Esame del paziente gastroenterologico

Esame del paziente gastroenterologico

 

appunti del dott. Claudio Italiano     

 cfr semeiotica_gastroenterologica

 

Quando il gastroenterologo visita il paziente, già ad un primo approccio al paziente gastroenterologico, può farsi un’idea delle sue patologie. L'ispezione, per esempio, fornisce già elementi preziosi, come la presenza di ittero; l'ascoltazione può segnalare un ileo paralitico; la percussione un'ascite o una splenomegalia.  Infatti in tutti i pazienti che lamentano disturbi gastro-enterici l'esame dell’addome costituisce un momento essenziale per giungere alla formulazione della diagnosi. Per ricavare da questo esame il numero  maggiore di informazioni possibile, occorre correlare l'esame addominale con l'anamnesi, l'esame obiettivo generale e una valutazione dello stato nutrizionale del paziente. Tuttavia va riconosciuto che, nonostante il suo valore, tale esame può talvolta risultare del tutto normale o soggetti affetti da patologie intestinali. Segni poco eclatanti quali per esempio, una leggera dolorabilità (dolore) epigastrica in un portatore di ulcera peptica, possono costituire l’unico segno della presenza di questa malattia. Il medico che affronti l’esame dell'addome in maniera completa e sistematica verrà ricompensato con un numero maggiore di dati, mentre chi procede in modo frettoloso ed approssimativo ottiene scarse informazioni o fuorvianti.