--> La Riserva del Capo è naturale, di Claudio Italiano
 

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SPECIALE RISERVA CAPO

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Per la realizzazione di questa pagina si ringraziano:

  • Peppe Falliti del WWF di Milazzo

  • Pippo Ruggeri

  • Mario Crisafulli

  • Le insegnanti Spinella, Pepe, De Luca, Armeli, Imbesi, Donato

  • Le Quinte Classi del "Neviera" di Mistretta e le relative insegnanti

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Gli Alunni delle Quinte Classi del "Neviera" di MistrettaAlla scoperta della Riserva Terrestre di Capo Milazzo.

Qualche giorno fa, già il dott. Peppe Falliti del WWF di Milazzo aveva avuto modo di accompagnare presso l’istituenda Riserva  di Capo Milazzo una folta schiera di alunni delle quinte Classi della Scuola Elementare “Neviera” di Mistretta, per una gita educativa, tra gli ulivi antichi e conducendo infine i ragazzi presso l’Antiquarium , per ammirare i reperti archeologi delle Necropoli Greca e Romana di Milazzo.

Mercoledì 8 Maggio, quindi, è stata la volta degli alunni del Modulo delle seconde Classi del “Piaggia”, guidati dalle insegnanti Mirella Spinella, Lidia De Luca, Annamaria Pepe, Katia Imbesi, Rosaria Armeli, Antonia Donato, accompagnati dall’instancabile Pippo Ruggeri di Legambiente e con il sottoscritto in veste di medico internettista (!) e reporter d’eccezione, che hanno condotto un’entusiasmante esperienza naturalistica e didattica, alla riscoperta delle bellezze faunistiche e floreali di Capo Milazzo. Nell’era dell’informatica e delle realtà virtuali, l’idea è stata quella di vivere, dapprima, in 3D la natura di quella che possiamo definire una delle terre più belle del Mondo, per sottolineare la rarità e la peculiarità di piante che vivono e si riproducono solo in questi luoghi e, successivamente, elaborare il vissuto in linguaggio globale.

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..ed ecco Pippo Ruggeri con megafono in mano, le maestre Pepe, Spinella, De Luca, Armeli. Imbesi e gli alunni delle Seconde Classi del Piaggia Ed ecco un Pippo Ruggeri con megafono in mano e bandiera legambiente, modello Battiato, in “sul Ponte sventola Bandiera Gialla”, con sorriso ed occhi lucidi, farsi bambino tra gli alunni, per trasmettere le emozioni uniche che solo il contatto con gli elementi ilozoistici può dare.. ed il riscontro è stato inevitabile: i bimbi erano su di giri ed interessati, perché – come dice lui - “noi siamo quello che apprendiamo da piccoli!”. Dapprima, dunque, il gruppo si è recato alla Spiaggetta di Punta Rotolo, dove un percorso naturalistico, un’amena discesa tra gli antichi ulivi, ha permesso la evidenziazione di specie autoctone che credevamo scomparse: fra esse basti ricordare il lentisco….con cui i pescatori della nostra Vaccarella solevano allestire l’ossature delle nasse o il cardo pallottola.

I bambini immersi nel percorso naturalistico che porta alla spiaggetta di Punta Rotolo e Pippo Ruggeri  Le ginestre, il volvolo, le opunthie, la salsapariglia,  il papavero cornuto, le euforbie, i fior d'oro...

Giunti sui ciotoli della spiaggetta, ai molti sconosciuta, bella e da difendere, si è presentata agli occhi dei presenti una natura selvaggia ed incontaminata, con il mare che ci  salutava infrangendosi in spume sugli scogli; da qui l’occhio spazia alla Caletta de’ Liparoti, luogo, dove - Pippo ha spiegato -  trovavano rifugio dai flutti, appunto, i bastimenti dei Liparoti, che sfidando le ponentate, erano riusciti a portarsi oltre la spiaggetta di Renella, dopo Punta Messinese.

Arbusto di lentisco, Pistacea lentiscus

Rosa di San Giovanni - Rosa semper viridens

Firrastrina Comune o Tapsia

Fior d'oro, Chrisanthemum coronarum

Per gentile concessione del dott. Peppe Falliti, la spiaggetta di Renella e Punta MazzaE’ stata la volta, poi, della Baia di S. Antonino, che abbiamo goduto dalla passeggiata, con sullo sfondo la torretta del Palombaro punto di avvistamento dei tonni; e più in là lo scoglio della Portella (detto dai vecchi pescatori di Milazzo ‘U caccioffulu”).Chi la volesse ammirare può andare alla pagina Riservacapo.

Da qui ci siamo recati alla località "Manica" di Milazzo, dove da poco Legambiente, con l’ausilio di ragazzi provenienti da tutto il mondo ha liberato il sentiero antico che i contadini percorrevano durante la guerra per recarsi alle campagne sotto  Montetrino..(vedi pagina) e qui, su Montetrino, stendiamo un velo pietoso, nel pensare che una delle zone più belle e panoramiche del mondo è deturpata selvaggiamente, come potete vedere da voi nella pagina htm alla quale vi rimanda il link, ma noi, si sa, siamo Milazzesi!!! No comment!!

La Riserva di Capo Milazzo, una realtà che il mondo ci può invidiare....

Gli alunni, infine, si sono recati al Boschetto dell’Ancora, così detto dall’ultimo ancorotto in estinzione delle antiche tonnare, cioè delle reti che venivano ancorate a mò di stanze al fondo del mare, in attesa che ci diano questo benedetto Museo delle Tonnare. Sulla spiaggia antistante, tra il ghiaietto, gli alunni hanno potuto ammirare gli ultimi esemplari dei papaveri gialli o papavero cornuto, per ritornare poi alle 13.15 a ritapparsi nelle case di tutti i giorni tra cemento ed asfalto!

