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Il
trattamento della schizofrenia Anche
se non c’è una cura definitiva per la schizofrenia, questa malattia
è comunque altamente trattabile e gestibile. Tuttavia, i pazienti
possono interrompere i trattamenti a causa di effetti collaterali,
pensiero disorganizzato o perché credono che il trattamento non
funzioni più. Le persone affette da schizofrenia, se smettono di
prendere i farmaci prescritti, presentano un alto rischio di ricadere in
un episodio psicotico acuto.
La
terapia antipsicotica deve comprendere un programma di cura che
comprende: a)
interventi
rivolti ai bisogni clinici, emotivi e sociali dell’individuo. b)
la
scelta del farmaco antipsicotico dovrebbe essere fatta sulla base di
un’attenta valutazione dei benefici relativi del trattamento e del suo
profilo di effetti collaterali c)
tutti
gli antipsicotici, sia di prima generazione o neurolettici (FGA) che di
seconda generazione (SGA) possono determinare effetti collaterali. Effetti
collaterali. ·
I
FGA hanno una maggiore propensione a indurre effetti collaterali
neurologici (extrapiramidali e cognitivi) e problemi di compliance al
trattamento; ·
I
farmaci SGA determina l’insorgenza di diabete,
dislipidemie
ed obesità ·
tutti
i farmaci antipsicotici sia FGA che SGA sono associati a rischio
cardiologico per aritmie,
ma in particolar modo gli FGA aloperidolo, pimozide e droperidolo
comportano effetti collaterali cardiovascolari, fra cui l’allungamento
del tratto elettrocardiografico QT che può condurre ad aritmie
ventricolari letali.
I maggiori effetti sul QT sono descritti con l’uso, a dosaggi molto
elevati e con somministrazione e.v., dei principi attivi aloperidolo,
droperidolo e pimozide. Pertanto i principi attivi aloperidolo,
droperidolo e pimozide sono controindicati
in malattie cardiache La
GU 13 marzo 200d riporta linee guida per una serie di avvertenze
speciali e precauzioni per Le
possibilità di cura dei pazienti con schizofrenia sono: •
Ricovero Ospedaliero, riservato alle cliniche psichiatriche con
la modalità del “ricovero volontario”, cioè il paziente firma
l’accettazione del ricovero perché ritiene di stare male e sente il
bisogno di ricoverarsi nella struttura oppure, come TSO, cioè
trattamento sanitario obbligatorio, disposto da un medico con l’avallo
dello specialista psichiatra, nei casi in cui il paziente non intenda
effettuare le cure del caso o non sia in grado di decidere per il suo
ricovero (stati psicotici, stati catatonici ecc. ). Il ricovero è
necessario per trattare gravi deliri o allucinazioni, seri pensieri
suicidi, l’inabilità di provvedere a se stessi, o gravi problemi
connessi a droga o alcolici. ·
Cure ambulatoriali o in regime di Day Hospital, nei casi
in cui la cura sia limitata nel tempo ed il paziente possa essere
restituito al suo mondo affettivo e familiare, cosa assai importante per
la sua riabilitazione psichica e sociale. ·
Sola
cura con i farmaci antipsicotici.
Gli antipsicotici
aiutano a trattare i sintomi positivi della schizofrenia, aiutando a
correggere uno squilibrio nelle reazioni chimiche (cfr schizofrenia-eziologia)
che permettono alle cellule del cervello di comunicare fra loro. . ·
La Clozapina è stato il primo antipsicotico atipico negli
Stati Uniti e sembra essere uno dei farmaci più efficaci, in special
modo per coloro che non hanno dato risposta positiva ad altri farmaci.
Purtroppo, in alcune persone ha un grave effetto collaterale che
consiste nella diminuzione dei globuli bianchi prodotti nel sangue.
