La spiaggia dei sogni

La spiaggia dei sogni

  • Nicola Schepis in una sua elaborazione fotografica della zia scomparsaLa Comunicazione

  • La Spiaggia dei Sogni

  • La metafora dell'amore

  • Riccardo Casalaina, musicista dimenticato

  • Le stanze della musica e dell'amore

  • Le mie poesie

  • Sogno, bagliore rosa
  • Introduzione alla comunicazione
    Per comprendere la comunicazione occorre includere l’uomo come soggetto parlante, sebbene la parola appartenga ad un sistema convenzionale di segni, che per certi aspetti lo trascende, giacché fa parte della struttura logico matematica dell’universo. Potrei, rievocando il pensiero di Lacan in "funzione e campo della parola", affermare che il linguaggio essendo "transindividuale" ristabilisce la sua forma attraverso la persona che lo parla. " E noi gli obbediamo gettando, infatti, la colpa sul verbo, ma al verbo realizzato nel discorso che correndo di bocca in bocca come un furetto per dare all’atto del soggetto che ne riceve il messaggio il senso che fa di quest’atto un atto della sua storia e che gli dà verità" J. Lacan. Il linguaggio per certi aspetti si potrebbe considerare come un ordine superiore della logica rispetto al cogito del soggetto.Chi lo proferisce ne subisce le sue leggi, così per certi aspetti ha una natura inconscia è lui che gioca la partita, la sua funzione combinatoria computabile anticipa la possibilità del soggetto di analizzarlo, nel senso che dopo averlo analizzato gli sfugge nuovamente all’osservazione, come nei microsistemi della fisica quantistica. Il linguaggio appartiene alla struttura del mito, che esiste finché non è svelato, quando le sue leggi sono comprese cessa d’essere mito. Allora il mito è la dimensione pura del linguaggio, esso è la verità, perché il mito non può essere falso per la sua gente, lo diventerà in seguito, quando si farà leggenda, nel momento in cui sarà analizzato minuziosamente nelle sue componenti e studiato come oggetto di ricerca.

     

    La perdita di verità è uno sprofondare del senso, poiché il mito era prima di essere scoperto come tale un significante puro, un assioma che dal suo nonsenso generava una realtà metaforizzata. Il mito mancava di luogo, e l’inesistenza del suo senso gli conferiva un alone di verità assoluta: era lì dove mancava la realtà. La verità non può confrontarsi, perché si trasformerebbe in ipotesi sperimentale, mettendo in gioco la possibilità d’esser vera. Qual è la differenza tra un paese mitico ed un paese reale? L’uno appartiene alla sfera del linguaggio, l’altro a quello dello spazio e del tempo. Allora il mito abita uno spazio immaginario, un buco della realtà, dove la metafora sostituisce l’oggetto e ne marca simbolicamente l’impossibilità.  Oggi nella cultura massificata il linguaggio tende a perdere il suo oggetto di riferimento: la referenza. Esso tende ad autonormizzarsi come significante assoluto. Da dove proviene la sua perdita, questa polverizzazione del senso? Perché il significante non è più in relazione con il significato, ma separato e poi dissolto? E’ la moda che lo dissolve nella duplicazione di modelli, come uno specchio che riflette la realtà e la confonde e ricopiandola la frantuma. Il significante la sostituisce, nel senso che le occupa il posto, ma è un posto a mancare, perciò l’unica possibile evoluzione è di fotocopiarsi all’infinito, ma non è lo sviluppo di un percorso, è solo la sua indistruttibile reiterazione. Il soggetto si riconosce attraverso la parola, ma usa un verbo vuoto, lacerato che non ha più riferimenti contestuali, un virus che infetta contaminando la realtà. Sistemi in disfacimento ad alta virulenza entrano così in relazione, incrementando i processi di destrutturazione del senso. Riprendendo la linguistica di Lacan, si può affermare che è solo il significante a rappresentare il soggetto, e lo significa; ma cosa significa se il significante non può produrre senso? Posso rispondere con una frase di J. Lapanche e S. Leclaire.: "…

    quello che possiamo fare è spillare un significante a un significante e vedere che cosa succede. Sennonché in questo caso si produce sempre qualcosa di nuovo… e cioè il sorgere di una nuova significazione" Si genera un senso computabile, svanisce la direzione delle realtà sovrapponibili della semantica umana. Quali sono i comportamenti giovanili nei sistemi di riferimento dei gruppi dei pari o nelle discoteche? Nella ricerca faziosa dell’abbigliamento? In tutte le varie forme imitative della cultura dei media, sopravviene una cancellazione del soggetto, significandolo solo nella globalizzazione dei segni, come elemento differenziale di un sistema combinatorio. Così nelle discoteche cellule sonore impazzite, si duplicano ossessivamente in rituali sonori isomorfi che frantumano ogni senso, ed inducano alla compulsione del bisogno ossessivo. S’ingerisce musica alla stessa maniera delle pastiglie d’estasi, si cortocircuitano gli ultimi residui del significato e si acuisce l’insorgenza del consumo come dipendenza. L’ascolto diventa un atto compulsivo uno choc che esalta la passione del vuoto, ove s’iscrivono significanti "buchi del senso" . Ormai modelli, microfilm pubblicitari strutturano i pensieri, e l’identità; si pensa attraverso spot, si metaforizza il desiderio erotizzando gli oggetti. Sfilano gli oggetti feticci, proiezioni immaginarie dell’esistenza e nei segni s’inscrive il desiderio come assenza, una sessualità artificiale, alienata, ove il soggetto vive di proiezioni oggettuali.

    La spiaggia dei Sogni

    Nicolò Schepis  La spiaggia dei sogni si occupa di miraggi, visioni, pezzi di realtà, metafore, e volge lo sguardo oltre le perdite reali d’esperienze svanite, più in là del trapasso, verso ed oltre la fine di una società in rovina sulla tangente della sua curvatura. La musica, non quella che si ascolta nelle discoteche, luoghi aborriti da stimolazioni regressive, ma l’arte della musica, paesaggio di vita, secoli folti d’amore, d’angosce e d’illusioni, forse ancora ti parla!

    Oltre la cortina di ghiaccio, più avanti l’orizzonte di cemento si spegne, e troverai più in là del mare, tra il cielo e le stelle, la spiaggia dei sogni, il sito della poesia, versi di luce non più raccolti in libri vecchi, polverosi, sebbene siano stati sfavillanti quanto la bellezza dorica dei templi; ma la sua metafora vigorosa, che sgorga dalla foce dei fiumi.

    Quel vino di sangue e parola, sarebbe risorto dall’oblio dei secoli, rappresentandosi nel quotidiano per darsi nel corpo e nell’anima, se la merce, la moda, o solchi farraginosi e vaghi, non si fossero messi di traverso.

    Troverai argomenti pedagogici, cianfrusaglie, lettere, piccoli saggi, romanzi brevi, poesie, riflessioni, progetti di vita.
    Ciascun manoscritto, oltre ad avere una sua autonomia presenta collegamenti ipertestuali con altri contenuti in questa terra di nessuno, luogo di metafora e sogno.
    Racconto i luoghi del tempo, i figli delle stelle e del sole, concepiti da una bolla di sapone in bilico sull’eternità.
     

    Gradirei indicarvi una crociera attraverso la parola, non ho altri strumenti, sebbene con la voce dispongo dell’attitudine a favoleggiare; sarei in grado d’indicare alcune idee, che muovono una lucerna pensile in un anello d’impressioni.