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Il sangue

appunti del dott. Claudio Italiano                                       oppure cfr indice di ematologia

 

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globuli rossi normaliIl sangue, tessuto di consistenza liquida, di colore rosso caratteristico, è contenuto nel sistema cardio-artero-capillare-venoso, nel quale viene sottoposto ad una continua circolazione, ove si eccettui il suo ristagno nelle lacune.

Può considerarsi formato da due distinte componenti:

a)        il plasma

b)       la quota corpus colata, rappresenta­ta dai globuli rossi, dai globuli bianchi e dalle piastrine.

In condizioni normali nel sangue circolante sono presenti i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine.

   Globuli rossi o eritrociti o emazie. Costituiscono gli elementi figurati più numerosi del sangue e conferiscono al sangue il caratteristico colore rosso per mezzo del pigmen­to respiratorio in essi contenuto "l'emoglobina". Normal­mente sono elementi privi di nucleo. All'osservazione il loro aspetto può apparire diverso a seconda del mezzo usato per l'osservazione o se vengono osservati a fresco o dopo colo­razione. Per eritropoiesi si intende il processo biologico che porta alla formazione dei globuli rossi; per eritrone si inten­de l'insieme del tessuto eritropoietico e della massa eritrocitaria circolante.

Conteggio degli eritrociti: al conteggio al microscopio, tende a sostituirsi il conteggio con contatori cellulari elettro­nici, molto più sicuro. I maschi bianchi adulti hanno in media 4.800.000 globuli per mm3, le femmine bianche adulte in media 4.300.000, mentre i soggetti negri adulti ne possiedono di più, in media 4.400.000 e le donne di colore in media 3.800.000. Gli eritrociti normali hanno forma di lente biconcava, con un diametro oscillante tra 6,7-7,7 μ ed uno spessore me­dio di 2 ± 0,2 μ sono in condizione normale privi di nucleo e si colorano con i comuni coloranti citoplasmatici con una intensità maggiore alla periferia.

 

Il plasma è, in condizioni normali, un liquido giallo con una leggera sfumatura verdastra, dovuta alla quota di bilirubina in esso presente e ad un lipocromo, la "luteina". Rap­presenta, normalmente, la parte principale del sangue (circa il 55% nell'uomo ed il 58% nella donna), essendo la restante parte rappresentata dalla componente corpuscolata.  Il rapporto plasma/quota cellulare costituisce il valore ematocrito o Ht che è appunto espresso da tale percentuale.  

Al suo mantenimento partecipano normalmente sia la quota liquida che quella corpuscolata e in alcune condizioni patologiche tale rapporto può essere alterato (emorragie, poliglobulie primitive e secondarie); modificazioni possono essere causate anche artificialmente (salassi, cfr il paziente poliglobico).

 
 

[leukocytes-normal.gif]Valori normali dell'ematocrito:

    uomini: 40-45%;

    donne: 37-47%;

    neonati a termine (sangue del cordone ombelicale): 44-62%;

—  bambini (1° anno di vita): 36-44%;

    bambini dai 10 ai 12 anni: 37-44%.

Riduzione del valore ematocrito si può avere per diminu­zione dei globuli rossi o per riduzione del loro volume e si può, pertanto, riscontrare in caso di:

    anemie (siano esse normocitiche, microcitiche o macrocitiche);

    microcitemia vera;

    emodiluizione.

Di contro, si può avere un aumento del valore ematocri­to in caso di:

    policitemia primitiva o secondaria;

    emoconcentrazione.

Altro parametro di notevole importanza è quello costi­tuito dalla determinazione della massa sanguigna circolante. E necessario per potere ottenere questo valore determinare il volume plasmatico. A questo scopo ci si avvale di sostanze coloranti (normalmente viene usato il blu Evans), che hanno la proprietà di legarsi alle proteine del plasma e restare a lun­go nel torrente circolatorio. Più di recente è stato introdotto il metodo dell'albumina umana marcata con cromo radioattivo (51Cr).

Normalmente il volume plasmatico è nell'uomo di 43,1 cm3 /Kg di peso corporeo, mentre nella donna è di circa 41,5 cm3/Kg.  

Il valore ematocrito corporeo è ricavato dal rapporto tra il volume eritrocitario globale ed il volume ematico totale. In condizioni normali i valori oscillano tra 60 e 80 cc/Kg.

Per la determinazione del volume eritrocitario globale si usa normalmente il metodo delle emazie marcate con cromo radioattivo (5lCr), che si fa preferire ad altre metodiche per la sua semplicità di esecuzione e per la precisione dei valori che si ottengono (i valori normali ottenuti con questo meto­do sono: uomo 26-33 cc/Kg, donna 22-29 cc/Kg).

