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LA
FAUNA DELLA RISERVA DI CAPO MILAZZO
a cura di Mario Crisafulli per info Pippo Ruggeri cell. +39 3381467505
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vedi Anfibi e
rettili della Riserva del Capo. Gli anfibi
sono, probabilmente, la classe di Vertebrati che ha maggiormente risentito
dell' antropizzazione del territorio. La progressiva scomparsa degli
ambienti umidi (fossi, stagni, ruscelli), di cui necessitano soprattutto
per la riproduzione, e l'utilizzo eccessivo dei pesticidi nell'agricoltura
possono essere considerate le principali cause della loro rarefazione. Oggi, le
specie più comuni sono la raganella (Hyla intermedia) e il
discoglosso dipinto (Discoglossus píctus), inserito, come specie di
fauna rigorosamente protetta, nell'Allegato Il della Convenzíone di
Berna. Le popolazioni di queste due specie oggi risultano localizzate
nella Piana, soprattutto nelle vicinanze del torrente Mela (Fiumarella,
San Marco, Santa Marina, Bastione) e pressoché assenti nel Promontorio. Altra specie,
oggi presente solo raramente nella Piana, e' la rana dei fossi (Rana
lessonae), che in primavera e in estate può essere individuata in
qualche antica vasca d'irrigazione ancora piena d'acqua, fra le poche
ancora esistenti. .
Possiamo dire,
infine, che è probabilmente Scomparso dal, territorio di Milazzo, dove
viene chiamato "buffa", il rospo comune (Bufo bufo), anfibio
che depone le uova negli stagni e nel piccoli corsi d'acqua a scorrimento
lento e perenne: non è stato più osservato, ormai, da qualche decennio. Rettili Il biacco (Coluber
viridifiavus) è il serpente più comune, sia negli ambienti naturali
che in quelli antropizzati (campi coltìvati e giardini). Assolutamente
innocuo, è facilmente individuabile, sul Biacco (Coluber
virídffiavus). suolo o nella vegetazione bassa, per la livrea
completamente nera degli individui maturì; i giovani invece sono di
colore grigio oliva, con una caratteristica marcatura gialla sulla testa,
e nella cultura popolare locale vengono considerati una specie a sé,
chiamata "'òsína"', che è ritenuta erroneamente
velenosa. .
Il biacco è diurno, si nutre di insetti (grossi
coleotteri e ortotteri), di lucertole, occasionalmente dì altri serpenti,
e di piccoli mammiferi, come ratti e topi; la sua presenza in prossimità
degli insediamenti umani può essere, quindi, considerata
"utile". A Milazzo per il biacco è peculiare il fatto
che gli individui che vivono nel Promontorio non hanno un letargo
regolare: sono attivi e visibili anche in pieno inverno, nelle giornate
soleggiate e tiepide. Il rettile
più comune è la lucertola campestre (Podarcis sicula), una
specie che è diffusa in tutta Italia e che tollera bene la presenza
dell'uomo: si può riscontrare anche nel giardini e nei parchi urbani.
Assai più timido e difficile da osservare, soprattutto perché legato
agli ambienti meno antropizzati, è il ramarro (Lacerta
vírídis), una lucertola di dimensioni maggiori, detta infatti "lucittuni"
(lucertolone), un tempo abbastanza comune nelle siepi e nei canneti
delle campagne, oggi sporadico solo lungo i greti dei torrenti. Le due specie
di gechi presenti in Sicilia e comuni nell'area del Mediterraneo si
trovano anche a Milazzo, su muri a secco, ruderi, rocce e tronchi
d'albero: il geco verrucoso (Hemidactylus turcicus), visibile
soprattutto sui muri delle case mentre caccia gli insetti attirati da
fonti luminose, e il geco comune (Tarentola mauritanica), detto
anche tarantola muraiola, molto simile al primo, ma che si avvicina
meno alle abitazioni. Tra i rettili
descritti, il biacco (Coluber viridiflavus), la lucertola campestre
(Podarcis sicula), il ramarro (Lacerta viridis) e il gongilo
(Chalcides ocellatus) sono inseriti nell'Allegato II della
Convenzíone di Berna, come specie di fauna rigorosamente protette. .
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