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Con le
scuse rivolte agli amici cardiologi, cercheremo di spiegare al grosso
pubblico il problema di un cuore che scompensa e diventa insufficiente.
Il cuore è una pompa e, dunque, come tutte le pompe, compresa quella
dell'autoclave, necessita di forza e di energia per spingere i liquidi.
Da qui il problema del suo scompenso, specie nel malato di
diabete
(cfr
diabete e cuore ),
dove l'energia che deriva dal
glucosio
è deficitaria. Il nostro corpo infatti è una macchina complessa che,
come tale, necessita
di energia, dicevamo; questa è fornita dal
glucosio e dall’ossigeno, combustibile e comburente, che vengono trasportati in
circolo nel sangue. Il sangue, a sua volta, è spinto nei vasi sanguigni dal cuore,
una pompa come tutte le altre, solo che questa è costituita da un muscolo
che si contrae, il miocardio. Se il cuore non riesce a pompare il sangue
in modo sufficiente verso i nostri organi, allora essi riceveranno meno ossigeno e
meno nutrimento di quanto sia loro necessario, con conseguenze devastanti
per l’organismo, fino alla cachessia terminale. I muscoli possono
indebolirsi, determinando debolezza ed affaticabilità; i reni possono
ricevere meno sangue e con meno pressione, quindi filtreranno meno urina; nei polmoni può
accumularsi del liquido (cfr
versamento pleurico
edema
polmonare) provocando mancanza di fiato, poichè il polmone
non viene, per cosi dire, "aspirato" dal cuore, nell'ambito della piccola
circolazione. E’ chiaro che
queste modificazioni fisiopatologiche avvengono gradatamente e così il
soggetto si accorge per tempo che il suo cuore è scompensato, cioè che la
pompa è divenuta insufficiente.
Quali sono
i segni dello scompenso?
Il soggetto
con scompenso cardiaco noterà una serie di sintomi strani:
-
se sale le scale,
ansima, si deve fermare;
-
talora
di notte, una volta a letto, sente la gola che gli si stringe
e gli manca l’aria : asma cardiaco (dispnea),
-
nel petto
può avvertire il cuore che "balla",
"rotola", "salta" (aritmie).
-
al mattino, guardandosi allo
specchio, vede le sue gambe meno gonfie, perché durante la notte è
stato in clinostatismo, cioè disteso ed il ritorno di sangue al cuore è stato favorito, quindi le gambe e le caviglie si sono sgonfiate;
-
dopo qualche ora, essendo
alzato, le regioni pretibiali riprendono i liquidi e si forma un'edema declive e compare il "segno della fovea",
cioè se il medico, o noi stessi, schiacciamo con un dito l'edema della caviglia, cioè il gonfiore pastoso che si è creato, si forma un affossamento, insomma come un buco, vedi la foto.
Inoltre il paziente avrà sempre fame d'aria e tenderà, specie di notte, ad
assumere la posizione ortopnoica, cioè per respirare seduto, e consentire al
polmone una migliore areazione!.
Lo scompenso cardiaco è una malattia comune. Anche se
può insorgere a qualsiasi età, i problemi peggiorano in genere nell'arco
di molti anni e per questo motivo lo scompenso compare prevalentemente
nelle persone anziane.
LE CAUSE DI SCOMPENSO CARDIACO SONO MOLTEPLICI.
Lo scompenso può essere causato da numerose malattie e
quindi il trattamento potrà essere diverso a seconda della causa. Il
muscolo cardiaco può essersi indebolito (per
ipertensione arteriosa,
ostruzione delle coronarie o altre malattie) oppure essere divenuto più
"rigido" (per l'età avanzata o per l'ipertensione arteriosa);
le valvole del cuore possono essersi ristrette o non essere più " a
tenuta"; il cuore può avere una malattia presente dalla nascita, ma
manifestatasi più tardi. Vi sono anche altre cause, per esempio le
aritmie.
COSA FARE?
Occorre evitare l'eccesso di
acqua e di sale, cioè si deve bere poco (per es. 750 cc massimo al
giorno) ed usare poco sale o per nulla durante
la cottura e la preparazione dei cibi, evitando i cibi troppo salati.
.Infatti
il sale richiama acqua e l'acqua causa implementazione del circolo
e, dunque, più lavoro per il cuore già fiacco. Inoltre va evitato il
sovrappeso
perché un cuore insufficiente può fornire un numero limitato di
litri di sangue al minuto (portata cardiaca) e, dunque, non essere
in grado di supportare un corpo appesantito. Inoltre il fatto di
pesarsi regolarmente consente di valutare se c’è stata o meno ritenzione di liquidi;
infatti un repentino incremento di peso va relazionato alla
ritenzione di sodio ed acqua. Il cardiopatico deve abolire il
fumo: questa è la cosa
più utile che possiate fare per la vostra salute! Una terapia fisica è
ideale e raccomandata: tutti i giorni occorre effettuare un modico esercizio fisico; va bene anche
passeggiare per una mezz’ora. Importante è non eccedere e non strafare.
