Chiesa di S.Papino a Milazzo

La chiesa del S.S. Crocifisso miracoloso di Milazzo (ME)

(il webmaster ringrazia il prof. Sebastiano Belbruno per la gentile concessione)

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S.S. Crocefisso Miracoloso di S. Papino

S.S. Crocefisso Miracoloso di S. Papino: nell'aprile del 1798 lacrimo' miracolosamente mentre era portato in processione e contemporaneamente piovve su Milazzo dopo una siccità che aveva inginocchiato la popolazione, come risulta dagli atti notarili dell'epoca.

Così tra il XVI e il XVII sec, quando i frati minori curarono la costruzione del convento, i pochi resti che rimanevano della chiesa paleocristiana vennero abbattuti per far posto ad una chiesa dedicata al S.S. Crocifisso. Nel 1629 il convento fu ampliato ulteriormente grazie al contributo di un facoltoso uomo milazzese, Antonio Perdichizzi. Il chiostro del XVII sec. è formato da venti archi sostenuti da colonne in pietra arenarie.

Chiesa del SS Crocifisso di San Papino, altare ligneo addobbato per l'esposizione del Santissimo

Milazzo, chiesa di S. Papino: esposizione del Santissimo nella serata del Giovedi Santo, detta volgarmente " i sepucchi"

Originariamente il chiostro doveva essere un esempio di rara bellezza, completamente de­corata con affreschi ispirati alla vita di San Francesco e ai Santi Francescani. A causa del terribile assedio spagnolo del 1718-19, furono gravemente danneggiati e chiusi al culto sia la chiesa che il convento. Sulla strada che porta alla splendida baia del Tono, si erge, nella prospiciente piazza S. Papino, la chiesa del S.S. Crocifisso. Secondo la tradizione, in questo luogo assai prossimo alla spiaggia di ponente, sorgeva un tempo, intorno al IV sec, una chiesetta che custodiva le reliquie di S. Papino. Le reliquie del santo orientale, poste in una cassa di marmo, erano state gettate in mare insieme ai corpi dei Santi Luciano, Gregorio e Ignazio, dagli idolatri a causa dei miracoli operati dai santi. La cassa di S.Papino fu trasportata dalle onde del mare dalla lontana Armenia fino, così, alla spiaggia di Milazzo, dove sorse la chiesa a lui dedicata. La chiesa fu restaurata nel 1556 per conto del gentiluomo milazzese Tommaso Leonte, il quale, in seguito alle gravi ferite riportate durante una tempesta in mare, fu miracolato da S. Papino apparsogli in sogno. Nel 1618 la chiesa fu donata al padre Beni­gno di Genova, generale dei Minori dell'Osservanza, il quale inviò i primi padri Riformati a Milazzo, che iniziarono l'opera di costruzione del convento nel 1620, dedicando il tempio al martire orientale S. Papino. La facciata principale, disegnata da Giuseppe Malandrino, è di semplicità francescana: ha una struttura concava con lesene rettangolari sorrette da plinti e concluse con capitelli sui quali si sviluppano due cor­nici che fungono da architravi. Tra le cornici è stata realizzata la scritta "REGI SECULO-RUM". La facciata si conclude con un timpano circolare in cui è stato collocato lo stemma dell" ordine dei Francescani, formato da due braccia incro­ciate. Il braccio nudo simboleggia Gesù Cristo, mentre quello con la manica rappresenta S. Francesco; dal loro "incontro" si erge una croce simbolo della passio­ne de Cristo, tra il portale principale e il timpano circolare vi è uno stemma a valuta, nel quale si legge l'iscrizione latina, che ricorda la miracolosa lacrimazione del 1798 del crocifisso ligneo costruito all'inter­no della chiesa. Dopo i recenti restauri e abbellimenti è stata conferi­ta al prospetto l'attuale architettura barocca.

