo pallottola vischioso (echinops spinosissimus) della famiglia delle Compositae è inserito nella lista rossa delle piante in estinzione( Conti-Manzi_Pedrotti 1997). A MIlazzo cresce lungo i pendii aridi del versante di ponente. E' citata dal Barone Piaggia nel volume "Illustrazioni di Milazzo", Morvillo-Palermo 1853. - l'erba cristallina stretta (Mesembryanthemum nodiflorum): pianta annuale della famiglia delle aizoaceae. Il suo nome deriva dalle fitte cellule luccicanti piene d'acqua. La pianta spunta dopo le prime piogge autunnali e all'inizio dell'estate diventa rossa e poi appassisce. Si ringrazia per i testi e la consulenza scientifica Mario Crisafulli. Per le foto e per le cartoline rivolgersi a Pippo Ruggeri responsabile di Legambiente del Tirreno, sempre disponibile ad accompagnare chiunque alla Riserva del Capo. |
||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||
|
|