Altra informazione per i cardiopatici è quella di eseguire tutti gli anni la vaccinazione antinfluenzale
(influenza).
Cuore normale: notizie semplici di fisiologia.
Il cuore è un muscolo che pompa sangue attraverso il
corpo. Il cuore è diviso in due parti: destro e sinistro. Ogni parte ha
due camere: l’atrio e il ventricolo, separati da valvole che permettono
al sangue di scorrere solo in una direzione. L’atrio destro riceve dal circolo venoso il sangue
povero di ossigeno. Lo fa scorrere nel ventricolo destro, che lo pompa nei
polmoni, per ossigenarlo. Dai polmoni, il sangue arricchito di ossigeno
passa, attraversando l’atrio sinistro, nel ventricolo sinistro (piccola
circolazione). Da qui viene pompato nell’arteria aorta e quindi agli
organi e ai tessuti, cui apporta ossigeno. Infine, il sangue, attraverso
le vene viene riportato all’atrio destro e il ciclo ricomincia. (grande
circolo). A riposo, il cuore batte tra le 60 e le 80 volte e pompa circa 5
litri di sangue al minuto. Durante l’esercizio fisico, il cuore può
arrivare a pompare sino a 25 litri al minuto.
Scompenso cardiaco
Nello scompenso cardiaco il muscolo del cuore è
indebolito. La causa più comune è la cardiopatia ischemica e l’infarto miocardico (uno o più) che provoca la sostituzione del tessuto muscolare
cardiaco con tessuto cicatriziale. Quasi sempre ciò accade nel ventricolo
sinistro. Il muscolo cardiaco si dilata, le valvole non tengono più e l’azione
di pompa diviene sempre più difficoltosa. Diminuisce la quantità di
sangue che si dirige verso i tessuti attraverso l’aorta e aumenta quello
che ristagna nei polmoni perché viene meno la funzione di aspirazione
oltre che di spinta del cuore. Questa è la ragione delle difficoltà
respiratorie. Il rene che filtra dietro la "spinta" de cuore,
diventa insufficiente. Pertanto, i reni trattengono sali minerali e acqua
e il risultato è un eccesso di liquidi nell’organismo, che affatica
ulteriormente il circolo, prima la parte sinistra del cuore che deve
lavorare di più e poi la destra del cuore. Quando la parte destra inizia
ad avere qualche problema, la pressione cresce nelle vene e i liquidi si
accumulano nelle gambe e alle caviglie. Nei casi più gravi anche nell’addome,
con conseguente senso di gonfiore e perdita di appetito. A questo punto s’impone
la terapia del caso. Per cui prendendo i farmaci prescritti dal medico o
sottoponendosi a specifici interventi chirurgici è assolutamente
possibile vivere bene e tranquilli.
La diagnosi può essere quindi confermata da esami
specifici.
Alla visita occorre:
La misurazione del polso rivela l’esistenza di
possibili ritmi anomali (aritmie). Al contrario vi può essere frequenza
molto bassa!
L’auscultazione dei suoni prodotti dal cuore e dai
polmoni permette al medico di verificare la regolarità del battito, la
funzionalità delle valvole cardiache (soffi) e se esista un accumulo di
liquido nei polmoni.
Permette al medico di determinare l’accumulo di
liquidi nei tessuti, ad esempio nelle gambe, delimi l’aia cardiaca,
cioè l’area del cuore.
L’elettrocardiogramma individua le aritmie e può
fornire informazioni su eventuali "danni" subiti dal muscolo
cardiaco.
Rivela se il cuore risulta ingrandito (telecuore), e
in che misura.
Quest’indagine evidenzia anche la presenza di
liquidi nei polmoni.
Si tratta dell’indagine
più importante per
la diagnosi di scompenso cardiaco. Consente di determinare la frazione
di eiezione, cioè la F.E. che deve essere adeguata sempre > del 70%
nel soggetto in buona salute. Inoltre consente lo studio del cuore in
funzione e lo stato delle valvole e di quantizzare altri parametri. Tra
queste, ad esempio, la risonanza magnetica nucleare o il cateterismo
cardiaco.
Esami del sangue
Gli esami del sangue permettono, innanzitutto, di
definire la presenza di alcuni fattori di rischio per lo scompenso
cardiaco come il colesterolo o la glicemia elevati. In più, alcuni
esami specifici possono mettere in evidenza i cosiddetti marker
cardiaci, che indicano se la persona soffra della malattia in atto.
