Il paziente con secchezza delle fauci

Il paziente con secchezza delle fauci

iposcialia [Xerostomia]

Una riduzione notevole della salivazione in­terferisce con la fonazione, la masticazione, la deglutizione, richiedendo tempi maggiori al paziente per queste attività. La iposcialia è un disturbo piuttosto diffuso, caratterizzato da diminuita escrezione o produzione di saliva (secchezza delle fauci), di solito è causata dalla respirazione buccale (cfr per esempio il paziente con OSAS). Tuttavia questo sintomo può anche dipendere dall'ostruzione dei dotti delle ghiandole salivari, dalla sindrome di Sjogren, dall'utilizzo di anticolinergici e altri farmaci, specie di pertinenza psichiatrica, nonché dagli effetti delle radiazioni. Può anche derivare dall'esercizio fisico intenso o da attivazione autonomica, come per esempio nella paura o nello stress.

 

Anamnesi ed esame obiettivo

Il medico deve valutare l'entità del disturbo attraverso un'anamnesi accurata:
- Quando ha notato per la prima volta il sintomo? In quel momento stava compiendo esercizi fisici?
-Assume qualche farmaco?
-La sensazione di bocca asciutta è continua o intermittente?
-Tale sintomo viene alleviato da qualche attività?
-La secchezza si associa a bruciore o prurito agli occhi, oppure modificazioni dell'olfatto o del gusto?
Successivamente, ispezionare la bocca del paziente, comprese le mucose, cercando qualsiasi alterazione presente. Osservare gli occhi cercando segni di irritazione congiun­tivale, palpebre attaccate tra loro e ispessimento dell'epitelio corneale. Eseguire alcuni semplici test dell'olfatto e del gusto per met­tere in evidenza eventuali alterazioni di questi sensi. Valutare l'eventuale aumento di volu­me della parotide e delle ghiandole sottoma­scellari. Inoltre il medico deve palpare il collo e la nuca alla ricerca di aree dolenti o tumefatte  (cfr linfoadenopatie)

Ghiandole salivari

Cause mediche

Ostruzione dei dotti salivari.

Solitamente associata a calcoli salivari, questa ostruzione causa ridotta salivazione con dolore e tumefazione locali.

Sindrome di Sjogren

Tutti i segni caratteristici di questa patologia derivano dalla diminuita secrezione da parte delle ghiandole lacrimali, parotidi e sottomascellari, iposcialia e xeroftalmia con bruciore persistente e sensazione di sabbia negli occhi. La secchezza può anche coinvolgere naso, vie respiratorie, vagina ed epidermide.

Segni e sintomi orali correlati sono difficoltà di masticazione, linguaggio e deglutizione, così come ulcere e indolenzimento delle labbra e della mucosa. Le ghiandole parotidi e sottomascellari possono essere ingrossate. Si possono avere croste nasali, epistassi, astenia, sonnolenza, tosse non produttiva, sensazione di fastidio addominale e poliuria.

Tali sintomi possono presentarsi isolati o legati all'artrite reumatoide o ad altre connettivopatie (cfr index m. autoimmuni)

Malattie - Alcune malattie, come il diabete, Hodgkin, Parkinson , HIV/AIDS colpiscono le ghiandole salivari causando la secchezza delle fauci.

Terapie con radiazioni

Le ghiandole salivari possono essere danneggiate se la testa o il collo sono esposti a radiazioni durante il trattamento per il cancro. La perdita di saliva può essere totale o parziale, permanente o temporanea. Chemioterapia - I medicinali usati per la cura dei tumori possono rendere la saliva più consistente o vischiosa, dando la sensazione di avere la bocca secca.

Menopausa

Il cambiamento del livello di ormoni influisce sulle ghiandole salivari, spesso lasciando le donne in menopausa con la costante sensazione di secchezza delle fauci.

Fumo

Molti fumatori di pipa, sigaro e sigarette soffrono di secchezza delle fauci.

Altre cause

Farmaci.

Anticolinergici, antistaminici, antidepressivi triciclici, fenotiazine, clonidina idrocloruro e narcotici analgesici possono causare diminuzione della salivazione, che scompare dopo l'interruzione della terapia. Oltre 400 medicine possono causare la secchezza delle fauci, tra cui gli antistaminici, decongestionanti, antidolorifici, diuretici e medicine per la pressione alta e per la depressione.

Radioterapia.

L'irradiazione eccessiva del­la bocca o del volto nei trattamenti chemio­terapici o nelle radiografie dentarie possono causare una transitoria riduzione della saliva­zione dovuta ad atrofia delle ghiandole salivari, che può comportare difficoltà di deglu­tizione, fastidio e disturbi gengivali.

Consigli per il paziente

Per alleviare i sintomi dovuti alla ridotta sali­vazione, incoraggiare il paziente ad aumentare l'assunzione di liquidi ai pasti e a masticare gomme o caramelle amare senza zucchero fra un pasto e l'altro. Per ridurre il rischio di carie, consigliare di lavarsi i denti, pulirli con filo interdentale, fare sciacqui con colluttorio ed evitare dolci, caramelle e bevande zuccherine.

Esame obiettivo

Nel caso in cui un paziente lamenti riduzione della salivazione, vanno valutati eventuali aumenti di volume delle parotidi e delle ghiandole sottomascellari e la pervietà dei dotti al flusso della saliva. Per cercare un aumento di volume della ghiandola parotide, va chiesto al paziente di stringere i denti, cosi da mettere in tensione i muscoli masseteri. A questo punto va palpato il dotto parotideo (lungo circa 5 cm) che deve essere palpabile contro il muscolo messo in tensione, a livello della guancia, appena al di sotto dell'arcata zigomatica. Fatto questo, va controllato l'orifizio duttale, posto di fronte al secondo molare. Usando i guanti, si dovrà palpare l'orifizio ricercando segni di ingrossamento e si dovrà osservare l'efficacia del drenaggio. Vanno palpate le ghiandole sottomascellari. Queste ghiandole sono grandi all'incirca quan­to una noce e si trovano al di sotto della man­dibola, anteriormente all'angolo mandibolare. Usando i guanti, andrà palpato il pavimento della bocca, alla ricerca di ingrossamento dell'orifizio dei dotti sottomascellari. Infine, vanno osservati entrambi gii orifizi per scoprire quale sia l'entità del flusso salivare. Porre del cotone drofilo sul pavimento buccale, far succhiare al paziente del succo di limone, rimuovere il cotone e quindi osservare l'entità del flusso da entrambi gli orifizi.

cfr visita del paziente