Interno

La chiesa si presenta ad un'unica navata. L'abside con sei altari late­rali è stato costruito nella prima metà del XVII sec. Il presbiterio è diviso dal resto della navata dall'­arco trionfale. Nell'altare maggio­re, nel 1974, sono stati introdotti la mensa, l'ambone e la fonte battesimale. Nello spazio del transetto, è stato realizzato un rosone con il monogramma del signum Christi di S. Bernardino (JHS: Jesus Hominum Salvator).Tutte le aperture oggi esistenti sono state realizzate nel '600; la chiesa presentava inizialmente solo quattro altari, oltre a quello principale, nel 1920 sono stati aggiunti i due altari vicino al transetto. La pavimentazione a losanghe alterne bicolori, risale al 1934, anno in cui fu restaurata l'intera chiesa e in cui furono rimosse le sepolture che ricoprivano il pavi­mento. Nella zona del proneo, sovrastante l'ingresso, si trova la cantoria. Pianta della chiesa di San Papino, MilazzoNella tribuna del proneo si trova l'antico coro del XVII sec. realizzato in legno dipinto. La copertura della chiesa è costituita da una doppia volta realizzata nel '600 e conclusa da un tetto con solaio a capriate lignee ricoperte da coppi in cotto. Gli affreschi all'interno della chiesa furono realizzati da Salvatore Gregorietti e Frate Umile da Petralia. Al primo si attribuisce la realizzazione, oltre ad una ricca decorazione di stucchi ed affreschi, delle due lunette con gli angeli poste ai lati dell'altare maggiore e altre due che sono situate sulla porta del coro. Nella vela sono dipinte due tele ad olio che raffigurano episodi della vita di S. Francesco d'­Assisi

Altare maggiore

L'altare maggiore è situato nel­l'abside ed è inserito nella mae­stosa scenografia barocca dello stupendo baldacchino ligneo, che incornicia la tela secentesca con la Madonna degli Angeli, San Papino ed altri Santi Francescani. Nel 1920 l'altare ligne-o fu sostituito e nel 1970 circa fu riabbassato. Nelle cinque cappellette troviamo i sette ; francescane e la Vergine. Nella cappella di sinistra troviamo San Francesco, al centro la Vergine e di lato San Buonaventura con sotto San Bernardino Cardinale. Al centro è collocata "l'apertura del Santissimo Sacramento San Pasquale.

Altari laterali

Entrando dal portale principale, partendo da destra, possiamo notare che gli altari laterali sono così collo­cati: Il primo è dedicato a S. Antonio da Padova, il secondo dedicato al S.S. Crocifisso, il terzo è S. Francesco D'Assisi. Spostandoci a sinistra il primo altare è dedicato a San Pasquale Baylon, il secondo alla Ma­donna della Provvidenza, il terzo al Sacro Cuore di Gesù. Nella chiesa sono custodite diver­se tombe gentilizie marmoree realizzate nel XVIII sec. dal messinese Giuseppe Buceti. La prima, situata all'ingresso, è del incile Alberto Vincenzo Birillo, le due statue  laterali sono del marchese Marco Antonio D’Amico e della baronessa Caterina Patti Lucifero. Il S.S. crocifisso, realizzato da Fra Umile da Petralia (1601-39) è stato commissionato dalla famiglia dei Baeli e posto nella chiesa di San Papino. Il crocifisso, realizzato in legno di cipresso è situato in un abside, al centro della chiesa stessa, sulla cui parete vi sono delle urne contenenti delle reliquie. Esso, si può considerare una vera e propria perfezione dell'anatomia umana: il volto di Cristo esprime dolore e sofferenza se lo si osserva da destra e, al tempo stesso, calma e serenità se lo si osserva da sinistra. Il corpo è fragile ed esile e muscoli, vene e tendini evidenziano una certa tensione fisica. Fra Umile ha utilizzato la pergamena per rap­presentare la pelle squar­ciata dalle sofferenze e la ceralacca (miscuglio di varie sostanze) per rappre­sentare l'effetto del sangue : che fuoriesce dalle vene. L'opera, unica e straordi­naria, riproduce fedelmen­te la realtà: Dio, fatto uo­mo, patisce la sofferenza della croce come un comune mortale, ma a differenza dell'uomo vince la mor­te attraverso la resurrezione. Lo splendido crocifisso lacrimò miracolosamente nel 1798.

Testi realizzati da:

Piergiorgio Amalfi, Luigi Cardile,  Morena Eni, Serena Russo,  Gaetano Terranova sotto la guida del prof. Sebastiano Belbruno

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