Alcuni di questi esami richiedono un’analisi di
laboratorio altri possono essere effettuati come test rapido, con
determinazione del risultato anche in ambulatorio.
La proteina NT-proBNP(cfr
Il
monitoraggio dello scompenso con il BNP)
è, da questo punto di vista,
molto utile per la diagnosi rapida di scompenso cardiaco. Livelli
elevati di NT-proBNP evidenziano un’anomalia che deve essere
ulteriormente indagata. Invece, valori normali escludono virtualmente la
disfunzione. L’NT-proBNP è un indice particolarmente sensibile, che
permette l’individuazione della malattia anche negli stadi iniziali
nei quali la sintomatologia è blanda. Potrebbe quindi essere utilizzato
anche per analizzare un elevato numero di pazienti a rischio, come i
diabetici o gli ipertesi.
LA SCELTA DELLA CURA.
Gli ACE-inibitori contrastano gli effetti negativi di
alcune sostanze dette neuro-ormoni, sul cuore e sui vasi sanguigni. In
aggiunta, hanno un effetto rilassante sulle arterie. Ciò significa che
il cuore deve esercitare meno forza per pompare il sangue nel corpo.
Gli ACE-inibitori aumentano la sopravvivenza e
riducono i ricoveri ospedalieri e solitamente migliorano la qualità
della vita. Sono prescritti inizialmente a basse dosi, altrimenti
causerebbero un rapido abbassamento della pressione, che potrebbe
risultare pericoloso. La dose iniziale, nella maggior parte dei
pazienti, viene successivamente aumentata. Prima di prescrivere un
ACE-inibitore bisognerebbe fare esami del sangue per stabilire la
funzionalità renale.
Gli ACE-inibitori possono causare tosse secca, che in
alcuni pazienti porta all’interruzione della terapia. In questo caso
si può ricorrere ai sartani (ARB, angiotensin receptor blockers), che
hanno effetti simili.
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betabloccanti sono indicati in associazione
agli ACE-inibitori, anche nelle forme lievi. Essi agiscono su altri
neuro-ormoni e migliorano ulteriormente la sopravvivenza e riducono
i ricoveri ospedalieri. I betabloccanti rallentano il battito e
migliorano la funzionalità del muscolo cardiaco. Vengono prescritti
inizialmente a basse dosi, che possono poi essere aggiustate,
aumentandole via via. |
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Gli inibitori dell’aldosterone (specie
canrenoato di potassio) sono utilizzati nello scompenso cardiaco
conseguente a infarto o nelle forme avanzate. Facilitano il
controllo del ritmo cardiaco, migliorano la sopravvivenza e riducono
i ricoveri. |
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Sartani:
hanno un meccanismo d’azione
simile agli ACE-inibitori e vengono utilizzati quale alternativa,
nel caso di intolleranza a questi ultimi. Migliorano la
sopravvivenza e riducono i ricoveri ospedalieri. |
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I diuretici: favoriscono l’eliminazione di
acqua e sali minerali attraverso il rene, nelle urine. Aiutano ad
alleviare alcuni sintomi, come il gonfiore alle caviglie o il
respiro affannoso, comuni nello scompenso cardiaco. La digitale, conosciuta anche come digossina, è
molto utile nei pazienti che hanno un ritmo cardiaco rapido e
irregolare (fibrillazione atriale). La fibrillazione atriale può
portare allo scompenso cardiaco.La digossina non è più utilizzata tanto quanto una
volta. Può causare perdita di appetito e nausea, vomito, arrossamento
cutaneo, palpitazioni e collassamenti. La terapia di resincronizzazione cardiaca (molto più
semplice da ricordare come CRT) è un trattamento dello scompenso cardiaco
che prevede l'utilizzo di un dispositivo impiantabile. Questo invia degli
impulsi elettrici di intensità minima alle camere cardiache per
ripristinare il corretto sincronismo nella contrazione interventricolare
(fra ventricolo destro e ventricolo sinistro) e, se necessario, in quella
atrio-ventricolare (AV). Questo migliora la capacità del cuore di pompare
sangue e ossigeno al resto del corpo. I sistemi per trattamento semplice (pacemaker
biventricolari) forniscono solo la Terapia di resincronizzazione cardiaca
La CRT, associata a un programma terapeutico completo, ha dimostrato di
poter migliorare la qualità della vita, riducendo i sintomi dello
scompenso cardiaco, aumentando la tolleranza allo sforzo e consentendo a
molti pazienti di ricominciare a svolgere varie attività abituali. Questo
trattamento non può sostituire la terapia farmacologica e si raccomanda a
chiunque decida di sottoporsi a CRT di continuare ad assumere i farmaci
prescritti dal medico. |
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