In diverse condizioni fisiologiche (età avanzata, gravi­danza, posizione del corpo, ecc.) o patologiche (ustioni, cirrosi epatica con ascite, nefropatie, scompenso di circolo, emorragie, diverse malattie del metabolismo, alterazioni del ricambio idro-elettrolitico) si possono riscontrare variazioni del volume plasmatico. Queste modificazioni debbono esse­re riferite sempre al comportamento del valore ematocrito e della volemia totale.

Si possono, pertanto, verificare tre diverse condizioni:

   normovolemia (volume normale del sangue circolante);

   ipovolemia od oligoemia (ridotto volume del san­gue circolante);

   pletora o ipervolemia (aumentato volume del san­gue circolante).

Queste tre diverse condizioni si possono associare, nei confronti del valore ematocrito, con una:

   normocitemia (allorquando il valore ematocrito è normale);

   oligocitemia (con valore ematocrito ridotto);

   policitemia (con aumento del valore ematocrito).

 

Parte corpuscolata del sangue

In condizioni normali gli organi che generano gli elemen­ti corpuscolati del sangue (organi emopoietici) sono nel soggetto adulto: il midollo osseo, la milza ed i tessuti linfati­ci. Nel midollo osseo si generano i globuli rossi, le piastrine, i granulociti, le cellule istioreticolari e solo in piccola parte anche i monociti, i linfociti e le plasmacellule.

Nella milza e negli organi linfatici si originano: linfociti, plasmacellule, cellule istioreticolari e monociti.

Le modalità con cui dagli elementi immaturi della matri­ce emopoietica si perviene agli elementi maturi normalmente presenti nel sangue periferico sono ancora oggi oggetto di discussione. Riferendoci alla teoria unitaria del Ferrata, lo schema completo dell'emopoiesi dovrebbe seguire la seguente via:

Il midollo osseo occupa il canale delle ossa lunghe, gli spazi intertrabecolari della spongiosa delle ossa piatte e corte ed anche delle epifisi di tutte le ossa lunghe.

Il suo studio, pertanto, si rende utile in tutte quelle con­dizioni in cui vi è il sospetto di un'affezione a carico dell'emopoiesi. Attraverso la sua biopsia si possono avere delle informazioni circa:

   la ricchezza di tessuto mieloide;

   le varie caratteristiche citologiche degli elementi midollari;

   i rapporti percentuali tra i vari elementi midollari;

   la capacità riproduttiva e maturativa delle cellule;

   eventuali alterazioni dell'emopoiesi e presenza di elementi normalmente assenti nel midollo osseo.

Il suo esame colturale può essere, inoltre, utile in diverse malattie infettive.

La tecnica normalmente usata per la biopsia del midollo osseo è quella della biopsia midollare per aspirazione me­diante apposito ago.

Si usa solitamente un ago per biopsia, munito di mandri­no, avente un diametro di 1-2 mm, al quale si innesta una si­ringa di 4 cm'.

I punti di elezione per la puntura sono solitamente:

   lo sterno;

   la cresta iliaca;

   l'apofisi spinosa vertebrale.

Si può così studiare la composizione citologica del midollo; cioè il mielogramma, il cui schema varia a seconda delle diverse popolazioni e soprattutto a seconda dell'età del soggetto:

 

Valori percentuali normali del midollo osseo aspirato

Cellule reticolari

0,1-2%

emocitoblasti

0,1-1%

mieloblasti

0,1-3,5%

promielociti

0,5-5%

mielociti neutrofili

5,0-25%

mielociti eosinofili

0,1-3%

mielociti basofili

0,0-0,5%

metamielociti

10-30%

polimorfonucleati neutrofili

7-25%

polimorfonucleati eosinofili

0,2-3%

polimorfonucleati basofili

0,0-0,5%

linfociti

5,0-20%

monociti

0,0-0,2%

megacariociti

0,1-0,5%

plasmacellule

0,1-3,5%

proeritroblasti

0,5-5%

 

eritroblasti    policromatici

2,0-20%

 

eritroblasti ortocromatici

2,0-10%

 

I dati numerici del mielogramma permettono di dedurre subito un indice e precisamente quello relativo alla eritro­poiesi e alla leucopoiesi. In condizioni normali il rapporto leuco-eritropoietico si aggira intorno a 2. Un aumento di detto rapporto si ha in tutte quelle condizioni in cui si verifi­ca una iperplasia della serie bianca e precisamente:

   nelle malattie infettive;

   nelle leucosi mieloidi;

Una riduzione di detto rapporto si verifica per una iper­plasia della serie eritroblastica, quale si può avere nelle:

   mielosi eritremiche;

   nelle sindromi emolitiche in genere;

   nel favismo dopo una crisi ittero-emoglobinurica.

 

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