 

Il sentiero della Manica

Il sentiero della Manica foto di Domenico Bucca

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immersione nella Natura di Capo Milazzo ha regalato loro, invece, l’interiorizzazione di emozioni e sensazioni uniche, come quelle che si generano nell'animo ascoltando la voce del mare in tempesta ed il fruscio del vento tra le fronde degli alberi, o nell'osservare l'esplosione di colore della primavera a Capo Milazzo, (vedi pagina) tra lo sfreccìo di mille rondini in volo, aironi cinerini e  gabbiani che restano immobili sulle ali, sfruttando le calde correnti ascensionali della Baia, tra mille fior d'oro che coronaro il paesaggio della Baia.

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Fior d'oro a Capo Milazzo, con una rara immegine della foschia marina che sale

Vilucchio rosso o convolvolo

La Mattanza dei Tonni, particolare della Camera della Morte Convolvolo

Ricordiamo ancora le piante che si possono ammirare:

le Opuntia dillenii- fichi d'India; il Chrisanthemum coronarum-fior d'oro; il Convolvolus altheoides - corniola; il Lentisco - Pistacea lentiscus, arbustro che cresce a cespuglio utilizzato dai pescatori per la costruzione delle nasse, per farne l'ossatura; il Papavero giallo delle sabbie -  papavero cornuto - Glaucium flavum o papavero cornuto, che cresce spontaneamente al mar di ponente, sul ghiaietto; la Firrastrina Comune-Tapsia garganica; la Rosa di San Giovanni-Rosa semper viridens; le Euphorbia Dendroides- euforbia arborescente che caratterizza il paesaggio mediterraneo; il cardo pallottola, Echinops spinosissimum; la Smilax aspera -salsapariglia o "asparagi di villa"; il limonio di Milazzo e delle Eolie, Limonium minutiflorum, della famiglia delle plumbaginacee che è una specie endemica che cresce solo a Capo Milazzo, tra Punta Tono e Punta Mazza , il cui habitat è costituito dalle rocce e dalle rupi prossime al mare (alofilia); il Mesembrianthemum nodiflorum-erba stretta.

Salsapariglia, Smilaz aspera ovvero "gli asparagi di Aragonìa" Opuntie, dette volgarmente a Milazzo, ficalindi Americani.

 

  Infine gli alunni sono stati accompagnati al boschetto dell'ancora, dove sono stati piantati i Tamerix Africana e Canadiensis da Legambiente del Tirreno, circa 12 anni or sono. Il boschetto ha questo nome a ricordo delle Tonnare di Milazzo, per via di un ancorotto che  si trova ivi collocato...

Limonio di Milazzo e delle Eolie, specie endemica molto rara.

Papavero cornuto o Glaucium flavum

Bimbi sui ciotoli antichi della Spiaggetta di Punta Rotolo

I ragazzi al boschetto dell'Ancora, realizzato da Legambiente circa 12 anni fa

 

Questi nostri  ragazzi sono più sfortunati di noi, perchè debbono attendere la bravura delle loro insegnanti ed una gita didattica per immergersi nella natura; alcuni ci sono sembrati decisamente impacciati nei movimenti, gracili nell’habitus e bisognosi di aria e di luce.

Speriamo che chi ci legge si scuota finalmente nel progettare questo benedetto parco e polmone verde ai margini della città, anziché pensare a quadrilateri di cemento ed alla disintegrazione degli ultimi spazi liberi a Milazzo. Che Iddio ci ascolti!

E lancio una pietra in uno stagno ormai putrido: anziché parlare di Parco di Sempronio e di Caio, facciamo il Parco di Tutti, cioè dei Bimbi di Milazzo, solo così non sembrando l’idea fiore all’occhiello di questo o quello schieramento politico si potrà dare adito alla restaurazione ambientale a Milazzo. E questo è un mio ultimo appello ed S.O.S. per gli uomini di buona volontà. Ma ne abbiamo???

 

Cala de' Liparoti, che si intravede tra la macchia mediterranea ed un cespuglio di euforbia

Cardo Pallottola; cresce solo al Capo di Milazzo

Airone Cinerino a Capo Milazzo e la Donnola che attacca il pollame, della famiglia delle mustelidi.

Erba cristallina stretta

Sopra le foto delle piante rare ed in estinzione che abbiamo testè citato:

 -il limonio di Milazzo e delle Eolie (Limonium minutiflorum), della famiglia delle plumbaginacee che è una specie endemica che cresce solo a Capo Milazzotra Punta Tono e Punta Mazza (Pignatti 1984); il suo habitat è costituito dalle rocce e dalle rupi prossime al mare (alofilia);

-il cardo pallottola vischioso (echinops spinosissimus) della famiglia delle Compositae è inserito nella lista rossa delle piante in estinzione( Conti-Manzi_Pedrotti 1997). A MIlazzo cresce lungo i pendii aridi del versante di ponente. E' citata dal Barone Piaggia nel volume "Illustrazioni di Milazzo", Morvillo-Palermo 1853. 

- l'erba cristallina stretta (Mesembryanthemum nodiflorum): pianta annuale della famiglia delle aizoaceae. Il suo nome deriva dalle fitte cellule luccicanti piene d'acqua. La pianta spunta dopo le prime piogge autunnali e all'inizio dell'estate diventa rossa e poi appassisce.

Si ringrazia per i testi e la consulenza scientifica Mario Crisafulli.

Per le foto e per le cartoline rivolgersi a Pippo Ruggeri responsabile di Legambiente del Tirreno, sempre disponibile ad accompagnare chiunque alla Riserva del Capo.

legambientetirreno@tiscalinet.it

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