Coloro che assumono clozapina devono effettuare controlli settimanali
per monitorare e contare il numero dei globuli bianchi nel sangue per i
primi sei mesi di trattamento e successivamente possono passare a
controlli mensili. Per questa ragione la clozapina è normalmente
l’ultimo degli antipsicotici atipici ad essere prescritto, ed è
usualmente utilizzato come farmaco destinato a coloro che non rispondono
positivamente ad altri farmaci o hanno frequenti ricadute. ·
Esistono farmaci antipsicotici di prima e seconda
generazione. I primi, introdotti negli anni’50, pur avendo un’ottima
efficacia terapeutica, tuttavia avevano effetti collaterali più
accentuatii, stante la loro azione di blocco dei recettori della
dopamina ed effetti extrapiramidali (rigidità, accentuazione dei
sintomi negativi). Stiamo parlando di: clorpromazina
(Largactil), flufenazina
(Anatensol, Moditen), aloperidolo
(Haldol, Serenase), trifluoperazina
(Modalina), perfenazina (Trilafon), e tioridazina
(Melleril). ·
I nuovi Antipsicotici detti “Atipici riescono a ridurre
i sintomi positivi come le allucinazioni e i deliri (cfr
schizofrenia)
ma sono forse migliori nel sollevare dai sintomi negativi della
malattia, come apatia, problemi del pensiero, e mancanza di energia.
Essi comprendono farmaci più recenti, in particolare ci riferiamo a: risperidone (Risperdal), clozapina
(Leponex), olanzapina (Zyprexa), quetiapina
(Seroquel), e ziprasidone
(non ancora in commercio in Italia). ·
Le attuali linee guida pertanto consigliano di utilizzare
un antipsicotico atipico in
prima battuta ma se il paziente si trova bene con un antipsicotico
convenzionale, non è buona norma sostituire la cura che ha funzionato. ·
Infine un ruolo indiscutibile riveste la riabilitazione
psico-sociale, cioè le persone con problemi di salute mentale devono
frequentare delle strutture riabilitative, di solito associate all’SPDC,
cioè i servizi per la diagnosi e cura delle malattie mentali ed essere
integrate nel sociale. Problematiche
che insorgono durante la cura con i farmaci antipsicotici. Gli
effetti collaterali più diffusi dei farmaci antipsicotici sono: ·
secchezza della bocca ·
stitichezza ·
vista sfocata ·
Sonnolenza ·
diminuzione del desiderio sessuale e cambiamenti nel ciclo
mestruale ·
aumenti di peso ·
problemi
motori: agitazione, rigidità, tremori, spasmi muscolari, e uno dei più
spiacevoli e seri effetti collaterali, una condizione chiamata
discinesia tardiva. Uno
dei problemi che si verificano nel tempo è la discinesia tardiva, un
disturbo del movimento, nel quale si verificano movimenti facciali
incontrollati e talvolta movimenti di scatto o torsione di altre parti
del corpo. Il rischio di essere colpiti da discinesia tardiva è più
basso per coloro che prendono i nuovi antipsicotici. La discinesia
tardiva può essere curata con altri farmaci o riducendo il dosaggio
dell’antipsicotico, se possibile. La
terapia va intrapresa con gli antipsicotici a dose
minima efficace, previo l’impiego di un antipsicotico solo,
eventualmente aumentandone il dosaggio gradualmente solo dopo 2
settimane di trattamento durante le quali il paziente non ha mostrato
segni di miglioramento, eccetto che per la quetiapina
dove dovrà essere effettuato un incremento scalare del dosaggio, come
raccomandato nella scheda tecnica di questo farmaco. Scelta
del farmaco antipsicotico
Si raccomanda che gli SGA in formulazione orale amisulpride, olanzapina, quetiapina, risperidone siano
considerarti trattamenti di prima scelta per le persone a cui viene
diagnosticata per la prima volta la schizofrenia.. Nei pazienti che
presentano importanti effetti collaterali metabolici da SGA, o che sono
ad alto rischio di svilupparli, è opportuno l’impiego di FGA, qualora
questi siano tollerati sul piano degli effetti extrapiramidali e
cardiologici ed alle dosi efficaci più basse possibili. |
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